Washummulo.

West Coast Youth

Loomis Dean, Life, January 1, 1951 part.

from: “Mia Nonna dello Zen”carwashummulon

La patagonica per lo shummulo del giorno
La patagonica per lo shummulonwash l’1 marzo 2017

 

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Zazou Bonheur! ♪ Zaz & V.S.Gaudio

Jëvù[=fr. Jevou] e Zazzen.

Come pronuncia “je veux”, Zaz dice quasi “” , come se fosse in italiano la prima consonante del mio acronimo, e poi cosa c’è là dentro? Bonheur! Che, manco a dirlo, sapete tutti cos’è, è semplicemente il “Gaudio” di Camus. Chi fu che tradusse il “Bonheur” di Camus con “Gaudio”? Nessuno. Zaz mi vendica. Jë Vù Bonheur! Oh, elastica Zaz, anche tu dentro l’elastico di Mia Nonna dello Zen, non foss’altro perché sei Zaz, che, tirato dall’altro capo, sei sempre Zaz, oh, elastica fanciulla del “Jëvù” , come se fosse le Jésuve di Bataille, a cui quel poeta che sarei fece correlare l’Enzuvë, che, ci vuole poco a capirlo, con Zaz è tutto un plastico ‘nzuzù o zanzuvë  se non ‘nzuzaz.

Sì, d’accordo, c’è Zaz che si impiglia con “Zoze”, che stando a “zozoter” sarebbe connesso a “zézayer”, che è lo schema verbale di chi ha una pronuncia bisciola, perciò voi dite fa la bisciola con “Jëvù”, sempre che non si vada per assonanza a “zazou”, che è “gagà”, “stravagante”, “scentrato”; tanto che, così messa, “Zaz”, senza “ou”, che fa l’elastico con “Vù”, l’elasticità di Zaz è come se fosse l’elasticità di Bonheur, di Gaudio, non è considerato il poeta “strampalato”, “stravagante” e del tutto “zazou”?

etichetta2belastico2b2Mi ricorda lo zazen che faceva Mia Nonna nel dojo del Giardino dell’Arancia, faccio zazen, mi disse una volta, notte calma e tranquilla, nessun suono, nessun rumore, il silenzio; io pensavo: nel giardino dell’arancia, la monaca fa zazen, nel cuore della notte, una bella luna, l’asino che guarda nel pozzo, l’acqua nel pozzo e l’acqua guarda l’asino. Durante zazen, le sozzure del mondo, anche se ti piovono addosso, non possono colpirti, al disopra delle nuvole, adesso  c’è Zaz che canta con il suo schema zézayer, lei diviene me, io divengo lei, zanzuviamo, io “enzuve” (detto e scritto alla francese)  Zaz, Zaz zezave il poeta dell’Enzuvë; nel Giardino dell’Arancia, la monaca Mia Nonna non fa zazen, ci sono i cavalli degli zingari, si riposano come se fossero le vacche argentine di Mio Nonno. Paesaggio tranquillo. Chissà quando il Corpo forestale quel Giardino che fu lo porrà sotto sequestro non fosse altro perché il Bonheur  lì non c’è più. Davvero, Nonna, è tutto così elastico?

La pienezza del “bonheur” di Camus, che compete anche al poeta, che è ancor più assurdo di qualsiasi altro uomo assurdo, proclamando l’assurdo di Jëvù Bonheur, zézaye anche il poeta il suo gaudio, anzi Zaz va a finire che mi si impone con la forza ineluttabile del destino, il suo schema verbale che bisciola il bonheur con tutto l’artificio dello Jëvù che è inseparabile dal Bonheur e perciò dal Gaudio; farò zazzen nell’indifferenza del reale e nell’etica della quantità (del mio oggetto “a” che s’è messo a esser bisciolo).

