”Cosmotaxi” intervista V.S. Gaudio su Ezra Pound

(…)

In una delle sue elettriche performance scrittorie, VS Gaudio – probabile nom de plume, Magister più che Direttore di Uh Magazine – ha dedicato un intenso, dotto saggio a Ezra Pound e sembra non ignorare quel monito di Eliot.
Dalla prosa di VS Gaudio, ricca di citazioni, raffinata e coltissima fino (almeno per me) all’ermeticità, traggo un reperto dal suo regesto di segni sotterranei: “La poesia Li e Chung Fu, gli indicatori globali nei Cantos, la teoria delle preposizioni di Viggo Brøndal, il testo multiplo della narratio poundiana, l’immaginario dell’ebrezza mistica, la struttura eroico-mistica nei Cantos, Gilbert Durand, esagrammi e polarità delle immagini, le figure retoriche, le figure di elocuzione, le figure di stile, lo step-style di Pound, tassonomia di Suvin, l’I Ching, il canto di Chung Fu, Abraham A. Moles, Jean Baudrillard, Roland Barthes, psicanalisi, Jacques Lacan, C.J. Parat, Bela Grunberger, l’esplosione, Jurij M. Lotman, Osip Mandel’štam, il cronotipo di Guillaume, l’aspetto verbale di Harald Weinrich, l’antropologia dell’immaginario”.

A VS Gaudio, ho rivolto alcune domande. (…)

Un saggio di VS Gaudio. L’intervista di Armando Adolgiso per “Cosmotaxi”

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Luciano Troisio ░ La luce all’alba e la terra

La luce entra all’alba

 

Anelate alla terra

Ignazio Apolloni ░ Il canto dei pavoni

ANNI DI LUCE ░ 

Quando son nato non avevo nulla

né sangue né molecole né vita.

Il cosmo tutto

ancora non aveva un senso

finché mi partorì una donna.

 

Anni di luce dall’ombra

catartica seguirono fiocamente

a illuminare le grame avulsioni

dello gnomo che cresce e giganteggia

e s’allunga lungo la costa

del mare in cui preferirebbe perire

piuttosto che vivere una seconda volta.

 

Queste gambe e questi gomiti

che s’articolano e flettono

e creano forme dal nulla

gonfiano il mio corpo

come un’appendice

che dilania le croste dell’ignoto

tra una stella e una cometa

che cerca di colpirlo.

 

Anni di luce seguiranno

a gonfiare sempre più

il mio corpo di luce

nello spazio.


IL CANTO DEI PAVONI ░ 

Quando l’uomo scoprirà se stesso

sotto il proprio sudario d’assiomi

in cui confuse i suoi figli,

e veglierà sul cadavere del nulla

mentre tutto risuonerà d’errori,

ogni cellula dell’universo riderà

lo stridulo canto dei pavoni.

 

Ma l’angoscia dei vivi avrà pervaso il mondo

sconosciuto, e ne avrà solcato di rimorso

tutti i tempi che verranno dopo l’uomo:

sarà la mia vendetta, la mia maledizione

nel ciclo dell’informe senza storia

alla ricerca di un’anima che non avevo,

che nessuno ha mai avuto:

che non esiste.


ERA LA GENESI ░ 

Branchi di ululati e miagolii

succhiano il cielo

mentre travasa il tempo

gravido di carne

che nutre le ossa dei morti

sotto le lastre di calcare

adagiate. Occhi divorano

il cielo che scava

bocche cavernose

gonfie di sete,

altri richiami che non toccano ancora

l’estremo confine

mentre i torrenti spaccano la terra,

e frana la terra, e i tronchi segati s’abbattono

inutili a colmare i burroni. Ora

rampe di missili in gara

gettano scintille di fuoco, di orbite,

di natura umana; mentre spettri

segnalano la luce delle stelle, ne

fissano il moto, ne segnano la vita

o ne preparano la distruzione.

