I pantaloni rossi di Nadiella│5

pantaloni rossi 5.

5.

Ma un po’ di amore mi resta addosso

non è vero che la linea della mia anima

è sprofondata nell’abisso del Satanasso

e poi ci sono quei tuoi pantaloni rossi

che per quanto il vento possa essere

impetuoso te li sfilo anche nel sottopasso

ferroviario qui, dove quando passano

i circhi, non c’è più un treno che corre

verso il sole, soltanto l’altro giorno

ho visto una polacca pedalare che

mi ha fatto un momento pensare

non a te ma alla Henia di Gombrowicz

che lei sì che se avesse messo i tuoi

pantaloni rossi col cazzo che si sarebbe

buttata giù dal ponte

© jan saudek
© jan saudek

I pantaloni rossi di Nadiella│3

pantaloni rossi 3

3.

La vedete quella ragazza

coi calzoni rossi, se hai visto

ebrei che pregano per la pioggia

dirà poi Amichai hai visto

come gli uomini ricordano,

io ti ho visto con quei calzoni

rossi e sulla spiaggia di Rimini

d’inverno com’eri in quella

immagine che mi hanno rubato

gli zingari insieme al libro di Testori

sulla letizia e la felicità che mi avevi

dato da leggere, non puoi vedere

come ricorda un poeta, ragazza

di quegli anni in cui non sono stato

a Le Havre, né a Ushuaia come mio

nonno, mi piaceva stare in mezzo

alla gente, Torino scava immagini

indelebili nella tua libido, con quei

calzoni rossi che avevi in via Barberia

a Bologna solo in quella finestra visiva

ti ho portato a passeggio sotto i portici

di via Roma, via Po e via Cernaia

e adesso che avrei voluto ancora

pensarti qui in questo deserto

della mia anima come faccio

a pensarti con quei calzoni rossi,

come può essersene andata quella

mia ragazza coi calzoni rossi?

Una ragazza con quei calzoni

rossi sta semmai alla finestra

a farsi lo shummulo, non salta

giù perché non può essere che

non ci sia più  nessuno che

le tiri giù i calzoni rossi,

nel vento estivo che sta

arrivando

 

I pantaloni rossi di Nadiella│2

pantaloni rossi 2

2.

una volta sedemmo sui gradini

di San Petronio e fu quando

avevi quei tuoi calzoni rossi

e mi venne in mente il pelo biondo

della mia amica Claretta che non

portava le mutande nemmeno

al ristorante