Il vento del deserto Tanami

1. Il vento del deserto Tanami

E’ straordinario come al mattino del 19 ottobre 2007 ti sorprenda un vento freddo e secco che soffia tra nord e nord-ovest, tra tramontana e maestrale, ed è in questa regalità che l’erezione della libido sottentra per chi ha perso la tramontana, l’immusonito Leon Zat, che, ed è questo il senso segreto del film[1], in effetti non ritrova la bussola con la moglie Sonja, ma è questa maestra del Mullar [2]che gli fa perdere la tramontana. Questo vento di fine segno(il sole è nell’orbita del Giove dell’oggetto regale, maestrale, nel segno dell’ovest, che, per antisci, è in connessione con i primi gradi dell’ultimo segno dell’estate) è plutonicamente maestrale, o piuttosto è un vento del nord, che, in Australia, non sappiamo dire come possa essere chiamato, ma che, fingendo che sia Sidney(la città di Kerry Armstrong, l’attrice che interpreta Sonja) il luogo su cui soffia, che è a 35 gradi sotto l’equatore, provenendo dal nord potrebbe essere quello del Mar dei Coralli, o piuttosto a Sidney quello del  Tropico del Capricorno, che – è davvero Heimlich – è il segno solare di Kerry Armstrong, che, connesso come punto equidistante dalla linea del solstizio, è, in questa patagonica apparizione la cuspide della casa quinta, il nord-ovest, tanto che allora questo vento della sensualità non può che provenire dal Territorio del Nord, dal Deserto Tanami forse, potremmo chiamarlo Tanami e vedere nel suo segreto senso la patagonica radicalità di Kerry Armstrong? Perché Tanami, che in sanscrito può essere fatto di Ta, “questo”, e nam, “piegare”,”curvare”, o nama, “certamente”,”di nome”, questo senso segreto radicalizzerebbe, questo certamentepiegare(curvare) di nome, senza sottacere che tan, che è “stendere” o “piegare” o “dirigere verso” e che è “continuazione” ma anche “prole”, con amã, che è “casa”, “insieme con”, per tanama radicalizzerebbe la “continuazione a casa”, “insieme”, l’”essere diffuso”. In tutto questo, se ascoltate bene, non solo la musica della colonna sonora di Paul Kelly che è tha,”suono cupo”, man, “curvare”, una curva cupa del tempo, c’è un “corpo sottile”(taman) che ha forza(ama), questo “insieme con”(ama) che è nel sé(tam) della continuazione(tan) un suono(ta), un quarto, una terra che piega, curva, sottomette(nam), questo(ta) di nome(nama).

Il corpo plutonico di Kerry Armostrong?

Questo di nome. Tanãma . O Tanami? O Lantana?

▐ da: Lantana- Questo di nome by v.s.gaudio in uh magazine

Annunci

▐ ÜBERBORGES

▐ Albert Camus (b. 7 November 1913 – 4 January 1960)

Ettore Bonessio di Terzet

▐  Ringrazio il divino intrigo

 

