Il foro interiore di Scarlett Johansson.

Scarlett Johansson bt Peter Lindbergh
Scarlett Johansson bt Peter Lindbergh

Lo sguardo che interroga il foro interiore del poeta-visionatore ♦

Visto nel silenzio del Giardino di Mia Nonna, questo sguardo tra carne, estraneità e foro interiore parla al mio inconscio, e lo fa parlare, ma essendo la parola interdetta quella più carica di Unheimliche, il poeta, d’altronde è lui che parla ed è sempre lui che è il soggetto che avvista la meraviglia, riconosce in esso l’estraneità del mondo, in cui quella carne, la carne di Natasha o Scarlett che sia, è abitata, ma per interrogare così il mio foro interiore, io sento che lei sta costruendo ed errando, questa passione del suo foro interiore è la meraviglia della natura, non si lascia andare, sorseggia, non si espone, gusta, cammina sopra un filo di seta, estingue la sete del visionatore e del poeta.

▐ Leggi : Il foro interiore di Natasha Romanoff su Uh Magazine

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POP-CORN CINEMA & POESIA

Marisa Aino | Pipirites et paniculae © 2016

▐ Sembra che per la bottega di pop-corn l’attrice si sia ispirata a queste paniculae di Marisa Aino…Se trarrà ispirazione dai piperites, quella patagonica(o ottusa?) attrice che altro botteghino aprirà in quel di Parigi, quello dei “popacci crushkl” di Sant’Arcangelo?▐

Il pop-corn della ragazza del poeta ♥

Il poeta, che non ha i baffi nerissimi e accuratamente tagliati di quel signore della Centuria “Ventiquattro” di Manganelli che è, alle quattro del pomeriggio, ancora in pigiama[i], non riesce a sdraiarsi sul letto, e nemmeno stendersi in una poltrona comoda e rassegnata, e non sfoglia manco un libro, né guarda il titolo solo dopo aver leggiucchiato una pagina. Ha appena letto in un quotidiano che la sua ragazza, l’attrice che non si sa quanti film ha fatto e che non si  sa da quanti visionatori è concupita come oggetto “a”, ha inaugurato il suo negozietto di pop-corn! Lei è un’anima aggraziata, e anche di corpo non è male, è pur sempre la ragazza del poeta, che, continua a pensare che anche lei in qualche modo è innamorata  perdutamente di lui, pur essendo poeta, sarà, si dice, per via del punctum dell’anima, ah, dice “punctum”, facendo sottentrare per la sua immagine l’ovvio e l’ottuso di Roland Barthes, invece si sta riferendo al punto sensibile arabo nel suo cosmogramma, quello dell’anima, che è strettamente connesso al suo Ascendente, anzi al suo mezzopunto Sole/Ascendente, un’adesione incredibile, quasi patagonica, per via  del fatto che oggi si sente sotto l’effetto di una molesta ubriacatura, ma in realtà egli , la sera prima, ha bevuto un solo bicchiere, saranno stati i peperoni, peperoni e uova, e…oh, Dio, com’è possibile? Pop-corn, e ripensando alle uova, per le galline e il granone per le galline, quella scema s’è aperto il negozietto del pop-corn, ma chissà mai chi glielo avrà messo in testa, o forse ci ha pensato autonomamente, quando andavamo al cinema, pensa il poeta, forse a vedere che si vendeva tutto quel pop-corn avrà pensato che era in quel modo che si facevano i soldi, povera stupida…Ma è suonata? Sarà stata un imbonimento della famiglia, quelle sorelle non volevano aprire tempo addietro una friggitoria, così, dicevano, sai quanti soldi ci facciamo la mattina che prepariamo il cestino di patate fritte e cozze impepate per i ragazzi che vanno a scuola, tu pensa a quelli che, poi, devono restare qui in paese per il turno pomeridiano e allora vengono a mangiare qui peperoni e patate, cozze o cozz’ammula fritta, e poi tu ti metti il grembiulino e bona come sei sai quanti si vengono a riempire l’otre dello scroto a furia di ingurgitare pensieri immondi su di te, che in confronto un manga di marca “Hentai”sembra addirittura arido, altro che shummulo[ii]  di quel fesso di quel poeta senza una lira!

