La briccona fourierista│I nuovi oggetti d’amore

Tienila Sotto

La Briccona Equilibrata e Diplomatica

In questa storia che avrebbe potuto costituirsi come piacere singolare alla Harry Mathews, in un determinato luogo del mondo, ad Adelaide, a Praga, a Torino,se non a Palermo o sull’isola di S.Pietro, anche a nord dello stretto di Bering o nello stretto di Malacca, che passò in un’altra  Lebenswelt dell’Aurélia Steiner del poeta[i], una giovane donna festeggia il compleanno masturbandosi per la prima o la millesima volta. Ma non è quella donna di Hyderabad, che era più attempata, e la cosa le ricordava le colazioni durante la guerra di Cina, quando il marito era al fronte[ii]. La giovane donna, che è nel piacere singolare del poeta e lui solo sa dove si trova,  di sicuro  potrà masturbarsi , la prima o la millesima volta, facendo colazione con una speciale marmellata connessa a quella che è la passione, secondo Fourier, connessa al suo segno zodiacale, quello solare, per quanto è dato sapere al poeta. Il poeta è ormai nel contro-freudismo: il sentimento non è la trasformazione sublimante di una mancanza ma al contrario l’effusione panica di un appagamento.

[i] Sulla base dell’Aurélia Steiner di Marguerite Duras.

[ii] Cfr. Harry Mathews, Piaceri singolari, trad.it. ES, Milano 1993: pag.27. Per Harry Mathews  e i suoi Singular Pleasures[P.O.L. éditeur 1983], l’ipotetica città della BED e Chambéry, leggi La Sirène-Une Telle à Chambéry, che , tratto da Chambonheur │© 2006 era stato esposto nella mostra tematica Sirene, tenuta proprio nel 2009  a Catania, connessa con la città della Savoia per via dell’elefante, tanto che il personaggio Valérie Andesmas, di Marguerite Duras, si trasmuta, nel personaggio di V.S. Gaudio, in Sirena-Diotru.

(—)

Leggi tutto su Uh Magazine

Annunci

Marisa Aino ▐ La nuova vita e il fantasma dell’artista

MARISA AINO

LA NUOVA VITA IN ARROGANTE VANTAGGIO

1.

tendere al sublime

come se ne trovano

con animo commosso

sarà la scoperta della vita

i due opposti

lo stile comico

oscuro mondo deformato

costante morale chiaramente contrastata

diventando satira

incalzante esempio

di severa caduta

tesi espressiva dei giorni di realismo

come entità educatrice

degradante requisitoria

dei giorni e delle notti

(6 febbraio ’74)

 

2.

Per dare forma all’informe

quel capolavoro che è la canzone

si ascolta

s’accorgerà subito

che mal s’adagia

da una scena di cui era pregno

nella frequente musica scritta a caldo

riportata all’eterno

tre anni dopo

quasi intero sulla concezione

di quell’anno di quella febbre

quel capolavoro naturalistico

modulato contro il dolore

fino in fondo

traeva fecondamente

anche l’istinto

con occhio distratto

sopra se stesso

riportato all’eterno

su tre colonne

da lettrici autorevoli

del poema di quell’anno

(5 febbraio ’74)

 

  1. La nuova vita era in arrogante vantaggio

 

che rasenta la presunzione

da una sfumatura di verde

che sa scoprire erba medica

fino alle caviglie

e il pubblico applaude

irrequieta e sprizzante energia

per sei mesi l’anno

in arrogante vantaggio

appannate le automobili

tennero una conferenza

ermeticamente chiuse precipitarono all’aperto

munite di aria condizionata

nella parte orientale

infine la Georgia

raccogliendo fondi

con l’entusiasmo in fiore

(3 febbraio ’74)

 

4.

l’essere sognante vago

locutor di materiali elaborati

non sfugge al senso di un sema nuovo

prematuro nucleo

ricrea

un dormiveglia immaginativo

fra sé e la vita identificandone

in termini molto più favorevoli

l’ormai tradizionale

modulo al suo superamento

(24 maggio ’74)

