La cuginanza.

image002
la cuginanza

L’Heimlich & l’Enzuvë
LA CUGINANZA DELL’ENZUVë

 

Guarda l’album : clicca su altre opzioni →⁞ in alto a dx guardalo in slideshow

Zazou Bonheur! ♪ Zaz & V.S.Gaudio

Jëvù[=fr. Jevou] e Zazzen.

Come pronuncia “je veux”, Zaz dice quasi “” , come se fosse in italiano la prima consonante del mio acronimo, e poi cosa c’è là dentro? Bonheur! Che, manco a dirlo, sapete tutti cos’è, è semplicemente il “Gaudio” di Camus. Chi fu che tradusse il “Bonheur” di Camus con “Gaudio”? Nessuno. Zaz mi vendica. Jë Vù Bonheur! Oh, elastica Zaz, anche tu dentro l’elastico di Mia Nonna dello Zen, non foss’altro perché sei Zaz, che, tirato dall’altro capo, sei sempre Zaz, oh, elastica fanciulla del “Jëvù” , come se fosse le Jésuve di Bataille, a cui quel poeta che sarei fece correlare l’Enzuvë, che, ci vuole poco a capirlo, con Zaz è tutto un plastico ‘nzuzù o zanzuvë  se non ‘nzuzaz.

Sì, d’accordo, c’è Zaz che si impiglia con “Zoze”, che stando a “zozoter” sarebbe connesso a “zézayer”, che è lo schema verbale di chi ha una pronuncia bisciola, perciò voi dite fa la bisciola con “Jëvù”, sempre che non si vada per assonanza a “zazou”, che è “gagà”, “stravagante”, “scentrato”; tanto che, così messa, “Zaz”, senza “ou”, che fa l’elastico con “Vù”, l’elasticità di Zaz è come se fosse l’elasticità di Bonheur, di Gaudio, non è considerato il poeta “strampalato”, “stravagante” e del tutto “zazou”?

etichetta2belastico2b2Mi ricorda lo zazen che faceva Mia Nonna nel dojo del Giardino dell’Arancia, faccio zazen, mi disse una volta, notte calma e tranquilla, nessun suono, nessun rumore, il silenzio; io pensavo: nel giardino dell’arancia, la monaca fa zazen, nel cuore della notte, una bella luna, l’asino che guarda nel pozzo, l’acqua nel pozzo e l’acqua guarda l’asino. Durante zazen, le sozzure del mondo, anche se ti piovono addosso, non possono colpirti, al disopra delle nuvole, adesso  c’è Zaz che canta con il suo schema zézayer, lei diviene me, io divengo lei, zanzuviamo, io “enzuve” (detto e scritto alla francese)  Zaz, Zaz zezave il poeta dell’Enzuvë; nel Giardino dell’Arancia, la monaca Mia Nonna non fa zazen, ci sono i cavalli degli zingari, si riposano come se fossero le vacche argentine di Mio Nonno. Paesaggio tranquillo. Chissà quando il Corpo forestale quel Giardino che fu lo porrà sotto sequestro non fosse altro perché il Bonheur  lì non c’è più. Davvero, Nonna, è tutto così elastico?

La pienezza del “bonheur” di Camus, che compete anche al poeta, che è ancor più assurdo di qualsiasi altro uomo assurdo, proclamando l’assurdo di Jëvù Bonheur, zézaye anche il poeta il suo gaudio, anzi Zaz va a finire che mi si impone con la forza ineluttabile del destino, il suo schema verbale che bisciola il bonheur con tutto l’artificio dello Jëvù che è inseparabile dal Bonheur e perciò dal Gaudio; farò zazzen nell’indifferenza del reale e nell’etica della quantità (del mio oggetto “a” che s’è messo a esser bisciolo).