Pop-corn…e la rivedeva nella tuta di latex per quel personaggio da super-eroina, che, lui, così in quell’assetto, ne aveva messo da parte immagini in gif, che, quando lei non c’era, stava a guardarsele e a menarselo per ore intere, e giorni, e adesso questa super-eroina si mette a vendere il pop-corn… Mio Dio, mi capiterà un giorno che uscendo da quel suo negozietto un giorno mi accorgerò che mi hanno rubato l’Universo, e al posto dell’Universo c’è quel solito venditore all’ingrosso di granone per galline, in quel suo buco, dove, quando smise, aprirono la sede della progenitrice dell’agenzia della Fiscalrassi, e il suo paese era scomparso, scomparsa la sua casa, scomparsa la sua famiglia, scomparso il suo aranceto, scomparsi gli ulivi di Sant’Arcangelo e la sterpina, scomparso il sole, scomparso il cinema, e il poeta si era allora convinto che era accaduto un furto, un furto più grande del consueto, era stato rubato l’Universo del poeta, e c’era tutto quel pop-corn e quella stupida che adesso non faceva più l’attrice, s’era messo il grembiulino e il berrettino e sorrideva a tutti i compratori di pop-corn, che, poi, non sapevano che farsene, perché non c’era più il cinema, non c’era più l’attrice per la quale andavano tutti al cinema a farsi l’erezione di terzo grado, non c’era il sole, ed erano rimasti tutti gli ombroni del mondo, e tutti avevano il pollaio e tutti vendevano il granone all’ingrosso e tutti erano affiliati alla Fiscalrassi e tutti andavano alla regione a mettere la tassa della salute per il poeta che, se non voleva essere ricoverato in una clinica psichiatrica (come quella che c’era vicino all’ospedale della città dov’era la sede legale dell’azienda che faceva le bollette a Moncalieri e che in realtà era afferente alla sede maggiore in Puglia, tanto che se il padre fondatore era un monaco, il nome di quel paese della Puglia era simile al nome di un altro monaco che, anche quando non è il nome di un monaco, entra in vari scandali per il dispositivo di alleanza  e anche per quello di sessualità), doveva pagarla  a fior di quattrini prima all’Inps di residenza e, se non lo avesse fatto, l’avrebbero resa nazionale e fatta pagare con il 740 con versamenti alla regione di residenza, famosa per avere il Centro Servizi fiscale a Salerno, nella regione attigua, a nord, che, sarà per questo, per via dell’ombra, che, più si va a nord e più  è tutto in mano agli ombroni, o nelle loro bisacce.

Un giorno, poi, dopo che il poeta le aveva scritto una lunga email sperando che rinsavisse e ritornasse a fare film, lei gli aveva mandato un’affiche come quelle di Paye Ta Shnek: “Mon Pop-corn n’a  pas besoin de ta poésie ou de ton (-phi), ni a besoin d’autre cocorico de Monsieur Lacan!”. E gliela affisse anche su Twitter[iii]. Il poeta prima pianse per tre giorni, e ogni volta che mangiava l’insalata di mais col tonno Sardanelli rigettava, infine se la legò al meridiano la sua bella attrice di una volta e, quando era incazzato nero, scuoteva così forte il meridiano che il Fondo Cielo, in breve, si riempiva fino all’orlo creando panico negli ombroni che temevano ogni volta di annegare.

♥by Gaudio Malaguzzi

[i] Giorgio Manganelli, Centuria.Cento piccoli romanzi fiume, Rizzoli Editore, Milano 1979.

[ii] Cfr. V.S.Gaudio, Shummulon vs Shumullar. La Stimmung con Samuel Beckett, Rockaby, in→ “il cobold”.

[iii] Cfr. “La ragazza che faceva l’attrice al suo ex poeta”.

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La ragazza che faceva l’attrice al suo ex poeta: l’affiche de son Pop-corn.

Alla maniera di PayeTaShnek.

La Gabelliera di Ritts|E il gioco di Maruzia

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Herb Ritts for American Vogue, May 1987. Swimsuit by The Finals.

 

L’I King della Gabelliera e del Poeta|2.Kkunn.-Il ricettivo:La giumenta docile e robusta

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(…)

L’alzare e il gioco del poi

che Maruzia fa nel giorno di gala,

quando s’avvia il Calendario

che sarebbe il boccone per i conti

diciamo il ristoro per re e principi,

contadini e viticultori, financo al re

di denari[i] che nei tarocchi è quello che più

di ogni altro fa il giuoco del diavolo,

poiché essendo un plebeo arricchito

città delle braghe della zia paterna

egli fallisce all’entrar della rocca

e si fa il gaudio all’inizio del Calendario

 

(…)

da: V.S.Gaudio | Maruzia a Bragalla © 2007

[i] Quando arriva il Re di denari, o di quadri, è sempre un uomo ben venuto, un vizioso, sposato o vedovo oppure sposato in vedovanza sessuale, straniero e insolente; è una figura paterna, ecco che si abbina alle brache della zia paterna, è come se conoscesse la potenzialità di quelle braghe, perché lui essendo affine al padre è sulla linea sessuale del padre, per questo le braghe sono della zia paterna, e lui, il re di denari, le sa calare o imbragallare come si deve.

