Lebenswelt 4 │EDGAR HILSENRATH

lebenswelt-4La Lebenswelt con Edgar Hilsenrath ♦

Preparativi, Ingredienti e Scheda pulsionale di Szondi per l’ Orgasmo a Mosca

 

Faccio una Lebenswelt con Edgar Hilsenrath – quello di Orgasmo a Mosca – e naturalmente che ci posso metter dentro? Innanzitutto passa tutto attraverso il cazzo di Mandelbaum, che posso farci?, Mandelbaum, lo sapete no?, equivale a “mandorlo”, e , senza arrivare alla mandorla e nemmeno a Philippe e a Philippine dell’argot[i], è un cognome inequivocabile, è come la libido geografica dell’Anti-Edipo di Deleuze e Guattari, se ve lo ricordate, o, meglio, ve lo ricordo io: prendete il cazzo di Mandelbaum, che, parte da Mosca e deve arrivare in America, ed è un uccello magnifico, a detta della signorina che, gravida, l’ha mandato a prendere, tramite il corriere del padre,  che è nientemeno che Nino Pepperoni, boss dei boss della mafia americana, insomma è tutto legale, quell’uccello va sposato prima che nasca il frutto del mandorlo e della Pepperoni.

Questo cazzo di Mandelbaum è una cosa seria, intanto se io lo scrivo e lo metto qui sul web, se ci rimetto sulla sidebar, o sotto il post, la pubblicità AdSense, questi, come vedono questo cazzo di Mandelbaum, che è enorme, stando a quel che dice il corriere che è andato a prenderlo, Schnitzel, che, prima di mandarcelo, l’hanno castrato, e il bello è che lui si chiama “Ritaglio”, poi se vai in cucina sarebbe Schnitzel “scaloppina”, non è singolare?, insomma dicevo che quelli di Google, se vedono ‘sto cazzo, mi mandano subito l’email che ho violato le norme, le norme della pubblicità che consiste in questo: più o meno, nonostante abbia milioni di visualizzazioni, se non ti cliccano la pubblicità non esce niente e, aspettate.., per uscire qualcosa, con ritmi di visualizzazioni pari alla lunghezza del cazzo di Mandelbaum, niente, ci vogliono almeno due o tre anni per fare 70 euro, e quindi questi ti rompono il…, scusate: ti mandano l’avviso per niente, un clic, sarebbe forse manco un centesimo, e invece il romanzo con tutto quel cazzo, purché viene preso in libreria, nessuno gli dice: ma signor Hilsenrath, mamma mia quanto cazzo, e quella troia di Anna Maria Pepperoni poi, e il castrato, e la sposa , che dovrebbe essere rumena e di sicuro è abbondante con le tette sode anche senza reggiseno, non avrà avuto più di vent’anni,  quando Mandelbaum passa in Ungheria, che si fa smandorlare dal Mandorlo perché lo sposo ungherese purosangue che Schnitzel,che aveva la nonna ungherese,  se non fosse stato castrato, se lo vorrebbe inculare lui, lì nei ritagli della notte,  si è addormentato e si è dimenticato della mandorla della sua Philippine rumena, e se non ci fosse stato a volare di là quel grande uccello russo di Mandelbaum, sarebbe stata sì una vergogna, anche in terra di confine e di passaggio, lo sposo dorme, gli aveva detto Schnitzel e quella piange per la vergogna ma hai visto che gambe e che poppe che ha? E allora Mandelbaum ha infilato il lungo cazzo duro nella figa bagnata della sposa, e questo, disse  il castrato: presumo che fosse la figa, perché la sposa ha cacciato un urlo, ha slanciato all’indietro le braccia che prima teneva avvinghiate al collo di Mandelbaum, ha sollevato di scatto le gambe scalciando per aria, ha strabuzzato gli occhi, inarcato la schiena e urlato una seconda volta, e quando ho riattraversato di soppiatto la cucina, l’autista si muoveva ritmicamente sopra Anisoara…ma signor Hilsenrath, basta, per carità tolga questo grande uccello altrimenti …la pubblicità si offende e non gliela facciamo volare più nel suo cielo!

