Il sibaritismo di “entre” ⁞ I Promessi Sposi di Piero Chiara

Il sibaritismo di entre

 

Il pornogramma, che è fatto della voluttà omonimica sibarita e della sua simultaneità, per compiacersi della frase c’è sempre quando il fantasma ha il tra dell’oblatività, che va interpretato o almeno tracciato nella lingua di Don Ferrante de Acuña, è lui che si incunea tra: entre, “in mezzo a”; “nel tempo”, dentro de; “attraverso”, a través, por, entre, “nella relazione o nella scelta”, entre. Perché è questa l’oblatività della promessa sposa,mentre il promesso sposo è tra l’uomo e la donna e tra il mondo e il muro, l’amore e il mondo, il muro e l’amore, lei vola come una oca regale e già promessa sposa non è tra,ma entre, già ha in sé il suo essere posseduta, questa politica della lingua, che entra, comincia,mette dentro, entra, prende, entra, tratta, si mette, fino al progresso graduale, che è nella sua iconicità, nella sua iconicità assoluta, dove non può che passare il conte spagnolo, col suo linguaggio oblativo dell’entre che non è tra ma dentro de, á través por entre. D’altra parte, confrontando la tavola delle preposizioni di Viggo Brøndal[1], si potrà appurare che il tra italiano non ha la transitività dello spagnolo entre, che indica sempre la linea prescritta,la trascrive: questa linea può essere una estensione nello spazio  o nel tempo come anche una serie di numeri o di punti matematici. Essa può sublimare la realizzazione, o l’attualità, l’imperfettività e la durata. La linea di  entre è la linea della polisemia: che  tra, in italiano, Renzo non la vede,non la può vedere; che  entre, in spagnolo, e ci passano tutti dendro de, á través, por entre fino a che l’imperfettività si commuti in durata con l’apporto orizzontale della linea asimmetrica-simmetrica che riunisce le opposte qualità, di là la reversibilità delle 50 castañas, di qua la direzione e la irreversibilità, la serie numerica della giovane Castagna, che, nel dettato del suo esagramma iniziale, non può che cedere alla durata e restarne gravida nell’arco di tre anni.

 

Partner Preposizione Relazione Sviluppo Connessione con il sema

del Cavaliere di Bastoni

della Castagna

Don Rodrigo por Asimmetrica a[asimm.intransitiva] ante[asimm.inconnesiva]
Padre Cristoforo entre Transitiva

asimm.simmet.

a entre – tras

[transit.asimmetrica]

Visconti De-entre Simmetr.intransitiva a sobretras

[asimmetric.transitiva]

Don Ferrante entre Transitiva-incon.connesa entre entre- sobre – tras – en
Renzo tra Inconnessa(intr.tr./asim.sim.) di [simm.-intransiti.] a – por[asim.intrans.]
Osio[2] hasta Asim.simmetr. de[simm.-intransiti.] para[asim.inconnessa]
Don Abbondio[3] sobre Asimm.transitiva hasta a – por – sobre
Monaca di Monza[4] En

Su

Transitiva

Transitiva-asimmetrica

Frate guardiano[5] según Intrans.transitiva/simmetrica hasta ante[intr.tr.-asimmet.]
Bravo che guarda nella scollatura[6] hacia Asimmetrica-simmetrica

intransitiva

contra[asimm.simm.intr]

 

 

 

 

[1] Viggo Brøndal, Teoria delle preposizioni, trad. it. Silva editore, Milano 1967.

[2] “OSIO No. Non si tratta di metterla nel giro, per quanto ne varrebbe la pena, da quel poco che ho visto. Quando passeggia in cortile, mostra un davanti e un didietro che si è notato di raro tra queste mura”: Piero Chiara, ed.cit.:pag.164.

[3] “Don Abbondio approfitta dell’esitazione di Lucia per alzarsi, afferrando il tappeto. I danari rotolano per terra e il candeliere si rovescia. La candela si spegne, Don Abbondio si getta sopra Lucia e la imbacucca maneggiandola senza troppi complimenti”: Piero Chiara, ibidem: pag.86.

[4] “La SIGNORA (…) ( …Le si accosta, le fa una leggera carezza sul volto, poi sforandole con le dita un seno, le sussurra con aria equivoca )Quanto sei bella! Sfido io, che tutti ti vogliono”: Piero Chiara, ibidem: pag. 166.