 

5.

infine

autorizzato sarà rimborsato

attraverso un altro presupposto

può essere fatto gratis

come conferma

al di là delle proprie contraddizioni

tenta di disfarsi dei bastoni fra le ruote

sia pure con limiti veri

da persona conscia e informata

come ci è stato fatto notare

per mezzo di diapositive

dovrebbe cominciare a preoccuparsi

prima che i disturbi si manifestino all’esterno

(24 maggio ’74)

 

6.

articolato

senza riferimento

in parola affidò a Rosencrantz raffronti

fra universi inseriti

stava indifferenziato

in frantumi

su scala ridotta chiusa

la cultura della propria esperienza

indigna sotto accusa

l’equivoco inequivocabilmente culminante

(16 maggio ’74)

 

7.

Si avvertiva l’ora del sonno

sospeso

marcava l’inizio dell’esistere

ammassi giganti si addormentavano

abituati a contare

parlavano quasi senza gesti

appena

fra due diversi

c’erano piste senza direzione

il silenzio

cumulo di colossi da rifugio

per tre giorni

il rumore degli animali nella foresta

sdraiati sulle amache tese

 

per me sepolta

c’era una sequenza di suoni

un’ecatombe

il brivido dell’inumano

filo di ragno teso tra due abissi

(12 marzo ’74)

 

8.

Si è trovato

 

correlato allo sviluppo

l’esistenza della forza

attribuisce più tardi

precisa conclusione

all’idea tanto più in alto

con l’aumento

correlazione progredita

favorendo lo sviluppo

in istruzione

con il volume

contributo dato

risultato sette ottavi in reddito pro-capite

(12 marzo ’74)

 

9.

aggrappata al pendio

lontano appariva una macchia

arrivava fin su

sotto il basso cielo grigio

un pezzo nel fango

alla biforcazione della strada rompeva il terreno

con gli occhi

si fermò a guardare l’indifferenza

una scura tela verde portando un fazzoletto

la vecchia signora non dormiva mai

la sua acida sorveglianza si comprimeva

verso mezzogiorno

la teneva come un terribile idolo

(14 marzo ’74)

 

10.

Alle sorgenti del fiume Aipuaña

così diverse

in condizioni ambientali

c’era un mondo di forza e di potenza

così estranee

senza possibilità di mediazione

gli indios inventarono la loro fine

senza volerlo

tentavano di imparare le vicende bibliche

a prezzi sempre più vili

non sapevano che a quella violenza

veniva appesa

a distanza di circa settant’anni

una tribù tacitamente compensata

(13 marzo ’74)

 

  1. Un carrettiere è ancora il fantasma dell’artista

 

la nuova realtà nella commedia

la sconfitta io brucerò

con l’altro se stesso al servizio del rapporto

del giullare

a volte quasi divoro

la sua potenza d’inizio

il veleno nel futuro

non scherza

sono già bruciate le degradazioni umane

celebrative impotenze

collocandosi nel momento

come sogno di una assenza

la sua spada

la sua esperienza dei termini

inghiottito all’interno stesso

nella commedia

(27 febbraio ’74)

 

12.

Alle sue spalle

di resistenza preistorica

rovescia

pestifera fonte del dominio

evoluzione cacciata in circostanze

attratto su due gambette

come un riflesso maturo

deve separarsi dalle proprie membra

il paesaggio combinato

nasce

una mostruosità del rapporto

animato per innalzarsi

assegna resi inerti

prodotti del diritto pubblico

(27 febbraio ’74)

 

13.

