Sadiana-Twitter.La ricompensa del vizio o del fantasma?

sadiana viziovirtù

La virtù in Sade è sempre punita, il vizio è sempre ricompensato.

Sada, tagliando il (-φ) punisce se stessa o ricompensa il proprio fantasma?

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Il Kamasutra del Furguwune silano ▌

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Come per Shummulon vs Shumullar[FLa Stimmung-Shqip con Samuel Beckett, Rockaby], in cui loShumë albanese del superlativo assoluto “molto” veniva congiunto sia al sostantivo mulë(=mula) per farsi “shummulon” sia al sostantivo mullar(=pietra da mulino) per farsi “shumullar”, la Stimmung-Ammašcânte, che è letteralmente la Stimmung in ammašcânte, la lingua nascosta dei quadarari, in questo caso silani e presilani, produce con U Togu du Mârsiânu non lo “sciumullìo” ma ilfurguwune[leggi: furguggûnë ; ma anche: furgugghjûnë], cioè la “masturbazione” che, come inCosmo di Gombrowicz, dove è il ti-ri-ri del Berg, cioè il bembergamento di un berg contro un berg, il berbergamento di un bemberg dove ci si sbemberga e si va a tutta birramberg, nella Stimmung-Ammašcânte, dove in effetti viene formalizzato ventisette anni dopo, come Leo Wojtys in Cosmo, che formalizza il segreto imberbergamento, cioè lo ritualizza e lo esprime ventisette anni dopo l’immagine fulminante, e dove in effetti, come nel Berg di Leo, “i colpi dell’artiglieria sono importanti. E non meno il tocco delle campane”, come si rileva rinvenendo la bocca di fuoco, e la minchia, del cannone di Parrott ma anche, per la posa fotografica della bembergata, l’attesa o lo stato di preghiera affine alla mantide religiosa, del cui tocco di campane riferisce Salvador Dalì in Il mito tragico dell’Angelus di Millet[i].

V.S.Gaudio ■ Il Kamasutra del Furguwune silano

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Gli oggetti d’amore del Poeta e della Parrottiera

e868b-image002Pratica annuale del poeta e della Parrottiera, e suoi oggetti  d’amore più goduti

by Gaudio Malaguzzi

Fu all’inizio dell’anno che il poeta inviò la statistica o, semplicemente, la classifica delle sue pratiche singolari alla Signora dei cetrioli, quella della patagonica posizione della Mula. Pur essendo prima la moglie, che con le due strutture dell’oggetto a aveva raggiunto la ragguardevole quota di 526 punti, qualcosa come 1.4 pratiche di fantasmizzazione giornaliere, che, nell’ambito di questo tipo di lussuria, è davvero disdicevole ma che testimonia come la potenza patafisica della signora sia qualcosa di oltremodo temporale e di possentemente heimlich[c’è da dire che in ogni esercizio masturbatorio, l’oggetto fantasmato prende 1 punto; se l’esercizio ha una certa continuità temporale, c’è un bonus che può essere anche di 3 punti e se l’esecuzione fantasmatica produce un orgasmo effettivo e liquido i punti assegnati sono 5, oltre a quello della performance, che, se ha avuto durata, ha ulteriori punti aggiunti in bonus], dicevamo: pur essendo prima la moglie, senza temere reazioni in proposito da parte dell’altra signora in corrispondenza segreta, il poeta le inviò questa classifica:

1° Moglie 527

2° Mula o Parrottiera 489

3° Orsellizia 438

4° Gigolette 405

5° Ide 32 (solo negli ultimi giorni dell’anno)

 
© blue amorosi

E dopo pochi giorni il poeta, come d’accordo, ricevette la classifica della Mula, che l’aveva spedita contemporaneamente al poeta, in modo che ognuno non fosse a conoscenza, prima dell’altro, del risultato. Incredibilmente, anche il poeta non era stato primo nei pensieri morbosi della signora dei cetrioli. Difatti, questa trasmise questa classifica:

Oggetto denominato “Il portiere” 734

(Era un suo oggetto “a”, fattosi tale e talmente irredento nella mappa della Mula, per il fatto che il portinaio non c’era volta che non la guardava salire le scale, e, infine, pare che, quando il pover’uomo dovette essere pensionato, fosse stato liquidato con una infinita e potente inculata sul terrazzo dello stabile; lei lo fantasma per il fallo da satiro e la capacità liquida della performance, che poi lei, naturalmente, mostra al mondo e ai condomini tutti depositandola integralmente nello stesso punto in cui viene sodomizzata)

