Kenton Nelson ░ La figura innamorata

Curiosity
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La figura flemmatica innamorata di Kenton Nelson

La figura di Kenton Nelson è come se fosse continuamente sfidata da una situazione di insopportabile gravità, è, in linea di massima, nell’archetipo lineare della flemma dell’innamorata; più esattamente, in questo modo lei si descriverebbe in questo momento, guardandosi come se fosse lei il visionatore e lei la figura come personaggio, allora in questa rappresentazione è come se fosse , per l’attante iconico che è, innamorata di un signore distinto, nobile d’animo, colto, leggermente autoritario, taciturno e delicatamente travagliato; in quest’altra rappresentazione ama un colto ma brutale studioso di astrologia, che, in quel momento, sta amando una cultrice della materia del sanscrito o dello shqip; nella terza o quarta rappresentazione, sembra che la studiosa di sanscrito si sia invaghita del poeta irritabile, che dedito com’è ai piaceri singolari, sta, intanto, coltivando una relazione con la figura che c’è nella quinta rappresentazione, che, qui, non appare, ma è una di quelle figure dello Swim Party, e difatti ha lo stesso Nageur della Maison Lejaby che indossava in spiaggia un personaggio di un micro racconto di Gaudio Malaguzzi. In realtà, nessuna di queste figure di Kenton Nelson ha una passione per la filatelia o si dà con veemenza nelle fantasie oggettuali del poeta ormai privo di fantasia che appare nei microracconti di Malaguzzi, né ha un disperato amore con un brutale tarocchista o mentalista o un sadico zoologo; di una in particolare si può pensare che, come in uno dei piaceri singolari del poeta privo di fantasia, sia entrata  nello shummulo di un capodanno, e quindi nell’archetipo di Bragalla e nello schema verbale relativo.

Divinity
Divinity

L’iconicità flemmatica della figura di Kenton Nelson non si consacra mentalmente a un baritono rovinato dal singulto, come in una centuria par che voglia Manganelli[i], tutt’al più si consacra anima e corpo a un visionatore che non ha mai visto una filatelica in costume da bagno, né quell’altra disegnatrice di cuscini, che, nella centuria anzidetta, sembra che ignorasse l’esistenza dello zoologo però veniva puntualmente ad ogni plenilunio, ma anche nei quarti crescenti, pensando al poeta che aveva semplicemente incrociato, un giorno tanti anni fa, senza nemmeno guardagli la punta delle scarpe, sul marciapiede di una metropolitana.

Wait
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L’iconicità flemmatica, quando è così innamorata, è dentro  il peso di una normolinea quasi mesomorfa, che, a seconda di quel che indossa, non si riesce a capire se il suo indice costituzionale sia più teso verso il 53 o più allargato e pesante verso il 56; l’indice del pondus, mettetela come vorrete quella figura, o come la fa mettere Kenton Nelson, è sempre nell’iconicità e nella pesantezza lieve e tenera del valore “alto” corrispondente al 20[ii], o quasi “medio-alto” che farebbe 21, per via del naso[iii], o di un nodo che, se il visionatore cerca, da qualche parte si esprime come una sorta di punctum del cosiddetto bagliore didonico, o ainico, se proprio vogliamo che abbia la tenera iconicità dell’oggetto “a” del poeta privo di fantasia.

by V.S.Gaudio

Leisure's Allurements
Leisure’s Allurements

[i] Cfr. la centuria Cinquantasei, in: Giorgio Manganelli, Centuria. Cento piccoli romanzi fiume, Rizzoli Editore, Milano 1979.

[ii] Cfr. V.S.Gaudio, Come calcolare l’Indice del Pondus, in: Idem, Oggetti d’amore. Somatologia dell’immagine e del sex-appeal, Bootleg Scipioni, Viterbo 1998: pag.77. L’indice del pondus, nel sistema di V.S.Gaudio, più decresce più ha valore alto, per cui, nella forchetta del valore alto, si va da 12 a 20: il valore alto 20 è meno alto di 19 e questo di 18…; nella forchetta del valore medio-alto, si va da 21 a 26, e naturalmente l’indice 21 è il più “medio-alto”, nel senso che è maggiore di 22, 23,26:

[iii] Correlando l’indice del pondus pari a 20 con l’alfabeto mnemonico, avremmo per la cifra 20 l’archetipo-sostantivo “naso”, e per la cifra 21 l’archetipo-sostantivo sarebbe o potrebbe essere “nodo”, difatti “n” equivale a 2 e “d” a 1, come “s” equivale a 0.

