Il bagliore ainico e il fotografico.

Orange 4 original view
Orange 4 original view

Il senso ottuso e la passion du Désir: dal significante di deplezione al significante di accrescimento

Il senso ottuso nella foto Orange 4 sottende un erotismo che include una certa inquieta innocenza o una certa sospensione del fare.

Ma l’emozione dove passa ?

Non passa, non è proiettata dappertutto, ma è lì,inafferrabile e allo stesso tempo ostinata, smussata, per aprire il campo del senso infinitamente.

L’emozione che c’è in chi guarda c’è perché è espressa dal personaggio che attiva il senso ottuso: l’emozione, anzi, è investita, di striscio, mai direttamente, dall’immanenza erotica del personaggio, che, se ha questo impalpabile ma evidente punctum amabile, è marcato, nel suo esserci in scena,dal desiderio: le parti del corpo pare che siano colte in un movimento sospeso tra l’incerto e l’inquieto(1), che è l’espressione somatica che , secondo Le Brun, bisogna dare al  désir.

Il personaggio femminile, dotato del punctum amabile,è dunque preso dal désir, che, a ben guardare, l’abbiamo visto, è espresso dal suo movimento sospeso.E che può essere ancor di più osservato nel viso che, «s’il y a du désir,on peut le representer par les sourcils pressés & avancés sur les yeux qui seront plus ouverts qu’à l’ordinaire , la prunelle se trouvera située au milieu de l’œil, & pleine de feu, les narines plus serrées du cotés des yeux, la bouche est aussi plus ouverte que dans la precedente action, le coins retirés en arriere, la langue peut paroître sur le bord des levres »(2).

Non è, d’accordo, una rappresentazione del viso in primo piano, ma la disposizione del corpo, degli arti e della testa non fa che confermare lo stato desiderante del personaggio.

Sembra che il  terzo senso, che, come scrive Barthes, «si può situare teoricamente ma non descrivere»(3), appaia allora come il passaggio dal linguaggio alla significanza e sia l’atto fondatore del fotografico stesso.

Il fotografico, direbbe Barthes,è diverso dalla fotografia: se il filmico non può essere colto nel film “in situazione”, “in movimento”, “al naturale”, ma solamente, ancora, in quell’artefatto maggiore che è il fotogramma(4), allora il fotografico  si offre come il dentro della fotografia, come il “centro di gravità” di Ejzenstein,che è all’interno del frammento, negli elementi inclusi nel fotogramma.

Il centro di gravità, in   Orange 4, o il fotografico, è tutto nel personaggio femminile che, pur essendo nell’ovvio della situazione, in secondo piano e  in una configurazione puramente informativa e simbolica(5), essendo dentro la fotografia,non fa staccare dall’immagine chi guarda.

L’esserci della scena,esaurito  il  motivo referenziale e simbolico, chiuderebbe immediatamente la scena, o il ricordo, ma qualcosa che è smussato, ed è di troppo, sfuggente, liscio e inafferrabile, mi prende, come lo stesso désir che il personaggio contiene, inquieto e incerto, sospeso, indifferente alla storia e al senso ovvio, un significante di deplezione(6)che è lì, è il fotografico del personaggio che attiva il senso ottuso, e che, qui, mantiene l’osservatore in uno stato di eretismo perpetuo: se l’osservatore potesse capire o rendere ovvio questo senso, il suo desiderio giungerebbe «fino a quello spasmo del significato, che, di solito, fa ricadere il soggetto voluttuosamente nella pace delle dominazioni»(7).

Ebertin e punti "f" e "H" per il bagliore ainico
Ebertin e punti “f” e “H”
per il bagliore ainico

In Orange 4 abbiamo, inoltre, visto come la sospensione dell’esserci in scena del personaggio femminile possa essere interpretata e come il suo punctum amabile sia marcato dal desiderio.

Per quest’altro motivo, il significante di deplezione, che è vuoto come i verbi polivalenti tipo ‘fare’, sembra che, essendosi rappresentato così evidente il desiderio del personaggio, contenga l’ottativo che attiene totalmente alla polivalenza del désir: farsi fare.

Si potrà allora dire, con un capovolgimento che è altrettanto corretto, che il significante di deplezione non si vuota, non arriva cioè a vuotarsi proprio perché, alla fase di diminuzione, segue, sempre e comunque, una fase di accrescimento, o di ingrossamento, come è giusto che sia in questo

caso, se al significante di deplezione del verbo vuoto come ‘fare’ bisogna contrapporre il significante di ingrossamento, che è pieno come i verbi monosemici o univoci, come, ad esempio, ‘farsi fare’ o altri a stretta connotazione sessuale.