2° Poeta 405

3° Un uomo chiamato “Fisico” 390

4° Un giovanotto chiamato “U giovane” 115

A cui fa seghe e blow job, e gli fa anche lo shummulo con i seni

Un altro giovane chiamato “Subito” 104

(Fa subito, in qualsiasi posto, anche, spesso le fa addosso, sul vestito, in faccia, sul muso)

Poi ulteriori oggetti non definiti, e omessi nel conteggio, che impensieriscono non poco il poeta, perché sembra che tra questi ci siano le nuove strutture dell’oggetto “a” della Mula per l’anno avviato[i]

[i] A conti fatti, considerati i 5 oggetti definiti per ognuno degli interagenti dei piaceri singolari, abbiamo questo risultato: a) il poeta raggiunge quota 1891, che corrisponde a una media giornaliera di quasi 6 “pratiche fantasmatiche” formalizzabili; b) la parrottiera, o mula, fa 1748 che è superiore a una media giornaliera di 5 “pratiche fantasmatiche bagnate”. Se si considera che sia il poeta che la parrottiera hanno omesso altri oggetti non considerati come partecipanti ufficialmente al piacere singolare di ognuno dei corrispondenti, avremmo una somma ancor più considerevole; va sottolineato che dal punteggio riguardante l’oggetto “Poeta”, per la mula, lei ha sottratto 236 pratiche, imputabili alla fantasmizzazione del “marito” più giovane con cui verbalizza, sempre, la chiamata e la partecipazione del poeta , che viene designata dal marito come esattezza matematica , è quasi scientifico, dice alla moglie mentre glielo tiene dentro, per la tua parrottiera il calibro giusto, esatto, è quello di Parrōttë, perciò il poeta sarebbe , nell’anno solare considerato, a quota 641, a 93 piaceri singolari ottenuti col “portiere”. Che stranamente , nell’alfabeto della tavola numerica del gancio mnemonico, farebbe “pum”(p=9;m=3), un colpo di Parrott, solo che il cannone è del portiere. Ma, riconsiderati i primi cinque oggetti per la mula, messo, cioè, il “marito” al 4° posto con 236, e tolto il giovane chiamato “Subito”, con 104, la somma effettivamente ottenuta dalla mula per l’anno solare considerato è pari a 1880, solo 11 unità meno del poeta, la media giornaliera è pari a 5.15, a fronte del 5.18 della media del poeta..Da notare che nelle pratiche fantasmatiche del poeta c’è la Gigolette a quota 405 e lui, il poeta, è a quota 405 nelle pratiche fantasmatiche della mula. Se si pensa che la pratica preferita da Gigolette sia lo shummulo sul viso e sul muso, una sorta di Biffle di struscio e di shummulo, e che il poeta, fantasmaizzato dalla parrottiera, sia il fautore dello shummulo nella parrottiera, questo risultato speculare determina sia il doppio dello shummulo che la  pratica più fantasmizzata, dai due interagenti a distanza, con 810 attualizzazioni.

Il resoconto fantasmatico di Orsellizia ♦

Resoconto annuale dei piaceri singolari di Orsellizia™ by Gaudio Malaguzzi All’inizio dell’anno, senza alcun preavviso né vi era stato in precedenza un accordo verbale, il poeta ricevette una lettera di Orsellizia e, grande fu la sua meraviglia, quando s’avvide che la corrispondente gli notificava le sue pratiche fantasmatiche dell’anno appena trascorso. Non v’era alcun commento, né nell’epistola c’era scritto altro, solo l’elenco dei suoi piaceri singolari. E il tutto non sembrava ma era tutto relato sulla definizione dell’oggetto chiamato “Orsellizia” dal poeta: 3)una giovane chiamata Orsellizia (fantasmatizzata coi calzoncini neri e cinturino bianco, e sodomizzata presso l’abbeveratoio dei ciucci, e poi con altri calzoncini, variante del calzoncino più inculato, che è sempre il nero, e uso particolare dello zucchero candito , e anche rum, miele, marmellate, durata dell’inculata sul numero di 3-4 cubetti di zucchero candito, e poi evacuazione e traccia della pratica effettuata depositata vicino a casa, nel bosco, dietro l’abbeveratoio, sulla spiaggia, in un agrumeto, visibile e constatabile da chiunque passi  per questi luoghi naturali). Anzi, la ex giovinetta andava oltre, superava la misura, aveva appena trascorso l’anno che, non v’erano dubbi, stando ai numeri, se non era da record, allora cosa aveva prodotto negli altri anni?   wordle 39