Dishabille
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Anoush Anou.La linea della cavalla all’equatore

L ‘ equatore di ANOUSH ANOU

 

Height : 5’5″ / 165cm

Weight : 105lb / 45kg

Bust : 30″ / 76cm

Waist : 24″ / 61cm

Hips : 34″ / 86cm

Cup : D

Dress : 0-2 (US) / 6-8 (AU)

Shoes : 7

Eyes : Green

Hair : Auburn / Long

Pesando solo 105 libbre, sarebbe una normolinea ectomorfa: l’indice costituzionale, per gli hips a 34”, sarebbe 86 cm x 100 = 8600 diviso l’altezza, 5’5”, ovvero 165 cm, tanto che abbiamo 52.12, tanto che, se fosse longilinea, sarebbe mesomorfa, almeno di podice; vista la differenza di 4 pollici che c’è tra Bust e Hips.  L’indice del pondus: statura 165 – (weight 45 +  hips 86=)131=34, che è compreso nella forchetta dell’indice debole(che va da 32 a 36, con valore che si innalza decrescendo), l’indice, per intenderci, che somatizza Miele, il personaggio di Milo Manara. Commutando il numero nelle lettere dell’alfabeto mnemonico, 34, che corrisponde alle consonanti M e R, darebbe “mare”, come cavalla o giumenta,  o “mire”, “fango”, “pantano”, ma anche lo schema verbale “mar”, che è “sciupare”, “guastare”, e l’epiteto-archetipo “mere”, “mero”, “puro”, “schietto” o “semplice”.

L’indice costituzionale pone le lettere L (=5),N(=2), T/D(=1),N(=2):  a) “line”, linea, equatore, limite; “tone”, tono, dare il tono, armonizzare, intonarsi, come se il 52.12 fosse, come misura costituzionale, l’intonarsi con la linea o l’equatore; o il limite del tono; b) se il 12 fosse “tune”, aria, melodia, accordo, se non accordare, avremmo la linea della melodia, l’aria dell’equatore; c) se 52 stesse per “loin”, fianchi, lombi e 12 “tone, avremmo il tono dei fianchi, o un assetto somatico che si intona con la misura dei fianchi, vista la diffrazione di 4 pollici con il seno; d) 52 come “lone” rende un solo accordo, una melodia isolata; e) 12 come “din”, frastuono, assordante, rumore, abbinato alla “line” di 52 comporrebbe la linea assordante, il limite del rumore, l’equatore del frastuono; f) se 12 si fa schema verbale in quanto “don”, che è indossare, mettersi, che cosa si mette Anoush Anou? La linea, indossa l’equatore; come “dune”, quel 12, connesso al 52 come “line”, Anoush è la linea della duna, o il limite della duna, la duna all’equatore… g) preso l’indice del pondus che è 34 come “mare”, Anoush si darebbe come la melodia isolata della cavalla, o anche il tono dei fianchi da cavalla, la linea della cavalla all’equatore.

Il Kamasutra del Furguwune silano ▌

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Come per Shummulon vs Shumullar[FLa Stimmung-Shqip con Samuel Beckett, Rockaby], in cui loShumë albanese del superlativo assoluto “molto” veniva congiunto sia al sostantivo mulë(=mula) per farsi “shummulon” sia al sostantivo mullar(=pietra da mulino) per farsi “shumullar”, la Stimmung-Ammašcânte, che è letteralmente la Stimmung in ammašcânte, la lingua nascosta dei quadarari, in questo caso silani e presilani, produce con U Togu du Mârsiânu non lo “sciumullìo” ma ilfurguwune[leggi: furguggûnë ; ma anche: furgugghjûnë], cioè la “masturbazione” che, come inCosmo di Gombrowicz, dove è il ti-ri-ri del Berg, cioè il bembergamento di un berg contro un berg, il berbergamento di un bemberg dove ci si sbemberga e si va a tutta birramberg, nella Stimmung-Ammašcânte, dove in effetti viene formalizzato ventisette anni dopo, come Leo Wojtys in Cosmo, che formalizza il segreto imberbergamento, cioè lo ritualizza e lo esprime ventisette anni dopo l’immagine fulminante, e dove in effetti, come nel Berg di Leo, “i colpi dell’artiglieria sono importanti. E non meno il tocco delle campane”, come si rileva rinvenendo la bocca di fuoco, e la minchia, del cannone di Parrott ma anche, per la posa fotografica della bembergata, l’attesa o lo stato di preghiera affine alla mantide religiosa, del cui tocco di campane riferisce Salvador Dalì in Il mito tragico dell’Angelus di Millet[i].

V.S.Gaudio ■ Il Kamasutra del Furguwune silano

Continua a leggere “Il Kamasutra del Furguwune silano ▌”

Calza Rossa e Aquila Gaudio.