 

Il viager Clos Dèlice▐

Mia Nonna dello Zen e il viager mancato di Chloë des Lysses

E’ davvero incredibile come in una nazione come la Francia, che è la patria del Marquis de Sade, una modella come Chloë des Lysses[che, si sa, è quella che non segue la regola di Walter Benjamin sull’effetto patagonico della fotografia, cioè rinserra il (-φ) di Jacques Lacan nel topos della pulsione anale e guarda sfacciatamente l’obiettivo] non abbia alcun vitalizio dall’omologa camera dei deputati, a differenza dell’ex ungherese Ilona Staller che, avendo operato qui in Italia, che è la patria di Alessandro Manzoni, quello dei Promessi Sposi, pur non essendo stata fotografata in posizioni così falliche da Nicholas Dahmane, è stata fatta deputata con la semplice infibulazione dell’anello radicale e, poi, conseguentemente, gratificata col vitalizio. E’ mai possibile che in una nazione così culturalmente radicale come la Francia non ci sia stato un partito radicale come quello italiano? Io non posso credere che una giovane donna, all’epoca, così sovraesposta alla monta e capace di rinserrare il (-φ) dell’Altro, che oltretutto, è francese pure lui, e sia ostinatamente selvaggia, come ritiene che debba essere il patagonismo un altro francese come Jean Baudrillard, guardando sfacciatamente l’obiettivo, non sia stata fatta neanche consigliera regionale, o dipartimentale, quello che è, nella nazione di tanto elan vital. E’ mai possibile? L’elan vital non è il sintagma nominale archetipo del viager[i]?

[i] “Vitalizio”.

 

 

 

Clos Délice│ by v.s.gaudio

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Un altro Clos Délice(sempre fotografato dallo stesso fotografo): non sappiamo se sia quello della citata modella del viager

 

 

Questa longilinea ectomesomorfa (il suo indice costituzionale dovrebbe essere di poco superiore a 50) ha il vettore dell’ano al meridiano con Mercurio, che è il performer espressivo, come se fosse, nel sistema dei messaggi primari di Edward T.Hall, l’interazione.

 

Nel segno del Leone al Medio Cielo, è quanto di più patagonico e anale possa esserci; tanto più che il segno del culo è nel settore, un po’ prima dell’Ascendente, del crepuscolo mattutino, che, è risaputo, è lo spazio della luce e dell’immagine, e quindi della fotografia; il maestro di quel segno è proprio il vettore dell’ano, Marte, che, detto tra noi e Lacan, è anche il (-φ), ecco perché Chloë ostenta così selvaggiamente il suo prenderlo in culo.

 

Non so se è per una sorta di anatema allitterativo ma questa strenua e portentosa performer della pulsione anale mi si impiglia spesso con l’ìnula, che è una pianta erbacea perenne delle Composite che c’è nei boschi e nelle sassaie con capolini gialli e frutto ad achemio con pappo, questa sorta di tappo anale, o calice che sia, che perennemente è speculare a quei versi di Yehuda Amichai sull’inula, cosicché non faccio che vederla, o rivederla, questa Chloë – specie quando è esposta e inculata in boschi o in luoghi sassosi – dentro quel paradigma:

 

Se anche non ha speranza

l’ànula ha rapporto con la speranza,

e acre odore di desideri accanto

a umane dimore prolunga

e a mucchi di rovine altera amante

di ruderi ectomesomorfo idrato di carbonio

come l’inulina puttana del ricordo

sacra etèra di santuari bruciati

guardiana umile e aspra

perenne ànula che amidizza

la luce del suo lume.

 

D’altronde Chloë, più che il cielo e il chiodo(“clou”) o il chiuso(“clos”)│1│, illumina piuttosto il culo, il culo come pappo dell’inula, l’ànula, appunto, è la sovresposizione gialla del suo pappo anale. Des Lysses è semplicemente délice: il pappo anale della delizia, insomma│2│. Non a caso un’altra delle modelle di Dahmane si chiamava Glück, che era pur’essa, essendo Sandrine, il drone del gaudio.

 

Noctambulario. Bog de poemas y arte. Octubre 2012. Imagen del Maestro Nicholas Dahmane . Model Mrs Choe des Lysses (1)

 

1│”Clos” sarebbe anche il “vigneto cintato”.Un’anula dell’ebbrezza.

2│Particolare curioso è che Lysses , nell’alfabeto del sistema gancio della memoria, equivarrebbe a 50│L=5; S=0│, che, l’abbiamo detto, dovrebbe essere l’indice costituzionale di base di Chloë des Lysses. Interessante anche il cosiddetto punto arabo della fortuna(che equivarrebbe all’animus), che è nel settore del culo, in aspetto speculare con il mezzopunto Lilith│Nettuno, che è il mezzopunto dello Shummulo. Come anche il punctum fisico che è a 149° in aspetto con l’ascendente e , per antisci, corrisponde al primo grado del segno del culo, in stretta congiunzione con l’ascendente e in aspetto con gli anzidetti vettori dell’ano MercurioMarte al Medio Cielo.

