La sua lettera, la rispedì al mittente.

Mi disse: “mandami una lettera” e gliela mandai; la lettera, strada facendo, rotolò fin che la postina la tenne in mano, e quando questa s’avvide ch’era la sua lettera la rispedì al mittente scrivendoci sopra che il destinatario, appena si avvide ch’eri tu il mittente, faccia di coglione impenitente, s’era dichiarato “sconosciuto e assente”.

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Lancillotto, la cicogna, il cilindro e il pesce tipografico.

La cicogna in crociera a Malta⁞

La cicogna in crociera a Malta quando le chiusero la bottega 

La cicogna, quando dovette smettere di tenere aperta la bottega, se ne andò in crociera a Malta dove c’era il prete che era anche il suo commercialista e se ne andarono in pizzeria la sera quando attraccò con un marziano lucente di Francavilla, e poi, tra un bicchiere e l’altro, sbagliarono nave e armatore e si ritrovarono nel culo di legno del cavallo di Troia. Il becco dell’uccello però non c’entrava e nel volo, stando fuori dal cavallo, prese aria e da allora quella cicogna ebbe il muso di una porca.

Twittertale by Gaudio Malaguzzi ⁞

MARUZIA▐

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Maruzia. Eroina del ciclo troiano

by Gaudio Malaguzzi

Dalle Storie di Troie:

“Eroina del ciclo troiano. Sa usare con perizia il telescopio ancorché sia quello prodotto da Seben. Regola il bioritmo della pulsione anale sul ciclo fisico e il bioritmo della pulsione orale sul ciclo emotivo; inventa il gioco dei dadi e la scacchiera per  lo Shibari del  Weekend; trova modo di disporre le pallavoliste in gara, aggiunge alcune funzioni, abbinate alle lettere dell’alfabeto greco, per potenziare il () di Lacan, pare che il () potenzi l’immaginario dell’attante durante i suoi piaceri singolari; inventa altri indici costituzionali per misurare la pulsione anale correlandola all’indice del pondus e la pulsione fallica all’indice costituzionale, la monetizzazione europea  tra  lunghezza del naso e meridiano del podice”.

Ora io mi domando che strana tipa fosse Maruzia: sa usare quel telescopio che chiunque abbia usato ha visto sempre un buco nero, inventa il gioco dei dadi per lo Shibari di fine settimana. Come chi dicesse, di  Druuna[i]: inventa il gioco dell’oca e il cannocchiale per la pulsione anale; o di Miele[ii]: scopre la legge della gravitazione fallica a occhi chiusi e il modo di preparare alla sibarita i pipiruq; o di Miss 130[iii]: scopre la nuova legge di rifrazione col telescopio Seben anche di giorno e stando al di sotto del livello stradale nel Pantano di Villapiana. Come mai Maruzia si occupava del gioco dei dadi e non del sette e mezzo? Vi sembra che con i dadi si possa godere di più? E non basta:trova il modo di disporre le pallavoliste in campo. Senza peraltro dirci che la disposizione sia correlata al (-φ) o al (-ψ), e pare che più di una pallavolista preferisca invece disporsi in relazione al (-κ). Maruzia forse ha anche inventato delle lettere dell’alfabeto della magna grecia, forse delle consonanti prima di lei sconosciute. Scoperte da lei, anche con quel telescopio quando lo usa con la pulsione relata al (-κ). Donna patagonica. Ma resta sempre un mistero come mai si occupasse indifferentemente di bioritmi delle pulsioni, di giochi con i dadi, di Shibari, di esercitazioni non solo pallavolistiche a Bragalla e a Taras, con la bella stagione. Davvero s’è perso lo stampo di queste eroine del ciclo della Magna Grecia. Lodata per il bagliore ainico e immaginata dagli epigoni di Harry Mathews in nuovi piaceri singolari anche decontestualizzati dal territorio della cosiddetta Magna Grecia. Insomma, va dalle lettere dell’alfabeto al bioritmo connesso alle posizioni del Foutre du Clergé de France, come dire che se è al 23° giorno del ciclo Fisico, al 14° del ciclo della Risonanza e al 3° del ciclo Emotivo, se sta provando lingerie della Maison Lejaby a Taras come minimo ne prenderebbe 40 nella posizione numero 40, quella che lei stessa ha ridenominato L’Attrazione Tarassa!

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[i] Personaggio di Paolo Eleuteri Serpieri.

[ii] Personaggio di Milo Manara,

[iii] Personaggio di Chijoi, si chiama Reiko.

AFFICHES-TWITTER DEL SUO POP-CORN.

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Affiche 2.