[5] “Il frate si avvicina alle due donne, dà un’occhiata molto avida alle grazie ridenti di Lucia, poi dice:

FRATE Volete venir con me? Vi conduco subito al monastero della Signora. State però discoste alcuni passi, perché la gente è cattiva; e Dio sa cosa direbbe se vedesse il Padre Guardiano per la strada con una bella giovane…

Il frate fa una faccia zuccherosa e torna a guardare Lucia da capo a piedi. Si avvia, poi, seguito dalle donne. Si vede la faccia del Padre Guardiano che fa girare gli occhi, si lecca il labbro superiore, stringe la bocca come un assaggiatore di vini e volge gli occhi in alto”: Piero Chiara, ibidem:pagg.99-100.

[6] “LUCIA Ma si può sapere chi è? ( Cerca di allacciarsi come può il corsetto, mentre il bravo che le sta di fianco piega il capo verso di lei e le guarda sfacciatamente nella scollatura) Cosa c’è da guardare? BRAVO Ce ne sarebbe, da guardare!  Lucia, rabbonita, sorride. (…) BRAVO State tranquilla. Quando si hanno certi argomenti, non la può andar male(  le torna a guardare la scollatura).”: Piero Chiara, ibidem: pag. 1701-171.

da: V.S. Gaudio ⁞ Il Nome Proprio della Castagna

La versione di 62 pagine del testo di critica fenomenologico-polimaterica

di v.s. gaudio sui Promessi Sposi di Piero Chiara|

Passaggio al Meridiano ♦ Morfologia della bella baggiana

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Morfologia di Lucia dei Promessi Sposi

 

I Promessi Sposi di Piero Chiara ░  Arnoldo Mondadori Editore 1998
I Promessi Sposi di Piero Chiara ░ Arnoldo Mondadori Editore 1998

V.S. Gaudio

Gli indici somatici  e il Sibaritismo di Lucia

 

 

L’Indice Costituzionale e l’Indice del Pondus della bella baggiana

 

Non avendo indicazioni sull’altezza di Lucia, ed essendo i parametri medi del Seicento nettamente più bassi rispetto a quelli di oggi(160-169), si può comprendere la Normolinea, che Lucia dovrebbe essere, tra 156 e 165 centimetri:

con un’altezza di 156 cm, un seno di 87 centimetri è già di tipo mesomorfo pesante; un seno di 90 centimetri è già abbondante, mentre il dovizioso sarebbe sui 94,95 centimetri(roba da Indice Costituzionale 60.25!); con un’altezza di 165 cm, un seno da 90, darebbe un Indice Costituzionale pari a 54.44 e la Normolinea Mesomorfa sarebbe pesante; con un seno da 95 cm, sarebbe di tipo Normolinea Mesomorfa abbondante; il seno dovizioso comporterebbe un potente apparato da 40-41 pollici: difatti a 40 pollici(=100 cm), l’Indice Costituzionale sarebbe pari a 60.60[i]. Le anche potenti e il gran didietro elogiato anche da Osio, con questo monumentale e dovizioso seno, dovrebbe darci un tipo con un Indice del Pondus altissimo. Proviamo a calcolarlo: presupponendo un’altezza da normolinea abbastanza alta per i parametri dell’epoca, 165 centimetri, e un seno da 100, che per dare l’Indice Costituzionale pari a 60.60, non potrebbero che essere  connessi al peso di 65 chilogrammi,avremmo: [Stat – (Peso + Seno o Fianchi) = Indice Pondus]165 – [65+100=] 165 = 0, che è l’indice altissimo, monumentale, la dovizia assoluta, essendo il valore “altissimo” dell’ Indice del Pondus contenuto in ordine decrescente da 11 a x.

Anche la “bella baggiana” per i bergamaschi di Manzoni può specchiarsi in misure più o meno monumentali: una normolinea meso-endomorfa, con quel pizzico di fuori-quota che la rende appunto “bella baggiana”, cioè “bella fregna per la fava”, o il glande della fava, insomma una bellezza modesta, non esposta, contenuta, introversa, ma che, pur deludendo alcune aspettative immediate, non sfugge ai bergamaschi quando, in questa sentimentale apatico-flemmatica, vedono una “bella baggiana”: “Avete veduto che bella baggiana che c’è venuta?”

