MARUZIA▐

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Maruzia. Eroina del ciclo troiano

by Gaudio Malaguzzi

Dalle Storie di Troie:

“Eroina del ciclo troiano. Sa usare con perizia il telescopio ancorché sia quello prodotto da Seben. Regola il bioritmo della pulsione anale sul ciclo fisico e il bioritmo della pulsione orale sul ciclo emotivo; inventa il gioco dei dadi e la scacchiera per  lo Shibari del  Weekend; trova modo di disporre le pallavoliste in gara, aggiunge alcune funzioni, abbinate alle lettere dell’alfabeto greco, per potenziare il () di Lacan, pare che il () potenzi l’immaginario dell’attante durante i suoi piaceri singolari; inventa altri indici costituzionali per misurare la pulsione anale correlandola all’indice del pondus e la pulsione fallica all’indice costituzionale, la monetizzazione europea  tra  lunghezza del naso e meridiano del podice”.

Ora io mi domando che strana tipa fosse Maruzia: sa usare quel telescopio che chiunque abbia usato ha visto sempre un buco nero, inventa il gioco dei dadi per lo Shibari di fine settimana. Come chi dicesse, di  Druuna[i]: inventa il gioco dell’oca e il cannocchiale per la pulsione anale; o di Miele[ii]: scopre la legge della gravitazione fallica a occhi chiusi e il modo di preparare alla sibarita i pipiruq; o di Miss 130[iii]: scopre la nuova legge di rifrazione col telescopio Seben anche di giorno e stando al di sotto del livello stradale nel Pantano di Villapiana. Come mai Maruzia si occupava del gioco dei dadi e non del sette e mezzo? Vi sembra che con i dadi si possa godere di più? E non basta:trova il modo di disporre le pallavoliste in campo. Senza peraltro dirci che la disposizione sia correlata al (-φ) o al (-ψ), e pare che più di una pallavolista preferisca invece disporsi in relazione al (-κ). Maruzia forse ha anche inventato delle lettere dell’alfabeto della magna grecia, forse delle consonanti prima di lei sconosciute. Scoperte da lei, anche con quel telescopio quando lo usa con la pulsione relata al (-κ). Donna patagonica. Ma resta sempre un mistero come mai si occupasse indifferentemente di bioritmi delle pulsioni, di giochi con i dadi, di Shibari, di esercitazioni non solo pallavolistiche a Bragalla e a Taras, con la bella stagione. Davvero s’è perso lo stampo di queste eroine del ciclo della Magna Grecia. Lodata per il bagliore ainico e immaginata dagli epigoni di Harry Mathews in nuovi piaceri singolari anche decontestualizzati dal territorio della cosiddetta Magna Grecia. Insomma, va dalle lettere dell’alfabeto al bioritmo connesso alle posizioni del Foutre du Clergé de France, come dire che se è al 23° giorno del ciclo Fisico, al 14° del ciclo della Risonanza e al 3° del ciclo Emotivo, se sta provando lingerie della Maison Lejaby a Taras come minimo ne prenderebbe 40 nella posizione numero 40, quella che lei stessa ha ridenominato L’Attrazione Tarassa!

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[i] Personaggio di Paolo Eleuteri Serpieri.

[ii] Personaggio di Milo Manara,

[iii] Personaggio di Chijoi, si chiama Reiko.

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MARIS ADLECTATIO.

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ADLECTATIO isometrica

(…) Braga, che è la radice di “Bragalla”, fa il verso al “Berg”, che sarebbe “montagna”,  l’archetipo sostantivo che  Gombrowicz declina come fantasma masturbatorio[i], e che è il “monte”, ma che sostanzialmente connesso con “alla”, è l’arnese che avvolge il “sublego”, il “raccogliersi sotto” o il “raccogliere furtivamente”, l’”aggiungere” del subligar o dl subligacŭlum, il “sublecto” dell’”adescare” e del “prendere a gioco”; ma se con “allec” ha in sé l’”allecula”, e quindi la prelibatezza sibarita per farne un boccone da re, tanto che l’”allecatus”, fatto di sardine-allecule e mutande di seta “la Perla”, è un condimento-adlectatio, cioè allettamento e carezza, che trae a sé, tira, eccita, e “adliga”, trattiene e lega per tutto il tempo che viene.