La ragazza che faceva l’attrice al suo ex poeta: l’affiche de son Pop-corn.

Affiche 1.
Affiche 1.

Alla maniera di Paye Ta Shnek. Cfr. qui→ POP-CORN CINEMA & POESIA

 

POP-CORN CINEMA & POESIA

Marisa Aino | Pipirites et paniculae © 2016

▐ Sembra che per la bottega di pop-corn l’attrice si sia ispirata a queste paniculae di Marisa Aino…Se trarrà ispirazione dai piperites, quella patagonica(o ottusa?) attrice che altro botteghino aprirà in quel di Parigi, quello dei “popacci crushkl” di Sant’Arcangelo?▐

Il pop-corn della ragazza del poeta ♥

Il poeta, che non ha i baffi nerissimi e accuratamente tagliati di quel signore della Centuria “Ventiquattro” di Manganelli che è, alle quattro del pomeriggio, ancora in pigiama[i], non riesce a sdraiarsi sul letto, e nemmeno stendersi in una poltrona comoda e rassegnata, e non sfoglia manco un libro, né guarda il titolo solo dopo aver leggiucchiato una pagina. Ha appena letto in un quotidiano che la sua ragazza, l’attrice che non si sa quanti film ha fatto e che non si  sa da quanti visionatori è concupita come oggetto “a”, ha inaugurato il suo negozietto di pop-corn! Lei è un’anima aggraziata, e anche di corpo non è male, è pur sempre la ragazza del poeta, che, continua a pensare che anche lei in qualche modo è innamorata  perdutamente di lui, pur essendo poeta, sarà, si dice, per via del punctum dell’anima, ah, dice “punctum”, facendo sottentrare per la sua immagine l’ovvio e l’ottuso di Roland Barthes, invece si sta riferendo al punto sensibile arabo nel suo cosmogramma, quello dell’anima, che è strettamente connesso al suo Ascendente, anzi al suo mezzopunto Sole/Ascendente, un’adesione incredibile, quasi patagonica, per via  del fatto che oggi si sente sotto l’effetto di una molesta ubriacatura, ma in realtà egli , la sera prima, ha bevuto un solo bicchiere, saranno stati i peperoni, peperoni e uova, e…oh, Dio, com’è possibile? Pop-corn, e ripensando alle uova, per le galline e il granone per le galline, quella scema s’è aperto il negozietto del pop-corn, ma chissà mai chi glielo avrà messo in testa, o forse ci ha pensato autonomamente, quando andavamo al cinema, pensa il poeta, forse a vedere che si vendeva tutto quel pop-corn avrà pensato che era in quel modo che si facevano i soldi, povera stupida…Ma è suonata? Sarà stata un imbonimento della famiglia, quelle sorelle non volevano aprire tempo addietro una friggitoria, così, dicevano, sai quanti soldi ci facciamo la mattina che prepariamo il cestino di patate fritte e cozze impepate per i ragazzi che vanno a scuola, tu pensa a quelli che, poi, devono restare qui in paese per il turno pomeridiano e allora vengono a mangiare qui peperoni e patate, cozze o cozz’ammula fritta, e poi tu ti metti il grembiulino e bona come sei sai quanti si vengono a riempire l’otre dello scroto a furia di ingurgitare pensieri immondi su di te, che in confronto un manga di marca “Hentai”sembra addirittura arido, altro che shummulo[ii]  di quel fesso di quel poeta senza una lira!