La baggiana, la nigaude, la bêtise, la conerie, la joberie: espressione pesante che dà tutto il peso, il pondus, di questo fascino nascosto di Lucia Mondella: d’altronde il significante somatico di una sentimentale apatica è sempre un culo poderoso e un seno altrettanto copioso. Lucia Castagna è, nella tipologia junghiana, una sentimentale sensoriale, è pur sempre una nigaude, una bella baggiana, ma con un saper fare in senso nascosto astuto e basso: è maestra nel rischiarare tutto ciò che le si accosta, come se la sua luce fosse quella del bagliore didonico, quella dell’anello solare di Bataille, se vogliamo[ii].

 

Il sibaritismo 60.60

La Lucia Castagna è marcata dai due luoghi della misura femminile che attengono al WHR(Waist Hips Ratio) e al WBR(Waist Bust Ratio)[iii], il davanti e il didietro, la marca è doppia, come abbiamo visto, l’uno dà i numeri dell’Indice Costituzionale ed è il grado zero, l’Heimlich somatico di normolinea meso-endomorfa 60.60.come se,nel codice rosacrociano, raddoppiasse il numero che attiene all’arcano del Diavolo; l’altro dà il numero dell’Indice del Pondus ed è il grado zero del valore altissimo, che è proprio 0, che assolutizza l’ iconicità pregnante del corpo sublimata nella circolarità del grado zero, che è il bagliore didonico dell’anello solare. Lucia dà a leggere due luoghi nello stesso tempo, non come il libertino sadiano che sente e vede “simmetricamente ciò che è separato dalla teologia, e cioè l’Anima e la Carne”[iv], ma riunisce nello spettacolo il davanti e il didietro anche quando simula la confessione domenicale con Padre Cristoforo nella stereografia completa esagerata dalla trasgressione, riesce a farci vedere anche il batacchio mezzo nudo fra le gambe del monaco. L’episodio puramente sessuale, che è insieme erotico e teatrale, della confessione domenicale simulata, non separa l’Anima e la Carne: di là la madre in chiesa, l’una che vede inginocchiata al loro banco,di qua in sagrestia l’altra che va per inginocchiarsi su un divanaccio senza sponde, la stereografia è completa: Lucia è un’attrice di linguaggio, ha detto alla madre che deve parlare a lungo con fra Cristoforo come tutte le domeniche, non è una vittima proprio perché tiene questo tipo di linguaggio; Agnese nel vuoto della chiesa sente la confessione di sua figlia e insieme la vede: il suono e la vista sono riuniti nello spettacolo, ma separati dalla barra del confessionale, che qui è la sagrestia. La sovrapposizione dei piaceri che, come attrice di linguaggio, compone e fa girare tra la madre, complice, e Renzo, vittima, fornisce quel piacere supplementare, che è quello stesso della somma, che, nell’aritmetica sadiana, Barthes ha chiamato il sibaritismo: “questo piacere superiore, tutto formale, perché in fin dei conti non è altro che un’idea matematica, è un piacere di linguaggio: quello di dispiegare un atto criminale”[v]:ecco dunque Lucia insieme bugiarda, adultera, sodomita: “è l’omonimia che è voluttuosa”[vi]. Anche perché Lucia Castagna è omonima di Lucia Mondella. Come in Sade, in Chiara non c’è nessun segreto del corpo da cercare, ma solo una pratica da attuare; come Sade, Chiara è materialista in quanto sostituisce al linguaggio del segreto quello della sua pratica: solo che in Sade ciò che pone termine alla scena è il godimento e in Chiara è lo svelamento della verità, che è il sesso. Lucia Castagna, così, seppur appartenga a questa pratica da attuare, non permette la traccia scritta di una pratica erotica,  o, meglio, il pornogramma, che è la fusione del discorso e del corpo, la scrittura che regola lo scambio di Logos ed Eros, in Chiara è come se fosse nel paradigma della conclusione, il dispositivo di alleanza che, come una macchina perfetta, attua il dispositivo di sessualità di Lucia per tutto il tempo connesso al suo esagramma somatico, che è il 53, il progresso graduale, lo sviluppo, ovvero il progresso graduale della giovane che va in sposa, si configura nel don Ferrante de Acuña “nel suo studio, seduto a un tavolo ingombro di libri”[vii], cosicché il pornogramma possa essere prodotto:solo che a dissertare quanto si vuole su di lei sarà il lettore o un altro Chiara, insomma un altro don Ferrante seduto nel suo studio a un tavolo ingombro di libri, “e sia possibile parlare dell’erotica da grammatico e del linguaggio da pornografo”[viii].