 ©Joseph Auquier⁞

©Joseph Auquier⁞

(…) Calza Rossa era, per il suo I.P., una vera maestra nell’arte di cavar cipolle e patate, per non parlare dell’arte del raccogliere funghi (cfr. nella nota 1 quanto viene detto in proposito per Aquila Gaudio): la posizione dell’arco ogivale delle ginocchia che non solo i Castracani ma anche gli arbëresh di Plataci e d’Alisandra chiamavano la posizione della pecora, che fa dele (al plurale è: delja) ma che, se andiamo a leggerla nella loro lingua, hark delli, sarebbe l’arco del tendine: ed è questo che in Aquila Calza Bianca(Shqiponjë-Çorap-i bardhë) e in Calza Rossa fa tendere, il tendine rosso e il tendine bianco, teso dall’arco ogivale nell’incavo delle ginocchia che riflette la massima declinazione del podice, che va tutto nell’angolo massimo misurabile col sestante, che è, teoricamente, il doppio dell’angolo massimo che possono formare tra loro le superfici riflettenti dei due specchi: e questo si ottiene quando lo specchio grande assume l’orientazione S(=centro del settore)/s(=specchio piccolo) e forma, quindi, con lo specchio piccolo, un angolo di 90°-β.

L’angolo β  è fisso nei sestanti ed è compreso, da sestante a sestante,  fra 10° e 15° e l’angolo massimo di un’immagine non confusa forma con lo specchio piccolo un angolo non maggiore di 80 – β , e quindi l’angolo massimo risulta in pratica 2(80°- β ) ed è compreso fra 130° e 140°, che sarebbe come avere il cannocchiale su un podice di terza grandezza che va di bolina larga o allasca. Curioso l’effetto orale nella parlata dei Castracani per indicare la superficie Ss di Calza Rossa: l’”arco rosso” è hark i kuq, che ha dentro l’assonanza con  ar- që- kuq, ovvero: “oro che(è) rosso”, ed è per questo splendore che l’immagine  si fa irredenta? Per Aquila Gaudio, si narra che gli indiani delle Tre Bisacce rendessero irredento lo splendore dell’immagine del suo “arco bianco”= hark i bardhë facendo rifletterlo con ar-qepë-bardhë, ovvero: “oro cipolla bianca”, e puntavano il cannocchiale del loro oggetto a mentre Shqiponjë-Çorap-i bardhë   era in posizione a cavar cipolle!

(…)

da: v.s.gaudio La stagione della Sella dell’imbroglio La Lebenswelt con Sten Nadolny sulla spedizione degli Scalzacani per il passaggio a nordovest del Delta del Saraceno

DRUUNA.

druuna by paolo eleuteri serpieri

1.

Il corpo di Druuna è normolineo. Ha taglia media: a conti fatti e a proiezioni supposte non va oltre i 164,165 centimetri di altezza. La caratura mesomorfa le evidenzia un culo infinito;pesante, pieno e infinito. Infinito, per pienezza e pesantezza.
Il normolineo mesomorfo si muove con più autocontrollo dello stesso tipo più basso, sembra che quando cammini goda la bontà della sua carne.
La formula endomesomorfa 3/4 corrisponderebbe anche a quel seno generoso, voluminoso e ben costruito, esatto correlato frontale dell’abbondanza delle natiche.
Si è, facendo un calcolo approssimativo, su un seno da 93,94 centimetri e, tenendo conto dell’affatto attrattivo che oscilla tra l’esuberante e il pesante ma disciplinato, non si può che darle un peso attorno ai 56,57 chilogrammi, cosa che, nella correlazione della disciplina antropometrica, confermerebbe il tipo mesomorfo che è Druuna.
V.S.Gaudio, TIPOLOGIA DI DRUUNA, “Lunarionuovo”n.12,novembre 2005

2.

Druuna, che ha più o meno la stessa altezza di Betty Page e almeno 1 pollice e mezzo in più di podice e seni, ossia 38″, ovvero 96.52 centimetri, avrebbe un Indice del Pondus variante da 12.48 a 11.48; cioè, proprio al limite tra il valore ALTO al massimo(=12) e il valore ALTISSIMO(al primo grado=11).
V.S.Gaudio, Tipologia di Druuna, loc.cit.pag.10.

3.

La differenza tra la faccia di Druuna e la faccia di un’attrice, o di una donna dello spettacolo o della Tv, sta nel fatto che la faccia di Druuna ha il “romanticismo espansivo” del personaggio che è, quindi è come se avesse una “corporeità esistenziale”, cosa concreta che manca all’attrice o alla donna-tv. Nemmeno la faccia più sensuale fra le attrici di tutto il mondo potrebbe impersonare Druuna. Non c’è nessuna che possa interpretare questa personale sensualità in attesa. E non parliamo delle donne televisive, tutte infelicemente prive di quell’istinto( o di quella pulsione sessuale) così radicato alla sensorialità dell’esserci. Se, poi, alla faccia aggiungiamo il corpo di Druuna, l’impossibilità interpretativa è assoluta. Quel corpo e quel viso. Si è visto, d’altra parte, cosa sia venuto fuori dando a Valentina la faccia e il corpo di Demetra Hampton.
V.S.Gaudio, Tipologia di Druuna, “Lunarionuovo”n.12,novembre 2005:pag.9.