Pop-corn…e la rivedeva nella tuta di latex per quel personaggio da super-eroina, che, lui, così in quell’assetto, ne aveva messo da parte immagini in gif, che, quando lei non c’era, stava a guardarsele e a menarselo per ore intere, e giorni, e adesso questa super-eroina si mette a vendere il pop-corn… Mio Dio, mi capiterà un giorno che uscendo da quel suo negozietto un giorno mi accorgerò che mi hanno rubato l’Universo, e al posto dell’Universo c’è quel solito venditore all’ingrosso di granone per galline, in quel suo buco, dove, quando smise, aprirono la sede della progenitrice dell’agenzia della Fiscalrassi, e il suo paese era scomparso, scomparsa la sua casa, scomparsa la sua famiglia, scomparso il suo aranceto, scomparsi gli ulivi di Sant’Arcangelo e la sterpina, scomparso il sole, scomparso il cinema, e il poeta si era allora convinto che era accaduto un furto, un furto più grande del consueto, era stato rubato l’Universo del poeta, e c’era tutto quel pop-corn e quella stupida che adesso non faceva più l’attrice, s’era messo il grembiulino e il berrettino e sorrideva a tutti i compratori di pop-corn, che, poi, non sapevano che farsene, perché non c’era più il cinema, non c’era più l’attrice per la quale andavano tutti al cinema a farsi l’erezione di terzo grado, non c’era il sole, ed erano rimasti tutti gli ombroni del mondo, e tutti avevano il pollaio e tutti vendevano il granone all’ingrosso e tutti erano affiliati alla Fiscalrassi e tutti andavano alla regione a mettere la tassa della salute per il poeta che, se non voleva essere ricoverato in una clinica psichiatrica (come quella che c’era vicino all’ospedale della città dov’era la sede legale dell’azienda che faceva le bollette a Moncalieri e che in realtà era afferente alla sede maggiore in Puglia, tanto che se il padre fondatore era un monaco, il nome di quel paese della Puglia era simile al nome di un altro monaco che, anche quando non è il nome di un monaco, entra in vari scandali per il dispositivo di alleanza  e anche per quello di sessualità), doveva pagarla  a fior di quattrini prima all’Inps di residenza e, se non lo avesse fatto, l’avrebbero resa nazionale e fatta pagare con il 740 con versamenti alla regione di residenza, famosa per avere il Centro Servizi fiscale a Salerno, nella regione attigua, a nord, che, sarà per questo, per via dell’ombra, che, più si va a nord e più  è tutto in mano agli ombroni, o nelle loro bisacce.

Un giorno, poi, dopo che il poeta le aveva scritto una lunga email sperando che rinsavisse e ritornasse a fare film, lei gli aveva mandato un’affiche come quelle di Paye Ta Shnek: “Mon Pop-corn n’a  pas besoin de ta poésie ou de ton (-phi), ni a besoin d’autre cocorico de Monsieur Lacan!”. E gliela affisse anche su Twitter[iii]. Il poeta prima pianse per tre giorni, e ogni volta che mangiava l’insalata di mais col tonno Sardanelli rigettava, infine se la legò al meridiano la sua bella attrice di una volta e, quando era incazzato nero, scuoteva così forte il meridiano che il Fondo Cielo, in breve, si riempiva fino all’orlo creando panico negli ombroni che temevano ogni volta di annegare.

♥by Gaudio Malaguzzi

[i] Giorgio Manganelli, Centuria.Cento piccoli romanzi fiume, Rizzoli Editore, Milano 1979.

[ii] Cfr. V.S.Gaudio, Shummulon vs Shumullar. La Stimmung con Samuel Beckett, Rockaby, in→ “il cobold”.

[iii] Cfr. “La ragazza che faceva l’attrice al suo ex poeta”.

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La ragazza che faceva l’attrice al suo ex poeta: l’affiche de son Pop-corn.

Alla maniera di PayeTaShnek.

LO ZINTILOMO.

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LO ZINTILOMO. E il tergo della figura del cinque nella città della Rota ♥

Quella volta che il poeta fu dentro un luogo che, tra l’eterotopia e l’esotopia, non era propriamente un luogo umano, nel senso che gli abitanti non erano esseri umani, ed avevano degli esseri umani delle nozioni vaghe, tramandate da vecchi favolatori, o inventate da mercanti, bardinellisti, pellegrini, geografi, zingari, quadarari , falsificatori di identità e di fotografie, ammašcatori dell’umanità. Anzi, quelli che reggevano le sorti del luogo e lo amministravano non credevano all’esistenza degli esseri umani, come nella Centuria Cinquantatré di Manganelli ritenevano che “si tratta di una vecchia e abbastanza sciocca superstizione, e in verità la convinzione che esistano è soprattutto diffusa tra le classi inferiori”[i]. C’era addirittura l’industria più singolare, nata attorno a questa tradizione degli umani, ed era quella delle maschere e dei burattini. Quando il poeta vi capitò e dentro conobbe una sorta di ragazza alla Cybersix, con dei leggings così patagonici che, come si seppe dopo, non potevi trovarli nemmeno da Nordstrom, tanto erano costosi, forse avevano il marchio Givenchy, e gli venne di pensare agli oggetti di pregio che, come le maschere e i burattini forse non solo di legno, e con quel tergo alla Cybersix, che stava lì seduto al caffè il poeta : “Ma che razza di burattina sarà mai costei con questo tergo della migliore carne di Merleau-Ponty…e con questi cazzo di leggings, che, per tenerlo così rinserrato il mondo e il suo tergo, e questo suo passo, oh Gaz i Gazi[ii], saranno leggings fatti apposta per lo Shummulo!”