 [i] Per il calcolo dell’Indice Costituzionale e l’Indice del Pondus, cfr. V.S. Gaudio, Oggetti d’amore, Scipioni bootleg, Viterbo 1998.

[ii] Per venire a capo del “bagliore didonico”, cfr. V.S. Gaudio, Aurélia Steiner de Tunis, vedi in particolare Il Bagliore di Didone, l’Aeneus di Didou: “il Bagliore di Didone, che è connesso alla sua pulsione del farsi-Mula per Aineas( che essendo il latino Aeneas, il nome di “aeneus”, ce l’aveva “duro” come “bronzo”), da cui per l’ enigma, l’accenno oscuro, il motto allusivo profferito da Dido, che, per questo, viene continuamente sotteso nel Didou, “dis donc”, dello argon mauresque: il “dis donc” del Didou(che porta immediatamente alla messa in atto dell’”enneamento”) è riportato alla luce da Anna che, di passo in passo, finisce con il riapparire nell’habitat di Enea come Ninfa, facendosi apparizione e sparizione, vertigine, eclissi, demone (in rapporto al Meridiano di Tunis) di quel bagliore della sorella allietando così perennemente la libido degli osservatori, degli inseguitori, dei pedinatori, dei poeti e dei marinai”: in Idem, Aurélia Steiner 2, © 2005.

[iii] Per la verifica del WHR e del WBR, il volenteroso lettore potrà rifarsi alle indicazioni relative contenute in: V.S. Gaudio, Il Marcuzzi. Dal nome proprio al nome comune: il podice Alessia, “Zeta”n. 76, marzo 2006, Campanotto editore, Udine.

[iv] Roland Barthes, Sade II, in: Idem, Sade, Fourier, Loyola, trad. it. Einaudi, Torino 1977: pag. 132.

[v] Ibidem: pag. 144.

[vi] Ibidem: pag. 145.

[vii] Piero Chiara,  I Promessi Sposi, Mondadori, Milano 1998: pag. 182.

[viii] Roland Barthes, trad. cit. : pag. 146.

  • [Da: v.s.gaudio, il nome proprio della castagna, © 2009]·

Uh-Book│Il Nome proprio della Castagna

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│IL NOME PROPRIO DELLA CASTAGNA│by V.S.Gaudio│

Grammatica dei numeri del nome, psicanalisi lacaniana, antropometria di Lucia, la teoria delle preposizioni da Viggo Brøndal,  l’i ching antropometrico di Lucia, la semiologia sadiana di Barthes sui Promessi Sposi di Piero Chiara│

I Promessi Sposi di Piero Chiara ░  Arnoldo Mondadori Editore 1998
I Promessi Sposi di Piero Chiara ░ Arnoldo Mondadori Editore 1998

♦ La morfologia di Lucia Castagna ne “I Promessi Sposi” di Piero Chiara

Coger una castaña o una veinticinco?

Lucia Castagna, questa donna sui 22 anni, “dall’ovale perfetto, dagli occhi grandi e scuri, dai capelli nerissimi divisi sulla fronte e raccolti in una grossa crocchia sulla nuca”[i], dall’iconicità tanto pregnante che ci vogliono due amiche per allacciarle il busto, “facendovi entrare a fatica  il seno dovizioso e ribelle”[ii], è come Lucia Mondella, l’introversa e pudica eroina di Manzoni: se Mondella, come ci ricorda Chiara stesso, è la castagna arrostita, la Castagna in sé, che la Châtaigne francese, che in argot è “moussue”[iii], si fa per questo più “muschiosa”,connessa com’è al verbo “mousser” che fa schiumare e spumeggiare, come se le sue forme esuberanti di cui ci narra Piero Chiara non potrebbero che essere spumeggianti, qualità del tutto connessa al nome che, essendo Lucia un “recipiente di terra cotta di pancia piuttosto grande”, non può non allargare il paradigma con l’acqua dell’argot lucia[iv], che insomma è sempre pieno, bagnato, spumeggiante, schiumante; o con la locuzione del “prendere una lùcia”, che essendo una sbornia, commutata in “prendere una lucia” potrà essere una sbornia sessuale, tenendo conto anche del fatto che la locuzione poi in uso in toscana fu commutata in “prendere un’anatra”[v], tanto che si potrà inferire che il massimo del “prendere la lucia” è prenderla, tra curati, frati, bravi, signorotti e innominati, nella posizione che il Foutre du Clergé de France denomina “L’anatra”[vi], la numero 25, in cui Lucia esalta il poderoso podice prendendo la sbornia tra schiuma, acqua, spuma e luce dell’anello solare, che,poi, detto tra noi, è la posizione più naturale del 9 al quinto posto nell’esagramma 53, quella della linea in cui si può prendere l’anatra per tre anni senza alcuna restrizione per la durata della sbornia.

