▐ Il cavallo di Troia e la poesia

Istantanea 2 (05-10-2012 00-48)Salpiamo. Imbarcare con la mascella di Písc-Písc
verso Alessandria, Sciankètt amava navigare, anche se
non l’aveva mai fatto in mare, mentre i fratelli Billûsc
ridacchiando s’affrettano alla torre, fu così che mille anni
passarono da quando Agamennone disse: “Non aprite
i cancelli, chi diavolo ha bisogno di un cavallo di legno
di quella misura, fatto poi da Epeo a Francavilla Marittima?”
E Catavïru coraggioso, malgrado rassomigliasse a un attaccapanni,
non poté non dire che Epeo si era separato da Nestore per
starsene a Metaponto, come dimostrava lo scontrino
perduto da Socrate per la sua biancheria lavata,
intanto che la dea Atena, dalla isola Ogigia dell’Amendolara.
a cui egli volle consacrare gli attrezzi
con i quali aveva fabbricato quel Cavallo di Troia,
se n’era andata a Pisa, dove anche la testa di Achille
ha la forma di un trapezoide sempre che, per l’ombra
che a quel meridiano ha rammendi invisibili gratis,
non fosse quella di Ermes, tanto la civiltà ha forma
di cerchio e si ripete, cosicché è sulla riva d’Eno
in Tracia che la statua di Ermes fu scambiata per
quella di Atena, che si era spostata nel locus del Broglio,
e ‘Gnesa , sul letto di morte, implorò
il figlio di abbandonare la poesia e di vendere porta
a porta il folletto o fondare una fondazione con il lascito
di Patroclo, Petrone o di Odisseo che forse era uno dei
fratelli Billûsc se non Sciankètt in persona
▐ by enzuccio de gaudio d’alisandra

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