Una scena così ovvia e innocua, in cui non ci sono procedimenti connotativi di trucco e di posa, tanto che il suo messaggio denotato pare che esaurisca completamente il suo essere fotografia, viene,invece, continuamente ricaricata dal senso ottuso che sta lì, avec les sourcils pressés & avancés sur les yeux, avec la prunelle située au milieu de l’oeil, & pleine de feu, les narines plus ouvertes du coté des yeux, la bouche plus ouverte que dans l’amour simple,les coins retirés en arriere, & toutes les parties du corps paroîtrent dans un mouvement incertain et inquiet(8).

Il senso ottuso ottunde il farsi fare, lo arrotonda come l’arancia  che, nell’ovvio del suo simbolismo referenziale, storico e diegetico, investita dall’accento, o dalla pulsione, del personaggio femminile, si depriva dell’indifferenza della scena (l’aranceto, e l’arancia come frutto in sé con buccia di colore acceso tra il giallo e il rosso), per alludere,con quella fase di ingrossamento che riempie il désir, che il punctum espressivo aveva diminuito, ai succhi del désir, e dell’arancia come frutto colto, sbucciato e consumato, e che è un incontestabile fattore di ringiovanimento e una fonte di energia.

Un farsi fare che si fa metafora di una efficace cura che non solo rinforza muscoli e ghiandole ma rigenera le fibre nervose: «una cura di arance, sia di solo succo, sia di frutti interi(…) è molto salutare. Tre giorni  di dieta esclusiva di arance bastano a volte per una efficace disintossicazione»(9).

by V.S.Gaudio

NOTE

1 Cfr:Charles Le Brun,Méthode pour apprendre à dessiner les passions,Amsterdam 1702, ristampa anastatica : Georg Olms Verlag,Hildesheim 1982 : « Le Désir peut se marquer par(…)toutes les parties paroîtront dans un mouvement incertain & inquiet » (36).

2 Charles Le Brun,op.cit. : (16).

3 Roland Barthes,L’ovvio e l’ottuso,trad.it.Einaudi,Torino 1986 :pag. 58.

4 Cfr.Roland Barthes,op.cit.:pag.59.

5 Il primo livello di senso è,per Barthes,il livello informativo,«in cui si condensa tutta la conoscenza che mi forniscono lo scenario,i costumi, i personaggi ,i loro rapporti, la loro inserzione in una aneddotica che conosco(anche se vagamente)»(Barthes,op.cit.:pag. 42):nella foto in oggetto,l’uomo raccoglie un’arancia,la donna sembra che stia per fermarsi in prossimità dell’uomo che sta raccogliendo il frutto. Il secondo livello di senso è simbolico,che è, a sua volta,stratificato essendo referenziale,diegetico,soggettivo,storico. L’ovvietà del simbolismo dell’arancia,in relazione all’ottusità del fotografico,può produrre, e lo vedremo,una significazione che rende ancor  più largo il senso ottuso del fotografico.

6 Termine della linguistica, precisa Barthes, che designa i verbi vuoti, polivalenti,come ad esempio in francese il verbo faire: cfr. Roland Barthes, op.cit.:pag. 56. Cfr. anche quanto scrive Jean Baudrillard, tenendo conto del fatto che il sociologo sta trattando fenomeni estremi nell’ambito del collettivo politico ed economico del mondo: «C’è del fotografico solo in ciò che è violentato,sorpreso,svelato,rivelato suo malgrado,in ciò che non avrebbe mai dovuto essere rappresentato perché non ha immagine né coscienza di se stesso. Il selvaggio, o ciò che vi è di selvaggio in noi, non si riflette. E’ selvaggiamente estraneo a se stesso. Le donne più affascinanti sono le più estranee a se stesse(Marilyn)»: Jean Baudrillard, L’esotismo radicale,in Jean Baudrillard, La trasparenza del male, trad.it. Sugarcoedizioni,Milano 1991:pagg. 165-166. Il tutto sembra che sia in stretta connessione con il significante di deplezione che produce il    senso ottuso. Il fotografico del personaggio,che attiva il senso ottuso, è speculare alla non corrispondenza del soggetto con l’obiettivo:Baudrillard dice che il selvaggio, o l’inumano,sia capace di affrontare l’obiettivo esattamente come la morte: «Posa sempre,fronteggia. La sua vittoria consiste nel trasformare un’operazione tecnica in un faccia a faccia con la morte. E’ per questo che i selvaggi sono oggetti fotografici così forti,così intensi. Quando l’obiettivo non capta più questa posa,questa oscenità provocante dell’oggetto di fronte alla morte,quando il soggetto diventa complice dell’obiettivo e anche il fotografo diventa soggettivo,allora è la fine del grande gioco fotografico. L’esotismo è morto. E’ molto difficile oggi trovare un soggetto,o anche un oggetto,che non sia complice dell’obiettivo»:ibidem. La posa,c’è da aggiungere,può essere non frontale,come l’inumano,o il selvaggio,può corrispondere necessariamente a un personaggio che sta controllando l’affettività,l’emozione,il désir,che è ciò che di più selvaggio c’è in esso,essendo la voglia,il Begierde che vedremo più avanti. D’altra parte,lo stesso personaggio femminile,in un’altra foto ,oggetto di un’altra analisi, fronteggia l’obiettivo e si fa oggetto fotografico così forte e così intenso tanto da realizzare,in questo svelamento sorprendente, il senso ottuso che,con i termini di Baudrillard applicati ai selvaggi,contiene l’ “esotismo”,la “stupefazione”, l’”oscenità provocante”,il bagliore dell’istinto in un semplice e familiare primo piano. Il fotografico non potrà mai essere  presente nelle pose di modelle e attrici, di starlet da calendario o da frontalità televisiva perché,come dice Baudrillard, è «questo bagliore di impotenza e di stupefazione che manca alla razza mondana,scaltra,alla moda,introspettiva,al corrente di se stessa e dunque senza segreto»(op.cit.:pag. 165). «Per costoro – rampogna il sociologo – la foto è senza pietà»(ibidem).