Per la pigrizia che ci salva dagli errori

Per Matisse che tirò fuori i colori dal mondo

Per la signorilità degli attori inglesi

Per tutti gli dei inventati dagli uomini

Per Il biliardo di Braque dove mi piacerebbe giocare

Per la nobiltà de La battaglia di Algeri

Per l’eccezionalità di san Francesco

Per il Guerriero di Capestrano dall’elmo divino

Per Loredana con i suoi Angeli e la Carnazza

Per i tramonti di Genova

Per la Madonna del Parto che non partorirà mai

Per La Battaglia di San Romano dove non c’è sangue

Per Petrarca e Leopardi che hanno vinto montagne e siepi

Per Francis Bacon che non resistette alle sue pitture

Per la grandiosità della Cappella di Ronchamp

Per i tragici nudi di Modigliani

Per i francobolli le figurine le biglie che non ho più

Per Michelangelo che ebbe la meglio sul Papa

Per la poesia di Auden che riscatta la bestialità

Per le solinghe chiese di Botta

Per le mele di Cézanne perché immangiabili

Per madre Teresa che mantenne la parola

Per Suor Gertrude a cui non scrivo mai

Per Carmelo Bene e Mariangela Melato

Per il Brasile che giocava un football da far impazzire

Per l’amicizia dei don Bruno e Ivo, Giuseppe e Filippo

Per quel temerario di Urs von Balthasar

Per tutti i soldati che hanno paura e pietà

Per Andrea che ha capito perché lottare

Per la chiesa di Santa Maria Maggiore a Lomello perché non ci sono turisti

Per l’ultimo libro di Merleau-Ponty

Per Duchamp che inganna ancora i grulli

Per il dolore di cui non ho mai capito il senso

Per la canzone di Pino Daniele Napule è

Per la musica elettronica incomprensibile come il dolore

Per la bontà e la gentilezza di Camus

Per Federico e Claudia buoni genitori di Leonardo

Per il letto che riposa le ossa e attira i sogni

Per l’alba che permette agli uccelletti di parlare per ore

Per la giraffa che vorrebbe un collo più corto

Per le zanzare di cui non so l’utilità

Per i topi e gli scarafaggi di cui ho paura

Per i mosaici bizantini ovunque si trovino

Per l’amicizia dei don Bruno e Ivo, Giuseppe e Filippo

Per Teilhard de Chardin che vide lungo e bene

Per l’incompiutezza delle opere umane, come sanno

Mariuccia Paolo Romolo, ottimi allenatori

 

Alessandro Gaudio ■ Il limite di Schönberg ■

Alessandro Gaudio

Il limite di Schönberg

Il principio ibrido, il disagio e la mancata fine del romanzo

Ricerche estetiche

con testi di V.S. Gaudio

 Prova d’Autore  Catania 2013

 

Questo volume raccoglie saggi e interventi pubblicati, spesso con titoli differenti e modificati nella forma, su «Lunarionuovo», storica rivista catanese diretta da Mario Grasso, eccetto un paio ospitati da «Allegoria» e dal «Ponte»; il più delle volte, gli scritti di Alessandro Gaudio sono stati affiancati da testi di V.S. Gaudio, in non pochi casi differenti o più estesi, rispetto a quelli qui antologizzati, nell’ambito della rubrica di critica e di letteratura intitolata Il limite di Schönberg.

In essa si è tentato di usare congiuntamente le armi dell’analisi, della ricerca e della letteratura (senza abolirne le differenze) nel tentativo di sintetizzare un’idea di critica che sia in grado di osservare il suo oggetto da punti di vista inconsueti, sorprendenti. Da un oggetto, da un volto, da un’immagine allo specchio, da un sogno, da un inatteso riferimento si è desunta liberamente (cioè criticamente) una regola estetica che servisse a spiegare il modo soggettivo e incerto in cui il romanzo è possibile e, proprio per mezzo della scrittura, ad affrontare la realtà (incerta anch’essa), a osservarla e a distinguerne le contraddizioni.

Così, il particolare, individuato di volta in volta, si rivela incommensurabile perché ritrova, dopo un lungo processo di condensazione (di speculazione e, con V.S. Gaudio, di drammatizzazione della creazione speculativa), un carattere nucleare, universale. Nell’oggetto incommensurabile lo scrittore, vero e proprio superstite ma anche scienziato, scopre una tensione duale, dialogica e antifrastica allo stesso tempo, che è insita nella stessa nozione di limite, che riguarda la storia, il corpo, la scrittura dell’Io, il cuore complesso, disorganizzato e continuamente ripensato del mondo e che considera quanto di tutto questo sia stato usato e tradotto in romanzo da autori come Raymond Carver, Flannery O’Connor, Philip Roth, John Fante, Arthur Miller, Henry Miller, Edgar Lawrence Doctorow, Arno Schmidt, Edgar Hilsenrath, Witold Gombrowicz, John Edward Williams e molti altri.

Di volta in volta per questi autori non c’è niente che valga la pena di fare, la vita non può migliorare, la casa sembra una tomba, il rubinetto perde, la serranda è rotta e il vicino non ha un aspetto rassicurante, eppure essi continuano a scrivere, racchiudendo ogni cosa e ciascuno degli oggetti da cui si sentono incalzati in un luogo eterotopico esemplare, margine antiumano di esclusione e ombra della loro stessa vita, direbbe Shakespeare, ma pur sempre luogo di desiderio che, pur non riuscendo ad appagarsi nel pieno possesso della cosa, li rende vivi, forse proprio perché maggiormente consapevoli del loro fallimento di uomini.