Passaggio al Meridiano ♦ Morfologia della bella baggiana

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Morfologia di Lucia dei Promessi Sposi

 

I Promessi Sposi di Piero Chiara ░  Arnoldo Mondadori Editore 1998
I Promessi Sposi di Piero Chiara ░ Arnoldo Mondadori Editore 1998

V.S. Gaudio

Gli indici somatici  e il Sibaritismo di Lucia

 

 

L’Indice Costituzionale e l’Indice del Pondus della bella baggiana

 

Non avendo indicazioni sull’altezza di Lucia, ed essendo i parametri medi del Seicento nettamente più bassi rispetto a quelli di oggi(160-169), si può comprendere la Normolinea, che Lucia dovrebbe essere, tra 156 e 165 centimetri:

con un’altezza di 156 cm, un seno di 87 centimetri è già di tipo mesomorfo pesante; un seno di 90 centimetri è già abbondante, mentre il dovizioso sarebbe sui 94,95 centimetri(roba da Indice Costituzionale 60.25!); con un’altezza di 165 cm, un seno da 90, darebbe un Indice Costituzionale pari a 54.44 e la Normolinea Mesomorfa sarebbe pesante; con un seno da 95 cm, sarebbe di tipo Normolinea Mesomorfa abbondante; il seno dovizioso comporterebbe un potente apparato da 40-41 pollici: difatti a 40 pollici(=100 cm), l’Indice Costituzionale sarebbe pari a 60.60[i]. Le anche potenti e il gran didietro elogiato anche da Osio, con questo monumentale e dovizioso seno, dovrebbe darci un tipo con un Indice del Pondus altissimo. Proviamo a calcolarlo: presupponendo un’altezza da normolinea abbastanza alta per i parametri dell’epoca, 165 centimetri, e un seno da 100, che per dare l’Indice Costituzionale pari a 60.60, non potrebbero che essere  connessi al peso di 65 chilogrammi,avremmo: [Stat – (Peso + Seno o Fianchi) = Indice Pondus]165 – [65+100=] 165 = 0, che è l’indice altissimo, monumentale, la dovizia assoluta, essendo il valore “altissimo” dell’ Indice del Pondus contenuto in ordine decrescente da 11 a x.

Anche la “bella baggiana” per i bergamaschi di Manzoni può specchiarsi in misure più o meno monumentali: una normolinea meso-endomorfa, con quel pizzico di fuori-quota che la rende appunto “bella baggiana”, cioè “bella fregna per la fava”, o il glande della fava, insomma una bellezza modesta, non esposta, contenuta, introversa, ma che, pur deludendo alcune aspettative immediate, non sfugge ai bergamaschi quando, in questa sentimentale apatico-flemmatica, vedono una “bella baggiana”: “Avete veduto che bella baggiana che c’è venuta?”

La baggiana, la nigaude, la bêtise, la conerie, la joberie: espressione pesante che dà tutto il peso, il pondus, di questo fascino nascosto di Lucia Mondella: d’altronde il significante somatico di una sentimentale apatica è sempre un culo poderoso e un seno altrettanto copioso. Lucia Castagna è, nella tipologia junghiana, una sentimentale sensoriale, è pur sempre una nigaude, una bella baggiana, ma con un saper fare in senso nascosto astuto e basso: è maestra nel rischiarare tutto ciò che le si accosta, come se la sua luce fosse quella del bagliore didonico, quella dell’anello solare di Bataille, se vogliamo[ii].

 