il-senso-ottuso7 Roland Barthes,ibidem. Vorrei che si intendesse questo “eretismo perpetuo” , che coglie l’osservatore(o,forse,il “visionatore”, nell’accezione che dette a questa parola Edgar Morin in Il cinema o l’uomo immaginario:«(…)una seconda vista,come si dice,massimamente rivelatrice di bellezze e segreti ignoti alla prima. E certo non è stato un caso che i tecnici abbiano provato il bisogno di inventare,là dove vedere sembrerebbe sufficiente , il verbo “visionare” »:pag. 35 trad.it. Feltrinelli,Milano 1982), mantenendolo in quella sospensione affettiva,o della libido, da cui,o in cui,non potrà mai giungere fino allo “spasmo del significato”, potenzialmente correlabile con quello stato di potenza che,secondo Eric Berne,ha il fallo quando è tra il primo e il quarto grado di erezione: l’ eretismo perpetuo,che , per il senso ottuso che c’è in quella foto, coglie il “visionatore”, è come se tenesse la sua libido tra il 1° grado di erezione(leggermente gonfio,se è «in società,il proprietario può appena accorgersi di essere eccitato, e non si sente imbarazzato perché di solito il rigonfiamento non può essere notato da chi gli sta intorno»:Eric Berne,Fare l’amore,trad.it.Bompiani,Milano 1987:pagg. 58-59),la cosiddetta “eccitazione mondana”, e tra il 4° grado di erezione(in cui «l’uomo è come un unicorno che carica,rigido e anche pronto,ma così turgido e ardente che l’uomo sente di dover cominciare a muoverlo se non vuole esplodere per eccesso di potenza»:ivi:pag. 60),la cosiddetta “impazienza del pene”. Vedete bene come, essendo teso tra il 1° e il 4° grado,senza aver raggiunto gli altri due gradi, la libido senta,percepisca,l’estensione del senso nel suo sotterraneo,invisibile,allargamento:il senso ottuso,che,lo vedremo più volte,è dal lato del farsi sentire, per poter essere percepito e codificato non ha che da farsi vedere:è in uno stato di crasi sensoriale, il “visionatore” sente l’ottusità della libido e,per vederla,pur non arrivando mai al significato, sente  la  potenza del 4° grado. Questo stato di crasi sensoriale sembra che sia reciproco al désir del personaggio femminile e,se vogliamo,ma in questo caso la certezza non è stata effettivamente ascoltata o vista,anche con la voglia dell’oggetto che è fuori scena perché l’ha fissata in quell’istante: vediamo , qui di seguito , come.

 

 

 

        Visionatore  
 

 

 

Schema verbale Schaulust

 

 

 

 

 

 

 

SENTIRE  vs  VEDERE 

 

 

 

Schema verbale del Désir

 

 

 

 

 

 PERSONAGGIO      FEMMINILE

 

1.Reciprocità dello Schema Verbale.

 

         Visionatore

 

 

 

 

Eretismo Libido

 

 

 

Sospeso tra 1° e 4° grado

 

 

ERETISMO DESIR

 

 

 

PERSONAGGIO FEMMINILE

2.Reciprocità dell’Eretismo.

 

                                           

            Obiettivo

 

 

 
 

 

Eretismo Libido

 

 

 

 

Sospeso tra 1° e 4° grado

 

 

ERETISMO DESIR

   

 

 

PERSONAGGIO FEMMINILE

 

  3.Reciprocità dell’Eretismo tra  Obiettivo e Personaggio Femminile.

Di passaggio vorrei qui aggiungere come l’eretismo perpetuo del senso ottuso possa cogliere,prendere, il visionatore anche in immagini non ortodosse, cioè  in fotografie di mercato, in cui la posa,il trucco,l’abbigliamento,il target dell’oggetto fotografato hanno una chiara evidenza pornosoft o,in casi più controllati, erotica. Però,in questi campi dell’ostensione mirata, voi capite che il terzo senso non abbia che infinitesimali probabilità di essere rinvenuto, ma può succedere che,una volta definito il contesto di osservazione,nella sua specificità di produzione(ad esempio,agenzie specializzate che producono siffatto materiale fotografico per determinati siti e pagine Web), si possa trovare, almeno in risoluzioni non elevate,qualche caso in cui lampeggi il senso ottuso.

