La realtà e il reale ⁞ Ettore Bonessio di Terzet

La realtà non è il reale

La cover, disegnata da v.s.gaudio, per la collana "La lente di Venere" in programmazione per Mimesis edizioni e in corso di stampa presso l'Antica Tipogragia Ligure di Genova a luglio 2015
La cover, disegnata da v.s.gaudio, per la collana “La lente di Venere” in programmazione per Mimesis edizioni e in stampa presso l’Antica Tipogragia Ligure di Genova a luglio 2015 ⁞

Ogni oggetto d’arte è una cosa, ogni opera d’arte è una cosa. Che cosa li distingue?

Il primo è legato alla realtà, la seconda al reale.

L’oggetto d’arte è ripetizione di un modello della realtà, l’opera d’arte è fondatrice di reale. Quando si è nel reale si è nel permanente e si affermano identità e relazioni; se si è nella realtà si rimane nel contingente.

L’opera d’arte è corpo e corporeità, materia e matericità: corpo e materia legate alla realtà, corporeità e matericità al reale.

Il pensiero poetico/artistico è l’intelligenza dell’opera d’arte dove sorge l’idee di bellezza, il complesso del sentire e del capire un cosmo: il permanente che sorge dal contigente.

Il bello e il giusto sono concetti storici legati alle varie epoche in cui variano i costumi e i gusti, sono relativi, strettamente collegati alla mutevolezza, producono “il soggettivista” che impone le regole del gusto, andando “fuori posto”, creando disordine, negando simbolo mito significato, glorificando la povera metafora lontana dal reale.

 

da: L’ARTEPOESIA CHE DEVE ANCORA VENIRE – IL DopoNietzscheDuchamp

Ettore Bonessio di Terzet

 

 

 

May National Masturbation Month vs May International Shummulon Month

Fonte:
MAY NATIONAL MASTURBATION MONTH vs MAY INTERNATIONAL SHUMMULON MONTH ▌MOIS DU CHAMBONHEURhousewifeswag:

suchvodka:

racismschool:

May is National Masturbation Month: Let’s do this people.

I’m on it

love yourself

▌ Ma potrebbe essere anche il mese dello Shummulo: leggi Shummulon vs Shumullar , la Stimmung con Samuel Beckett su “il cobold” ▌ La table della Morue Lyonnaise ►da “Chambonheur” ░ Alain Bonheur ha pranzato in un ristorante della periferia di Chambéry. Deliziato sia da un “Omble Chevalier aux écrevisses de lac” decisamente insuperabile quanto dalla allure di una cameriera lyonnaise,decisamente indescrivibile, si pente, tornando in albergo, di non aver assaggiato la più volte suggerita “Morue Lyonnaise” dalla cameriera stessa. In albergo, si masturberà pensando alla stupenda “morue lyonnaise”, a quella che, più che allietarlo con l’”Attrazione di Milano”, che è la numero 40 del “Foutre du Clergé de France”[1], gli farà assaggiare 40 volte la “morue” lyonnaise stando in ginocchio a gambe aperte, come prescrive la posizione numero 40.Cosicché il ristorante “La Table Savoiarde” sarà ricordato come la “Table della Morue Lyonnaise”, l’autentica, vera, attrazione di Chambéry. ░ [1] Per “Foutre du Clergé”, il riferimento è a Les Quarante Manières de Foutre(dédiées au Clergé de France), Fayard 1986. ░ Dedicato ad Harry Mathews, che, a Chambéry, con Georges Perec, Danièle Sallenave e altri, fece, in una libreria, nel 1981, una lettura di Plaisirs Singuliers. I nomi dei personaggi sono fittizi; i nomi dei luoghi, degli spazi, delle vie, delle fiere,dei mercati,delle manifestazioni, i tempi(i samedi, les dimanches, i crepuscoli, l’Angelus meridiano e del vespro), gli equinozi, i solstizi, le stagioni, il Grand Carillon sono quelli di Chambéry. I personaggi in sé sono tutti di Chambéry o a Chambéry: difatti, i piaceri singolari che essi danno o fanno sono stati presi, o raggiunti, a Chambéry. La donna, che esplicò in quel reading del 1981, le modalità con cui si procurava l’orgasmo, è l’archetipo di ogni personaggio, ovvero è lei l’ Herkunft del Grand Carillon de Chambéry. A lei va, altresì, dedicato questo nostro Chambonheur. A Lei, Elle, del cui “piacere singolare” non v’è traccia né testimonianza, e che, per questa ragione, è ancor di più riconoscibile in ognuno dei corpi chambériens, individualità “differente, rifratta, senza privilegi”, l’anonima che, di corpo in corpo, si costituirà, al grado elevato del mou savoiardo, come l’assolutezza anonima,riconoscibile, sì, in ognuno dei personaggi femminili, ma riconoscibile, soprattutto, nella differenza, rifratta, senza privilegi, di tutti i personaggi femminili.░ V.S.GAUDIO da ►Chambonheur ░ © 2005 ▌Leggi altri piaceri singolari da Chambonheur sugaudia 2.0