Nel determinismo numerico che fa capo a Freud, denumerando le lettere di Lucia Castagna, il numero fatidico dell’eroina di Piero Chiara sarebbe il 25, che, per dirvela tutta, è l’arcano che nei Tarocchi è il Cavaliere di Bastoni[vii].

Lucia Mondella, trattando il nome con lo stesso alfabeto rosacrociano, avrebbe come numero il 26, che, udite udite, è l’arcano che nei Tarocchi è il Fante di Bastoni[viii]: questa evoluzione dura e carnale, questo essere sotterraneo e introverso, pudico in Manzoni, si va dalla sentimentale intuitiva che è la 26 alla sentimentale sensoriale che è la 25, un po’ dal fallo moscio del fante alla potente erezione del Cavaliere, che, però nella profondità del paradigma esoterico, è quasi parallela:

la 26 è connessa alla lettera Z, come cifra d’adulterio e d’inganno, poco favorevole all’unione, che prescrive nemici sconosciuti e potenti;

la 25 è connessa alle lettere U e V e alla seconda decade del Toro che sembra rendere copiosa e infinita la pratica sessuale nello sviluppo graduale e progressivo della promessa sposa.

L’Indice Costituzionale e l’Indice del Pondus della bella baggiana

Non avendo indicazioni sull’altezza di Lucia, ed essendo i parametri medi del Seicento nettamente più bassi rispetto a quelli di oggi(160-169), si può comprendere la Normolinea, che Lucia dovrebbe essere, tra 156 e 165 centimetri:

con un’altezza di 156 cm, un seno di 87 centimetri è già di tipo mesomorfo pesante; un seno di 90 centimetri è già abbondante, mentre il dovizioso sarebbe sui 94,95 centimetri(roba da Indice Costituzionale 60.25!);

con un’altezza di 165 cm, un seno da 90, darebbe un Indice Costituzionale pari a 54.44 e la Normolinea Mesomorfa sarebbe pesante;

con un seno da 95 cm, sarebbe di tipo Normolinea Mesomorfa abbondante; il seno dovizioso comporterebbe un potente apparato da 40-41 pollici: difatti a 40 pollici(=100 cm), l’Indice Costituzionale sarebbe pari a 60.60[ix].

Le anche potenti e il gran didietro elogiato anche da Osio, con questo monumentale e dovizioso seno, dovrebbe darci un tipo con un pndus altissimo.

Proviamo a calcolarlo:

presupponendo un’altezza da normolinea abbastanza alta per i parametri dell’epoca, 165 centimetri, e un seno da 100, che per dare l’Indice Costituzionale pari a 60.60, non potrebbero che essere  connessi al peso di 65 chilogrammi,avremmo: [Stat – (Peso + Seno o Fianchi)= Indice Pondus]165 – [65+100=] 165 = 0, che è l’indice altissimo, monumentale, la dovizia assoluta, essendo il valore “altissimo” dell’Indice del Pondus contenuto in ordine decrescente da 11 a x.

L?esempio morfologico del cosiddetto Marsianu è omologo all'assetto morfologico di Lucia Castagna, da indice costituzionale normomesoendomorfo pari a 54.44 │ photostimmung by blue amorosi
L’esempio morfologico del cosiddetto Marsianu è omologo all’assetto morfologico di Lucia Castagna, da indice costituzionale normomesoendomorfo tra 54.44 e 60.60 │
photostimmung by blue amorosi

Anche la “bella baggiana” per i bergamaschi di Manzoni può specchiarsi in misure più o meno monumentali: una normolinea meso-endomorfa, con quel pizzico di fuori-quota che la rende appunto “bella baggiana”, cioè “bella fregna per la fava”, o il glande della fava, insomma una bellezza modesta, non esposta, contenuta, introversa, ma che, pur deludendo alcune aspettative immediate, non sfugge ai bergamaschi quando, in questa sentimentale apatico-flemmatica, vedono una “bella baggiana”: “Avete veduto che bella baggiana che c’è venuta?”