 

Il Maestro dello Spirito che vola nella controra | Tondo vs Quadrato

chi nasce tondo biglietto

Il Maestro dello Spirito che vola nella controra |

G’ūnë ca-nàscë tùnn, on’po’ mūrë quadrātë!

                                      Chi nasce tondo non muore quadrato!

Quelle che la Bianca Deissi ⁞ Nettie Harris la Shoshona

Nettie Harris By Joel Brown

Quelle che la Bianca Deissi ⁞ 

Il Quoi où della Shoshona del poeta

Nettie Harris, quando la vedi, anche se non sei nella passeggiata di mezzogiorno, hai sempre pensieri morbosi: ma la cosa meravigliosa è che non hai per niente voglia di cantare. La porta e il pelo sono i sostantivi-archetipi che, quando il visionatore guarda Nettie Harris, sono come i piaceri d’amore, durano un attimo, e invece Nettie Harris dura un’eternità. Nel secolo scorso, il poeta , tra gli amori che ebbe anche come oggetto “a” della sua perenne delectatio morosa, ebbe un amore romantico, piuttosto post-romantico, però, per una ragazza il cui punctum era, come in Nettie Harris, il pelo e, correlativamente, la pelle. Ora, il poeta non sa se ci sia nell’ascendenza di Nettie Harris qualcosa che attenga alla genetica pellerossa, ma  è propenso a vederla come una shoshona, della tribù  che con gli ute e i paiote appartiene alla famiglia degli uto-aztechi. Insomma, la vede e il visionatore è dentro il paradigma, lo schema di Che dove[i] di Beckett, che è semplice come è semplice la deissi, come Bem, Nettie esce da  N e la vede:(…)

[i] Quoi où  è l’ultimo lavoro teatrale di Beckett, questo testo fu scritto tra il febbraio e il marzo del 1983.

Leggi anche Quelle che la Bianca Deissi.Il Qoui où della Shoshona (testo completo) on Uh Magazine

La casa-fantasma di mio nonno ⁞

VS vs A cerchiato sul cavalcaferrovia casello 106
VS vs A cerchiato sul cavalcaferrovia casello 106
  • La casa-fantasma di mio nonno di V. S.Gaudio
  • C’è ne “Lo Zen di Mia Nonna”(© 1999) anche la storia della casa in cui fu tenuto prigioniero mio nonno, in un paese dello Jonio alto, non quello basso in cui Teti rinviene i doppi paesi[ma anche Giulio Palange qualche storia di fantasmi, o, se si vuole, del doppio, in “La Regina dai tre seni. Guida alla Calabria magica e leggendaria”(Rubbettino, 1994) la racconta], siamo sopra, nella cosiddetta isola felice della Sibaritide[quella dell’operazione anti-‘ndrangheta degli anni Novanta chiamata “Galassia”, per intenderci bene e anche per fare un parallelo virtuale  con Pompei, quando si tratta di crolli o di sommersione], che era proprio sul corso principale del paese, il primo numero civico,o l’ultimo, a seconda  di come si alzavano al Comune e decidevano di rinumerare, e , poi, giacché c’era il fantasma di mio nonno fu abbattuta dall’amministrazione comunale gestita da un massone, che era annesso al partito dell’Avanti di Benedetto Craxi, e adesso a chi sarà connesso, indovinate un po’? Anni fa, nel secolo scorso, quando ancora la casa-prigione c’era, la nuora di mio nonno si svegliò in piena notte e vide il nonno, che era morto da almeno cinque lustri, seduto ai piedi del letto che ammazzava un pollo sbattendogli la testa sulla sponda. La nuora chiese al nonno cosa stesse facendo e il nonno disse di non preoccuparsi che lui era morto ed era venuto solo per i maccheroni della domenica. Intanto, le disse, sappi che è un grave errore invertire i numeri civici delle vie urbane: se questa casa era 1,3,5 come mai adesso è 96,98,100? A questo punto, entrò ‘zi Catarina ‘i gh’jurr e vide Rusinella che stava discorrendo con una “foschia lattiginosa e informe”[Woody Allen,”Apparizioni”] che(lei disse) le ricordava mio nonno, ma molto più brutto.Alla fine il fantasma chiese alla nuora di mettergli sul giradischi “Wish You Were Here” dei Pink Floyd , ©1975 Pink Floyd Music Ltd. , che quando era uscito lui era già morto e non aveva fatto in tempo a sentirlo, almeno fino a che all’alba doveva scomparire attraverso il muro, che dava sul corso Vittorio Emanuele III, prima che quell’albidonese massone lo buttasse giù.Perché non crediate che questo sia frutto di fantasia di un poeta, a proposito di Tonino Guerra(“Mu me la mórta/l’a m fa una pavéura che mai/ ch’u s lasa tròpa ròba ch’l’a n s vaid piò”), che era di Sant’Arcangelo di Romagna come la nuora di mio nonno era di Sant’Arcangelo(Pz) ma che sostanzialmente stava vicino a dove sono stato da ragazzo, nell’agro di Cervia, e lì, appunto, amarcord, c’era una casa, con dentro una storia triste o di fantasmi o di tragedia o di sconvolgimento assoluto dell’anima, sull’argine del Savio, tra Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna :
  • Al ródi mi carétt
  • a ‘l s’è farmè,
  • a ‘l pépi ad tèra còta
  • a ‘l s’è brusé la saira
  • a fè la vègia tra i paier ;
  • i méur i è vécc
  • al crépi al vén d’in zò
  • com’è di fólmin.
  • E’ ciód dla méridiéna
  • l’è caschè.
  • (Le ruote dei carri/si sono fermate,/alla sera le pipe di cotto/si sono spente/durante la veglia nei pagliai;/i muri sono vecchi/le crepe scendono/come fulmini./Il chiodo della meridiana/è cascato.)