8 Cfr. Charles Le Brun,op.cit. : (16) e (36).

9 Raymond Dextret,Le virtù della verdura e della frutta,trad. it. Garzanti-Vallardi,Milano 1978:pag.55.

Corto Maltese e il Pantano dei Bei Sogni ░ V.S.Gaudio

lebenswelt 3 corto maltese

Corto Maltese e il Pantano dei Bei Sogni ░

Lebenswelt con Hugo Pratt sul Bosco del Torinese e il bagliore ainico della moglie del Poeta

Come se fosse stata qui la spedizione, nei pantani della Sibaritide o non nell’Orinoco, dove nel delta si inventano numerose lagune, e dove la più bella è anche la più pericolosa[i]; e con Corto c’era il poeta, la moglie del poeta e l’esperto marinaio il padre di questa, legati nel nome della lode del mare o dell’acqua del genere maschile.

La moglie del poeta era una navigatrice provetta, esperta seguace del padre, nella sua giovinezza, quando a volte appariva sulla spiaggia a trarre a riva la barca insieme al padre e ad altri marinai, gli avventori, semplici bagnanti o curiosi della battigia, restavano abbagliati dal bagliore ainico della giovane donna che, anche in shorts bianchi a fior di culo, si faceva demone meridiano per la libido di quasi tutti quei visionatori  occasionali e precisi destinati a farsi cultori indefessi di quell’oggetto “a”; se non ci fosse stato il poeta, la regola sequenziale degli items del Contatto[ii] e della Carezza[iii] non si sa in quanti soggetti sarebbe stata fulminata dal bagliore ainico della figura  lodata, nei piaceri singolari diuturni di quegli avventori, come “lode del mare”, tra greco e latino, e anche “racconto del genere maschile”.

  • C’è un tamburo o una sirena infinita che udiamo da un bel po’, eppure non sappiamo dire da dove possa provenire, anche se il messaggio è chiaro e dice che nel pantano dei bei sogni c’è un torinese, ed è malato, anzi, ne siamo certi, dev’essere pazzo. Nessun torinese, dice Corto, resterebbe nel pantano dei bei sogni , a meno che non sia pazzo.
░ Hugo Pratt. La laguna dei bei sogni. Lizard ed. pag.13
░ Hugo Pratt. La laguna dei bei sogni. Lizard ed. pag.13

 

Cosa ci farà in questo posto?

Ci sono tre posti terribili tra il Delta del Saraceno, del Satanasso e della foce del Crati, il più pericoloso è il pantano dei bei sogni, o il bosco del torinese. Bisogna andare a vedere, dice Corto. Non posso lasciar solo quest’uomo…

  • Bene, Corto Maltese, gli risponde il poeta. Se vuoi andiamo, ma non sarà facile raggiungerlo; intanto bisogna attraversare la ferrovia, e quindi vorrà dire che non siamo venuti in barca.
  • Smettetela con quei tamburi, urla il torinese, basta, basta, divento sordo, questa non è la contrada del campanaro, è semplicemente la contrada del pantano, e se c’è quel marinaio con quel pezzo di figliola appresso allora è la contrada del bosco del torinese, anche se dovrebbe essere chiamata la contrada dell’ainos maris, che è la lode e il racconto del mare e del genere maschile, e che è anche il terribile, l’Heimlich del (- φ), stando a quanto dice il marito della giovane figlia di quel marinaio che, si narra, appartenne alla banda Pignatelli che operò nel golfo di Taranto durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale. Dio mio, che bello questo pantano dei bei sogni, e delle infinite pugnette, è strano che Harry Mathews[iv] non vi abbia ambientato alcun piacere singolare, che tipo scarso! Qui, c’è il tesoro del reggimento a cui appartenne da militare anche il poeta, che era della Brigata Pinerolo e, poi, si è dovuto congedare, quel coglione antimilitarista, nel luogo in cui c’è la Confraternita della Caccia e di Sant’Uberto, un autentico fesso costituzionale, per questo l’abbiamo spedito a Torino!

… Ah, sentite, arriva qualcuno, devono essere i miei vicini, con quel bella puledra marinaia, non ditemi che è dal mare che sta venendo la lode del mare!