 

L’uomo comincia a creare il creato,

ma senza mistero.

da: Ignazio Apolloni, La Grandezza dell’Uomo, Uh-Book 2016

│© enzo monti│ apollonglosse© uh magazine
│© enzo monti│ apollonglosse© uh magazine


CHAMBONHEUR.Le Bonheur Chambérien

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Chambonheur.

 

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Dedicato ad Harry Mathews,

che, a Chambéry, con Georges Perec, Danièle Sallenave e altri,

fece, in una libreria, nel 1981, una lettura di Plaisirs Singuliers.

I nomi dei personaggi sono fittizi; i nomi dei luoghi, degli spazi, delle vie,

delle fiere,dei mercati,delle manifestazioni,

 i tempi(i samedi, les dimanches, i crepuscoli, l’Angelus meridiano e del vespro),

gli equinozi, i solstizi, le stagioni, il Grand Carillon sono quelli di Chambéry.

I personaggi in sé sono tutti di Chambéry o a Chambéry: difatti, i piaceri singolari che essi danno o fanno sono stati presi, o raggiunti, a Chambéry.

La donna, che esplicò in quel reading del 1981,

 le modalità con cui si procurava l’orgasmo, è l’archetipo di ogni personaggio, ovvero è lei l’ Herkunft del Grand Carillon de Chambéry.

A lei va, altresì, dedicato questo nostro Chambonheur.

A LeiElle, del cui “piacere singolare” non v’è traccia né testimonianza, e che, per questa ragione, è ancor di più riconoscibile in ognuno dei corpi chambériens, individualità “differente, rifratta, senza privilegi”,

l’anonima che, di corpo in corpo, si costituirà, al grado elevato del mou savoiardo,

come l’assolutezza anonima,riconoscibile, sì, in ognuno dei personaggi

femminili, ma riconoscibile, soprattutto, nella differenza, rifratta, senza privilegi, di tutti i personaggi femminili.

 

V.S.GAUDIO│© 2004

 db68f-image001©2015

DIDUS PATATEST ⁞ Aurélia Steiner & V.S. Gaudio

 

aurélia steiner de tunis & v.s.gaudio ▌DIDUS PATATEST

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uh magazine vivien solari 2

Il sibaritismo di “entre” ⁞ I Promessi Sposi di Piero Chiara

Il sibaritismo di entre

 

Il pornogramma, che è fatto della voluttà omonimica sibarita e della sua simultaneità, per compiacersi della frase c’è sempre quando il fantasma ha il tra dell’oblatività, che va interpretato o almeno tracciato nella lingua di Don Ferrante de Acuña, è lui che si incunea tra: entre, “in mezzo a”; “nel tempo”, dentro de; “attraverso”, a través, por, entre, “nella relazione o nella scelta”, entre. Perché è questa l’oblatività della promessa sposa,mentre il promesso sposo è tra l’uomo e la donna e tra il mondo e il muro, l’amore e il mondo, il muro e l’amore, lei vola come una oca regale e già promessa sposa non è tra,ma entre, già ha in sé il suo essere posseduta, questa politica della lingua, che entra, comincia,mette dentro, entra, prende, entra, tratta, si mette, fino al progresso graduale, che è nella sua iconicità, nella sua iconicità assoluta, dove non può che passare il conte spagnolo, col suo linguaggio oblativo dell’entre che non è tra ma dentro de, á través por entre. D’altra parte, confrontando la tavola delle preposizioni di Viggo Brøndal[1], si potrà appurare che il tra italiano non ha la transitività dello spagnolo entre, che indica sempre la linea prescritta,la trascrive: questa linea può essere una estensione nello spazio  o nel tempo come anche una serie di numeri o di punti matematici. Essa può sublimare la realizzazione, o l’attualità, l’imperfettività e la durata. La linea di  entre è la linea della polisemia: che  tra, in italiano, Renzo non la vede,non la può vedere; che  entre, in spagnolo, e ci passano tutti dendro de, á través, por entre fino a che l’imperfettività si commuti in durata con l’apporto orizzontale della linea asimmetrica-simmetrica che riunisce le opposte qualità, di là la reversibilità delle 50 castañas, di qua la direzione e la irreversibilità, la serie numerica della giovane Castagna, che, nel dettato del suo esagramma iniziale, non può che cedere alla durata e restarne gravida nell’arco di tre anni.