▐ ÜBERBORGES

▐ Albert Camus (b. 7 November 1913 – 4 January 1960)

Ettore Bonessio di Terzet

▐  Ringrazio il divino intrigo

 

Per la pigrizia che ci salva dagli errori

Per Matisse che tirò fuori i colori dal mondo

Per la signorilità degli attori inglesi

Per tutti gli dei inventati dagli uomini

Per Il biliardo di Braque dove mi piacerebbe giocare

Per la nobiltà de La battaglia di Algeri

Per l’eccezionalità di san Francesco

Per il Guerriero di Capestrano dall’elmo divino

Per Loredana con i suoi Angeli e la Carnazza

Per i tramonti di Genova

Per la Madonna del Parto che non partorirà mai

Per La Battaglia di San Romano dove non c’è sangue

Per Petrarca e Leopardi che hanno vinto montagne e siepi

Per Francis Bacon che non resistette alle sue pitture

Per la grandiosità della Cappella di Ronchamp

Per i tragici nudi di Modigliani

Per i francobolli le figurine le biglie che non ho più

Per Michelangelo che ebbe la meglio sul Papa

Per la poesia di Auden che riscatta la bestialità

Per le solinghe chiese di Botta

Per le mele di Cézanne perché immangiabili

Per madre Teresa che mantenne la parola

Per Suor Gertrude a cui non scrivo mai

Per Carmelo Bene e Mariangela Melato

Per il Brasile che giocava un football da far impazzire

Per l’amicizia dei don Bruno e Ivo, Giuseppe e Filippo

Per quel temerario di Urs von Balthasar

Per tutti i soldati che hanno paura e pietà

Per Andrea che ha capito perché lottare

Per la chiesa di Santa Maria Maggiore a Lomello perché non ci sono turisti

Per l’ultimo libro di Merleau-Ponty

Per Duchamp che inganna ancora i grulli

Per il dolore di cui non ho mai capito il senso

Per la canzone di Pino Daniele Napule è

Per la musica elettronica incomprensibile come il dolore

Per la bontà e la gentilezza di Camus

Per Federico e Claudia buoni genitori di Leonardo

Per il letto che riposa le ossa e attira i sogni

Per l’alba che permette agli uccelletti di parlare per ore

Per la giraffa che vorrebbe un collo più corto

Per le zanzare di cui non so l’utilità

Per i topi e gli scarafaggi di cui ho paura

Per i mosaici bizantini ovunque si trovino

Per l’amicizia dei don Bruno e Ivo, Giuseppe e Filippo

Per Teilhard de Chardin che vide lungo e bene

Per l’incompiutezza delle opere umane, come sanno

Mariuccia Paolo Romolo, ottimi allenatori

 