 

Uso fantasmatico dei calzoncini Nero 1435 , cioè in tutte le pratiche in cui ho preso l’ Enzuvê[i] . Beige 232 Bianco 41 Altro abbigliamento Costume da bagno verdemare 37 Copricostume verde scuro o vestitino corto 14 Solo maglietta estiva(quella abbinata ai calzoncini beige) 124 Numero dell’Euzuvate annuali 2696[ii] Inculate con cubetti di zucchero candito 347 Con miele 211 Con marmellata 174 Con marmellata di zenzero 424[iii] Depositi fatti[iv] 723 Vicino casa 225-250 Nel bosco 201-223 Nel sottopasso ferroviario 141 Spiaggia 24 Agrumeto 12-15 Abbeveratoio 7-17 Terrazzo 88 Luoghi in cui viene fatta l’Enzuvata Studio del poeta 144 Sul letto o camera da letto 190 Bosco 1290 Agrumeto 221 Abbeveratoio 289 Sottopasso 182 Spiaggia 298 In treno 82 [i] Così era chiamato l’affare del poeta , e con lo stesso nome si connotava anche una pratica sessuale quasi sempre sodomitica, ma può essere fatta anche oralmente, tattilmente, anche a mano, e nel foro anteriore. [ii] “Sono comprese – questo aggiunge in nota l’Orsellizia – anche le pugnette e l’Enzuve fatto in bocca e nella fissa. [iii] Che è un numero provocatorio per quanto sia ampio, difatti l’uso dello zenzero è relativo allo shummulo, che è stato formalizzato con l’oggetto chiamato “Parrottiera” che è un soggetto che, come generazione, potrebbe essere la madre di Orsellizia, anche se, è evidente, ognuno degli oggetti fantasmati viene fantasmato con l’età relativa quando, in una determinata situazione, si è fatto oggetto irredento e assoluto, cosicché Orsellizia, che fantasmatizza o che viene fantasmizzata, è quella del tempo dei calzoncini neri, immobile oggetto assolutizzato in quella patagonica immagine; la Parrottiera, che fantasmatizza o che viene fantasmizzata, è quella di quando divenne oggetto irredento facendo la posizione della Mula, e più o meno mantiene sempre l’immagine di quell’età, con lieve spostamento del fantasma verso l’età più giovane. [iv] Si intendono i depositi susseguenti al clistere portentoso ad opera dell’Enzuvë, per cui il materiale deposto, oltre alla materia prima, contiene, come bagliore didonico, il liquido prodotto e infiltratole in culo con l’Enzuvë.

□ Leggi i microracconti di Gaudio Malaguzzi on gaudia 2.0

Il solitario di Santo Stefano della Fille de Mon Peuple ░ L’appello dell’incoronato

 L’appello dell’incoronato 

 Il solitario di chiamata del fantasma di Santo Stefano

Un altro solitario di Santo Stefano è fatto come se fosse il solitario una volta denominato “La Profetessa”: lei si siede come se dovesse farsi fare un bel 31, quello del “Foutre du Clergé”, lì in presenza di tutti ma senza che nessuno veda o sappia chi sarà chiamato a farglielo, e con un mazzo di carte di 32 o 40 le scopre una ad una dicendo: sei, sette, otto, donna, re, asso.

Quando la carta corrisponde alla parola pronunciata o pensata, la si toglie dal gioco.

Esaurito il mazzo, si fa

1)      la conta delle incoronature da farsi fare, che sono date dalle carte tolte dal gioco, in questo modo:

Re=3; Dama=3; Cavallo=3; Asso=2; Carta numerata=1

2)      oppure si riparte e si continua l’appello e la conta delle incoronature come sopra.

La pazienza riesce vittoriosa allorché si riesce a togliere dal gioco tutte le carte.

