Lo spazio muto che dove |V.S.Gaudio

Noctambulario. Bog de poemas y arte. Octubre 2012. Imagen del Maestro Nicholas Dahmane . Model Mrs Choe des Lysses (1)

Lo spazio muto che dove

 

Non si è rimasti che in cinque

nello spazio muto

Bhrat che assomiglia quanto più possibile a Bhram

e questi a Brekë che somiglia a Bragallec che un po’ è Bhrat

e un po’ è Bragâll se non Brekhalla

sono tutti come il nove all’inizio che significa

incontrando il signore destinatomi si rimanga pure

per dieci giorni insieme, e non è un errore instaurare

un tempo di copia occorre unire chiarezza ed energico movimento,

che è così che se essi stanno insieme per un ciclo intero ciò non è

di troppo e non è un errore tenere Bragh in mano, Brogh in bocca,

Brekë in culo, Bhram in fica e Bhrat nell’altra mano per questo si va

allà e si opera,  l’immagine della copia è Brekë che entra da N, Brogh da E,

Bhram da O e Brekhalla da S, Brekë che ha fatto in culo esce da dove vuole

ed entra in culo chi è nel punto da dove lui esce cosicché appare un altro Bhram

a cui viene presa la misura, il tempo passa e lo spazio si rabbuia,

c’è qualcuno che ha fatto ma lei lo tiene ancora, sarà Bragh,

lo si lavorerà finché non lo ammette?

O lo si farà andare fuori affinché un altro

sia lavorato finché non viene?

Brigh quando finalmente arriva in quel posto

sente che è tutto solo e sente che il calendario

non è più un po’ di qua dal fiume dove Bragh è stato lavorato

per bene anche se non ha detto dove né se ha fatto né goduto

allora perché ha smesso difatti eccolo adesso che entra un altro

Bhrat e allora Maruzia che gioca alla mutola se lo lavora col muso

finché non vengono Bregh e Bragh che non dicono dove, è tutto?

Il tempo passa, infine appare un altro Brekë che entra da N si ferma

al Meridiano di Bragalla a testa bassa[i], e Brigh te l’ha detto dove

ammetti che te l’ha detto dove, ti lavorerà finché non lo ammetti

che Bregh te l’ha detto dove ha sborrato, dove ha bevuto alla tedesca

l’uccello reca in volo il messaggio è bene rimanere in basso, questa è

l’immagine della preponderanza del piccolo in cui Maruzia pone

la preponderanza sull’ossequio tanto che l’uccello deve rimanere

dentro, il ko sibarita è questo passare accanto, oltre, a cui si aggiunge

l’idea di eccesso, come se la quota fosse oltrepassata

il 6 sopra è quando l’uccello esce e vola e sborra e inzacchera

mutande e leggings di Maruzia e il 6 sotto che era rimasto sta colando

e la sburra irriga le cosce e le scarpe di Maruzia, con questo comprenda

chi potrà Bragh spegne perché il 9 al terzo posto fa segno che se non si

procede con straordinaria cautela qualcuno viene certamente e fa subito

dietro e allora è bene che chi sia in culo non sia così diritto e forte tanto

da disprezzare la cautela ma che comprenda la situazione momentanea

possa annullar l’agguato e tenersi più a lungo per altri 99 colpi rinserrato

in quel posto allà, infine quando tutti hanno bevuto alla tedesca

e Maruzia ne ha schiumato i prescritti 112 ognuno non dirà dove per quanto

l’altro glielo chieda a gesti dove ognuno non dice niente

lo spazio si illumina e la troia sibarita è già di nuovo con i calzoni da gala,

le braghe di Bragalla e come la bragada ha un bagliore ainico bagnato che fa luce

dai quarti posteriori, Bhrat che fa Bhram o Brekë glielo appoggia nello spazio

dei falsi d’arme dietro e sborra a cappella sull’arnese, la bardatura della giumenta

ungendo cosciale e ginocchiello, tanto che l’altro Bragh che fu tra i primi

a farsi il boccone da re le rende l’omaggio sul farsetto da armare, e Bhram gira

intorno al Buon Convento e la imbragalla senza toglierle niente

lo spazio si spegne, al presente, è inverno, bisogna rimettersi in viaggio, è tutto

la saracina sibarita spegne, è fatto, ha la copia con sé, guarda attraverso il portone

e non si accorge più di nessuno.

Per tre anni giocherà a scaricalasino o a Bragalla, 112 fra duci regi pastori mercanti

uomini di guerra e poeti ne faranno Bragalla e anatomia, come Dido si pone a piuol

di Ainea e fa giocare a mazzasquido, ai billi e alla palla, per ore al giorno fa mutande

a tutto paragone la maledetta troia sibarita di Bragalla.

 

[i] Da notare che chi entra da Est è quello che ottiene immediatamente il Meridiano 16°08’(sedici è il culo, e otto pure) e sarà possibile che la Sibarita Saracena possa fare copia di sé –come fantasma della Maruzia- anche in quegli altri luoghi dove la longitudine è quasi uguale a quella di Bragalla, ovvero a Tricarico, a Margherita di Savoia, a Careri(Rc), il posto del vento del “non ne ho”, Carèo, , a S. Severino Lucano e a Torno, nella Baia delle Zagare o a Torre di Porticello, a Montegrosso, che è tra Mattinata e Peschici sul Gargano, sull’isola di Vis in Dalmazia, o a Piscopio e a Cerzeto, dove l’apparizione di una bella femmina fa tanto fremere gli uomini da farli precipitare negli scalasci, a S.Benedetto Ullano, nei luoghi in cui come a Bragalla la rugiada del cielo che si raccoglie sui pruni selvatici, sulle foglie, sul tronco, si coagula in grani che, sciogliendosi in dolcissimo umore, fornisce medicamenti per un portentoso e miracoloso clistere, dono sibarita di  così gran valore sbatacchiano che non fu una volta a Napoli un’oncia di questa manna venduta sette monete d’oro, il fecondante umore del nume che iva scotendo la testa piena e dopo aver gettato da basso il gran cappello mostrava gran desio di far bragallo?

→v.s.gaudio |bragalla|© 2009

lo spazio muto che dove dahmane

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