♫ Chlöe, Paperina e tutto quel “Rumour” per quel fesso del poeta colonna della Disney…

Quel pezzo di dolicomorfa del “Rumour”

Quando ero un giovane radicale e sognatore

pivello senza timori e leggevo con sobria attenzione

anche gli epitaffi e soprattutto l’Ananga Ranga

ed ero un po’ come quel piccolo bestemmiatore

di cui al capitano Orlando Killion dell’Antologia di Spoon River

e ancora non avevo letto i primi saggi di Woody Allen

e in special modo non stavo mai a dire

a un pezzo di dolicomorfa come Chlöe

di tutte le meraviglie della natura, tolto l’albero

d’estate che è ineguagliabile anche sotto

l’ombrellone, tu sei peggio di un alce con le ghette

di Paperina stessa che, quante volte,  quando

poi fui una colonna della Disney Company  prima

e  dopo che si mise in proprio, io, che più in là di Paperino

non sarei mai potuto andare, pensavo che non mi

sarebbe dispiaciuto andarci a passeggio in via Dante

a Milano e in via Dante anche a Torino, ma perché mi

chiedevo spesso Paperina mi piace di più di Minni,

e adesso che guardo cantare Chlöe che ha un po’

dell’una e dell’altra e non è una papera, anzi è

tutta dentro il senso ottuso che anche Barthes

le antropomorfizzerebbe, e di più le scriverebbe

un saggio sul punctum che io che son poeta non

posso non vedere, e dunque quando ero un giovane

coglione e c’era tutto quel rumore nel mondo per via

dei boscaioli che abbattevano non solo gli alberi d’estate

nel bosco del torinese nel Pantano di Villapiana e

gli operai del comune che gli tagliavano l’erba

dopo aver aperto il cancello e quando ci andavi tu

arrivavano boy scout e inviati della parrocchia

a romperti il cazzo anche Sarachë e Saracinë

e fu in quel tempo che capii che la maturità

di una persona non si misura dal rumore che fa

né dall’arroganza, né dalla riforma fondiaria

né dai georgofili tipo Scardaccione ch’era il

livellario della sorella di quella che fu fatta

mia madre e mia madre ne teneva invece

la parte ereditata dal padre e dallo spirito santo

dalla madre neanche un cazzo se si può dire,

io a guardare Chlöe che posso considerare

se non la paura che ho di svegliarmi in mutande

e non sono eretto, e non sono diventato nemmeno calvo

nemmeno quella notte del gran freddo a Catanzaro

d’altra parte ogni periodo della vita ha la sua temperatura

e se domani, metti il caso, qui comincia davvero a nevicare

il problema dell’esistenza sarebbe l’interruttore della luce,

l’oggetto a che è Chlöe o Paperina oppure che se viene

a bussare alla porta la cantante io sono in mutande

lei mi guarda e cos’è tutto ‘sto silenzio , mi chiede,

quando è a letto tutto quel rumore e poi che vedo qua

un poeta abbattuto e depresso, uretrale e fesso,

anche se ha una bella abbronzatura da falciaerba

in canottiera?

►[da: Se fosse l’antologia di quella notte a Catanzaro, 3]

Gli oggetti d’amore del Poeta e della Parrottiera

e868b-image002Pratica annuale del poeta e della Parrottiera, e suoi oggetti  d’amore più goduti

by Gaudio Malaguzzi

Fu all’inizio dell’anno che il poeta inviò la statistica o, semplicemente, la classifica delle sue pratiche singolari alla Signora dei cetrioli, quella della patagonica posizione della Mula. Pur essendo prima la moglie, che con le due strutture dell’oggetto a aveva raggiunto la ragguardevole quota di 526 punti, qualcosa come 1.4 pratiche di fantasmizzazione giornaliere, che, nell’ambito di questo tipo di lussuria, è davvero disdicevole ma che testimonia come la potenza patafisica della signora sia qualcosa di oltremodo temporale e di possentemente heimlich[c’è da dire che in ogni esercizio masturbatorio, l’oggetto fantasmato prende 1 punto; se l’esercizio ha una certa continuità temporale, c’è un bonus che può essere anche di 3 punti e se l’esecuzione fantasmatica produce un orgasmo effettivo e liquido i punti assegnati sono 5, oltre a quello della performance, che, se ha avuto durata, ha ulteriori punti aggiunti in bonus], dicevamo: pur essendo prima la moglie, senza temere reazioni in proposito da parte dell’altra signora in corrispondenza segreta, il poeta le inviò questa classifica:

