La “lentaggine” del cinema

 8. La definitività di Lantana
La definitività da cui vorrebbe sottrarsi Gombrowicz, la “definitività” che lo assedia da tutte le parti, un accerchiamento che lo rende preda di “tutto”, perché ha paura che qualcosa di anormale gli possa apparire visto che la sua mostruosità cresce, che i suoi rapporti con la natura sono cattivi, allentati, e che questo allentamento lo rende, appunto, preda di “tutto”[12]; la lentaggine, invece, stende l’accerchiamento, diffonde la definitività, la rende sottile, la dirige verso, la stira, “ta” è questo, “nam” è l’arco, la curva, “amu” è quello, “am” è andare a, “am” è questo  e “questo” è “forza”, e Sonja è strong, l’arma che nella definitività che ci coglie guardando “Lantana” quando chiuso in questa casa, chiuso in me stesso come Gombrowicz, visto che i miei rapporti con la natura sono allentati, non guardo mai dov’è la natura, né se c’è il diavolo o l’infinito, ma è questo che, nella definitività di Lantana, tra luce, fotografia e suoni, non aspetto che appaia l’Armstrong, che è qualcosa come una pianura e stando seduto su una panchina seminascosta tra alberi e arbusti metti che ancora la notte possa essere stellata ma non più calda, e di là nel film sta piovendo sulle lantane, allora è come se nel film non ci sei ancora arrivato: guardi le cose senza averne diritto, come dal buco della serratura, e tutto avviene in un incredibile silenzio in un luogo lontano e senza suoni, anche se nella casa sembra che ci sia il suo corpo di tha, che è ta, la terra, in quel silenzio in cui scopri che tutto questo non esiste,disperatamente smarrito in questa definitività incompiuta[13], la lentaggine dell’Armstrong, così colta nel suo tanu, corpo magro, che sta andando a, am, ti prende con forza, ama, ti piega, tan, sei nel deserto del suo corpo-terra, c’è questo di nome che guardi senza averne il diritto, è questo la lentaggine del cinema, che sta in Australia, non esiste, e tu non ci sei ancora arrivato.

▐ Note 

[12] Cfr. Witold  Gombrowicz, Diario, Volume I(19531958),trad.it. Feltrinelli editore,Milano 2004: 1956 XVIII: pag. 248.
[13] Il riferimento alla definitività di cui al Diario di Witold Gombrowicz non può non farci connettere la Jane del “sexual tryst” di Leon Zat con la Dr. Valerie Somers, non foss’altro per via del personaggio di Doris Lessing, fresco premio Nobel per la letteratura, di cui a Il diario di Jane Somers[1984], che la scrittrice inglese pubblicò sotto pseudonimo, ignorato da editori e critici, come è giusto che sia.

▐ by lantana.questo di nome from uh magazine

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