 

Partner Preposizione Relazione Sviluppo Connessione con il sema

del Cavaliere di Bastoni

della Castagna

Don Rodrigo por Asimmetrica a[asimm.intransitiva] ante[asimm.inconnesiva]
Padre Cristoforo entre Transitiva

asimm.simmet.

a entre – tras

[transit.asimmetrica]

Visconti De-entre Simmetr.intransitiva a sobretras

[asimmetric.transitiva]

Don Ferrante entre Transitiva-incon.connesa entre entre- sobre – tras – en
Renzo tra Inconnessa(intr.tr./asim.sim.) di [simm.-intransiti.] a – por[asim.intrans.]
Osio[2] hasta Asim.simmetr. de[simm.-intransiti.] para[asim.inconnessa]
Don Abbondio[3] sobre Asimm.transitiva hasta a – por – sobre
Monaca di Monza[4] En

Su

Transitiva

Transitiva-asimmetrica

Frate guardiano[5] según Intrans.transitiva/simmetrica hasta ante[intr.tr.-asimmet.]
Bravo che guarda nella scollatura[6] hacia Asimmetrica-simmetrica

intransitiva

contra[asimm.simm.intr]

 

 

 

 

[1] Viggo Brøndal, Teoria delle preposizioni, trad. it. Silva editore, Milano 1967.

[2] “OSIO No. Non si tratta di metterla nel giro, per quanto ne varrebbe la pena, da quel poco che ho visto. Quando passeggia in cortile, mostra un davanti e un didietro che si è notato di raro tra queste mura”: Piero Chiara, ed.cit.:pag.164.

[3] “Don Abbondio approfitta dell’esitazione di Lucia per alzarsi, afferrando il tappeto. I danari rotolano per terra e il candeliere si rovescia. La candela si spegne, Don Abbondio si getta sopra Lucia e la imbacucca maneggiandola senza troppi complimenti”: Piero Chiara, ibidem: pag.86.

[4] “La SIGNORA (…) ( …Le si accosta, le fa una leggera carezza sul volto, poi sforandole con le dita un seno, le sussurra con aria equivoca )Quanto sei bella! Sfido io, che tutti ti vogliono”: Piero Chiara, ibidem: pag. 166.

[5] “Il frate si avvicina alle due donne, dà un’occhiata molto avida alle grazie ridenti di Lucia, poi dice:

FRATE Volete venir con me? Vi conduco subito al monastero della Signora. State però discoste alcuni passi, perché la gente è cattiva; e Dio sa cosa direbbe se vedesse il Padre Guardiano per la strada con una bella giovane…

Il frate fa una faccia zuccherosa e torna a guardare Lucia da capo a piedi. Si avvia, poi, seguito dalle donne. Si vede la faccia del Padre Guardiano che fa girare gli occhi, si lecca il labbro superiore, stringe la bocca come un assaggiatore di vini e volge gli occhi in alto”: Piero Chiara, ibidem:pagg.99-100.

[6] “LUCIA Ma si può sapere chi è? ( Cerca di allacciarsi come può il corsetto, mentre il bravo che le sta di fianco piega il capo verso di lei e le guarda sfacciatamente nella scollatura) Cosa c’è da guardare? BRAVO Ce ne sarebbe, da guardare!  Lucia, rabbonita, sorride. (…) BRAVO State tranquilla. Quando si hanno certi argomenti, non la può andar male(  le torna a guardare la scollatura).”: Piero Chiara, ibidem: pag. 1701-171.

da: V.S. Gaudio ⁞ Il Nome Proprio della Castagna

La versione di 62 pagine del testo di critica fenomenologico-polimaterica

di v.s. gaudio sui Promessi Sposi di Piero Chiara|

v.s. gaudio □ Aurélia M Gurgur │Aurélia Steiner de Durrës

│photocover © auquierjoseph
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HENIA’S GAME □

Semidissertazione su “Pornografia” e Lebenswelt con Witold Gombrowicz

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