1° Moglie 527

2° Mula o Parrottiera 489

3° Orsellizia 438

4° Gigolette 405

5° Ide 32 (solo negli ultimi giorni dell’anno)

 
© blue amorosi

E dopo pochi giorni il poeta, come d’accordo, ricevette la classifica della Mula, che l’aveva spedita contemporaneamente al poeta, in modo che ognuno non fosse a conoscenza, prima dell’altro, del risultato. Incredibilmente, anche il poeta non era stato primo nei pensieri morbosi della signora dei cetrioli. Difatti, questa trasmise questa classifica:

Oggetto denominato “Il portiere” 734

(Era un suo oggetto “a”, fattosi tale e talmente irredento nella mappa della Mula, per il fatto che il portinaio non c’era volta che non la guardava salire le scale, e, infine, pare che, quando il pover’uomo dovette essere pensionato, fosse stato liquidato con una infinita e potente inculata sul terrazzo dello stabile; lei lo fantasma per il fallo da satiro e la capacità liquida della performance, che poi lei, naturalmente, mostra al mondo e ai condomini tutti depositandola integralmente nello stesso punto in cui viene sodomizzata)

2° Poeta 405

3° Un uomo chiamato “Fisico” 390

4° Un giovanotto chiamato “U giovane” 115

A cui fa seghe e blow job, e gli fa anche lo shummulo con i seni

Un altro giovane chiamato “Subito” 104

(Fa subito, in qualsiasi posto, anche, spesso le fa addosso, sul vestito, in faccia, sul muso)

Poi ulteriori oggetti non definiti, e omessi nel conteggio, che impensieriscono non poco il poeta, perché sembra che tra questi ci siano le nuove strutture dell’oggetto “a” della Mula per l’anno avviato[i]

[i] A conti fatti, considerati i 5 oggetti definiti per ognuno degli interagenti dei piaceri singolari, abbiamo questo risultato: a) il poeta raggiunge quota 1891, che corrisponde a una media giornaliera di quasi 6 “pratiche fantasmatiche” formalizzabili; b) la parrottiera, o mula, fa 1748 che è superiore a una media giornaliera di 5 “pratiche fantasmatiche bagnate”. Se si considera che sia il poeta che la parrottiera hanno omesso altri oggetti non considerati come partecipanti ufficialmente al piacere singolare di ognuno dei corrispondenti, avremmo una somma ancor più considerevole; va sottolineato che dal punteggio riguardante l’oggetto “Poeta”, per la mula, lei ha sottratto 236 pratiche, imputabili alla fantasmizzazione del “marito” più giovane con cui verbalizza, sempre, la chiamata e la partecipazione del poeta , che viene designata dal marito come esattezza matematica , è quasi scientifico, dice alla moglie mentre glielo tiene dentro, per la tua parrottiera il calibro giusto, esatto, è quello di Parrōttë, perciò il poeta sarebbe , nell’anno solare considerato, a quota 641, a 93 piaceri singolari ottenuti col “portiere”. Che stranamente , nell’alfabeto della tavola numerica del gancio mnemonico, farebbe “pum”(p=9;m=3), un colpo di Parrott, solo che il cannone è del portiere. Ma, riconsiderati i primi cinque oggetti per la mula, messo, cioè, il “marito” al 4° posto con 236, e tolto il giovane chiamato “Subito”, con 104, la somma effettivamente ottenuta dalla mula per l’anno solare considerato è pari a 1880, solo 11 unità meno del poeta, la media giornaliera è pari a 5.15, a fronte del 5.18 della media del poeta..Da notare che nelle pratiche fantasmatiche del poeta c’è la Gigolette a quota 405 e lui, il poeta, è a quota 405 nelle pratiche fantasmatiche della mula. Se si pensa che la pratica preferita da Gigolette sia lo shummulo sul viso e sul muso, una sorta di Biffle di struscio e di shummulo, e che il poeta, fantasmaizzato dalla parrottiera, sia il fautore dello shummulo nella parrottiera, questo risultato speculare determina sia il doppio dello shummulo che la  pratica più fantasmizzata, dai due interagenti a distanza, con 810 attualizzazioni.