Shummulon vs Shikolon

Origine dello shummulo e …Shikoloz

• [… la mitica Scicolone alla finestra(tirò su la tenda e sedette/ këshu ajò të shumullonte(così che lei potesse sciummuliare, fare la mola), ulem, shumullarka aiò(seduta, oh sta facendo la mola lei)) rappresenta al massimo, shumta, l’oggetto radicale dello “Shummulo” sia costituzionalmente che anagraficamente; addirittura il suo cognome rende speculare lo ShiKoloz, o loShiKolon„ non solo per i vetri della finestra, allo Shummulo: difatti, lo “Shikoloz” o lo “Shikolon” contiene due verbi in Shqip: 1)Shikoj, “guardare”, da cui l’imperativo Shiko, “guarda”, 2)loz, “giocare”, da cui il presente della 3a persona singolare loz, “gioca”, “sta giocando”, ovvero lo Shicoloz, e pertanto lo Shikolon, è la deissi dello Shummulo Loreniano: “Guarda, sta giocando!”

Come se tutto questo non bastasse a fare di Sofia Loren la somatizzazione ideale della Grua nella nostra Stimmung-shqip dello Shummulon, anche il nome dell’attrice condensa e ripropone perennemente il sofianico, il “trascendente che scende”, l’epifania dell’invisibile, la corporalità mioritica di cui a Lucian Blaga, Lo spazio mioritico, trad. it. Edizioni dell’Orso, Alessandria 1994(cfr. anche la nota 18 nel nostro: Aurélia Steiner de Durrës, in : V.S. Gaudio, Aurélia Steiner 2, © 2005 e la nota 7 in : Aurélia Steiner di Durrës: Pikë e Gazi, in: Il limite di Schönberg di Alessandro e V.S.Gaudio, “Lunarionuovo”, nuova serie n.24, Catania ottobre 2007).Un altro percorso etimologico del paradigma “Scicolone” sarebbe questo: da un lato, Shi, che è “pioggia” e dall’altro kolonë, che è “colonna”: Shikolonë, ovvero la “colonna della pioggia”, che sarebbe un altro paradigma dello Shummulo, lo sciumulliamento della mola.

In ogni caso, va ricordato che lo spettatore, il poeta o il lettore che sia, che è invitato a guardare, shiko, è Shikues; l’occhiata o lo sguardo fa shikim.

Se il “gioco” fa “lojë” come il “giocattolo” (l’essere l’oggetto radicale dello Shummulo è essere un giocattolo radicale, una macchina, il giocattolo della mola, o della colonna della pioggia, se si vuole), la contrazione dello Shikolon potrebbe essere lo Shkulon, “strappa”, performativo di chiusura dello Shummulo e dello Shikolon, strofina, bagna, gioca, mola, finchè “strappa”…!] •

 

Acqua e finestra per lo Shummulo

mianonnadellozen ha rebloggato janka5

Un buon posto per lo Shummulo

(…)
così che infine
a capo di questo meridiano
rientrò nel punto
dell’orto dicendo a se stessa
a chi altri mai
tempo che la finisca
prej për të shumullarur[8]
tempo che torni a sedersi
alla sua finestra
tranquilla al meridiano della finestra
di faccia ad altre finestre
ashtu që më në fund[9]
a capo d’un altro giorno
më në fund u kthua ulem[10]
alla sua finestra
tirò su la tenda e sedette
kështu që ajò të shumullonte[11]
di faccia ad altre finestre
altre uniche finestre
tutta occhi
ulem, shumullarka ajò[12]
mezi mezi si ajò[13]
alla sua finestra
tornata come lei
rientrata infine
a capo di quest’altro meridiano
col dire a se stessa
asaj vetë
a chi altri mai
kohë që të mbarojë
duke shummuluar[14]
kohë të kthehet ulem[15]
shummuluakësh[16]
ora che alla sua finestra
unica finestra
tutt’intorno in alto e in basso
shummuluaka[17]
di faccia ad altre finestre
per 18 minuti nel Mull-pozitë[18]
in cui l’étalage du cadran solaire
fa prendere l’ora, l’heure et le bonheur

(…)

 da: v.s.gaudio, shummulon vs shumullar 

Altissima la Cattedrale di Strasburgo

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Altissima la cattedrale di Strasburgo e Lucilla
by Ettore Bonessio di Terzet

*

cantano gli uccelli
rimbalzando i sentimenti
di chi vorrebbe parlassero

*
grandezze
non sono insignificanti e malvagi
gli uomini quando saltano un ponte
per il suicida d’acqua, quando
si stringono le mani per acchiappare
il collo di un naufrago spaurito,
quando un nemico ignaro lasciano
passare invece di colpirlo, quando
si gettano a mani nude per tirar via
fratelli irriconoscibili dalle macerie.