colpo inatteso

con compagni di sventura

io resto sola

di ogni residua illusione

 

inedita

cogliere l’ossessiva monotonia

del lume

dell’aspro trepestio di quell’ombra

sonnolente e chiara gioventù

non sentita né voluta

di una vita strozzata

tra prigionieri

il risarcimento del miserevole inganno

ne sottolineo ancora una volta

la voce più chiara fulminata

al di là della dolente gioventù

nelle ultime immagini

il frammento

tra due epoche morte

sembra provocare

con simboli informi

una nuova volontà

(25 febbraio ’74)

da:  POESIE DEL ‘74

La parte riservata e l’ottavo sabaudo▐ Ellsworth Kelly, Roland Barthes, Charles Fourier, V.S.Gaudio

Ellsworth Kelly│ White Black Red, 2004. Oil on canvas, three joined panels

La transizione del podice sabaudo alla Crocetta.

Lebenswelt con Ellsworth Kelly, Charles Fourier e Roland Barthes sull’ottavo nella città della Ruota

 

La donna che appare di punto in bianco o in rosso

non è vestita di rosso, ha un abitino chiaro quasi a pois

col cinturino e il passo tra bianco e rosso

quella linea nera delle scarpe quella linea così

puntuale all’appuntamento col poeta in quell’ora

quel momento quel giorno allora alla Crocetta[i]