Le maschere e i burattini, che se riproducevano in modo così carnale e fenomenologico le fattezze di un essere umano, che nessuno aveva mai visto, però, a pensarci bene, come loro stessi dicevano, ricorrevano alle tradizioni, a vecchi e strani libri illustrati, e anche alla fantasia e ai fumetti della Lancio. Così questa ragazza che il poeta conobbe un po’ aveva il corpo di un angelo Stuart e un po’ il podice di Cybersix, anzi gli parve al poeta di aver inteso che oltre che il disegnatore abituale che era Meglia fu chiamato anche Eleuteri Serpieri, che, visto il tergo di Druuna, rese ancor più mesomorfo l’assetto del podice di questa ragazza tipo Cybersix; pare che anche El Tomi ci mise mano.

Di sera, e anche di notte, questo luogo era bello agli occhi del poeta, gli parve una città simile a tante altre, Asti se non Ferrara o Ravenna, era una sera di agosto, forse il 23, quando si dice che sia nata Cybersix e la moglie stessa del poeta, secondo l’amministrazione di una casa editrice di altri fumetti, con personaggi ancora più cibernetici di Cybersix, e la ragazza stessa, quella sera, si mise a festeggiare il suo compleanno con il poeta, non come nella notte in cui sparì Cybersix[iii], e volle accarezzarle il tergo, e nel carezzarglielo le sussurrò che è vero che sei il 23, come è vero che questo è il numero del tergo e della carne che fa il tergo, e allora tu che un po’ hai il culo di un angelo Stuart e un po’ il podice di Cybersix, tu, che sei nel 23 come lo è anche mia moglie, sei allo stesso modo nella figura del Cinque, stando 23: 2 + 3=5, sei dunque un essere umano e addirittura con il carattere Cinque, che ispira sempre lo spirito, l’erezione dello spirito, anche per via del fatto che, nei Tarocchi, è la carta del Papa, il contenuto della forma e il campo della quarta dimensione. Vieni prima di Cybersix e hai il tergo come lo intende Merleau-Ponty, che forse è il significante somatico associato al tuo Mercurio, la lettera ebraica, dicono, è “He”[iv], che è la finestra, ma è pur vero che nelle Minchiate di Firenze, come 5, saresti l’Innamorato, e nel tarocco di Mantegna lo Zintilomo, suvvia per via del tuo podice che è la quintessenza del Gentiluomo o: è lo spirito in carne del Nobiluomo?[v]

by Gaudio Malaguzzi

[i] Giorgio Manganelli, Centuria.  Cento piccoli romanzi fiume, Rizzoli Editore, Milano 1979.

[ii] “Gioia del Gaudio”.

[iii] Cfr. Trillo e Meglia, Cybersix, “SKORPIO” n.1, Eura Editoriale Spa,  Roma 13-1-1994.

[iv] I tarocchi sono imperniati sulla parola ROTA, raffigurata come una ruota: Papus, per la prima He, mette il seme di coppe e la regina; per la seconda He, il fante, che sarebbe il poeta scalzane o la transizione, e il seme, naturalmente, è quello  di denari. Non a caso il luogo così inumano e così esotopico come la città Meridiana di Cybersix è il luogo in cui il poeta scalzacane è viandante, non essendo nell’ordine della Rota, non vi fu chi, tra quelli del Cafaro che amministrarono quel luogo di maschere e burattini, dopo avergli dato un nome tra ego e non-ego e senza affinità o relazione di parentela, lo soprannominò, con due significanti in linguaggio gergale, “Senza Rota”?

[v] Venendo prima di Cybersix, il prototipo, sulla via Sephiroth chiamata Tiphares, procede dalla Bellezza alla Saggezza: è la manifestazione dell’ottimismo e dell’opportunità: la figura di Mercurio ha come significante somatico un tergo che manifesta la mescolanza di Finestra, Innamorato, Zintilomo, quintessenza e carne del Nobiluomo.

 

↑Un Gareth Pugh leggings da 546 euro per lo Zintolomo della Cibercinque
↑Un Gareth Pugh leggings da 546 euro per lo Zintolomo della Cibercinque

▬ In anteprima per gentile concessione di “Uh Magazine”© 2016 Uh-file di Narrativa

 