casa fantasma di mio nonno

PRINCIPIO GEOMETRICO VERDE ⁞ La figura di Ana Teresa Fernández .

PRINCIPIO GEOMETRICO VERDE 

 Le probabilità che un giovane maschio incontri una giovane attraente e disponibile aumentano in proporzione geometrica quando:

1.Lei è vestita di verde;

2.Lei ha un cappello verde;

3.Lei cammina con le scarpe verdi;

4.Lei ha biancheria intima verde.

da VERDOLOGIA ⁞2 

Aggiunta: 5. Lei è seduta su una poltrona o un divano verde. 

Aggiunta: 6. Lei ha un patagonico podice mesomorfo sotto una foglia (verde).

Aggiunta: 7. Lei è in mezzo al verde e si chiama Brigitte Bardot e ha un costume da bagno che, in mezzo al verde, ha il taglio orizzontale[ che non è taglio verticale di Lucio Fontana] che è la latitudine del (-φ) di Lacan. 

Aggiunta: 8. Lei è appoggiata alla parete che, per gli effetti di luce, dà sul verde perché ti sta guardando, con gli occhi verdi, dall’interno del suo animus verde.

Aggiunta: 9. Lei non  è Edie Campbell che, se la guardi bene, di traverso, è obliqua come il verde, quando porta i jeans  e il chiodo e ha dietro il pelo biondo dei capelli la traccia verde che sono i suoi occhi e il taglio della bocca e del mento. Fosse stata così mesomorfa e in questo verde, Edie si sarebbe tirati giù i jeans?

Aggiunta : 10. Lei sta scopando l’acqua verde del mare e ha un podice verde di quelli che quando stanno spazzando l’acqua del mare sono ancor più verdi; poi, quando stai pregustando lo shumullar più verde e infinito ti dicono che la figura che indossa quel patagonico vestito verde è dentro un quadro di Ana Teresa Fernández .

Parrottologia ecumenica man mano che viene

Mia Nonna dello Zen, la latitanza, Dubai, Beirut e il conto corrente ░
▐ L’interrogativo dl vitalizio
Il nonno non è mai stato a Dubai.
E’ per questo che non aveva il vitalizio che gli arrivava dalla Camera dei Deputati?
▐ Principio del vitalizio
Se vai in latitanza a Dubai, il vitalizio ti arriva puntuale. Se vai a lavorare a Rosario di Santa Fè non ti arriva nemmeno la pensione.
▐ Legge delle Repliche │
Se sei stato a Dubai in latitanza una volta e ci ritorni un’altra volta, sarà una replica dello stesso vitalizio.
▐ Assioma
Il conto corrente del vitalizio, quando ti fanno il blocchetto degli assegni non gli sbagliano mai il numero, come, invece, avveniva con mio nipote il poeta, che aveva il conto corrente categoria 26 e gli stampigliavano sempre il 27!
▐ Legge della latitanza
La maggior parte della gente va a Dubai. L’altra va a Beirut.
▐ Interrogativo
Alla Valletta come mai ancora non si sa niente di nessuno? Eppure il collegamento Skype lì funziona che è una meraviglia, anche con il mare in tempesta!