*

Ho ascoltato i più diversi racconti
di persone diverse che mi parlavano
del loro dio. Ma il mio dov’era
mi chiedevo contento del loro.

*

altissima la cattedrale di Strasburgo
malizioso gioco stupendo tra abati e geometri
per stupire e far sentire maggiorenti e ignoranti
niente di fronte alla metafora loro.
Un trucco come i grattacieli, solo un trucco di potere
questa splendida cattedrale che ho fotografato in millepose,
ma preferisco sant’Antimo d’alabastro andante tra verde e vento.

*

Abbiamo pieni gli occhi di sofferenze
di nero di poltiglie di sangue
di macchinazioni di ruberie di menzogne
per cui qualche stupido ha detto che
abbiamo bisogno di matrimoni principeschi.
Risvegliamo questi imbecilli che posano
gli occhi sempre per terra e non guardano
il cielo la luna le stelle le galassie e
non si domandano mai se statue dipinti
architetture musiche e bontà hanno validità
se non accompagnate dal rispetto del divino
qualunque nome li si attribuisca.
Svegliamoci alla bellezza e all’armonia
di Licini e de Stael, che stordiscano
i nostri occhi e danzino tra le sinapsi,
che espandano la loro fede nell’artepoesia,
senza più perderci nell’autodistruzione di un
narcisismo banale e nel desiderio del potere
che annacqua ogni gesto, imputridisce l’opera
che non pensiamo più soggettivo fantasma.
*

confessione e paura

Da quando entro in aula o
in luogo altro per dialogare
d’artepoesia o per discutere
le inascoltate ipotesi su
Nietzsche e Duchamp o
per avvicinarmi a Auden,
spero e chiedo che qualcuno
accompagni il mio discorso e
solo non mi lasci col sapere.
*

siamo come i fiori
che brillano d’oro
attendendo l’ape loro

*

quell’attore aveva sempre
ruoli impropri. Si ribellò e
il famoso regista lo sostituì

*

Anche sulle zanzare
non possiamo più
esercitare cattiveria,
superati dall’aggeggio
elettronico e silenzioso
che le fulmina a norma.

*

compriamo i vasetti
dai fiori più belli
trascurando le radici

*

appiccicati al quotidiano
perdiamo
il murmure dell’eterno

*

il mio consulente sta in cielo
disse, ragione di licenziamento
che aprì un profondo respiro
*

Forse eroi coloro che si uccisero
eroe forse chi resiste sino alla fine,
certo che dovremmo parlare a pochi
che parlano a pochi con parole semplici.

Ciascuno a suo modo, ma tutti tentiamo
di ridurre in parole gli oggetti, di congiungere
il mondo agli atti della mente. Saccenti e umili
stiamo nel limite, lo varchiamo, paurosi e nella paura
coraggiosi, fermi sempre all’analogia.

*

Non è gentile parlare dei morti
lasciate in pace la loro dignità qualunque sia,
ricordate quello che dissero se hanno detto
quello che dipinsero se hanno dipinto
quello che scrissero se hanno scritto
perchè quel che fecero anche se odioso
è il meglio che essi hanno potuto dare.

*

a Lucilla, nome di fantasia
Lucilla si diverte
si sente bella e capace
gode dell’amore che soddisfa.
Capiamo presto che Lucilla
non è persa, e se così non fosse
che cosa dire di Lucilla, noi delusi.

*

•[da: Ettore Bonessio di Terzet, Visioni (2010-2012)

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