[i] Cfr. V.S. Gaudio, Il Kamasutra del Furguwune silano, © 2007.

da: V.S.Gaudio, Lessico dei neologismi e frangersi dell’oggetto ar

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Adlectatio dell’oggetto ar

Kenton Nelson ░ La figura innamorata

Curiosity
Curiosity

La figura flemmatica innamorata di Kenton Nelson

La figura di Kenton Nelson è come se fosse continuamente sfidata da una situazione di insopportabile gravità, è, in linea di massima, nell’archetipo lineare della flemma dell’innamorata; più esattamente, in questo modo lei si descriverebbe in questo momento, guardandosi come se fosse lei il visionatore e lei la figura come personaggio, allora in questa rappresentazione è come se fosse , per l’attante iconico che è, innamorata di un signore distinto, nobile d’animo, colto, leggermente autoritario, taciturno e delicatamente travagliato; in quest’altra rappresentazione ama un colto ma brutale studioso di astrologia, che, in quel momento, sta amando una cultrice della materia del sanscrito o dello shqip; nella terza o quarta rappresentazione, sembra che la studiosa di sanscrito si sia invaghita del poeta irritabile, che dedito com’è ai piaceri singolari, sta, intanto, coltivando una relazione con la figura che c’è nella quinta rappresentazione, che, qui, non appare, ma è una di quelle figure dello Swim Party, e difatti ha lo stesso Nageur della Maison Lejaby che indossava in spiaggia un personaggio di un micro racconto di Gaudio Malaguzzi. In realtà, nessuna di queste figure di Kenton Nelson ha una passione per la filatelia o si dà con veemenza nelle fantasie oggettuali del poeta ormai privo di fantasia che appare nei microracconti di Malaguzzi, né ha un disperato amore con un brutale tarocchista o mentalista o un sadico zoologo; di una in particolare si può pensare che, come in uno dei piaceri singolari del poeta privo di fantasia, sia entrata  nello shummulo di un capodanno, e quindi nell’archetipo di Bragalla e nello schema verbale relativo.

Divinity
Divinity

L’iconicità flemmatica della figura di Kenton Nelson non si consacra mentalmente a un baritono rovinato dal singulto, come in una centuria par che voglia Manganelli[i], tutt’al più si consacra anima e corpo a un visionatore che non ha mai visto una filatelica in costume da bagno, né quell’altra disegnatrice di cuscini, che, nella centuria anzidetta, sembra che ignorasse l’esistenza dello zoologo però veniva puntualmente ad ogni plenilunio, ma anche nei quarti crescenti, pensando al poeta che aveva semplicemente incrociato, un giorno tanti anni fa, senza nemmeno guardagli la punta delle scarpe, sul marciapiede di una metropolitana.

Wait
Wait

L’iconicità flemmatica, quando è così innamorata, è dentro  il peso di una normolinea quasi mesomorfa, che, a seconda di quel che indossa, non si riesce a capire se il suo indice costituzionale sia più teso verso il 53 o più allargato e pesante verso il 56; l’indice del pondus, mettetela come vorrete quella figura, o come la fa mettere Kenton Nelson, è sempre nell’iconicità e nella pesantezza lieve e tenera del valore “alto” corrispondente al 20[ii], o quasi “medio-alto” che farebbe 21, per via del naso[iii], o di un nodo che, se il visionatore cerca, da qualche parte si esprime come una sorta di punctum del cosiddetto bagliore didonico, o ainico, se proprio vogliamo che abbia la tenera iconicità dell’oggetto “a” del poeta privo di fantasia.

by V.S.Gaudio

Leisure's Allurements
Leisure’s Allurements

[i] Cfr. la centuria Cinquantasei, in: Giorgio Manganelli, Centuria. Cento piccoli romanzi fiume, Rizzoli Editore, Milano 1979.

