La casa-fantasma di mio nonno ⁞

VS vs A cerchiato sul cavalcaferrovia casello 106
VS vs A cerchiato sul cavalcaferrovia casello 106
  • La casa-fantasma di mio nonno di V. S.Gaudio
  • C’è ne “Lo Zen di Mia Nonna”(© 1999) anche la storia della casa in cui fu tenuto prigioniero mio nonno, in un paese dello Jonio alto, non quello basso in cui Teti rinviene i doppi paesi[ma anche Giulio Palange qualche storia di fantasmi, o, se si vuole, del doppio, in “La Regina dai tre seni. Guida alla Calabria magica e leggendaria”(Rubbettino, 1994) la racconta], siamo sopra, nella cosiddetta isola felice della Sibaritide[quella dell’operazione anti-‘ndrangheta degli anni Novanta chiamata “Galassia”, per intenderci bene e anche per fare un parallelo virtuale  con Pompei, quando si tratta di crolli o di sommersione], che era proprio sul corso principale del paese, il primo numero civico,o l’ultimo, a seconda  di come si alzavano al Comune e decidevano di rinumerare, e , poi, giacché c’era il fantasma di mio nonno fu abbattuta dall’amministrazione comunale gestita da un massone, che era annesso al partito dell’Avanti di Benedetto Craxi, e adesso a chi sarà connesso, indovinate un po’? Anni fa, nel secolo scorso, quando ancora la casa-prigione c’era, la nuora di mio nonno si svegliò in piena notte e vide il nonno, che era morto da almeno cinque lustri, seduto ai piedi del letto che ammazzava un pollo sbattendogli la testa sulla sponda. La nuora chiese al nonno cosa stesse facendo e il nonno disse di non preoccuparsi che lui era morto ed era venuto solo per i maccheroni della domenica. Intanto, le disse, sappi che è un grave errore invertire i numeri civici delle vie urbane: se questa casa era 1,3,5 come mai adesso è 96,98,100? A questo punto, entrò ‘zi Catarina ‘i gh’jurr e vide Rusinella che stava discorrendo con una “foschia lattiginosa e informe”[Woody Allen,”Apparizioni”] che(lei disse) le ricordava mio nonno, ma molto più brutto.Alla fine il fantasma chiese alla nuora di mettergli sul giradischi “Wish You Were Here” dei Pink Floyd , ©1975 Pink Floyd Music Ltd. , che quando era uscito lui era già morto e non aveva fatto in tempo a sentirlo, almeno fino a che all’alba doveva scomparire attraverso il muro, che dava sul corso Vittorio Emanuele III, prima che quell’albidonese massone lo buttasse giù.Perché non crediate che questo sia frutto di fantasia di un poeta, a proposito di Tonino Guerra(“Mu me la mórta/l’a m fa una pavéura che mai/ ch’u s lasa tròpa ròba ch’l’a n s vaid piò”), che era di Sant’Arcangelo di Romagna come la nuora di mio nonno era di Sant’Arcangelo(Pz) ma che sostanzialmente stava vicino a dove sono stato da ragazzo, nell’agro di Cervia, e lì, appunto, amarcord, c’era una casa, con dentro una storia triste o di fantasmi o di tragedia o di sconvolgimento assoluto dell’anima, sull’argine del Savio, tra Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna :
  • Al ródi mi carétt
  • a ‘l s’è farmè,
  • a ‘l pépi ad tèra còta
  • a ‘l s’è brusé la saira
  • a fè la vègia tra i paier ;
  • i méur i è vécc
  • al crépi al vén d’in zò
  • com’è di fólmin.
  • E’ ciód dla méridiéna
  • l’è caschè.
  • (Le ruote dei carri/si sono fermate,/alla sera le pipe di cotto/si sono spente/durante la veglia nei pagliai;/i muri sono vecchi/le crepe scendono/come fulmini./Il chiodo della meridiana/è cascato.)

casa fantasma di mio nonno

Non arriveranno mai a Sant’Arcangelo.

ICM107B
Sud-Ovest.Non è sulla via per Sant’Arcangelo.

(…)

Alla fine di marzo arrivammo alla Montagnella di Plataci, avendo a sinistra in alto il punto geodetico del monte Capo dell’Uomo a 1339 metri[i]. Mi recai subito dai rappresentanti della società dei Muli e dei Cestoni(“Mushkë  e   Koshëmadhi”) per chiedere le provviste pattuite. Era proprio come avevo temuto: molte cordialità, molte parole prive di significato, in dialetto stretto e fosse stata solo la metafonesi rilevata da Rohlfs l’ostacolo…, niente provviste. Insomma: pare che la società della Timpa di Cerchiara rimandasse la questione alla società di San Paolo Albanese e questi a sua volta alla società della Timpa di Cerchiara che aveva giurisdizione fin oltre il varco di S. Lorenzo Bellizzi. Già da anni esisteva tra loro un’inimicizia all’ultimo sangue. Nessuna delle due voleva essere in perdita per aver contribuito alla spedizione in misura maggiore dell’altra. “Non arriveranno mai a Sant’Arcangelo!” disse uno a portata d’udito di Antonio Mundo, che era più avanti di noi tutti. “E quand’anche, il primo assalto degli ammašcânti lucani li farà fuori. Perché dovremmo dar loro provviste, quando noi stessi ne abbiamo a malapena?” E sentii una battuta che avrebbe dovuto essere di amaro riconoscimento, ma che probabilmente aveva ben altro significato: “Ma erano pure a Riulë, dunque ce la faranno!Se non con la testa, col carattere di certo!”

[i] Vedi: Foglio n.221 della Carta d’Italia, I S.E. cit.: punto designato “33SXE194195.

da: v.s.gaudio La stagione della Sella dell’imbroglio La Lebenswelt con Sten Nadolny sulla spedizione degli Scalzacani per il passaggio a nordovest del Delta del Saraceno