Comunque, è un po’ come i Promessi Sposi, a pensarci, quello di Piero Chiara, forse,  tant’è vero che come mette piede nella Terra del Ritorno, a Mandelbaum  non gli si erige più: veramente, non vi sto a spiegare perché, ma devono passare e sposarsi in Israele, e la faccenda adesso è questa: quando era a Mosca, all’ebreo Mandelbaum il mandorlo fioriva che ogni passaggio al meridiano uno si fermava a rimirarlo: e cazzo, che cazzo di primavera è questa, mai visto un mandorlo così in fiore! Pure nei vari stati attraversati, stando alla testimonianza di Ritaglio, il promesso sposo di Anna Maria Pepperoni, che è mingherlino, come in fondo, se non guardate i fiori, è mingherlino il mandorlo, fa vedere al lettore il dispositivo di sessualità  per il quale Anna Maria deve legalizzare il dispositivo di alleanza, insomma Anna Maria ha perso la testa per uno come Mandelbaum e non si riesce a capire perché, il padre non lo sa, la madre nemmeno, il corriere man mano capisce e scopre la verità: Anna Maria ha perso la testa per il grande uccello di Mandelbaum, che è bella come immagine, se vi fermate a rimirarla: il Mandorlo con un Uccello mai visto da queste parti, ma che dico da queste parti, l’abbiamo visto a Mosca, e Anna Maria, che di uccelli a New York cazzo se ne ha visti e beccati, e anche in altre parti dell’America, a un certo punto all’inizio pare che sia a Pittsburgh, dove, si sa, non c’è un uccello che vola nemmeno  a pagarlo a peso d’oro, una che ha preso questo uccello a Mosca  e dice che è volata con lui nel cielo sopra Mosca e dintorni, cazzo già che c’era, poteva ri-direzionarlo  quel gran patauccello verso le Americhe e avrebbe fatto risparmiare al padre tutto quel dispendio e quello spiegamento di dollari per farlo emigrare di soppiatto grazie alla perizia geografica di Ritaglio, prima, e, poi, dall’arabo Kebab, che è un uomo distinto e colto ma che, detto tra noi, gli piace montare gli asini, e questo, giura chi l’ha visto, sarebbe bello da vedere, anche se Giovanna I d’Angiò ad Amantea in Culabria già nel XIII secolo aveva postulato la proairetica dell’asino che vola [per via dell’uccello], e questa è da “umanesimo di Stato”, che attiene sempre alla pulsione “s” di Szondi [vedi la scheda delle pulsioni qua sotto] ma, quantomeno, non è il ciuccio ad essere montato!

Allora, questa Lebenswelt, la sto preparando, intanto ecco gli ingredienti:

  • Un grande uccello sul Mandorlo a Mosca
  • Mandorlo o Mandelbaum
  • Un castrato, Schnitzel, o Ritaglio
  • La scala antincendio in America, e il Four Roses
  • Mosca
  • New York
  • Pepperoni
  • Pepperona inseminata
  • Slivovitz, l’avvocato tuttofare di Pepperoni, e la parrucca
  • Mӑmӑliga(una specie di polenta romena)
  • Cetrioli ungheresi sottaceto
  • La Terra del Ritorno, Israele
  • Kebab e gli asini
  • Terre di transito: Romania, Ungheria, Austria, Turchia, Armenia, Italia
  • L’uccello fiacco, l’anatra zoppa, sul Mandorlo a Tel Aviv
  • Il presidente del consiglio italiano che si gratta il sedere e deve salvare Pepperoni & Pepperona, la mafia americana
  • L’uccello sul Mandorlo vola in quattro o cinque terre di transito
  • La Pepperona anche in Italia è stata disseminata
  • Nella terra del Ritorno l’uccello di Mosca sul mandorlo che era patagonico è pata-agonico

 

○ NomenKlatura della Lebenswelt

 

  1. Il Grande Mandorlo di Mosca a Tel Aviv.Rotazione e ciclo colturale del Cazzo.
  2. Agraria della castrazione e emigrazione del Grande Uccello.
  3. Dal Kolchoz al Kibbutz: psicosomatica del rinsecchimento immediato del Grande Mandorlo russo.
  4. Pepperoni Spa.Agraria, emigrazione, geografia sulla rotta del Grande Uccello di Mosca

 

Fattori pulsionali di Ritaglio, Miss Pepperoni e Gran Mandorlo Russo

Fosse passato al confine tra Romania e Ungheria l’altro ungherese, Leopold Szondi, quello dell’ Introduction à l’Analyse du Destin │© 1972, trad.it. Asorolabio-Ubaldini 1975│ci avrebbe lasciato qualche appunto sui vari fattori pulsionali degli attanti della storia: Schnitzel, con la pulsione “s”, bisogno di aggressività e di ratto, che viene rapito e castrato, sadico e pederasta, socializzata la sua pulsione di omcida sadico avrebbe potuto fare, e difatti fa, di tutto: macellaio, chirurgo, passa ferri, boscaiolo, carrettiere, guardiano di zoo, lottatore, massaggiatore, autista, cacciatore, soldato, addirittura colono, vai a vedere: sarà andato anche lui in Israele; Anna Maria Pepperoni è dentro la pulsione di sorpresa, tra esibizionismo e voyeurismo, una pulsione combinata tra “e” e “hy”, dalla panettiera alla modella, in sublimazione una di quelle zoccole che smettono di acchiappare uccelli quando la bipulsione è contratta tra umanesimo religioso e arte drammatica, tanto che questa troia esplosiva può convertire l’isteria di conversione in catatonia, specialmente durante le orge cui partecipa nell’attesa che arrivi il Grande Uccello di Mosca, d’altronde siamo nell’ambito della pseudologia fantastica che, drammatizzata, porta all’esagerazione e all’univocizzazione dell’Orgasmo Assoluto a Mosca abbinato al codice catastale dell’ inseminazione generativa; il cazzone russo è dentro la pulsione “k”, quella del narcisismo primario, che, socializzata, produce ruoli come insegnante, professore di matematica, fis9ica, filosofia, economia politica, ingegnere, critico d’arte, libraio, tipografo, impiegato postale, ma anche soldato e contadino; in sublimazione, il grande mandorlo , quando non è in fiore o addirittura si secca, riflette, filosofeggia o fa matematica, se non estetica fino alla metafisica, e, comunque, con quel grand cazzo che può sempre far passare al meridiano dell’oggetto “a”, in sintomatologia può esprimere tratti temporali in cui rifiuta di lavorare, o non può lavorare, potrebbe vagabondare, certamente come avrebbe potuto fare il flâneur a Tel Aviv?, e nei ritagli di tempi praticare il furto con scasso, quando non ci sono spose rumene al confine ungherese da onorare mentre lo sposo fresco sta già dormendo alla prima.