Sia ♫ Chandelier ░

Sia ♫ Chandelier ░

Il palazzo di Ho Sin , il lampadario del poeta e la lampada Tizio

 

Un lampadario, mi disse una volta Mia Nonna dello Zen, può essere una meraviglia della natura, come l’imperatore Ho Sin che ebbe un sogno in cui vide un palazzo più grande del suo per metà dell’affitto che pagava lui, ed era ad equo canone, seppur calcolato con i parametri pretorili della famosa circoscrizione delle Tre Bisacce. Oltrepassando la soglia dell’edificio, questo narra Woody Allen, Ho Sin un giorno trova che il suo corpo diventa di nuovo giovane, anche se la testa rimane tra sessantacinque e settanta anni circa.

Aprendo una porta, trova un’altra porta che conduce a un’altra finché arriva dove è tenuto prigioniero il poeta: subito capisce di essere entrato da cento porte e che ora il problema non è la finestra che fu tappata ma è il lampadario. Il lampadario, lì dal poeta, a un certo punto ha smesso di funzionare: c’erano 8 lampadine e, una dietro l’altra, smisero di accendersi, non c’era più contatto elettrico e, proprio quando il poeta era ormai sull’orlo della disperazione, una bella sera di maggio, che è il mese del gaudio e della masturbazione, e anche dell’oggetto “a” che s’impenna al meridiano, che accade? Un usignolo si appollaia sulla sua spalla e canta la più bella canzone che Ho Sin abbia mai sentito ? No. E poi si trasforma in pettirosso e gli morde il naso? No. All’improvviso, la lampada Tizio di Artemide ritorna in funzione e nella modalità “II” dell’interruttore fa una luce sulla scrivania del poeta che nemmeno il plenilunio di luglio del 1979 a Torino e così il poeta come Ho Sin impara il segreto della vita che è lampante: “A cosa serve il lampadario se hai una lampada  Tizio, che è un oggetto cult?!” Oltre tutto quella canzone non la cantava l’usignolo, mia Nonna questo non poteva saperlo e nemmeno Woody Allen, Chandelier la canta Sia, ed è una canzone che sta tra l’angoscia e il desiderio, sull’orlo della disperazione, come il poeta che aveva capito di essere entrato da cento porte e che non riusciva a ritrovare il giardino dello Zen dell’Arancia, dove, un bel giorno lo si saprà, la ‘ndrangheta aveva abbattuto numerosi aranci per tenerci cavalli e cani; ma , a proposito del sogno di Ho Sin, anche nel suo sogno a un certo punto il lampadario non andava più, così aprì tutte le finestre, lui ne aveva tante di finestre, un due e tre, one two, three, tutta la scena gli si illumina e che ti vede? L’usignolo che canta la più bella canzone che Ho Sin abbia mai sentito e poi gli morde il naso? No. Sia che canta la più bella canzone che Ho Sin abbia mai sentito e poi Maddie Ziegler che gli entra dall’orecchio. Ho Sin guarda nello specchio e invece di vedere il proprio riflesso vede il pretore che faceva calcolare a cazzo l’equo canone nel regno delle Tre Bisacce e che l’accusa di aver tolto il chiodo che lui aveva piantato nel palazzo di cui all’affitto che era il doppio di quello che pagava quello che aveva un palazzo più grande e con tutti i lampadari funzionanti. Quando si sveglia, bagnato di sudore, non si ricorda se ha sognato il sogno o ha guardato il video di Sia che canta e Maddie Ziegler che danza o se si trova egli stesso in un video sognato, così si mette a piangere, commosso, per la lampada Tizio del poeta che ora funziona, e l’oggetto “a”, tra angoscia e desiderio, che, appeso al lampadario, oscillando, for tonight,  danza e canta che nemmeno la più bella canzone  e Lorella Cuccarini adolescente. ▬ by Blue Amorosi

│© uh magazine 2014│