AtlantAss

L’Artificio di Atlanta. AtlantAss
by v.s.gaudio
La precessione di tutte le determinazioni venute da un altrove, illeggibili, indecifrabili, innominate, non identificate, oggi che ognuno di noi perde le proprie tracce, è assolutamente urgente che ci si metta sulle tracce del podice di Atlanta: noi viviamo di un’energia surrettizia, di un’energia rubata, di un’energia sedotta. Il visionatore è nell’etica della devoluzione, nell’inesorabilità dell’oggetto, l’irredentismo del culo di Atlanta, questo altrove esponenziale del 1984 nell’occhio, nell’obiettivo, di Harry Callahan in cui ho perduto, e perdo, qualunque traccia di un desiderio proprio. Obbedisco a questa alterità radicale, che fa irruzione nella mia mappa cognitiva, prima o nello stesso istante che nella mia libido, la cui evidenza è folgorante. Il podice di Atlanta, apparso, detiene in un solo istante tutto ciò che non ci sarà mai dato di sapere. E’ il luogo del nostro segreto, il luogo di chi ci sfugge, attraverso cui noi sfuggiamo a noi stessi. Scrive Jean Baudrillard: “Il segreto è sempre quello dell’artificio”. Lo chiameremo allora “l’Artificio di Atlanta”, “Atlanta’s Artifice”? O “Atlanta’s Cunning”? O l’artificio che è questo segreto che irrompe nella nostra libido,dando corpo al nostro oggetto a, è enumerabile col “1984” ed è nominabile con “AtlantAss”?

 

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