Kenton Nelson ░ La figura innamorata

Curiosity
Curiosity

La figura flemmatica innamorata di Kenton Nelson

La figura di Kenton Nelson è come se fosse continuamente sfidata da una situazione di insopportabile gravità, è, in linea di massima, nell’archetipo lineare della flemma dell’innamorata; più esattamente, in questo modo lei si descriverebbe in questo momento, guardandosi come se fosse lei il visionatore e lei la figura come personaggio, allora in questa rappresentazione è come se fosse , per l’attante iconico che è, innamorata di un signore distinto, nobile d’animo, colto, leggermente autoritario, taciturno e delicatamente travagliato; in quest’altra rappresentazione ama un colto ma brutale studioso di astrologia, che, in quel momento, sta amando una cultrice della materia del sanscrito o dello shqip; nella terza o quarta rappresentazione, sembra che la studiosa di sanscrito si sia invaghita del poeta irritabile, che dedito com’è ai piaceri singolari, sta, intanto, coltivando una relazione con la figura che c’è nella quinta rappresentazione, che, qui, non appare, ma è una di quelle figure dello Swim Party, e difatti ha lo stesso Nageur della Maison Lejaby che indossava in spiaggia un personaggio di un micro racconto di Gaudio Malaguzzi. In realtà, nessuna di queste figure di Kenton Nelson ha una passione per la filatelia o si dà con veemenza nelle fantasie oggettuali del poeta ormai privo di fantasia che appare nei microracconti di Malaguzzi, né ha un disperato amore con un brutale tarocchista o mentalista o un sadico zoologo; di una in particolare si può pensare che, come in uno dei piaceri singolari del poeta privo di fantasia, sia entrata  nello shummulo di un capodanno, e quindi nell’archetipo di Bragalla e nello schema verbale relativo.

Divinity
Divinity

L’iconicità flemmatica della figura di Kenton Nelson non si consacra mentalmente a un baritono rovinato dal singulto, come in una centuria par che voglia Manganelli[i], tutt’al più si consacra anima e corpo a un visionatore che non ha mai visto una filatelica in costume da bagno, né quell’altra disegnatrice di cuscini, che, nella centuria anzidetta, sembra che ignorasse l’esistenza dello zoologo però veniva puntualmente ad ogni plenilunio, ma anche nei quarti crescenti, pensando al poeta che aveva semplicemente incrociato, un giorno tanti anni fa, senza nemmeno guardagli la punta delle scarpe, sul marciapiede di una metropolitana.

Wait
Wait

L’iconicità flemmatica, quando è così innamorata, è dentro  il peso di una normolinea quasi mesomorfa, che, a seconda di quel che indossa, non si riesce a capire se il suo indice costituzionale sia più teso verso il 53 o più allargato e pesante verso il 56; l’indice del pondus, mettetela come vorrete quella figura, o come la fa mettere Kenton Nelson, è sempre nell’iconicità e nella pesantezza lieve e tenera del valore “alto” corrispondente al 20[ii], o quasi “medio-alto” che farebbe 21, per via del naso[iii], o di un nodo che, se il visionatore cerca, da qualche parte si esprime come una sorta di punctum del cosiddetto bagliore didonico, o ainico, se proprio vogliamo che abbia la tenera iconicità dell’oggetto “a” del poeta privo di fantasia.

by V.S.Gaudio

Leisure's Allurements
Leisure’s Allurements

[i] Cfr. la centuria Cinquantasei, in: Giorgio Manganelli, Centuria. Cento piccoli romanzi fiume, Rizzoli Editore, Milano 1979.

[ii] Cfr. V.S.Gaudio, Come calcolare l’Indice del Pondus, in: Idem, Oggetti d’amore. Somatologia dell’immagine e del sex-appeal, Bootleg Scipioni, Viterbo 1998: pag.77. L’indice del pondus, nel sistema di V.S.Gaudio, più decresce più ha valore alto, per cui, nella forchetta del valore alto, si va da 12 a 20: il valore alto 20 è meno alto di 19 e questo di 18…; nella forchetta del valore medio-alto, si va da 21 a 26, e naturalmente l’indice 21 è il più “medio-alto”, nel senso che è maggiore di 22, 23,26:

[iii] Correlando l’indice del pondus pari a 20 con l’alfabeto mnemonico, avremmo per la cifra 20 l’archetipo-sostantivo “naso”, e per la cifra 21 l’archetipo-sostantivo sarebbe o potrebbe essere “nodo”, difatti “n” equivale a 2 e “d” a 1, come “s” equivale a 0.