  • Come sta?, chiede Corto al torinese.
  • Orribilmente, anche se a vedere la figlia giovane del mio buon marinaio della Banda Pignatelli, il sobbalzo del mio (-φ) non solo mi fa venire il singhiozzo ma, se non distolgo il pensiero, ho emissioni incontrollate non solo di liquido preseminale. Lei non sa quante volte questa giovane figa del bagliore ainico allieta i miei piaceri singolari. Non crede che il poeta, che ne detiene il godimento singolo e singolare, debba ogni tanto delegarmi come suo sostituto, non solo notturno? E’ ignobile che quello straordinario picciunazzo, come dicono qui questi terroni, se la faccia sempre con quell’insignificante poetino di suo marito, non crede?
  • E’ sconsiderato, disse Corto.
  • Sconsiderato? Lei è generoso nei suoi confronti.
  • Allora, diciamo inammissibile, ma non ci pensi più per il momento, o, almeno, resista fino a stanotte e poi ne faccia la lode infinita nei suoi piaceri singolari notturni fino al sorgere del sole. E a proposito, perché non ne manda una microcronaca ad Harry Mathews?
  • Scommetto che lei è della Folletto. Va rompendo il cazzo di casa in casa per carpire i piaceri singolari della gente. E non solo i piaceri notturni.
  • Non direi, rispose sorridente Corto. Questo è il Bosco dei Bei Sogni, o il Pantano, se vuole, non ci sono case né casolari, né pisciaturi, né capanne o caselli dell’eterotopia, non solo come la intende Michel Foucault[v].
  • Non ho caldo, rispose ancor più sorridente il Torinese. E poi è tutto maledettamente bello qui. Il Pantano dei Bei Sogni, il Pantano delle Seghe del Torinese…
  • Senta, questo Pantano ha un nome, il Pantano dei bei sogni e delle pugnette del poeta, è il più pericoloso della nazione e del mondo, la dimora di tutti i fantasmi più immondi non solo d’America…Guardi l’erba…non finisce mai di crescere…più ne tagli, più ne cresce, altro che Folletto, questo è il posto da cui è stata generata la produzione infinita dei tagliaerba. Su, venga via, venga con me, ritorniamo nel nord Italia!
  • La ringrazio, ma resto qui, sono il Torinese e questo è il Bosco del Torinese.
  • Senta, aggiunse Corto, qui in questo Pantano ha origine ogni malattia e qui, quando si comincia a sognare non ci si sveglia più, è la contrada del Campanaro e della Pignata piccola, lei è stato ingenuo a venire quaggiù, anche se è dentro il sogno di fottersi la moglie del poeta per un intero ciclo lunare, manco fosse un saraceno.
  • Cosa vuole insinuare?
  • Oh, basta! Posso indovinare quasi tutto di lei. Non solo lei è un piemontese tipico, ma se voleva fottersi la moglie del poeta perché non se l’è fottuta prima che fosse la moglie del poeta, avrebbe potuto farlo benissimo quando veniva a cercar funghi con tutte quelle sorelle depravate , che, a conti fatti, pur essendo quella giovane il piatto forte e appetitoso, una botta a ognuna di quelle troie avrebbe potuta dargliela almeno una alla settimana, cioè una fase lunare la sorella maggiore, la fase a seguire la quarta, poi riposo per via della terza che non è chiavabile nemmeno se te lo tira su prima la giovane, quella della lode del mare e del fallo, quindi si riprende e via anche con la madre, tanto il marinaio non c’è mai in loco, lui va sempre per mare, e la sua casa è il porto di approdo di tutti i filibustieri di tutte le confraternite interregionali, poi quella che è rimasta, e infine la giovane, a fotterla nel novilunio o nel plenilunio a seconda delle posizioni del Foutre du Clergé de France da inscenare. Comunque, adesso la cosa non è più possibile. Lei è malato, sia ragionevole, lo faccia recintare questo bosco e venga con me.
  • E la seconda che fine ha fatto? – chiese il Torinese.
  • A parte il fatto che quella , per essere chiavabile, dovremmo rifarla dalla testa ai piedi e, possibilmente, chiamarla con un altro nome, e, poi, non lo sa? Andando spesso da Pignatelli a Sellia Marina, a un certo punto non è tornata più nel Pantano, l’hanno ritrovata a scopare con il Folletto nella zona della Nato di Vicenza, ufficialmente presso i parenti recentemente verbalizzati come famiglia di San Giovanni.

Nel Pantano dei Bei sogni c’è  nella notte del Torinese la vincita alla Lotteria di Sibari, e quel maledetto carro armato tedesco, davanti al quale era scappato e nessuno si era stupito, tutti avrebbero voluto fuggire, ma ci vuole più coraggio a vivere da vili che a morire da eroi, e allora il Torinese adesso attaccherà quel carro armato e poi recinterà il bosco e se ne andrà a Ventimiglia a far la tratta degli immigrati clandestini, e la sera andrà al Casinò di Sanremo dove conoscerà la pittrice Klelia Kostas, e la porterà poi a Torino, con i capelli rossi e gli occhi verdi, ma prima deve fermare quel maledetto tank tedesco, altrimenti come si farà poi ad emigrare in Germania, appena finita la guerra e quando non era ancora cominciata come farebbero a vendere il Kobold come Folletto principalmente in Italia, quando non giravano porta a porta nemmeno i bardinellisti dell’Albidona…

Così prima che spunti l’alba, il Torinese fa saltare il Tank e prende tutto il denaro dei tedeschi e degli americani insieme, e anche degli inglesi, poi cade in un buco ma la ferita non gli fa molto male, si guarda in giro e non c’è più nessuno, dove sono gli altri, perché lo hanno lasciato solo in questa nebbia nel pantano di Villapiana?

