Questa ombra più colma d’azzurro.

Questa ombra più colma d’azzurro

partcoolio
from gaudia 2.0
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░ Stando così seduta

in seguito stando così seduta

pare che ti alzi in piedi versando

il verde da cammisa colma che raccoglie

il blu con il sapore e ‘u  melu du pilu

e il tatto, l’odore del tuo limo che unisce

e ricollega un intervallo senza misura

questo meridiano pieno di suoni e di alberi

sotto la calda frescura con l’odore d’acqua

e di sudore e di pilu ‘mpracchjato

 

 

da U Togu du Marsianu

░ Se alla curva du culu un taglio

se alla curva du culu un taglio, l’ǔgna

che vicino ari camaggi di mmuscitta chiazze di sperma

l’odore du chignju che versando il segreto doppia

e impracchja verde e azzurro e sapore di pilu

che viene per di più e di già

sott’u jirito schiocca pieno di cianciarusu di vulla

e sapore dello gnomone che è bagnato d’umori e di minchia

 

 

di fronte c’è Torre Mellaro e più in là Cavaliere

in questa altezza di 1405 metri sospesi sopra la minchia

colano sul luogo, sull’erba sperma e miele di femmina

che si immergono nell’azzurro e nel verde

ciascuno fatto di legno e carne, fica e culo

quasi indiscernibili, tanto che il senso si mangia

nella controra e fa eco al suono vento a caso

al prato con la merda di vacca, al legno

bagnato su cui stai seduta forgiando u ddrugu

 

da▐ U Togu du Marsianu

 

 

░ L’azzurro dei cavalcanti

▐ spogliandoti , o semplicemente abbassandoti i jeans, sulla staccionata come del tuo nome che essendo di legno entra nella frescura e rigirandoti in modo che piegata sulla pertica ruotando nell’ombra che di traverso taglia l’orizzonte del culo, così cambiando l’ordine scambiando l’attesa in offerta protesa tanto che la minchia gonfia questa anima del cannone di qua e di là a fondo valle enormi steri ammucchiati di escrementi solidi e scuri sparando bordate di wenza toga sul verde della tua wima questo abbia prima della sera l’ombra piatta del bagnato e l’azzurro dei cavalcanti soffochi tra peli e sborra nella macchia madida che cola o stilla sui bbalbuselli e si spande fino a che arrotondi i tratti obliqui dei trenta gradi prima del tramonto riga che ha succhi, acqua, rami del verde, shcuma di proffia sul legno su cui sfreghi l’odore pieno la scrittura della tua tuféra inzuppata a195e-partcoolio   da▐ U Togu du Marsianu

░ Questa ombra più colma di azzurro

le parole e le voci di ragazzi e di altre donne

sono interrotte dall’albero che taglia l’aria

questa tua forma che pone il verde e il blu dei jeans

che separa e ‘mbratta il meridiano del podice

l’erba tagliata e il concime di strunzi gruossi

di murfusune per nutrire il paesaggio

 

la macchia secca del tessuto, questa ombra più

colma di azzurro sul buco in cui il verde

contro questa linea che va tagliando ‘u sule

non c’è vento troppo largo per bere la polvere

né lampo di luce o linee più chiare del tuo podice

il suono scende anche per gradi

la montagna,’a spaccusa, lo preme e poggia sulla staccionata

l’aria si volta e la tua carne bardata s’impracchja

su per le gambe e più su si gonfia ra cammisa che

ha un sentiero tracciato ad altezza  da finestra

fino in fondo supr’a peddra di minne  e di jirita

ca ‘u munnu  tengono sulla linea del tuo meridiano

 

da▐ U Togu du Marsianu

░ Su questa linea l’orizzonte quasi sutura

qui la siepe su questa linea

del pendio, il tuo podice che tiene

al punto in cui si curva il giunto, u chignju

dove i corpi si mischiano, dove si

articolano e si parlano toccandosi con la

capocchia il buco che va fino al grigio

in cui la camicia verde e i blu jeans

hanno lo stesso inizio

 

 

 

 

 

l’orizzonte quasi sutura o cerniera

dei tuoi jeans in un solo tratto asse

di legno dove la linea del tuo coccige

cavalca filo sottile o confine di pieghe

che più denso dove si fa cavo, cannitu e trunante,

o stretta indicibile o semplicemente lunga

e umida tenendosi all’altra estremità

tra saliva e mucosa luccichio dell’impalcatura

che nel lampo del varco debitamente s’immerge

 

 

da▐ U Togu du Marsianu

 

░ L’attesa o la forma sospesa

 
Cibberne e la forma sospesa

e legando l’attesa o la forma sospesa sopra la linea

del vuoto da un bordo all’altro dell’asse di legno

verso la mano che altro non tocca che u cannitu

‘mpracchjato probabilmente il tatto scivola in questo

gesto così tondo e lubrico tanto che con il sole

alla tua sinistra la linea che fisserà la sera

adesso passa sulle tue cibberne dove la luce getterebbe

il vento se ci fosse (stato) da una punta all’altra dei capezzoli

anche se nella piega sensibile

il gambo curvo dell’ombra drizza

la muscolatura più sugosa du rusticu che

un attimo prima si schiaccia supra ‘u mussu nu’ pocu

supra i zzânnusi e ‘a lingua perfino leggermente

scivolosa e inumidita fibra immersa

prima che il pendio non riversi

tutto piuttosto a sud

 

da▐ U Togu du Marsianu

 

 

 

░ Stando così seduta

photostimmung by blue amorosi
photostimmung by blue amorosi

in seguito stando così seduta
pare che ti alzi in piedi versando
il verde da cammisa colma che raccoglie
il blu con il sapore e ‘u melu du pilu
e il tatto, l’odore del tuo limo che unisce
e ricollega un intervallo senza misura
questo meridiano pieno di suoni e di alberi
sotto la calda frescura con l’odore d’acqua
e di sudore e di pilu ‘mpracchjato

da▐ U Togu du Marsianu