[ii] Cfr. V.S.Gaudio, Come calcolare l’Indice del Pondus, in: Idem, Oggetti d’amore. Somatologia dell’immagine e del sex-appeal, Bootleg Scipioni, Viterbo 1998: pag.77. L’indice del pondus, nel sistema di V.S.Gaudio, più decresce più ha valore alto, per cui, nella forchetta del valore alto, si va da 12 a 20: il valore alto 20 è meno alto di 19 e questo di 18…; nella forchetta del valore medio-alto, si va da 21 a 26, e naturalmente l’indice 21 è il più “medio-alto”, nel senso che è maggiore di 22, 23,26:

[iii] Correlando l’indice del pondus pari a 20 con l’alfabeto mnemonico, avremmo per la cifra 20 l’archetipo-sostantivo “naso”, e per la cifra 21 l’archetipo-sostantivo sarebbe o potrebbe essere “nodo”, difatti “n” equivale a 2 e “d” a 1, come “s” equivale a 0.

Dishabille
Dishabille
Food Service
Food Service

Lo spazio muto che dove |V.S.Gaudio

Noctambulario. Bog de poemas y arte. Octubre 2012. Imagen del Maestro Nicholas Dahmane . Model Mrs Choe des Lysses (1)

Lo spazio muto che dove

 

Non si è rimasti che in cinque

nello spazio muto

Bhrat che assomiglia quanto più possibile a Bhram

e questi a Brekë che somiglia a Bragallec che un po’ è Bhrat

e un po’ è Bragâll se non Brekhalla

sono tutti come il nove all’inizio che significa

incontrando il signore destinatomi si rimanga pure

per dieci giorni insieme, e non è un errore instaurare

un tempo di copia occorre unire chiarezza ed energico movimento,

che è così che se essi stanno insieme per un ciclo intero ciò non è

di troppo e non è un errore tenere Bragh in mano, Brogh in bocca,

Brekë in culo, Bhram in fica e Bhrat nell’altra mano per questo si va

allà e si opera,  l’immagine della copia è Brekë che entra da N, Brogh da E,

Bhram da O e Brekhalla da S, Brekë che ha fatto in culo esce da dove vuole

ed entra in culo chi è nel punto da dove lui esce cosicché appare un altro Bhram

a cui viene presa la misura, il tempo passa e lo spazio si rabbuia,

c’è qualcuno che ha fatto ma lei lo tiene ancora, sarà Bragh,

lo si lavorerà finché non lo ammette?

O lo si farà andare fuori affinché un altro

sia lavorato finché non viene?

Brigh quando finalmente arriva in quel posto

sente che è tutto solo e sente che il calendario

non è più un po’ di qua dal fiume dove Bragh è stato lavorato

per bene anche se non ha detto dove né se ha fatto né goduto

allora perché ha smesso difatti eccolo adesso che entra un altro

Bhrat e allora Maruzia che gioca alla mutola se lo lavora col muso

finché non vengono Bregh e Bragh che non dicono dove, è tutto?