Lais Ribeiro vs V.S.Gaudio

blackfashion:

Lais Riberio in “Perfect 10” photographed by Mario Sorrenti and syled by Edward Enninful for W Magazine

Lais Ribeiro
Age: 24
Height: 5’11”
Measurements: 31”-23”-33”
Instagram followers: 93,300
Twitter followers: 21,100
Victoria’s Secret 
shows walked: 3
Number of runway 
shows she walked in 2011 for Rio and São Paulo Fashion Weeks: 53

░ Lais Ribeiro non ha i numeri di V.S. Gaudio ░ Mia Nonna dello Zen ha appurato che V.S.Gaudio non è Lais Ribeiro, non vi è alcun dubbio, pensava che mi fossi travestito e, così, stanco di questa monotona vita ammollo nel pantano di Villapiana, fattomi Lais Ribeiro, un bel pezzo di gnocca alto quanto V.S.Gaudio, cinque piedi e 11 pollici, con il trittico 31”.23”.33”, roba da longilinea ectomorfa che, come fa un passo, tu t’arrampichi al tuo meridiano e soffiando a più riprese nel tuo oggetto “a” lo ingravidi all’istante manco l’immacolata concezione! Quello che ha fatto capire tutto a Mia Nonna è stato che V.S.Gaudio, alla voce: “Instagram Followers: 93,300” per Lais, lui ha 0,000; alla voce “Twitter Followers: 21,100” per Lais, lui ha ancora 0,000; ma la saggia Mia Nonna dello Zen, o è semplicemente scaltra?, ha capito l’antifona e la verità l’ha, come dire?, fulminata, quando, a proposito di “walked”, c’erano le 53 weeks di Lais a Rio e a São Paulo nel 2011: “Ma quando mai? V.S. nel 2011 ha fatto la passeggiata di mezzogiorno per 55 weeks sulla ex statale 106 d’Italia, in agro di Villapiana!”Un piccolo dubbio sussisteva, però: quel che turbò Mia Nonna dello Zen fu il fatto che “Victoria’s Secret shows walked: 3” potesse essere davvero vero anche per V.S., non solo perché l’acronimo di “Victoria’s Secret” è “V.S.”, ma anche per via del 3, che è il numero degli scalzacani con le bisacce, e quindi gli shows walked ci starebbero, e il segreto di Vittoria, che era sua suocera, anche quello, ci stava tutto. Solo che, quando la saggia donna riuscì a capire finalmente che si trattava di mutande, beh, allora, sciolse ogni dubbio: “No. V.S. non ha mai passeggiato a mezzogiorno su una strada nazionale in mutande; quindi, non c’è dubbio, Lais Ribeiro non è V.S. Gaudio!” ░ Il Poeta ha altri numeri… Mia Nonna dello Zen ha in effetti dimenticato le misure; ma, la pia donna come avrebbe potuto comparare le mie misure con quelle di Lais, dico la mia misura, quella che demarca la differenza di genere; comunque, la preciso io: i pollici dell’altezza, bastano a risolvere il caso. Così lei passeggia a Rio e a São Paulo e io continuo a menare il mio oggetto “a” lungo l’asse del mezzo cielo, le juste milieu, dicono i francesi, ma qui chi li capisce i francesi?

Lo sguardo di Margarita Babina

Il mondo invisibile e lo sguardo della sentinella

Non v’è dubbio che ci sia un mondo invisibile. Di avvenimenti inspiegabili ne succedono di continuo. Un uomo vede gli spiriti. Un altro visiona il proprio fantasma. Un terzo si sveglia e dice: “Era proprio il mio oggetto a che passava al meridiano”. Per spiegare come è stato possibile che abbia di nuovo bagnato il suo fantasma e irrorato il pigiama. Quanti di noi, una volta o l’altra, non hanno visto una ragazza con questi occhi e sentito una mano, che non era per niente gelida, sulla nuca ma più in basso e davanti ed erano soli in casa? Cosa c’è dietro queste esperienze? Sarà possibile, una volta che una ragazza ti ha guardato con questo sguardo, pensare di farle fare il rovescio dellacinese(in cui lei per forza di cose e di atlante deve mettersi in ginocchio, foss’anche mongola, il culo sui talloni, la testa appoggiata sulle braccia)? Di sicuro, se lei ama fare la <em>sentinella</em>(la numero 35 nel F. du Clergé de France)si lascerà la porta semiaperta e lei appoggiata allo stipite con la testa rivolta alle scale e il corpo dentro la stanza a disposizione del poeta, che, pertanto, sarà il non-beneficiario dello sguardo della sentinella…

http://joshwool.tumblr.com/post/45933001934/margarita-babina-by-josh-wool”>joshwool</a>:</p>&#13;
Margarita Babina by Josh Wool