Ovest.

Ovest.
Ovest.

(…)

La spedizione doveva raggiungere l’estremo nord della regione e, poi, spingersi ad ovest lungo la linea di confine con la Basilicata fino a Noepoli, dove un certo Rocchino Lavitola ci aspettava per prendere i pesci che, poi, lui rivendeva nella Val d’Agri, in special modo a Senise, Sant’Arcangelo e Roccanova. Se l’impresa riusciva,significava anche aver trovato il passaggio a nordovest che l’Italia stava cercando da secoli. E per questo c’era un congruo premio in denaro e in commende attuali e futuribili! Inoltre, il Ministero dell’Interno, e in parte quello della Marina e della Difesa, si aspettava una descrizione accurata di tutte le tribù possibili di arbëresh,ombroni e ammašcânti stanziali attorno al Monte Pollino. Si raccomandava un comportamento amichevole; era possibile scambiare pesci con fichi, arance con cocomeri, formaggi con sarde salate, aringhe con salsicce, peperoni essiccati con melanzane,baccalà con melagrane, erano escluse le armi da fuoco. Era importante che quei selvaggi si abituassero, in caso di bisogno, a soccorrere con cibo le spedizioni di passeggeri eventualmente bloccate da nevi insormontabili o altri blocchi naturali.

(…)

da:

v.s.gaudio

La stagione della Sella dell’imbroglio

La Lebenswelt con Sten Nadolny

sulla spedizione degli Scalzacani

per il passaggio a nordovest del

Delta del Saraceno

 

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