Il tempo passa, infine appare un altro Brekë che entra da N si ferma

al Meridiano di Bragalla a testa bassa[i], e Brigh te l’ha detto dove

ammetti che te l’ha detto dove, ti lavorerà finché non lo ammetti

che Bregh te l’ha detto dove ha sborrato, dove ha bevuto alla tedesca

l’uccello reca in volo il messaggio è bene rimanere in basso, questa è

l’immagine della preponderanza del piccolo in cui Maruzia pone

la preponderanza sull’ossequio tanto che l’uccello deve rimanere

dentro, il ko sibarita è questo passare accanto, oltre, a cui si aggiunge

l’idea di eccesso, come se la quota fosse oltrepassata

il 6 sopra è quando l’uccello esce e vola e sborra e inzacchera

mutande e leggings di Maruzia e il 6 sotto che era rimasto sta colando

e la sburra irriga le cosce e le scarpe di Maruzia, con questo comprenda

chi potrà Bragh spegne perché il 9 al terzo posto fa segno che se non si

procede con straordinaria cautela qualcuno viene certamente e fa subito

dietro e allora è bene che chi sia in culo non sia così diritto e forte tanto

da disprezzare la cautela ma che comprenda la situazione momentanea

possa annullar l’agguato e tenersi più a lungo per altri 99 colpi rinserrato

in quel posto allà, infine quando tutti hanno bevuto alla tedesca

e Maruzia ne ha schiumato i prescritti 112 ognuno non dirà dove per quanto

l’altro glielo chieda a gesti dove ognuno non dice niente

lo spazio si illumina e la troia sibarita è già di nuovo con i calzoni da gala,

le braghe di Bragalla e come la bragada ha un bagliore ainico bagnato che fa luce

dai quarti posteriori, Bhrat che fa Bhram o Brekë glielo appoggia nello spazio

dei falsi d’arme dietro e sborra a cappella sull’arnese, la bardatura della giumenta

ungendo cosciale e ginocchiello, tanto che l’altro Bragh che fu tra i primi

a farsi il boccone da re le rende l’omaggio sul farsetto da armare, e Bhram gira

intorno al Buon Convento e la imbragalla senza toglierle niente

lo spazio si spegne, al presente, è inverno, bisogna rimettersi in viaggio, è tutto

la saracina sibarita spegne, è fatto, ha la copia con sé, guarda attraverso il portone

e non si accorge più di nessuno.

Per tre anni giocherà a scaricalasino o a Bragalla, 112 fra duci regi pastori mercanti

uomini di guerra e poeti ne faranno Bragalla e anatomia, come Dido si pone a piuol

di Ainea e fa giocare a mazzasquido, ai billi e alla palla, per ore al giorno fa mutande

a tutto paragone la maledetta troia sibarita di Bragalla.

 

[i] Da notare che chi entra da Est è quello che ottiene immediatamente il Meridiano 16°08’(sedici è il culo, e otto pure) e sarà possibile che la Sibarita Saracena possa fare copia di sé –come fantasma della Maruzia- anche in quegli altri luoghi dove la longitudine è quasi uguale a quella di Bragalla, ovvero a Tricarico, a Margherita di Savoia, a Careri(Rc), il posto del vento del “non ne ho”, Carèo, , a S. Severino Lucano e a Torno, nella Baia delle Zagare o a Torre di Porticello, a Montegrosso, che è tra Mattinata e Peschici sul Gargano, sull’isola di Vis in Dalmazia, o a Piscopio e a Cerzeto, dove l’apparizione di una bella femmina fa tanto fremere gli uomini da farli precipitare negli scalasci, a S.Benedetto Ullano, nei luoghi in cui come a Bragalla la rugiada del cielo che si raccoglie sui pruni selvatici, sulle foglie, sul tronco, si coagula in grani che, sciogliendosi in dolcissimo umore, fornisce medicamenti per un portentoso e miracoloso clistere, dono sibarita di  così gran valore sbatacchiano che non fu una volta a Napoli un’oncia di questa manna venduta sette monete d’oro, il fecondante umore del nume che iva scotendo la testa piena e dopo aver gettato da basso il gran cappello mostrava gran desio di far bragallo?

→v.s.gaudio |bragalla|© 2009

lo spazio muto che dove dahmane

Il Meridiano di Bragalla ▌

Tipo Maruzia.
Maruzia a Bragalla.

