Dall’oggetto flottante magico.La posa del caffè 45

 

LA POSA DEL CAFFE’ E LA PSICANALISI 45.

La semplice corrispondenza temporale tra i fantasmi fallici e la cuginanza, è qualcosa che colma di delizia infinita il (-phi) del poeta-visionatore: si disse, nella Posa 31[i], che non è più questione di posizioni definite, tutto si fa improvvisamente leggibile, e pertanto: godibile, in una visione senza commento, in cui non c’è nessuna idea di finalità, come uno haiku che non serve a nessuno, è semplicemente un piacere singolare, nella posa del caffè 31, l’oggetto flottante magico andava fottuto, soltanto per fotterlo, e si pensava alle tre forme di Simone, in cui le altre cugine erano destinate al munus, dono o servizio che fosse e che sia, riferibile, nella posa del caffè che si dispiega dal solstizio dell’inverno, allacciata ai giorni critici dei cicli del bioritmo di Simone, a Simone, che è questa, è così, è tale, con quel tocco così istantaneo e così breve, che non ha oscillazioni e riprese, come la cugina di questa posa, che è lei adesso, più di Simone, ma sempre nell’alone di Simone, come d’altra parte, nella stessa posa fotografica(…)

[i] Cfr. La posa del caffè e la psicanalisi 31, pingapa/2016-03.

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La cuginanza.

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la cuginanza

L’Heimlich & l’Enzuvë
LA CUGINANZA DELL’ENZUVë

 

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La posa del doppio anello.

Le cugine.

La photostimmung è puramente illustrativa. Qualsiasi riferimento  alle figure fotografate  è del tutto casuale.

by Jeff Cowen 2002

Le cugine a Castrovillari.

Si dettero in questa posa, o si posero, nella cornice per il piacere singolare del visionatore a cui lo schema verbale del porsi era destinato. Qualcosa come quella doppia bifle di quella seconda domenica di primavera, nell’arco della controra e della bocca insugata, o dell’anello solare, il doppio anello, che rinserrava il Jésuve di Bataille nella dimensione e nel nome dell’Enzuvë, tanto che facendosi schema verbale questo sostantivo-archetipo enzugava l’anello solare raddoppiato dall’archetipologia dell’Heimlich.

Una non sarà nel piacere singolare di Harry Mathews(1): inginocchiata a un confessionale della cattedrale di Siviglia, quella ventunenne che sta dichiarando la sua inveterata abitudine a scuotersi il calibistrix; l’altra non è in una cucina di Christchurch, in Nuova Zelanda, una giovane tra i venticinque e i ventisei anni impegnata a farsi fare la Bifle sul muso e sulla faccia e cercando di afferrare e stringere quella verga dura come il legno e così enzugata.

Nella fotografia in cui si sono incorniciate quel che manca ed è visibile è il (φ) che, trattandosi di una coppia seduta, dove può essere per non essere così mostrato, se non nel doppio anello solare? Possiamo guardarle, come le guarda il visionatore a cui hanno destinato la posa, e dar loro questa didascalia: “Attualmente si trovano a Castrovillari, che, come la Castroville californiana si vanta di essere la “capitale mondiale del carciofo”(2), si vanta di essere la “capitale della cipolla”, e, sedute al tavolo al ristorante, hanno appena finito di pregustare, per tutta la durata del pranzo, la varietà del gaudio di questo ortaggio tra la delizia dell’Enzuvë orale e la letizia spasmodica dell’Enzuvë dell’anello solare, difatti quello che ha reso irredenta la loro doppia apparizione in quella seconda domenica di primavera è il sugo che aveva finito con l’irrumare, insolubile anche all’olfatto, la pelle del muso, della faccia e dello gnomone della controra di quella che non era in una cucina a Christchurch in Nuova Zelanda ma aveva appena finito di mangiare nella sua cucina”.

(1) Harry Mathews, Singular Pleasures, P.O.L. éditeur 1983.

(2)Ibidem.

Domino. Se le cugine fossero in realtà Harley & Domino?

Harley. Se le cugine fossero in realtà Domino & Harley?