Vuole tornare nel Bosco dei Bei Sogni che gli piaceva tanto e farsi un piacere singolare, con la figlia giovane del marinaio che ha fatto un casolare vicino al Bosco e per entrarci deve attraversare la ferrovia ma non c’è pericolo perché c’è il semaforo e quando è rosso allora lui passa, e se passa la figlia, così la sogna nel piacere singolare, che viene qui per funghi o per le grosse pigne, finisce che per non farle pagare il canone Rai a Torino le faccio vedere come si innalza il mio (-φ) quando lei mi fa la numero 40 per raccogliere funghi anche se sarebbe bastato fare la 17; la sua azione è stata magnifica, la sua bomba ha fatto saltare il dispositivo di alleanza della figlia bona del marinaio che ha eretto il casolare davanti al Bosco del Torinese dopo che lo Ior gli aveva ordinato di vendersi la casa della dote della moglie per sposare la prima figlia, nello stato di famiglia così ordito, a uno zingaro delle giostre stanziali, è stato spiacevole che quel tanghero di mitragliere abbia sparato al Torinese, anche se non lo ha colpito, ma è soltanto un sogno, e difatti pur avendo recintato il Bosco, poi è cresciuta l’erba e quelli del Comune non sono venuti più a tagliarla, e allora la Ferrovia ha venduto la rete elettrica e quelli hanno messo altri fili e tappato le finestre del casello, per evitare che il fantasma del Torinese continuasse a molestare le ragazzine che passavano in bicicletta o in motorino, poi se avevano la vespa, a guardarle, era immediatamente dentro un subitaneo piacere singolare a spruzzo immediato, per via dell’acqua, o della fonte che, intanto, se l’è ricordato ha a che fare con quel marinaio e il suo cognome e anche con una chiesa sconsacrata a Roma dove adesso si è preso mattoni e nome una ditta che fa le videoconferenze, ma non si tratta di  visionatori, nel senso di Edgar Morin, così a tarda sera, passa l’ultimo treno, e poi non ve ne saranno più, gli appare la moglie del poeta, che gli dice che tra il poeta, che è stato mandato via a Torino, e lui, il Torinese, lei sceglie il Torinese che è qui nel Bosco del Torinese e adesso è davvero una sorpresa, un Heimlich ainico, credeva di essere solo il Torinese e detestava il mondo, e si era incazzato con Pignatelli che riposa in pace a Santa Maria dell’Armi, che da qui, dal Bosco dei Bei Sogni, lo vedeva ogni giorno, e anche di notte, se c’era la luna, e di turno non fotteva nei sogni la giovane figlia del marinaio che con quel nome dell’acqua e del mare, anche se il mare è la figlia più giovane, per via del nome lo è anche per la lode del genere maschile e quindi del fallo, che essendo, secondo Lacan,  il (-φ) e quindi è quello del poeta, e allora il Torinese chiede alla moglie del poeta se lo ama, le chiede:

– Mi ami sinceramente, o vuoi semplicemente farmi una pugnetta, s’intende una bella pugnetta qui in questo Bosco dei Bei sogni e delle Belle pugnette?

E lei che cosa gli risponde al Torinese?

– Sì, caro Torinese [ è così che si chiama: n.d.r.], non potevo fare a meno di venire.

E il torinese:

– Oh, Gaudio mio…allora sono felice…felice…felice.

E quando arriva Corto al mattino gli si dice che è morto all’alba il Torinese e non aveva nemmeno chiuso il cancello del Bosco che dà ad est sul mare, prima dell’alba, e all’alba, lo sanno tutti, era nato il poeta, che, nel Pantano dei Bei sogni e delle belle pugnette, non c’è niente da fare, anche se l’hanno spedito a Torino a toccar culi sabaudi al mercato della Crocetta, è lui il gaudio della giovane figlia di quel marinaio il cui nome è più terribile dell’Heimlich freudiano ma col nome della figlia più giovane è semplicemente il racconto e la lode del mare e del genere maschile, che, lo sanno tutti, è il fallo, e quindi, secondo Lacan, è il (-φ) del poeta. Che è stato spostato a Torino.

░ Hugo Pratt. La laguna dei bei sogni. Lizard ed. pag.31
░ Hugo Pratt. La laguna dei bei sogni. Lizard ed. pag.31

[i] Cfr. Hugo Pratt, Corto Maltese.La laguna dei bei sogni, in: Hugo Pratt, Corto Maltese.Le lagune dei misteri, Lizard edizioni, Roma 2002.