    

Il Calendario 92 allà

 

L’immagine-foto di Maruzia in calzebraghe è quella di un mondo frattale

di cui non c’è equazione né esito se non in quel luogo a Bragalla,

perché lì non c’è la filosofia del soggetto, né quella dello sguardo,

ma c’è quella della distanza dal mondo, da Bragalla per meglio coglierla

in farsetto da armare con quell’arnese insetato sotto,

sublimato, questa imbragallatura tra seta, pelo, carni e

buchi irrumati, è da questo che si adliga,

è da quel posto che l’adlectatio carezza l’anima

come una mutanda, da quel posto l’oggetto che è Maruzia

ha la valenza  del gioco del diavolo, il gioco del poi,

che, non avendo niente da dire, si fa a mutola, sfugge

al commento e all’interpretazione: quando il poeta arriva a captare

qualcosa di questa sua dissomiglianza e di questa sua assolutezza

anonima, così singolare, qual è il nome,

questo, o questo questo, cotale a Bragalla, allà,

cambia qualcosa dal punto di vista del mondo “vede”,

è Maruzia stessa che si fa luogo della sua assenza,

essendo quella situazione, quella luce, quell’arnese,

quella Bragallona è l’evidenza insolubile – quel suo bragallare

del calendario del 92- del pieno avvenimento fantasmato,

la giostra saracina di Bragalla[i].

Così l’oggetto si fa specchio del poeta,

ma è l’oggetto che dice “visto tutto questo

là lontano laggiù allà tutto questo questo qui

questa smania di vedere quale bagliore

questo bagliore avuto allà è questo la Bragalla,

la quintana che deve essere fissata, guardata intensamente

e immobilizzata dallo sguardo.

Non sono io che devo posare, sei tu che devi trattenere

il respiro per fare il vuoto nel tempo e nel corpo.

Ma devi trattenere il respiro anche mentalmente

e non pensare a nulla affinché l’incantesimo che c’è nel gioco

di superare la mia immagine e di essere conseguentemente

a una sorta di fatale gaudio, così che tu ed io, noi stiamo giocando

al gioco del diavolo, quel Cotale che fu il Suo dei 112 esemplari

di  Quel paese ora sarà dentro l’anello di quell’immagine il tuo Questo,

allora si produce Bragalla, il mondo, come evento singolare, senza commento,

giocando alla mutola, cenni ed atti chi adoperando, senza una minima parola”.

Qual è la parola, serviziale come la chiama l’Aretino che fa 40 quando Maruzia

porge quel posto sibarita – che fa sempre 112 – e che fa cogliere il bagliore ainico

fuora alla sponda del letto o della panca o della segia e questo si chiama “serviziale”,

che altrove più tardi essendo stato rinomato l’”Attrazione di Milano”, questo che dà il serviziale avrà il nome il Meridiano di Bragalla, e sarà l’adlectatio di Bragalla

perché è questo che ha fatto il sublecto ha preso a gioco la maledetta troia sibarita.

 

[i] Comunque, la posizione base della Bragalla è quella che si ottiene con il bioritmo di Maruzia A. 14963: 14963: 28; 14963:33; 14963:23 = 38, che, nella catalogazione del “Foutre du Clergé” corrisponde all’Inverso della Bestia a due teste e che, attuata per il Calendario del 92, è stata così posta in opera: il bragallante, o il bragallatore, è seduto o steso sul dorso, l’uccello in aria e ben duro, Maruzia A. si sistema su di lui a rovescio, con la testa dalla parte dei piedi, insomma gli volge le spalle, tanto che si siede sul piolo del Bragallatore, che prima.o quando vuole,lo bagna nella fica e poi o di volta in volta lo fa scapocchiare dal culo fino a che vi finisce tutto dentro grazie al bilanciamento del peso della Bragallata, e grazie anche agli altri Bragallatori a cui lei si sostiene con le mani, mentre quello che sta in bocca da la misura orale del fallo che M.A. sta schiumando in culo. Nel frattempo, M.A. ha per ogni mano il fallo di altri Bragallatori, in bocca o tra le labbra la capocchia della minchia del Bragallante che ,poi, sostituerà il Bragallatore attualmente in culo, mentre quello che sta in fica, appena il Bragalltore sta per venire in culo esce, per entrare davanti e lui che è davanti, come se fosse nel gioco degli zingari il marito che attizza la fornace, va a fare in culo. Le minchiate del Bragallatore di base andrebbero misurate sui numeri del momento: 1)14963 : 455, che è l’altitudine di Bragalla = 32.88, come numero di colpi al minimo; e 2)14963: 112= 133.59, come numero di colpi al massimo. Non si esclude nella serie operativa delle posizioni del tabliaux radicale del 92, quella propria  al tarocco 12, l’appesa, in cui due Bragallanti salgono su una sedia e reggono dai piedi M.A. che, con la testa in giù, afferra e maneggia due cannoni di altrettanti Bragallanti,mentre un altro se lo lavora con la bocca, un altro Bragallante gli suca la fica, e il Bragallatore di turno sta in culo anche quando è venuto cosicché la sborra possa colargli lungo il cazzo e insozzare la bardatura e il farsetto d’arme della troia sibarita; se non viene entro 133 colpi in culo, il Bragallatore chiede la sostituzione e sarà ad entrare il sucatore che sarà sostituito da quello che ha fatto o sta facendo in bocca, tanto che così il Bragallatore che non venne o si fa fare il servizio a mano, o lo fa lui sborrando naturalmente sulle braghe di M.A. o sulle mutande in seta, in questo caso entrerà un altro Bragallante che saràdove trova posto, escluso naturalmente l’anello del culo.