La baggiana, la nigaude,la bêtise, la conerie, la joberie: espressione pesante che dà tutto il peso, il pondus, di questo fascino nascosto di Lucia Mondella: d’altronde il significante somatico di una sentimentale apatica è sempre un culo poderoso e un seno altrettanto copioso.

Lucia Castagna è, nella tipologia junghiana, una sentimentale sensoriale, è pur sempre una nigaude, una bella baggiana, ma con un saper fare in senso nascosto astuto e basso: è maestra nel rischiarare tutto ciò che le si accosta, come se la sua luce fosse quella del bagliore didonico, quella dell’anello solare di Bataille, se vogliamo.

 

I Promessi Sposi di Piero Chiara ░  Arnoldo Mondadori Editore 1998
I Promessi Sposi di Piero Chiara ░ Arnoldo Mondadori Editore 1998

[i] Piero Chiara, I Promessi Sposi, Mondadori, Milano 1998: pag. 28.

[ii] Ivi.

[iii] Cfr. Georges Delesalle, Dictionnaire Argot-Français &Français-Agot, Paul Ollendorff éditeur, Paris 1896 : pag. 189 e 333. La châtagne in argot è « moussue », che è « muschiosa », che è connessa a verbo « mousser », « schiumare », « spumeggiare », « spumare », « fare spuma »,e al sostantivo « mousseuse », che sta per « prostituta » e che, essendo « mousseuse », è « spumosa », « spumeggiante », « spumante », « muscosa », « muschiosa ».

[iv] Cfr. Bruno Migliorini, Dal nome proprio al nome comune, Olschki casa editrice, Firenze-Roma-Ginevra 1927: pag. 299.

[v] Cfr. Bruno Migliorini, op .cit., Supplemento all’edizione del 1927, Olschki editore , Firenze 1968: pag. XLVII.

[vi] Les quarante manières de foutre, dédiées au Clergé de France[1790], Librairie Arthème Fayard, Paris 1986 ; trad. it. Es, Milano 1993 : pag. 45.

[vii] Regola importante, nell’usare l’alfabeto numerologico dei Rosa Croce, è che ogni cifra di ogni lettera de nome, a cominciare dall’ultima, va moltiplicata per un numero progressivo da 1 a 9; così, l’ultima lettera di Lucia(=A) va moltiplicata per 1, la penultima(=I) per 2, la terzultima(=C) per 3, e così di seguito. Il numero di Lucia è 48; il numero di Castagna è 85; sommando le cifre cabalisticamente, otteniamo [4+8+8+5=]25.L’alfabeto numerologico a cui bisogna attenersi per il calcolo anche degli nomi dei personaggi di Chiara è questo: A=1 B=2 C=2 D=4 E=5 F=8 G=3 H=8 I=1 J=1 K=1 L=3 M=4 N=5 O=7 P=8 Q=1 R=2 S=3 T=4 U=6 V=6 W=6 Y=1 X=6 Z=7 .

[viii] Lucia Mondella è fatta di questi numeri: 48, Lucia; 167, Mondella. Pertanto, abbiamo: 4+8+1+6+7=26, che, se ulteriormente ridotto, fa 8, il numero della sentimentale apatica con tendenze flemmatiche, cfr. anche in merito : Vuesse Gaudio, Il numero del vostro amore, “Donna Moderna” n. 8, 10 maggio 1988, Mondadori editore, Milano.

[ix] Per il calcolo dell’Indice Costituzionale e l’Indice del Pondus, cfr. V.S. Gaudio, Oggetti d’amore, Scipioni bootleg, Viterbo 1998.