Il sibaritismo 60.60

La Lucia Castagna è marcata dai due luoghi della misura femminile che attengono al WHR(Waist Hips Ratio) e al WBR(Waist Bust Ratio)[iii], il davanti e il didietro, la marca è doppia, come abbiamo visto, l’uno dà i numeri dell’Indice Costituzionale ed è il grado zero, l’Heimlich somatico di normolinea meso-endomorfa 60.60.come se,nel codice rosacrociano, raddoppiasse il numero che attiene all’arcano del Diavolo; l’altro dà il numero dell’Indice del Pondus ed è il grado zero del valore altissimo, che è proprio 0, che assolutizza l’ iconicità pregnante del corpo sublimata nella circolarità del grado zero, che è il bagliore didonico dell’anello solare. Lucia dà a leggere due luoghi nello stesso tempo, non come il libertino sadiano che sente e vede “simmetricamente ciò che è separato dalla teologia, e cioè l’Anima e la Carne”[iv], ma riunisce nello spettacolo il davanti e il didietro anche quando simula la confessione domenicale con Padre Cristoforo nella stereografia completa esagerata dalla trasgressione, riesce a farci vedere anche il batacchio mezzo nudo fra le gambe del monaco. L’episodio puramente sessuale, che è insieme erotico e teatrale, della confessione domenicale simulata, non separa l’Anima e la Carne: di là la madre in chiesa, l’una che vede inginocchiata al loro banco,di qua in sagrestia l’altra che va per inginocchiarsi su un divanaccio senza sponde, la stereografia è completa: Lucia è un’attrice di linguaggio, ha detto alla madre che deve parlare a lungo con fra Cristoforo come tutte le domeniche, non è una vittima proprio perché tiene questo tipo di linguaggio; Agnese nel vuoto della chiesa sente la confessione di sua figlia e insieme la vede: il suono e la vista sono riuniti nello spettacolo, ma separati dalla barra del confessionale, che qui è la sagrestia. La sovrapposizione dei piaceri che, come attrice di linguaggio, compone e fa girare tra la madre, complice, e Renzo, vittima, fornisce quel piacere supplementare, che è quello stesso della somma, che, nell’aritmetica sadiana, Barthes ha chiamato il sibaritismo: “questo piacere superiore, tutto formale, perché in fin dei conti non è altro che un’idea matematica, è un piacere di linguaggio: quello di dispiegare un atto criminale”[v]:ecco dunque Lucia insieme bugiarda, adultera, sodomita: “è l’omonimia che è voluttuosa”[vi]. Anche perché Lucia Castagna è omonima di Lucia Mondella. Come in Sade, in Chiara non c’è nessun segreto del corpo da cercare, ma solo una pratica da attuare; come Sade, Chiara è materialista in quanto sostituisce al linguaggio del segreto quello della sua pratica: solo che in Sade ciò che pone termine alla scena è il godimento e in Chiara è lo svelamento della verità, che è il sesso. Lucia Castagna, così, seppur appartenga a questa pratica da attuare, non permette la traccia scritta di una pratica erotica,  o, meglio, il pornogramma, che è la fusione del discorso e del corpo, la scrittura che regola lo scambio di Logos ed Eros, in Chiara è come se fosse nel paradigma della conclusione, il dispositivo di alleanza che, come una macchina perfetta, attua il dispositivo di sessualità di Lucia per tutto il tempo connesso al suo esagramma somatico, che è il 53, il progresso graduale, lo sviluppo, ovvero il progresso graduale della giovane che va in sposa, si configura nel don Ferrante de Acuña “nel suo studio, seduto a un tavolo ingombro di libri”[vii], cosicché il pornogramma possa essere prodotto:solo che a dissertare quanto si vuole su di lei sarà il lettore o un altro Chiara, insomma un altro don Ferrante seduto nel suo studio a un tavolo ingombro di libri, “e sia possibile parlare dell’erotica da grammatico e del linguaggio da pornografo”[viii].

 [i] Per il calcolo dell’Indice Costituzionale e l’Indice del Pondus, cfr. V.S. Gaudio, Oggetti d’amore, Scipioni bootleg, Viterbo 1998.

[ii] Per venire a capo del “bagliore didonico”, cfr. V.S. Gaudio, Aurélia Steiner de Tunis, vedi in particolare Il Bagliore di Didone, l’Aeneus di Didou: “il Bagliore di Didone, che è connesso alla sua pulsione del farsi-Mula per Aineas( che essendo il latino Aeneas, il nome di “aeneus”, ce l’aveva “duro” come “bronzo”), da cui per l’ enigma, l’accenno oscuro, il motto allusivo profferito da Dido, che, per questo, viene continuamente sotteso nel Didou, “dis donc”, dello argon mauresque: il “dis donc” del Didou(che porta immediatamente alla messa in atto dell’”enneamento”) è riportato alla luce da Anna che, di passo in passo, finisce con il riapparire nell’habitat di Enea come Ninfa, facendosi apparizione e sparizione, vertigine, eclissi, demone (in rapporto al Meridiano di Tunis) di quel bagliore della sorella allietando così perennemente la libido degli osservatori, degli inseguitori, dei pedinatori, dei poeti e dei marinai”: in Idem, Aurélia Steiner 2, © 2005.

[iii] Per la verifica del WHR e del WBR, il volenteroso lettore potrà rifarsi alle indicazioni relative contenute in: V.S. Gaudio, Il Marcuzzi. Dal nome proprio al nome comune: il podice Alessia, “Zeta”n. 76, marzo 2006, Campanotto editore, Udine.

[iv] Roland Barthes, Sade II, in: Idem, Sade, Fourier, Loyola, trad. it. Einaudi, Torino 1977: pag. 132.

[v] Ibidem: pag. 144.

[vi] Ibidem: pag. 145.

[vii] Piero Chiara,  I Promessi Sposi, Mondadori, Milano 1998: pag. 182.

[viii] Roland Barthes, trad. cit. : pag. 146.

  • [Da: v.s.gaudio, il nome proprio della castagna, © 2009]·

░ Scheda antropometrica di Vivien Solari

Lo shummulo a strappo di Vivien Solari
Lo shummulo a strappo di Vivien Solari

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│© Scott  Trindle │for →Twin Magazine│

♦ La morfologia di Lucia Castagna ne “I Promessi Sposi” di Piero Chiara

Coger una castaña o una veinticinco?