→ V.S.Gaudio| BRAGALLA|© 200

 

La giostra sibarita allà a Bragalla ░ V.S. Gaudio

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La giostra sibarita o la quintana saracina e i 112 istrumenti

 

Mah che è il magnificare,

la copia di maha, che è questo fare copia di sé

per il Calendario, il fantasma irriducibile, la copia

che è Fong, l’oggetto a che per tre anni chi ne fa

copia vagabonda ai limiti del cielo a Bragalla[i]

ne fanno mutande a tutto paragone

in quel posto, allà, dove fu imbragallata

nella giostra sibarita, quanti Enea a piuol

la posero come Dido Maruzia quei giocatori

di Antefluvius a mazzasquido e per cominciar

facevan al duro e molle tanto che quel che

fu trentuno divenne 92 o 112 che le fecero in giostra

il 66 perché è nel territorio di circa 66 chilometri quadrati

o meglio 65 e 29, in cui il chilometro ha il numero del Re

di denari che è nel tarocco del Gioco del Poi

e 29 è il Brindellone, il denaro della cinquina,

la quintana saracina, la giostra sibarita che si fa

una a cinque e quello che l’ha imbragallata esce,

come il marito nel gioco degli zingari, va ad attizzare

la fornace e dentro a lavorare alla prima camera viene

quello che l’avea bagnato nel fluvius, cosicché

ora qui entra chi se l’era fatto imbracare in mano

o chi caricava l’orza o lo teneva in tiro pronto

e parato a travagliare in bocca fino a che

la correggiola, che è questa gherminella zingara

fattasi giostra saracina, porti dentro, a Bragalla,

tutti gli oggetti declinabili, ovvero 4629 x la declinazione

del sole che è 23 all’inizio del Calendario diviso 100

che fa 1064 o se le armi non sono tutte in forma

si potrà ovviare con la formula 4629:41, che sono gli

anni di Maruzia, che dà per somma 112, che è il posto

da cui la troia sibarita è venuta a fare Bragalla,

cosicché Maruzia ne prenderà nell’antefluvius

112 di strumenti, ed essi saranno, se agricoli, nominati

cavicchio, erpice, manaiola, marra, palo, pertica,piantatoio,

piolo, roncola, stollo, vanga;

se di uso domestico,

bastone, cannocchiale, chiave, clistere, manico, matterello,

mestolo, nerchia, pendolo, pennello, pestello, stanga, trave, verga;

se armi.