⌠da : v.s.gaudio│ il nome proprio della castagna│© 2007⌡

♦ La sorpresa di vocabolario ne I Promessi Sposi

 La sorpresa di vocabolario

ne I Promessi Sposi di Piero Chiara

 

Tra il socievole e la cortesia, così il progresso graduale di Lucia Castagna[i] si sviluppa per un’avventura che non è per niente favolosa, in un reale in cui i rapporti di classe sono al tempo stesso brutali e indiretti, secondo l’opposizione radicale fra sfruttatori e sfruttati passano nel romanzo come se incrociasse il passo con Balzac: allo stesso modo, come nel romanzo sociale, Chiara nutre i rapporti sociali nel loro luogo di origine,li riproduce ma con qualcosa, un supplemento, che avrebbe potuto essere una sorta di fuori-senso di crudezza ed è invece un supplemento di dissolutezza, che così come avviene in Sade fa da operatore di linguaggio:il supplemento è quella parte del linguaggio che riversa sull’enunciato ed è l’Altro, con questa crudezza ambigua che svela la sessualità, che è nel bioritmo sanguigno, della protagonista, senza che accada nulla nell’ordine dell’impossibile o della sfrenatezza o dell’inverosimiglianza. Trasgredire il diritto coniugale non è alterare la naturalezza fenomenologica del ritaglio parentale, trasgredire la promessa consiste nel trasgredire la regola semantica, nel creare l’omonimia del sibaritismo: l’atto contro-natura si esaurisce in una parola contro-linguaggio, se considerate la preposizione come Brøndal[ii] è sempre dal lato asimmetrico-simmetrico dell’intransitività sia in italiano che in spagnolo, la promessa sposa non è niente di più di un campo lessicale, ma anche in questa ridotta significanza permette, realizza la pienezza della trasgressione massima; come dice Barthes:”trasgredire è nominare fuori della divisione del lessico(fondamento della società, allo  stesso titolo della divisione delle classi)”[iii]. La promessa sposa ha un contenuto che la può definire:il legame affettivo, sociale, la riconoscenza, il rispetto. Il libertino lo ignora e della sua forma e della rete dei legami nominativi e combinatori se ne fa un baffo, anzi la riconosce per meglio eseguire la sua operazione sintattica. Lucia suscita l’ebbrezza e il gaudio di sorprese continue, come il libertino racconta di questo uomo che la importuna e del frate che la confessa e dell’innominato che la soccorre dilettandosi della dissolutezza con cui nomina la trasgressione, se è la linea della polisemia che viene non vista nel suo esagramma fisiognomico è questa stessa ambiguità sottaciuta che si rivela come una sorpresa di nominazione: tacendo sull’aver fottuto con Don Rodrigo, con Padre Cristoforo e di essere andata a letto con Visconti, questa scena sottaciuta arresterà l’ebbrezza e il gaudio delle posizioni adottate e del tipo di atto praticato, tanto che avendola ritrovata come contessa de Acuña con questa sorpresa di vocabolario e di conclusione si scoprirà che, se fu sodomizzata o usata come macchina del mullar[iv] per il suo davanti, il coniare, l’acuñismo, è stato realizzato. La concisione, il restringimento, la macchina di desiderio, c’è un fantasma di linguaggio e l’ acuñar o il cuño è il colpo deflagratorio dell’iscrizione, la dissolutezza, il suo linguaggio è battuto, l’orgasmo termina la storia e lo sviluppo dal graduale al verbale del suo piacere: da castagna a coño, l’ acuñar è il colpo deflagratorio dell’iscrizione del conyugal. Il matrimonio è fatto. El coño ha estado acuñado, vale a dire: la castaña ha llegado a ser una acuña.

 

V.S. Gaudio 

[i] E’ così che si chiama la Lucia Mondella di Piero Chiara,  I Promessi Sposi, Mondadori, Milano 1998.

[ii] Cfr. Viggo Brøndal, Teoria delle preposizioni, trad. it. Silva, Milano 1967.

[iii]  Roland Barthes, Sade II, in: Idem, Sade, Fourier, Loyola, trad. it. Einaudi, Torino 1977:  pag.125.

[iv] Per venire a capo del  mullar, cfr. V.S.Gaudio, Aurélia Steiner2, © 2005, in particolare: Idem, Aurélia Steiner de Durrës; cfr. anche Idem, Shummulon vs Shumullar, La Stimmung-Shqip con Samuel Beckett, Rockaby, © 2005. Online questa Stimmung la si trova su “Il Cobold”.

 

I Promessi Sposi di Piero Chiara ░  Arnoldo Mondadori Editore 1998
I Promessi Sposi di Piero Chiara ░ Arnoldo Mondadori Editore 1998