[ii] Cfr. ITEMS DEL CONTATTO, in: V.S.Gaudio, Manualetto della Mano Morta , Scipioni Bootleg, Viterbo 1997:pagg.10-11-12.

[iii] Cfr. ITEMS DELLA CAREZZA, in: V.S.Gaudio, op.cit. : pagg. 18-19-20.

[iv] Harry Mathews, Singular Pleasures,  P.O.L. éditeur 1983.

[v] Cfr. Michel Foucault, Le eterotopie[1966]. In : Idem, Utopie Eterotopie, trad. It. Cronopio, Napoli 2006. Cfr. anche : 1) V.S.Gaudio, Miroir d’Hétérotopie;  2) V.S.Gaudio, L’Homerotopia: entrambi in : Alessandro Gaudio, Il limite di Schönberg. Ricerche Estetiche, con testi di V.S.Gaudio, Edizioni Prova d’Autore, Catania 2013.

 

░ Lebenswelt |3 esce su “gaudia 2.0”[online qui]; su “blueblow” e su “lunarionuovo” n.74 ░

 

 

 

 

 

 

La moglie del poeta e il pondus-Stuart ♦ Gaudio Malaguzzi

↑Anche il Leggings Black Sateen Ankle Jeans della Nordstrom è patagonico per il pondus-Stuart alle coordinate bioritmiche giuste ♦

Il poeta, l’astrologo e il pondus-Stuart| by Gaudio Malaguzzi

 

Il poeta volle andare al congresso internazionale di “astra” per poter interpellare quell’astrologo, dall’aspetto tranquillo e per nulla fantastico, un po’ come quello che è al Sessantanove della Centuria di Giorgio Manganelli, quello che aveva appena terminato i suoi calcoli, e da quei calcoli risultò quanto segue: “egli dovrà incontrare la donna della sua vita tra un anno e sei mesi; per molti versi, pare donna del destino, e non esige altro che d’essere accettata. (…) Ma i suoi calcoli gli hanno detto anche qualcos’altro: vale a dire, che egli morirà esattamente venti giorni prima dell’incontro della sua donna. “(1)

Fuor dalla teoria del fantasma, come avviene nella psicanalisi freudiana, e dall’oggetto “a” di Lacan, il paradosso nel cosmogramma dell’astrologo, per quanti sforzi faccia il narratore, era inesplicabile.

L’astrologo interpellato dal poeta, invece, questo ebbe a dire al poeta sul mistero della sua nascita: che, nato, era nato lo stesso giorno di Ernest Hemingway e, aggiunse, con una sottolineatura, lo stesso giorno e anno dell’attore de “L’attimo fuggente”, gli disse: lei lo sa che è gemello astrale di Robin Williams, per un poeta , lo guardò sornione, deve essere il massimo, no?

Poi, abbassò la voce e quasi gli sussurrò: la figura della madre è qui nella casa del mostro, che, avendo connessione con il settore dei bambini, deve essere per forza di cose il mostro Sibari, o una cicogna abortista, lei è radicale e si è autodenunciato per la campagna dell’aborto, è vero?

Il poeta quasi svenne e, provvidenziale, arrivò la segretaria di “astra” con un bourbon che, se ne accorse subito il poeta, non poteva che essere un Jim Beam, che, se vai a vedere, fortifica l’eroe che deve prendere la via per andare a stanare il mostro, verso sud-est, d’inverno anche laggiù, tra quelle paludi, è impossibile vederlo il mostro, anche in volo radente e nero, una grossa troia col becco e le zampe della cicogna, che spetazza però nel cielo e gassifica l’aria della sibaritide.

La figura della madre è con i suoi nemici, disse l’astrologo, rincarando la dose, e se questo bambino è lei, allora non ci sono dubbi, lei è prigionero del mostro Sibari, che non è detto che sia vicino alla fonte, l’importante è che ci sia il paradigma dell’acqua, o del nome che ha in sé l’etimologia della fonte, ayn.

Il poeta guardò esterrefatto l’astrologo: Ma la vede quella donna seduta alla tavola rotonda di astrologia e scuola? Ebbene, sa come si chiama? E l’astrologo imperterrito: “Mi pare che si chiami Marisa Ayno”. E sorrise. E il poeta: e sa chi è Marisa Ayno? Lo sa che è mia moglie?

L’astrologo , dall’aspetto tranquillo e per niente fantastico: “Fantastico! Ma stia tranquillo: non è lei il mostro, e, da quel che vedo, deve essere, intendo come somatologia, nell’ordine della costituzione degli angeli Stuart, e, mi creda, non è per niente sicuro che il suo pondus angelico così desiderato  sia di marmo come quello degli angeli che più di ogni figura ha fatto innalzare il (-φ ) del visionatore al gaudio massimo del cielo”.