Lucia Castagna, questa donna sui 22 anni, “dall’ovale perfetto, dagli occhi grandi e scuri, dai capelli nerissimi divisi sulla fronte e raccolti in una grossa crocchia sulla nuca”[i], dall’iconicità tanto pregnante che ci vogliono due amiche per allacciarle il busto, “facendovi entrare a fatica  il seno dovizioso e ribelle”[ii], è come Lucia Mondella, l’introversa e pudica eroina di Manzoni: se Mondella, come ci ricorda Chiara stesso, è la castagna arrostita, la Castagna in sé, che la Châtaigne francese, che in argot è “moussue”[iii], si fa per questo più “muschiosa”,connessa com’è al verbo “mousser” che fa schiumare e spumeggiare, come se le sue forme esuberanti di cui ci narra Piero Chiara non potrebbero che essere spumeggianti, qualità del tutto connessa al nome che, essendo Lucia un “recipiente di terra cotta di pancia piuttosto grande”, non può non allargare il paradigma con l’acqua dell’argot lucia[iv], che insomma è sempre pieno, bagnato, spumeggiante, schiumante; o con la locuzione del “prendere una lùcia”, che essendo una sbornia, commutata in “prendere una lucia” potrà essere una sbornia sessuale, tenendo conto anche del fatto che la locuzione poi in uso in toscana fu commutata in “prendere un’anatra”[v], tanto che si potrà inferire che il massimo del “prendere la lucia” è prenderla, tra curati, frati, bravi, signorotti e innominati, nella posizione che il Foutre du Clergé de France denomina “L’anatra”[vi], la numero 25, in cui Lucia esalta il poderoso podice prendendo la sbornia tra schiuma, acqua, spuma e luce dell’anello solare, che,poi, detto tra noi, è la posizione più naturale del 9 al quinto posto nell’esagramma 53, quella della linea in cui si può prendere l’anatra per tre anni senza alcuna restrizione per la durata della sbornia.

Nel determinismo numerico che fa capo a Freud, denumerando le lettere di Lucia Castagna, il numero fatidico dell’eroina di Piero Chiara sarebbe il 25, che, per dirvela tutta, è l’arcano che nei Tarocchi è il Cavaliere di Bastoni[vii].

Lucia Mondella, trattando il nome con lo stesso alfabeto rosacrociano, avrebbe come numero il 26, che, udite udite, è l’arcano che nei Tarocchi è il Fante di Bastoni[viii]: questa evoluzione dura e carnale, questo essere sotterraneo e introverso, pudico in Manzoni, si va dalla sentimentale intuitiva che è la 26 alla sentimentale sensoriale che è la 25, un po’ dal fallo moscio del fante alla potente erezione del Cavaliere, che, però nella profondità del paradigma esoterico, è quasi parallela:

la 26 è connessa alla lettera Z, come cifra d’adulterio e d’inganno, poco favorevole all’unione, che prescrive nemici sconosciuti e potenti;

la 25 è connessa alle lettere U e V e alla seconda decade del Toro che sembra rendere copiosa e infinita la pratica sessuale nello sviluppo graduale e progressivo della promessa sposa.

L’Indice Costituzionale e l’Indice del Pondus della bella baggiana

Non avendo indicazioni sull’altezza di Lucia, ed essendo i parametri medi del Seicento nettamente più bassi rispetto a quelli di oggi(160-169), si può comprendere la Normolinea, che Lucia dovrebbe essere, tra 156 e 165 centimetri:

con un’altezza di 156 cm, un seno di 87 centimetri è già di tipo mesomorfo pesante; un seno di 90 centimetri è già abbondante, mentre il dovizioso sarebbe sui 94,95 centimetri(roba da Indice Costituzionale 60.25!);

con un’altezza di 165 cm, un seno da 90, darebbe un Indice Costituzionale pari a 54.44 e la Normolinea Mesomorfa sarebbe pesante;

con un seno da 95 cm, sarebbe di tipo Normolinea Mesomorfa abbondante; il seno dovizioso comporterebbe un potente apparato da 40-41 pollici: difatti a 40 pollici(=100 cm), l’Indice Costituzionale sarebbe pari a 60.60[ix].

Le anche potenti e il gran didietro elogiato anche da Osio, con questo monumentale e dovizioso seno, dovrebbe darci un tipo con un pndus altissimo.

Proviamo a calcolarlo:

presupponendo un’altezza da normolinea abbastanza alta per i parametri dell’epoca, 165 centimetri, e un seno da 100, che per dare l’Indice Costituzionale pari a 60.60, non potrebbero che essere  connessi al peso di 65 chilogrammi,avremmo: [Stat – (Peso + Seno o Fianchi)= Indice Pondus]165 – [65+100=] 165 = 0, che è l’indice altissimo, monumentale, la dovizia assoluta, essendo il valore “altissimo” dell’Indice del Pondus contenuto in ordine decrescente da 11 a x.