attrezzo bellico, brindellone,cannone, clava, daga,fucile, giavellotto,

mazzafrusto,pistola, spadone, stocco;

se personificazioni,

amico, babbo, brigante, costui, individuo, lavorante, mugnaio, nemico,

ospite gradito, padrone del gaudio, personaggio, protagonista, tale, re di denari;

se personificazioni ecclesiastiche,

chierico, diavolo, guardiano degli orti, ingannatore,

maledetto da Dio, prete, priapo, proposto,malaguida;

se sostantivi,

affare, argomento, arnese, attrezzo, cosa, coso, istrumento,

marchingegno, omaggio, ordigno, quell’affare, quella cosa,

quel coso, quella faccenda, roba, utensile;

se pronomi,

cotale, la, lo, quello, suo;

se concetti  astratti,

arbitrio, attributo, caso, conoscimento, coscienza, desiderio,

discrezione, erezione, maestria, maneggio, mestiere, natura,

onore, pensiero, prominenza, ragione, senno, sentimento, usanza;

e di questi 112 strumenti, allora, ognuno per Maruzia,

ebbe il nome come la giostra saracina di Bragalla

con cui celebrò l’arte dei poeti e l’astrologia,

è questa la parola? Qual è la parola?

La cura sottile o sessantasei, il gioco del diavolo o

Maruzia che rinnega la fede, fin da questo, dato da questo,

da quello, quello, questo, costui, qual è la parola, questo qui,

costui che è dentro, è il mugnaio, il brigante, che stanga,

è il palo, la pertica, il padrone del gaudio, è il personaggio,

il protagonista, il cannone che è in Calabria e bragalla, impala

frega nel pelo, tenta nella pazienza, toglie la prelibatezza saracina

e sibarita, qual è la parola, dove, là, allà, Bragallà, laggiù, lontano,

allà, lontano, lassù, imbragallassù Antefluvius, Monte Alto, Podere

delle Braghe, Quel posto, Quel Paese, Allà, Quel posto, qual è la parola,

visto tutto questo, tutto questo costui, armato e baldo,

dritto e duro, impronto, o che pazienza in ghingheri,

o che maestria in tiro, o che appetito all’ordine,

o che usanza parata e risoluta, o che discrezione in tono

tutto questo questo qui

fantasia di vedere quale

intravedere

credere di intravedere

là allà lontano lassù

a fioco quale allec

pissac, scatapicchio e spaccapassera,

spirito e ventinove, pingherlone e minchia

maledetto da Dio,messer Mazza e signor Bragallone,

qual è la parola, laggiù, lontano, a Bragalla,

luogotenenza dell’impero o podere della cinquina,

vescovado della Bestia, Poggio della Bragana,

meridiano della macchina a stantuffo,

Meridiano del Mazzapicchio, Luogo del Cotale,

laggiù dove la, lassù dove lo, dove Quello,

il posto del formato e della mercanzia, dell’attrezzatura,

dove si va a Bragalla, e si va a Lecco,

e a mungere, a pompinare e a fare quel servizio,

qual è la parola

succhiacazzi, carrellante, sparapippe

smallaquesto, smallaquestoqui, come si dice,

qual è la parola, la saracina va al fottisterio,

strafotte e puttaneggia, dà una sbattutina al manico,

imbecca e dà da beccare, si fa ingollare, imbragallare,

questo, allà, è questo qual è la parola giocando alla mutola

la giostra di Maruzia a Bragalla, che andando a Bragalla

si toglie l’uovo alla gallina, chi l’è dentro e chi l’è fora,

chi imbotta e chi irriga, chi lambicca e chi sgocciola,

chi spruzza e chi cola, chi scarica la balestra e chi sborra,

chi da nettare e chi miele, chi liquore e chi fa la saponata,

chi fa la spuma e chi il succo, tutto questo questo qui

fin da questo al Cotale dove è là che si va in calzebraghe

ad aprire il Calendario, il bagliore ainico che si è visto

è questo che si è intravisto là lontano laggiù, a Bragalla,

il Monte Brekë, quel posto, il luogo più stretto e segreto,

il ristoro, la Taverna del Pelo, dove è lì che la Bragalluzia

è bagascia, bucaiola e culana, pescatrice e piglianculo,

qual è la parola, questa, altra cosa, cavalca il muletto,

fa l’amore a secco, infilza perle e zucchero candito, mena l’uovo,

pesca e prende al buio, sollazza preti e toglie un bocconcino,

tenta nella pazienza l’imbracatura allà a Bragalla,

tutto questo , questo questo, questo qui allà

qual è la parola?