Dishabille
Dishabille
Food Service
Food Service

La moglie del poeta e il pondus-Stuart ♦ Gaudio Malaguzzi

↑Anche il Leggings Black Sateen Ankle Jeans della Nordstrom è patagonico per il pondus-Stuart alle coordinate bioritmiche giuste ♦

Il poeta, l’astrologo e il pondus-Stuart| by Gaudio Malaguzzi

 

Il poeta volle andare al congresso internazionale di “astra” per poter interpellare quell’astrologo, dall’aspetto tranquillo e per nulla fantastico, un po’ come quello che è al Sessantanove della Centuria di Giorgio Manganelli, quello che aveva appena terminato i suoi calcoli, e da quei calcoli risultò quanto segue: “egli dovrà incontrare la donna della sua vita tra un anno e sei mesi; per molti versi, pare donna del destino, e non esige altro che d’essere accettata. (…) Ma i suoi calcoli gli hanno detto anche qualcos’altro: vale a dire, che egli morirà esattamente venti giorni prima dell’incontro della sua donna. “(1)

Fuor dalla teoria del fantasma, come avviene nella psicanalisi freudiana, e dall’oggetto “a” di Lacan, il paradosso nel cosmogramma dell’astrologo, per quanti sforzi faccia il narratore, era inesplicabile.

L’astrologo interpellato dal poeta, invece, questo ebbe a dire al poeta sul mistero della sua nascita: che, nato, era nato lo stesso giorno di Ernest Hemingway e, aggiunse, con una sottolineatura, lo stesso giorno e anno dell’attore de “L’attimo fuggente”, gli disse: lei lo sa che è gemello astrale di Robin Williams, per un poeta , lo guardò sornione, deve essere il massimo, no?

Poi, abbassò la voce e quasi gli sussurrò: la figura della madre è qui nella casa del mostro, che, avendo connessione con il settore dei bambini, deve essere per forza di cose il mostro Sibari, o una cicogna abortista, lei è radicale e si è autodenunciato per la campagna dell’aborto, è vero?

Il poeta quasi svenne e, provvidenziale, arrivò la segretaria di “astra” con un bourbon che, se ne accorse subito il poeta, non poteva che essere un Jim Beam, che, se vai a vedere, fortifica l’eroe che deve prendere la via per andare a stanare il mostro, verso sud-est, d’inverno anche laggiù, tra quelle paludi, è impossibile vederlo il mostro, anche in volo radente e nero, una grossa troia col becco e le zampe della cicogna, che spetazza però nel cielo e gassifica l’aria della sibaritide.

La figura della madre è con i suoi nemici, disse l’astrologo, rincarando la dose, e se questo bambino è lei, allora non ci sono dubbi, lei è prigionero del mostro Sibari, che non è detto che sia vicino alla fonte, l’importante è che ci sia il paradigma dell’acqua, o del nome che ha in sé l’etimologia della fonte, ayn.

Il poeta guardò esterrefatto l’astrologo: Ma la vede quella donna seduta alla tavola rotonda di astrologia e scuola? Ebbene, sa come si chiama? E l’astrologo imperterrito: “Mi pare che si chiami Marisa Ayno”. E sorrise. E il poeta: e sa chi è Marisa Ayno? Lo sa che è mia moglie?

L’astrologo , dall’aspetto tranquillo e per niente fantastico: “Fantastico! Ma stia tranquillo: non è lei il mostro, e, da quel che vedo, deve essere, intendo come somatologia, nell’ordine della costituzione degli angeli Stuart, e, mi creda, non è per niente sicuro che il suo pondus angelico così desiderato  sia di marmo come quello degli angeli che più di ogni figura ha fatto innalzare il (-φ ) del visionatore al gaudio massimo del cielo”.

Ebertin e punti "f" e "H" per il tergo-ayno
Ebertin e elongazione Asc.Marte/Plutone
per il tergo-ayno

Quale disposizione dei punti le fa rilevare che il pondus di mia moglie, pur non essendo di marmo, sia come quello degli angeli Stuart?

“Nel suo cosmogramma, non in quello di sua moglie, che darebbe lo stesso risultato, Urano, che è il maestro della Settima, cioè sua moglie,  è in congiunzione con Marte, che essendo il (-φ) nella casa degli angeli, il che è il punctum del pondus-Stuart di sua moglie e, per essere tale, non essendo quello di una statua o di due in una chiesa, è più che altro al godimento  e allo shummulo del (-φ) del coabitatore che è destinato e predisposto; anche se, come quello delle statue, è stato sempre oggetto di bramose, inconfessabili ricognizioni non solo manuali, sempre nell’ordine del suo farsi oggetto “a” di visionatori e praticanti dei piaceri singolari,  tanto  è vero che, se il pondus di quegli angeli oggi risplende dopo un secolo e mezzo di furtive, immonde carezze, come se fossero tirate a lustro ogni giorno, il pondus-Stuart di sua moglie è l’espressione assoluta del gaudio connesso a quello che lei stesso ha formalizzato come “bagliore ainico”; l’aspetto di Marte-Urano con Venere in casa seconda, che è quella dove il bagliore ainico illumina il cammino ascendente del suo (-φ), rende il pondus stesso il punctum più adatto anche per la proairetica di quello che lei stesso ha chiamato lo shummulo”.