L?esempio morfologico del cosiddetto Marsianu è omologo all'assetto morfologico di Lucia Castagna, da indice costituzionale normomesoendomorfo pari a 54.44 │ photostimmung by blue amorosi
L’esempio morfologico del cosiddetto Marsianu è omologo all’assetto morfologico di Lucia Castagna, da indice costituzionale normomesoendomorfo tra 54.44 e 60.60 │
photostimmung by blue amorosi

Anche la “bella baggiana” per i bergamaschi di Manzoni può specchiarsi in misure più o meno monumentali: una normolinea meso-endomorfa, con quel pizzico di fuori-quota che la rende appunto “bella baggiana”, cioè “bella fregna per la fava”, o il glande della fava, insomma una bellezza modesta, non esposta, contenuta, introversa, ma che, pur deludendo alcune aspettative immediate, non sfugge ai bergamaschi quando, in questa sentimentale apatico-flemmatica, vedono una “bella baggiana”: “Avete veduto che bella baggiana che c’è venuta?”

La baggiana, la nigaude,la bêtise, la conerie, la joberie: espressione pesante che dà tutto il peso, il pondus, di questo fascino nascosto di Lucia Mondella: d’altronde il significante somatico di una sentimentale apatica è sempre un culo poderoso e un seno altrettanto copioso.

Lucia Castagna è, nella tipologia junghiana, una sentimentale sensoriale, è pur sempre una nigaude, una bella baggiana, ma con un saper fare in senso nascosto astuto e basso: è maestra nel rischiarare tutto ciò che le si accosta, come se la sua luce fosse quella del bagliore didonico, quella dell’anello solare di Bataille, se vogliamo.

 

I Promessi Sposi di Piero Chiara ░  Arnoldo Mondadori Editore 1998
I Promessi Sposi di Piero Chiara ░ Arnoldo Mondadori Editore 1998

[i] Piero Chiara, I Promessi Sposi, Mondadori, Milano 1998: pag. 28.

[ii] Ivi.

[iii] Cfr. Georges Delesalle, Dictionnaire Argot-Français &Français-Agot, Paul Ollendorff éditeur, Paris 1896 : pag. 189 e 333. La châtagne in argot è « moussue », che è « muschiosa », che è connessa a verbo « mousser », « schiumare », « spumeggiare », « spumare », « fare spuma »,e al sostantivo « mousseuse », che sta per « prostituta » e che, essendo « mousseuse », è « spumosa », « spumeggiante », « spumante », « muscosa », « muschiosa ».

[iv] Cfr. Bruno Migliorini, Dal nome proprio al nome comune, Olschki casa editrice, Firenze-Roma-Ginevra 1927: pag. 299.

[v] Cfr. Bruno Migliorini, op .cit., Supplemento all’edizione del 1927, Olschki editore , Firenze 1968: pag. XLVII.

[vi] Les quarante manières de foutre, dédiées au Clergé de France[1790], Librairie Arthème Fayard, Paris 1986 ; trad. it. Es, Milano 1993 : pag. 45.

[vii] Regola importante, nell’usare l’alfabeto numerologico dei Rosa Croce, è che ogni cifra di ogni lettera de nome, a cominciare dall’ultima, va moltiplicata per un numero progressivo da 1 a 9; così, l’ultima lettera di Lucia(=A) va moltiplicata per 1, la penultima(=I) per 2, la terzultima(=C) per 3, e così di seguito. Il numero di Lucia è 48; il numero di Castagna è 85; sommando le cifre cabalisticamente, otteniamo [4+8+8+5=]25.L’alfabeto numerologico a cui bisogna attenersi per il calcolo anche degli nomi dei personaggi di Chiara è questo: A=1 B=2 C=2 D=4 E=5 F=8 G=3 H=8 I=1 J=1 K=1 L=3 M=4 N=5 O=7 P=8 Q=1 R=2 S=3 T=4 U=6 V=6 W=6 Y=1 X=6 Z=7 .

[viii] Lucia Mondella è fatta di questi numeri: 48, Lucia; 167, Mondella. Pertanto, abbiamo: 4+8+1+6+7=26, che, se ulteriormente ridotto, fa 8, il numero della sentimentale apatica con tendenze flemmatiche, cfr. anche in merito : Vuesse Gaudio, Il numero del vostro amore, “Donna Moderna” n. 8, 10 maggio 1988, Mondadori editore, Milano.

[ix] Per il calcolo dell’Indice Costituzionale e l’Indice del Pondus, cfr. V.S. Gaudio, Oggetti d’amore, Scipioni bootleg, Viterbo 1998.