 

 

Lais Ribeiro vs V.S.Gaudio

blackfashion:

Lais Riberio in “Perfect 10” photographed by Mario Sorrenti and syled by Edward Enninful for W Magazine

Lais Ribeiro
Age: 24
Height: 5’11”
Measurements: 31”-23”-33”
Instagram followers: 93,300
Twitter followers: 21,100
Victoria’s Secret 
shows walked: 3
Number of runway 
shows she walked in 2011 for Rio and São Paulo Fashion Weeks: 53

░ Lais Ribeiro non ha i numeri di V.S. Gaudio ░ Mia Nonna dello Zen ha appurato che V.S.Gaudio non è Lais Ribeiro, non vi è alcun dubbio, pensava che mi fossi travestito e, così, stanco di questa monotona vita ammollo nel pantano di Villapiana, fattomi Lais Ribeiro, un bel pezzo di gnocca alto quanto V.S.Gaudio, cinque piedi e 11 pollici, con il trittico 31”.23”.33”, roba da longilinea ectomorfa che, come fa un passo, tu t’arrampichi al tuo meridiano e soffiando a più riprese nel tuo oggetto “a” lo ingravidi all’istante manco l’immacolata concezione! Quello che ha fatto capire tutto a Mia Nonna è stato che V.S.Gaudio, alla voce: “Instagram Followers: 93,300” per Lais, lui ha 0,000; alla voce “Twitter Followers: 21,100” per Lais, lui ha ancora 0,000; ma la saggia Mia Nonna dello Zen, o è semplicemente scaltra?, ha capito l’antifona e la verità l’ha, come dire?, fulminata, quando, a proposito di “walked”, c’erano le 53 weeks di Lais a Rio e a São Paulo nel 2011: “Ma quando mai? V.S. nel 2011 ha fatto la passeggiata di mezzogiorno per 55 weeks sulla ex statale 106 d’Italia, in agro di Villapiana!”Un piccolo dubbio sussisteva, però: quel che turbò Mia Nonna dello Zen fu il fatto che “Victoria’s Secret shows walked: 3” potesse essere davvero vero anche per V.S., non solo perché l’acronimo di “Victoria’s Secret” è “V.S.”, ma anche per via del 3, che è il numero degli scalzacani con le bisacce, e quindi gli shows walked ci starebbero, e il segreto di Vittoria, che era sua suocera, anche quello, ci stava tutto. Solo che, quando la saggia donna riuscì a capire finalmente che si trattava di mutande, beh, allora, sciolse ogni dubbio: “No. V.S. non ha mai passeggiato a mezzogiorno su una strada nazionale in mutande; quindi, non c’è dubbio, Lais Ribeiro non è V.S. Gaudio!” ░ Il Poeta ha altri numeri… Mia Nonna dello Zen ha in effetti dimenticato le misure; ma, la pia donna come avrebbe potuto comparare le mie misure con quelle di Lais, dico la mia misura, quella che demarca la differenza di genere; comunque, la preciso io: i pollici dell’altezza, bastano a risolvere il caso. Così lei passeggia a Rio e a São Paulo e io continuo a menare il mio oggetto “a” lungo l’asse del mezzo cielo, le juste milieu, dicono i francesi, ma qui chi li capisce i francesi?

U shnek d’u citrūlë™ in Deutschland

U shnek d’u citrūlë™ in Deutschland

♦ “Guten Tag, gnädige Frau, war sie die Gurken harket(1)?
Mensh, sein Korb scheinet das Sauglück(2) Maultierstuttes!”

[trad.it.: “Buongiorno, signora, era lei che raccoglieva cetrioli?
Madonna, il suo paniere sembrava il culo della giumenta!
”]
 Stuttgart
(1) E’ un “raccogliere” nel senso di “rastrellare”.
(2) Il “Sauglück” sta per culo in quanto anche fortuna, insomma un gran culo!

Estetica erotica: fotografia di Nicholas Dahmane vs posizione della mula

image