Se ci si riesce, la vittoria ottenuta consta di 72 incoronature e il “Santo Stefano” va archiviato nella agenda di Santo Stefano come “Santissimo Santo”.

Se la vittoria è ottenuta al primo appello il 72 è moltiplicato per 10: 720.

Se la vittoria è ottenuta al secondo appello 72 è moltiplicato per 7: 504.

Se la vittoria è ottenuta al terzo appello, 72 è moltiplicato per 5: 360.

Se la vittoria è ottenuta al quarto appello, 72 va moltiplicato per 3: 216.

Se la vittoria è ottenuta al quinto appello, 72 va raddoppiato: 144.

Ide Dafìnashìtës

Fonte:    madfuture.com

L’apparizione di Ide Dafìnashitës
 La terra trasfonde vibrazioni continue dentro il cuore, e questo sei tu per come sei avvenuta, in quella giustezza e misura Dio, è questa la suonatrice del violino, ed è da allora che avendolo scoperto che sei impareggiabile per come sai suonare il violino, ti costringo sempre a suonarmelo il Berg, di là venendo da est un po’ dal mare e tra gli alberi, che cosa vedi un campo di trifoglio maturo ? O un prato da attraversare dopo che l’hai fatta nel sottopasso? Tra te e il canale, e il deposito che man mano lasci giorno dopo giorno lustro come se avesse la luce del sole ed è sul muschio intriso di zenzero e miele dello shummulo, c’è vento nel granoturco verso ovest oltre la ferrovia e il poeta sente il fruscio delle tue sottane quando ti abbassi a farne colare immonda e immensa contro la siccità e la stitichezza, come può il poeta coltivare i suoi cento acri se è perso nel suo Berg e nello shummulo che con un misto di corni, fagotti e Ellie Goulding ostinatamente fa sul tuo tergo così come intende la carne Merleau-Ponty e lo stesso mulino ad acqua, si chiede sempre come ti asciughi, ti porti le pietre dal mare o ne tieni una che piena come le tue natiche piegandoti la deponi un po’ più in là dove il tuo senso naturale della postura ha designato il punto giusto per deporla? In vita mia, questo si dice il poeta, non ho mai visto un podice così come il tuo dopo aver presupposto – non avendolo ancora visto – che fosse proprio così, fosse la terra che è, sarebbe della misura agraria della bisaccia, bisthes , o visto che è un podice femmina, bismori, perché nello shqip, è questa la tua lingua in cui anche il culo è femmina e lo chiami prapanicë, il poeta quando pensa al tuo culo pensa al tuo essere-femmina, che è l’archetipo sostantivo prapanicë, che è un archetipo sostantivo femminile, e dunque lo chiamerò anche bismori, perché “mori” è femminile come il tuo culo, e se vai a vedere anche lo “shummulon” se non fosse uno schema verbale è femmina, la pietra del mulino con cui moli il (-φ) quando la fai girare non la tira il tuo essere-“mulo”, che, nella lingua del tuo culo, fa appunto “mushkë” ed è femminile come “prapanicë” e come “bismori”, che, visto che sai suonarlo il mio Berg, e io so suonare il tuo, arriveremo insieme ad ararne, con lo shummulo giorno dopo giorno, almeno cento di bismori fino a che il passaggio nel sottopasso sarà ostruito dal deposito di zenzero e miele e il poeta non sentirà più il fruscio delle tue sottane quando dopo aver fatto lo shummulo ti poni a deporne la traccia con prapanicë (1) messa ad est, che è all’alba, quando ascende per mostrarsi, che il suo fantasma si fa irreprimibile e imperituro
 da:Se fosse l’antologia dell’ Ide-Dukem(…l’apparire di Ide)
 (1) “Prapanicë” è commutabile anche con “të ndènjura”, che è proprio il “sedere”, il “fondoschiena”, e in più, oltre che essere sempre femminile, è anche plurale; questo raddoppiamento del culo di Ide, che è la macina dello Shummulon, poggia sulla qualità, sull’aggettivo, di “fermo”, “immobile”, addirittura “raffermo”, di “i ndènjur”.

Nicholas Dahmane.