quelle mutande tese in un qualche luogo segreto

intanto  che in quel momento così dentro

la linea meridiana di punto in bianco

tra nero e rosso, nero sotto e rosso sotto

e sopra il rosso il nero stava sotto

il bianco che è un po’ consumato

questo sottile piacere che monta

dalle scarpe quel suo passo più rosso

di così,  così preciso così assoluto

così assolato così interpretato

così vissuto che non si può dire

altro né mai si dirà altro tanto

che pur avendola rincontrata

non le si potrà mai dire altro

che non incontrarla più

di punto in bianco

né in rosso o in nero per via

del cinturino e delle scarpe

e gli occhiali da sole è tanto

che aspetti avrei dovuto

sussurrarle toccandola basso

per via di questo rosso sotto

il nero per via delle sue mutande

bianche per via della carne del tergo

per il suo podice così rosso sotto

il nero sotto il bianco così sabaudo

avrei scritto quarant’anni dopo

che come in qualunque classificazione

di Fourier c’era una parte riservata

che è il passaggio, il misto, la transizione,

anche il neutro, rileva Barthes[ii], la banalità,

l’ambiguo, e infine diamogli il nome del

supplemento, e naturalmente non posso

non dire che quella donna con quel culo

alla Crocetta[iii], quell’apparizione, quel

passaggio, quella parte riservata era

nel conto, l’ottavo della collezione

sotto il bianco sabaudo questa estensione

del nero sabaudo sopra il rosso

la parte legale dell’errore, nel mio bioritmo,

nel suo, un calcolo di felicità, per Barthes,

un calcolo di gaudio, per me, l’errore è

immediatamente etico per via del tocco

e del suo podice, nella Civiltà al mercato

della Crocetta oltre la metà di quel giugno

e nella prima metà di quel luglio alla Cittadella

quando quell’ottava parte del mio (-phi) sabaudo

ritornò al passaggio al meridiano, transizione

tra il cinturino nero e le scarpe nere

e l’identico passo del medesimo culo sabaudo

un vago riconoscimento di un possibile

scarto tra il mio ciclo Fisico e il suo, lei

transita in un altro mercatino da una

classe all’altra, e mi lubrifica l’anima

del mio apparato combinatorio perché non

cigoli il (-phi) perché fluidifichi il suo animus

mai così rosso premuto dal nero e sotto

il bianco che è sempre lo spazio del neutro,

tampone, o punzone, ammortizzatore

che soffoca, addolcisce, segna ossessivamente

l’alternanza paradigmatica del suo passo,

che, come scrisse Barthes, dev’essere la

transizione che si può chiamare nocepesca,

in mezzo tra susina e pesca, ottavo del mio

(-phi) e ottavo del suo animus, mai così scandalosa

per quelle strade del passaggio sabaudo e mai

così inclassificabile se non quarant’anni dopo,

in quello spazio del neutro, del supplemento

di classificazione, con quel culo senza nome

e codice fiscale che collega i regni e le passioni,

i caratteri, 810 di quel podice e 810 di questo

(-phi) nella losanga di Lacan, eravamo a Torino

nella Civiltà Meccanica della Ruota l’ultimo

degli Scalzacani nella transizione del podice

torinese, forse nella meccanica ebrea, cabalistica,

così precisa e matematica, lingua pura del

combinatorio, del composto, cifra stessa

del fallo e del gaudio, che, in Civiltà, scrive

Barthes per Fourier, sono banalità, transizioni

e passaggi della banalità, e giustezza del

funzionamento, che l’errore dell’ottavo

esalta e garantisce sotto il bianco il nero

il rosso di Ellsworth Kelly[iv] il culo della giustezza

torinese e forse ebraica, se non valdese,

per come si oppone alla media, anche

nella formula del calcolo semplice di Fourier

degli 810 caratteri: la popolazione 41 anni fa

della città divisa per 810 e poi il Neutro

dell’ottavo per via del suo passo così bianco

sopra il nero sopra il rosso del suo podice

e le gambe che per quelle vie sviano sempre

il senso, la norma, fanno prendere a noia

il medio, per quanto questo come dito medio

possa essere il meridiano e il (-phi) del poeta

nella transizione che è fuori norma

fatta a piedi da chi passa senza ruota

con quelle scarpe, sotto, il cinturino

sopra e l’animus nero degli occhiali

da sole che come la nocepesca

si colloca fra la marca e la non-marca

ammortizza l’opposizione degli occhiali

da vista del poeta e l’occhio, del culo, della donna,

quell’ottavo che innalza il (-phi) in mezzo

sotto il rosso, sotto il nero, sotto il bianco

carezze di percorso o ricognizioni di terreno

in quest’inganno della Civiltà che

in quel bel mezzo, in quel passaggio,

misto e ambiguo supplemento produce

di qua la felicità per via del cinturino

e la pelle del composto e di là il gaudio

per l’intermedio e la giustezza dell’errore

che riempiono il sistema e fanno il piccolo

numero del senso sviato per 41 anni

anche per gli ambigui “pomodori molli[v]

un po’ come il pesce-volante, i crepuscoli

duplicità dei contrari e transizione allora

che impedisce la monotonia in amore e

ragionando in contromarcia come Fourier

sotto o dietro quel rosso l’elastico delle mutande

e l’elasticità del podice nell’ellisse

forse del ciclo Fisico ha un rosso duplice

e anche l’ottavo stesso dei pomodori[vi]

che lei ordina al mercato al tocco del poeta

nello spazio del neutro, geometria che

collega il regno e la repubblica, le passioni

e i 1620 caratteri dei due attanti

[i] Cfr. V.S.Gaudio, L’esemplare d’obbligo che liquidò Aurélia Steiner, Uh Magazine 5.2013

[ii] Cfr.Roland Barthes, La nocepesca, in: Fourier, in:Idem, Sade, Fourier, Loyola, trad.it. Einaudi, Torino 1977.

[iii] La costituzione morfologica corrispondente all’oil on canvas “White Black Red” di Ellsworth Kelly, quell’ottavo torinese degli anni settanta alla Crocetta, e poi in via Cernaia fin in via Cittadella

, con quel cinturino nero ha quasi la stessa parte riservata di mesomorfa così come fu fotografata per Aurélia Steiner Corsicano, quella di Aiacciu, visibile qui in una stazione ferroviaria. Leggi tutto il testo su il cobold”.

[iv] Ellsworth Kelly, White Black Red, 2004. Oil on canvas, three joined panels

[v] Cfr. TORINO E I POMODORI INEFFABILI DI SAN GERVASIO.

[vi] Vedi anche Calendario del Bonheur su Uh Magazine, sempre tratto da: V.S.Gaudio, Chambonheur, leggi l’Uh-Book su Issuu.

v.s.gaudio