 

Il resoconto fantasmatico di Orsellizia ♦

Resoconto annuale dei piaceri singolari di Orsellizia™ by Gaudio Malaguzzi All’inizio dell’anno, senza alcun preavviso né vi era stato in precedenza un accordo verbale, il poeta ricevette una lettera di Orsellizia e, grande fu la sua meraviglia, quando s’avvide che la corrispondente gli notificava le sue pratiche fantasmatiche dell’anno appena trascorso. Non v’era alcun commento, né nell’epistola c’era scritto altro, solo l’elenco dei suoi piaceri singolari. E il tutto non sembrava ma era tutto relato sulla definizione dell’oggetto chiamato “Orsellizia” dal poeta: 3)una giovane chiamata Orsellizia (fantasmatizzata coi calzoncini neri e cinturino bianco, e sodomizzata presso l’abbeveratoio dei ciucci, e poi con altri calzoncini, variante del calzoncino più inculato, che è sempre il nero, e uso particolare dello zucchero candito , e anche rum, miele, marmellate, durata dell’inculata sul numero di 3-4 cubetti di zucchero candito, e poi evacuazione e traccia della pratica effettuata depositata vicino a casa, nel bosco, dietro l’abbeveratoio, sulla spiaggia, in un agrumeto, visibile e constatabile da chiunque passi  per questi luoghi naturali). Anzi, la ex giovinetta andava oltre, superava la misura, aveva appena trascorso l’anno che, non v’erano dubbi, stando ai numeri, se non era da record, allora cosa aveva prodotto negli altri anni?   wordle 39

 

Uso fantasmatico dei calzoncini Nero 1435 , cioè in tutte le pratiche in cui ho preso l’ Enzuvê[i] . Beige 232 Bianco 41 Altro abbigliamento Costume da bagno verdemare 37 Copricostume verde scuro o vestitino corto 14 Solo maglietta estiva(quella abbinata ai calzoncini beige) 124 Numero dell’Euzuvate annuali 2696[ii] Inculate con cubetti di zucchero candito 347 Con miele 211 Con marmellata 174 Con marmellata di zenzero 424[iii] Depositi fatti[iv] 723 Vicino casa 225-250 Nel bosco 201-223 Nel sottopasso ferroviario 141 Spiaggia 24 Agrumeto 12-15 Abbeveratoio 7-17 Terrazzo 88 Luoghi in cui viene fatta l’Enzuvata Studio del poeta 144 Sul letto o camera da letto 190 Bosco 1290 Agrumeto 221 Abbeveratoio 289 Sottopasso 182 Spiaggia 298 In treno 82 [i] Così era chiamato l’affare del poeta , e con lo stesso nome si connotava anche una pratica sessuale quasi sempre sodomitica, ma può essere fatta anche oralmente, tattilmente, anche a mano, e nel foro anteriore. [ii] “Sono comprese – questo aggiunge in nota l’Orsellizia – anche le pugnette e l’Enzuve fatto in bocca e nella fissa. [iii] Che è un numero provocatorio per quanto sia ampio, difatti l’uso dello zenzero è relativo allo shummulo, che è stato formalizzato con l’oggetto chiamato “Parrottiera” che è un soggetto che, come generazione, potrebbe essere la madre di Orsellizia, anche se, è evidente, ognuno degli oggetti fantasmati viene fantasmato con l’età relativa quando, in una determinata situazione, si è fatto oggetto irredento e assoluto, cosicché Orsellizia, che fantasmatizza o che viene fantasmizzata, è quella del tempo dei calzoncini neri, immobile oggetto assolutizzato in quella patagonica immagine; la Parrottiera, che fantasmatizza o che viene fantasmizzata, è quella di quando divenne oggetto irredento facendo la posizione della Mula, e più o meno mantiene sempre l’immagine di quell’età, con lieve spostamento del fantasma verso l’età più giovane. [iv] Si intendono i depositi susseguenti al clistere portentoso ad opera dell’Enzuvë, per cui il materiale deposto, oltre alla materia prima, contiene, come bagliore didonico, il liquido prodotto e infiltratole in culo con l’Enzuvë.

□ Leggi i microracconti di Gaudio Malaguzzi on gaudia 2.0