La modella di Nicholas Dahmane non è Ide Dafìnashitës Dafìnascìtës, quando apparve, era sì su un balcone, e pure il podice ha l’immobilità dura e patagonica della pietra per lo shummulo, ma…non è quello di Ide Dafìnascìtës !

La dea Eriu

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La dea Eriu

Per questo, chi ha, per la somatologia della propria immagine, questo esagramma del farsi incontro, sembra che sia la dea celtica Eriu, la più casta di tutte le donne; e per questo, le sue gambe, come se fossero Dagda, il dio faceto, e Branwen, la dea dell’amore, ordiscono un complotto contro la sua virtù apparente.
Come nella leggenda celtica, Hardy-Eriu, trasformatasi in un cigno per asciugarsi pigramente le sue piume al sole, Dagda si trasforma in cigno anche lui e finge che Branwen sia un’aquila che vuole prenderlo con il becco, e mentre l’aquila si accinge ad afferrare il cigno Dagda, questi si lascia cadere tra le ali aperte di Eriu che si addormenta con lui.
Durante il sonno, Dagda prende Eriu e la feconda. E Françoise Hardy quando si sveglia, sotto il cielo, che è il trigramma che condensa la sua iconica polisemia e la sua polisemica complessità, canta per il nostro oggetto apassando al meridiano di quel fantasma degli anni sessanta: “Tous les garçons…”; “Je t’aime”; “Le temps de l’amour”; “Tu verras”; e addirittura “Suzanne”, come Joan Baez e Leonard Cohen[1].
In realtà, sono le sue gambe che, come il vento, hanno l’intensità del respiro; in realtà, è Eriu che è il soggetto del canto del vento, la cantante, ed è furibonda e terribile, e forse è per questo che ci sembra un cavallo magro, un buon cavallo; invece è il vento alto e lungo, sotto il cielo, che avanza e si ritira, e noi ci si sente interamente nel vento, che è invisibile, ma, sapendo da dove soffia, possiamo denominarlo le “vent-Hardy[2]”?
Note
[1] Delicata come il vento Hardy di sud-ovest è l’allora inedita “Quand un bateau passe”(1965): http://www.youtube.com/watch?v=YDEH1jmoOrE&feature=related .

[2] Se Hardy ha lo stesso respiro di hardi, allora il vento è proprio baldo e ardito, nonostante soffiasse di bolina, come di bolina stretta è l’allure della cantante, che forse è hardie comme le vent du sud, le “cornemuseux” , forse il più vicino al libeccio, le vent hardi cornemuseux ou libeccio, hardy per come lega il vento e ,appunto, dà un pugno al cielo, ecco è questa l’allure di Francoise Hardy: elle lie le vent(=”dà un pugno in cielo”) et chante comme la cornemuse, “s’éleve au vent”, “si porta al vento, sopra vento”.

from: le vent-hardy su “gaudia 2.0″

Lo sguardo di Margarita Babina

Il mondo invisibile e lo sguardo della sentinella

Non v’è dubbio che ci sia un mondo invisibile. Di avvenimenti inspiegabili ne succedono di continuo. Un uomo vede gli spiriti. Un altro visiona il proprio fantasma. Un terzo si sveglia e dice: “Era proprio il mio oggetto a che passava al meridiano”. Per spiegare come è stato possibile che abbia di nuovo bagnato il suo fantasma e irrorato il pigiama. Quanti di noi, una volta o l’altra, non hanno visto una ragazza con questi occhi e sentito una mano, che non era per niente gelida, sulla nuca ma più in basso e davanti ed erano soli in casa? Cosa c’è dietro queste esperienze? Sarà possibile, una volta che una ragazza ti ha guardato con questo sguardo, pensare di farle fare il rovescio dellacinese(in cui lei per forza di cose e di atlante deve mettersi in ginocchio, foss’anche mongola, il culo sui talloni, la testa appoggiata sulle braccia)? Di sicuro, se lei ama fare la <em>sentinella</em>(la numero 35 nel F. du Clergé de France)si lascerà la porta semiaperta e lei appoggiata allo stipite con la testa rivolta alle scale e il corpo dentro la stanza a disposizione del poeta, che, pertanto, sarà il non-beneficiario dello sguardo della sentinella…

http://joshwool.tumblr.com/post/45933001934/margarita-babina-by-josh-wool”>joshwool</a>:</p>&#13;
Margarita Babina by Josh Wool