Ebertin e punti "f" e "H" per il tergo-ayno
Ebertin e elongazione Asc.Marte/Plutone
per il tergo-ayno

Quale disposizione dei punti le fa rilevare che il pondus di mia moglie, pur non essendo di marmo, sia come quello degli angeli Stuart?

“Nel suo cosmogramma, non in quello di sua moglie, che darebbe lo stesso risultato, Urano, che è il maestro della Settima, cioè sua moglie,  è in congiunzione con Marte, che essendo il (-φ) nella casa degli angeli, il che è il punctum del pondus-Stuart di sua moglie e, per essere tale, non essendo quello di una statua o di due in una chiesa, è più che altro al godimento  e allo shummulo del (-φ) del coabitatore che è destinato e predisposto; anche se, come quello delle statue, è stato sempre oggetto di bramose, inconfessabili ricognizioni non solo manuali, sempre nell’ordine del suo farsi oggetto “a” di visionatori e praticanti dei piaceri singolari,  tanto  è vero che, se il pondus di quegli angeli oggi risplende dopo un secolo e mezzo di furtive, immonde carezze, come se fossero tirate a lustro ogni giorno, il pondus-Stuart di sua moglie è l’espressione assoluta del gaudio connesso a quello che lei stesso ha formalizzato come “bagliore ainico”; l’aspetto di Marte-Urano con Venere in casa seconda, che è quella dove il bagliore ainico illumina il cammino ascendente del suo (-φ), rende il pondus stesso il punctum più adatto anche per la proairetica di quello che lei stesso ha chiamato lo shummulo”.

In questa photostimmung  di Blue Amorosi part. del tergo-Ayno
In questa photostimmung
di Blue Amorosi part. del tergo-Ayno

Il poeta, meditando su questa regola del pondus-Stuart, capì che l’universo contiene in sé l’esigenza  di qualcosa che non può essere, e dunque è in conflitto con se stesso, come il deretano degli angeli nel monumento di Canova: preso nel suo insieme, l’universo è come il pondus, è sì infelice, in ragione del fatto che  ha il paradigma nella stessa area della figura della madre, che, si è visto, per quanto ha detto l’astrologo, coabita con i  miei nemici e non si sa chi possa essere, nell’oscurità in cui la tiene il mostro Sibari; sì, certamente, qualcosa di inesatto c’è, o almeno la menzogna e l’orrore del mistero della madre, e la sacralità del culo degli angeli Stuart, come il pondus-Stuart che è di carne per la fondatrice del bagliore aynico, chiamiamolo, alla maniera di Merleau-Ponty, tergo: tergo-Stuart o tergo-Ayno, in tal caso, non c’è nessun mistero,è nell’ordine del calendario, in determinate fasi del suo bioritmo sarà oggetto “a” infinito per il gaudio di chi riesce a farsene visionatore quando , nel giorno del bruciamento e ricominciamento del mondo, che sta a capo dell’anno e della temporalità, si innalza, nel fasto della festa, al suo meridiano analemma esponenziale che fa implodere il  bagliore aynico. Sarebbe anche la regola dello shummulo sibarita col tergo-Stuart o tergo-Ayno. Che, per questa misura o macchina, sarebbe più congeniale il termine “geni”, come  definì  i suoi “angeli” Canova stesso: organismo o  inclinazione naturale, entità astratta o mitologicamente spirito o divinità tutelare, il tergo-Ayno, genio che, dall’incavatura del ginocchio, che sempre a genio  o alla macchina bellica afferisce, e al Capricorno come segno solare della moglie del poeta,  è, al pari del genio di una lingua o di una nazione, il genio somatico, o la macchina dello shummulo, per prendere il gaudio, ancor di più se “genio incompreso”(2), il poeta, o “genio imbragallato”(3) in un vestito  “Marella”, la geniale divinità tutelare dei piaceri singolari non solo del poeta. Comunque, i grandi spiriti, chiosò l’astrologo, ovvero i geni, è così che s’incontrano, o, in ogni caso, shummulano tra bellezza e virtù in capo all’anno o calendario che sia, l’”astrologia” del tergo-Stuart o il “lunario” del tergo-Ayno e il (-φ ) del poeta-visionatore.

Angelo Stuart di Canova - part.
Angelo Stuart di Canova – part.

1 Giorgio Manganelli, Centuria. Cento piccoli romanzi fiume, Rizzoli Editore, Milano 1979.

2 In relazione con voci che alludono all’erezione, genio, dandosi come organo sessuale maschile, fa pensare ai versi delle Rime burlesche(metà del XVII secolo) di G.B. Ricciardi: “Il mio genio superbo non caccia/tra’ pantani e le fosse qua giù;/ma s’inalza seguendo la traccia/di due fere, bellezza e virtù”.

3 Più che altro come gèno, si dà come meton. per l’ organo femminile:genere o sesso: “Tornar non volle Europa al patrio seno, conoscendo alterato avere il geno”:G.A. dell’Anguillara,Le metamorfosi di Ovidio, 1561.