⌠da : v.s.gaudio│ il nome proprio della castagna│© 2007⌡

♦ IL CORPO-ENNIS

Il patagonico Ennis
Il patagonico Ennis

♦ IL CORPO-ENNIS e i numeri della sua arte ♦ L’apparato morfologico di Jessica Ennis è quello di una normolinea mesomorfa: alta 165 centimetri, per il pondus che mostra, avendo un indice costituzionale compreso tra 53 e 56, dovrebbe avere un peso-forma tra 56 e 61 chilogrammi. Dandole un pondus da 90 centimetri, l’indice costituzionale sarebbe pari a 54.44: difatti hips 90 x 100= 9000: altezza 165= I.C. 54.44; per questo motivo, dovrebbe pesare tra 59 e 60 chilogrammi, pertanto l’indice del pondus può essere: a) 165 – (peso 59+90=)149= I.P. 16 ; b)165 –(peso 60 +90=)150= I.P. 15. Il valore è quello definito ALTO( che è compreso nella forchetta tra 20 e 12, decrescendo è più alto e compatto): essendo a metà del valore alto, il valore ALTO è di tipo mesomorfo, compatto. Usando l’alfabeto-gancio in uso nella mnemotecnica, considerando la sequenza numerica composta da Indice costituzionale e Indice del pondus, avremo: 54.44= 5=L, 4=R, 4=R, 4=R ossia le consonanti, i ganci, dell’archetipo-sostantivo LURE, “adescamento”, e dello schema verbale corrispondente, “adescare”; l’indice del pondus 16= 1=T, 6=CH, ossia le consonanti dell’archetipo-sostantivo TOUCH, “tocco”. Il sintagma nominale che definisce l’assetto morfologico di Jessica Ennis sarebbe: LURE’S TOUCH, “il tocco dell’adescamento”, “il tocco dell’adescare”. Se è in uso il pondus con valore 15, potremo avere, per 15, 1=D e 5=L, “deal”(affare, mano, quantità, legno) , che, connesso a “lure”,produrrebbe il sintagma nominale: LURE’S DEAL, “l’affare dell’adescamento”; “il legno per adescare”; “la mano(nelle carte) dell’adescamento”. Se 15 è invece “doll”, essendo “bambola”, si fa presto a vedere la didascalia del corpo-Ennis. Se 15 è “dale”, il corpo-Ennis sarebbe la “vallata dell’adescamento”, che per quanto sia estesa e solida la superficie del pondus si vedrà quanto tempo ci vorrà al visionatore per attraversarla tutta. Per 15 come “dual”, “doppio”,”duplice”, il visionatore del corpo-Ennis farà impennare il suo oggetto “a” al meridiano come “doppio per adescare” o “duplice adescamento”.

Il patagonico Ennis da un'altra prospettiva
Il patagonico Ennis da un’altra prospettiva

La patagonica Ennis ha correlazioni con i vettori Lilith e il mezzo punto Sole│Plutone che nel cosmogramma Ebertin a 90° sono in rapporto frontale: 53╪7-8. Tenuto conto che a 54, in congiunzione con Lilith, c’è il vettore dell’espansione e dell’esposizione, Giove, che fa da mezzo punto tra la stessa Lilith e Marte a 57(=237, Scorpione, il segno del podice), si capisce come avvenga la formalizzazione atletica(Marte) e spettacolare(Giove) di quersto patagonico macchinario morfologico allestito per il godimento dell’occhio del visionatore. Anche la patalubenika Alenka Bikar è nata a gennaio e, come la Ennis, ha Giove in Acquario e un indice costituzionale pari a 54 da normolinea mesomorfa compatta. Le ragioni adescatrici della Bikar sono tese dalla stessa Lilith, che, sì, non è sul grado 23 del podice come quello della Ennis, ma rende patagonici i vettori Mercurio│Sole in Capricorno e Chirone in Ariete. Sono speculari questi numeri del patagonismo Ennis-Bikar a quelli dell’antesignana dell’esposizione patatletica del podice Chandra(1) Cheeseborough, anch’essa nata a gennaio, alla fine della prima decade: il punctum Sole│Nodo│Lilith francese, speculare con la Bikar, con cui rapporta anche Luna│Venere a 34 con Marte(Bikar). Con la Ennis, esemplare il punctum Mercurio│Plutone, l’incanto diabolico e atletico dell’esserci.

Alenka patalubenika
Alenka patalubenika

(1) Nel numero dimora l’arte e nell’arte il calcolo; il numero ha origine dalle circostanze, le astuzie scaturiscono dall’animo, questo sta scritto nel Discorso generale dei Trentasei stratagemmi, Sanshiliu ji; perciò, nel rapporto tra “arte” e “numero”, quest’ultimo, che rappresenta la realtà oggettiva, è primario, e l’arte, che genera le astuzie soggettive, è secondaria. Il numero produce l’”arte” e la determina; se esso muta, muta anche l’arte.

Chandra ai blocchi
Chandra ai blocchi