by V.S.Gaudio

Migrazione dell’Uccello di Mandelbaum ⁞ Illustré par Henning Wagenbreth
Migrazione dell’Uccello di Mandelbaum ⁞ Illustré par Henning Wagenbreth

 

 

 

 

│Edgar Hilsenrath, Moskauer Orgasmus © 1979

│Trad.it. Orgasmo a Mosca, Voland, Roma 2016

│Trad.fr. Orgasme à Moscou, èditions Attila 2013

[i] Non dimentichiamo che la radice di “Mandelbaum”, che, in tedesco, è il “mandorlo”, in lingua russa è : мандӑ(leggi: “mandà)f. volg., figa, fregna, mona.  “Mandorlo” è: миндӑль(leggi: “m’indàl’”) e миндӑльничание(leggi: “m’indàl’n’ician’ije”) corrisponde a “effusioni sentimentali; accondiscendenza; complimenti. Il “ricavato di mandorle”, che è quello che, prodotto in quell’orgasmo assoluto, ha ingravidato l’americana Pepperoni,  si chiama “m’indàl’nyj”: миндӑльный; starebbe anche per “dolciastro”, “mellifluo”.

 

 

▬ Questa Lebenswelt 4 è pubblicata anche in→ gaudia 2.0

 

Alessandro Gaudio  Il limite di Schönberg

mianonnadellozen                                                                                                                                                        Fonte:  uhmagazine.blogspot.it

Alessandro Gaudio 
Il limite di Schönberg
Casa editrice Prova d’Autore 
Catania 2013

Questo volume raccoglie saggi e interventi pubblicati, spesso con titoli differenti e modificati nella forma, su «Lunarionuovo», storica rivista catanese diretta da Mario Grasso, eccetto un paio ospitati da «Allegoria» e dal «Ponte»; il più delle volte, gli scritti di Alessandro Gaudio sono stati affiancati da testi di V.S. Gaudio, in non pochi casi differenti o più estesi, rispetto a quelli qui antologizzati, nell’ambito della rubrica di critica e di letteratura intitolata Il limite di Schönberg.
In essa si è tentato di usare congiuntamente le armi dell’analisi, della ricerca e della letteratura (senza abolirne le differenze) nel tentativo di sintetizzare un’idea di critica che sia in grado di osservare il suo oggetto da punti di vista inconsueti, sorprendenti. Da un oggetto, da un volto, da un’immagine allo specchio, da un sogno, da un inatteso riferimento si è desunta liberamente (cioè criticamente) una regola estetica che servisse a spiegare il modo soggettivo e incerto in cui il romanzo è possibile e, proprio per mezzo della scrittura, ad affrontare la realtà (incerta anch’essa), a osservarla e a distinguerne le contraddizioni.
Così, il particolare, individuato di volta in volta, si rivela incommensurabile perché ritrova, dopo un lungo processo di condensazione (di speculazione e, con V.S. Gaudio, di drammatizzazione della creazione speculativa), un carattere nucleare, universale. Nell’oggetto incommensurabile lo scrittore, vero e proprio superstite ma anche scienziato, scopre una tensione duale, dialogica e antifrastica allo stesso tempo, che è insita nella stessa nozione di limite, che riguarda la storia, il corpo, la scrittura dell’Io, il cuore complesso, disorganizzato e continuamente ripensato del mondo e che considera quanto di tutto questo sia stato usato e tradotto in romanzo da autori come Raymond Carver, Flannery O’Connor, Philip Roth, John Fante, Arthur Miller, Henry Miller, E. L. Doctorow, Arno Schmidt, Edgar Hilsenrath, Witold Gombrowicz, John Edward Williams e molti altri.
Di volta in volta per questi autori non c’è niente che valga la pena di fare, la vita non può migliorare, la casa sembra una tomba, il rubinetto perde, la serranda è rotta e il vicino non ha un aspetto rassicurante, eppure essi continuano a scrivere, racchiudendo ogni cosa e ciascuno degli oggetti da cui si sentono incalzati in un luogo eterotopico esemplare, margine antiumano di esclusione e ombra della loro stessa vita, direbbe Shakespeare, ma pur sempre luogo di desiderio che, pur non riuscendo ad appagarsi nel pieno possesso della cosa, li rende vivi, forse proprio perché maggiormente consapevoli del loro fallimento di uomini.