In questa photostimmung  di Blue Amorosi part. del tergo-Ayno
In questa photostimmung
di Blue Amorosi part. del tergo-Ayno

Il poeta, meditando su questa regola del pondus-Stuart, capì che l’universo contiene in sé l’esigenza  di qualcosa che non può essere, e dunque è in conflitto con se stesso, come il deretano degli angeli nel monumento di Canova: preso nel suo insieme, l’universo è come il pondus, è sì infelice, in ragione del fatto che  ha il paradigma nella stessa area della figura della madre, che, si è visto, per quanto ha detto l’astrologo, coabita con i  miei nemici e non si sa chi possa essere, nell’oscurità in cui la tiene il mostro Sibari; sì, certamente, qualcosa di inesatto c’è, o almeno la menzogna e l’orrore del mistero della madre, e la sacralità del culo degli angeli Stuart, come il pondus-Stuart che è di carne per la fondatrice del bagliore aynico, chiamiamolo, alla maniera di Merleau-Ponty, tergo: tergo-Stuart o tergo-Ayno, in tal caso, non c’è nessun mistero,è nell’ordine del calendario, in determinate fasi del suo bioritmo sarà oggetto “a” infinito per il gaudio di chi riesce a farsene visionatore quando , nel giorno del bruciamento e ricominciamento del mondo, che sta a capo dell’anno e della temporalità, si innalza, nel fasto della festa, al suo meridiano analemma esponenziale che fa implodere il  bagliore aynico. Sarebbe anche la regola dello shummulo sibarita col tergo-Stuart o tergo-Ayno. Che, per questa misura o macchina, sarebbe più congeniale il termine “geni”, come  definì  i suoi “angeli” Canova stesso: organismo o  inclinazione naturale, entità astratta o mitologicamente spirito o divinità tutelare, il tergo-Ayno, genio che, dall’incavatura del ginocchio, che sempre a genio  o alla macchina bellica afferisce, e al Capricorno come segno solare della moglie del poeta,  è, al pari del genio di una lingua o di una nazione, il genio somatico, o la macchina dello shummulo, per prendere il gaudio, ancor di più se “genio incompreso”(2), il poeta, o “genio imbragallato”(3) in un vestito  “Marella”, la geniale divinità tutelare dei piaceri singolari non solo del poeta. Comunque, i grandi spiriti, chiosò l’astrologo, ovvero i geni, è così che s’incontrano, o, in ogni caso, shummulano tra bellezza e virtù in capo all’anno o calendario che sia, l’”astrologia” del tergo-Stuart o il “lunario” del tergo-Ayno e il (-φ ) del poeta-visionatore.

Angelo Stuart di Canova - part.
Angelo Stuart di Canova – part.

1 Giorgio Manganelli, Centuria. Cento piccoli romanzi fiume, Rizzoli Editore, Milano 1979.

2 In relazione con voci che alludono all’erezione, genio, dandosi come organo sessuale maschile, fa pensare ai versi delle Rime burlesche(metà del XVII secolo) di G.B. Ricciardi: “Il mio genio superbo non caccia/tra’ pantani e le fosse qua giù;/ma s’inalza seguendo la traccia/di due fere, bellezza e virtù”.

3 Più che altro come gèno, si dà come meton. per l’ organo femminile:genere o sesso: “Tornar non volle Europa al patrio seno, conoscendo alterato avere il geno”:G.A. dell’Anguillara,Le metamorfosi di Ovidio, 1561.

 

Il gioco transazionale della Sfoggiata ♦

Il Gioco transazionale della Sfoggiata nell’orto

by  gaudio malaguzzi

Avvenne, nella biografia del poeta, all’epoca urbanizzato, lo show off unico, fatto , lo show, solo per un unico spettatore, l’ Ermes priapico, che in quell’altezza campestre doveva essere svegliato all’ora di mezzogiorno dalla donna che così si fece Sirena, improvvisamente per un’assenza di vento, che rese ancor più insopportabile e schiacciante il forte calore, e quella donna esposta si sente ancor più roscida che vuole portare sollievo al Tale, il poeta urbano che sta irrorando l’orto. Tra l’ardore di Sirio  e l’assenza di vento, nell’antichità considerata caratteristica dell’ora di mezzogiorno, tentata dal demone meridiano, succube assetata di sperma umano, appare nell’orto e, dopo aver salutato il Roscidore Ermetico, opportunamente dice: “Riposa il mare, riposano i venti, riposa pure tu, il mezzogiorno incombe, l’ora che dicono immota, dio quant’è oppressiva la meridiana!”

