░ L’azzurro dei cavalcanti

▐ spogliandoti , o semplicemente abbassandoti i jeans, sulla staccionata come del tuo nome che essendo di legno entra nella frescura e rigirandoti in modo che piegata sulla pertica ruotando nell’ombra che di traverso taglia l’orizzonte del culo, così cambiando l’ordine scambiando l’attesa in offerta protesa tanto che la minchia gonfia questa anima del cannone di qua e di là a fondo valle enormi steri ammucchiati di escrementi solidi e scuri sparando bordate di wenza toga sul verde della tua wima questo abbia prima della sera l’ombra piatta del bagnato e l’azzurro dei cavalcanti soffochi tra peli e sborra nella macchia madida che cola o stilla sui bbalbuselli e si spande fino a che arrotondi i tratti obliqui dei trenta gradi prima del tramonto riga che ha succhi, acqua, rami del verde, shcuma di proffia sul legno su cui sfreghi l’odore pieno la scrittura della tua tuféra inzuppata a195e-partcoolio   da▐ U Togu du Marsianu

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