Da V.S.Gaudio |BRAGALLA |©2009

[i] Fong è l’esagramma  55 dell’I King: sopra c’è il trigramma Cenn, l’eccitante, e sotto il trigramma Li, il risaltante, che fanno durare questo “fare copia di sé” per dieci giorni tanto è irriducibile il fantasma e per tre anni chi ne fa copia “vagabonda ai limiti del cielo”: cfr. I King, trad. it. Astrolabio, Roma 1950: pagg. 235, 500, 502.

Noctambulario. Bog de poemas y arte. Octubre 2012. Imagen del Maestro Nicholas Dahmane Benateur. Model Emmanuelle
Il bagliore ainico della Bragalluzia ph.Dahmane

 

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La Gabelliera di Ritts|E il gioco di Maruzia

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Herb Ritts for American Vogue, May 1987. Swimsuit by The Finals.

 

L’I King della Gabelliera e del Poeta|2.Kkunn.-Il ricettivo:La giumenta docile e robusta

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(…)

L’alzare e il gioco del poi

che Maruzia fa nel giorno di gala,

quando s’avvia il Calendario

che sarebbe il boccone per i conti

diciamo il ristoro per re e principi,

contadini e viticultori, financo al re

di denari[i] che nei tarocchi è quello che più

di ogni altro fa il giuoco del diavolo,

poiché essendo un plebeo arricchito

città delle braghe della zia paterna

egli fallisce all’entrar della rocca

e si fa il gaudio all’inizio del Calendario

 

(…)

da: V.S.Gaudio | Maruzia a Bragalla © 2007

[i] Quando arriva il Re di denari, o di quadri, è sempre un uomo ben venuto, un vizioso, sposato o vedovo oppure sposato in vedovanza sessuale, straniero e insolente; è una figura paterna, ecco che si abbina alle brache della zia paterna, è come se conoscesse la potenzialità di quelle braghe, perché lui essendo affine al padre è sulla linea sessuale del padre, per questo le braghe sono della zia paterna, e lui, il re di denari, le sa calare o imbragallare come si deve.

▐ Marus quale, Marrës dove

Si është fjalë e ndyrë, qual è la parola?

D’altronde Marrës che è Marus è la ricevente,

la destinataria e nel gioco alla mutola, nel gioco

alla Memec, qual è la parola? Comment dire

marrëzija, cioè “pazzija”, folleggia, marrëzija

qual è la parola, questo,

questo questo, ky, ky ky, ky këtú, questo qui,

terë ky ky këtú, Marrëzija tëre ky këtú,

qual è la parola, fjalë, o fjalë e ndyrë[i],

o fjalë e pisët[ii], shoh, vedere,

o shoh tregoj, far vedere,

o shihem, vedersi, marrijë o marra, che è

il ricevimento, la presa,

quale, si, dhe ky, e dove

si është fjalë e ndyrë?

Rroccëka, marrëzija atje poshtë[iii]

si ky, quale dove,

atij vend, in quel posto,

ky Maruzia marrëzija e marr,

si është fjalë endyrë,

marrëzija shoh si,

tërë ky këtú bythë e rroccëka[iv],

atjé larg atjé poshtë[v]

terë ky këtú

Marrëzija shoh si[vi]

Marr, kap , qual è la parola

Kap-rroccëka?[vii]

Bragalla? Brekë-kap?

Atjé larg atjé poshtë

në lehtë si marrëzija në Bragalla[viii]

si

si është fjalë

[i] La parolaccia.

[ii] E’ sempre la parolaccia.

[iii] Cazzo, imbarcarsi follemente laggiù.

[iv] Tutto questo qui culo e cazzo.

[v] Là lontano laggiù.

[vi] Mania, follìa, di vedere quale, come.

[vii] Prendere, afferrare, cazzi?

[viii] A lieve come ci si imbarca follemente a Bragalla.

▐ da : v.s. gaudio bragalla © 2007▐