Così, questo avvenne, essendo lui il Roscidore Ermetico, e lei la Roscida Sfoggiata, si mette, nel guazzo totale, a raccogliere cetrioli, sfoggiando in faccia all’accosciato ermetico le cadran solaire, affinché veda da sé l’esattezza dell’ora, e la rosa dei venti, affinché, lei può sembrare inopportuna e oppressiva ma vuole essere d’aiuto, la brezza rinfrescante, solo rimedio contro l’insolazione del sole meridiano, renda sopportabile il forte calore e doni riposo a chi è in pena e sollievo a chi è in angoscia.

Leggenda

Idra, Aurora, Giasone, Sirena Roscida, Ermes Priapico.

Ruoli

Salvatore(fallito), Vittima.

Scambi

Da Salvatore(Genitore Affettivo) a Vittima(delle circostanze e dell’ermetismo del poeta Roscidore).

Insegnamento parentale

“Sii una brava ragazza servizievole, aiuta l’eroe “schiacciato e oppresso dalla Canicola”.

Modello parentale

“Guarda come si fa a dare sollievo al poeta agreste”.

Copione

“Fallo!”

Demone

Apparentemente combatte l’apparato di copione, nel senso che va ad avvisare l’eroe che il sole è al meridiano(cosa che l’eroe sa) e quindi già lo indispone, ma, in realtà, va a rinforzare il copione, si porta il cesto, si posiziona, lo riempie, e ne approfitta per guazzare nell’orto bagnato dal poeta.

Maglietta

Davanti: “Sono una Roscida”.

Dietro:”Lo gnomone è al meridiano”.

Gioco

Non ha tempo per i giochi.

Buoni premio

Sta cercando lo Gnomone Meridiano.

Permesso

Usare il proprio stato Adulto per ottenere qualcosa che valga la pena.

Epitaffi[i]

“Era la Sirena di Mezzogiorno”

“Ci ha provato”

“Ha levato il culo a mezzogiorno, che sfoggiata!”

“L’ha mostrato tutto il quadrante solare”

“Il ponte dell’est[ii] alla fiera agreste del sud[iii]”

“Nell’orto col culo all’orto[iv] ha riempito la sporta”

“Roscida di nome e di fatto”

“Roscida urbana, sfoggiata meridiana”

“La Sfoggiata in campagna”

“Ella sfoggiò; Ermes non pompò”

“La Sirena di Mezzogiorno che voleva essere caricata a pompa”

“L’Asura dell’Asa[v]”

“L’Epideissi Meridiana”

“Volle lo Gnomone Ermetico per la sua Meridiana”

“Sfoggiò il Tavoliere in un’altra pianura”

“Il centro del Tavoliere Sfoggiato”

“Svelò la Tabula Gnomonis ad Ermes Priapico”

(…)

Classificazione

Quello della Sirena Roscida è un copione dell’assolutezza anonima, strutturato non sulla meta ma sullo scopo temporale della sfoggiata. Che è agreste ed è irripetibile, è fatta e non si vede, non si basa su un piano “Tutte le volte” o su “Provaci tutte le volte che vuoi”. L’intervallo di tempo che passa tra l’apparizione e il congedo, 16-18 minuti, lo struttura con la Sfoggiata Assoluta. Quando chiude il sipario, è ancora e più di prima la Signora Roscìda.

Tornaconto finale

Di solito, tra il “ciao” e il congedo, si struttura l’intervallo giocando o passando il tempo; lei, tra il mezzogiorno e il paniere rimepito di cetrioli, ha fatto di una sfoggiata irripetibile il suo “fantasma priapico ermetico” e il “fantasma del culo-heimlich” per il Tale.

Qui la sfoggiata è come se si commutasse in parrottiera:

con la modella con mutande di lana “Sartoria” passa il

demone meridiano della sfoggiata per lo stesso assetto

morfologico

parrottiera Sartoria-1105 reticolato

[i] Gli Epitaffi possono essere commutati, o se ne possono creare altri, in “shnek”, dovrebbero essere però più volgari e pesanti.

[ii] Nella Sfoggiata, il podice è posto verso l’est, verso l’occhio del poeta.

[iii] L’orto, dove avvenne la sfoggiata, era a sud dell’abituale residenza del poeta e della signora.

[iv] Ad est.

[v] “Lo Spirito, il Demone, del Culo”.