░ Il Martinguhing

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(…)

 

13 Se devo tenerlo il fiancale madido

se devo accarezzare Guh, e tenerlo

segreto questo raccolto che volge in gioco

che può benissimo essere il mio battello

oppure se uno abbia voglia di andare,ing,

muovendosi tra il desiderio,iccha, e il gesto di

inga o ingita, con tante delicate attenzioni,

la sua pelle fissa con il blu e il rosso,

e in questo muoversi gridare Gu,

con la gioia di precedere il silenzio

la copertura del mistero,

e questo è Guhya,

in questa trasparenza del nome nel quale

non posso che a lungo ammirare la graziosa potenza

splendida e tesa del nome comune, e questo che

colora una jolie fille, il suo Martinguhing

che riunisce in pieno pomeriggio

tutta l’ombra lunga del suo passaggio al meridiano

tra gesti e sussulti e coperture

misteri,Guhya,da tenere dentro,Guh, in questa

atletica,ing,del culo

questo Martinguhing, patagonico muoversi del bonheur

perfettamente visibile sotto rete

pronta a ricevere Miss Martinguhing[1]

il fiancale madido del bonheur che sussulta

 

 

 

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14 Nella forma eclittica appare doppia la linea

nella forma eclittica in cui lei appare

nella discontinuità del tratto che taglia corto

con ogni affetto, questa parure

con le pezze d’arme, la sua armure

così concatenata e reversibile, così ciclica

che non ha più un codice,

sconnessa e frantumata, dépense

che ha l’alterità radicale e assoluta

di un altrove che ha l’eccesso dell’irriducibile

artificio di una sottigliezza agonistica dell’apparire

patafisica armure questo pondus biondo

che nella banale esattezza del suo essere sotto rete

in attesa sta aspettando di pervenire all’incanto

di farsi macchina, oggetto, del segreto,

non un aggettivo che non si impone,

come la puledra con la barda di sella o di fiancale o di questa

inumana ginocchiera-staffa,

armure del fallo, esponenziale analemma

che si spoglia dei suoi nomi quando è cuoio

o entrando nella fresca elasticità che bagna la pelle

e la tende, fa ruotare ciò che di traverso

è tagliato dal rosso e dal blu, semplice gesto

che sta muovendosi e rimane, sta andando

e non si sposta, da una parte all’altra

dabrombodentro

Da : L’armure di Miss Martinguhing


[1] E questo che si vede, come è stato detto alla nota 1, questa patagonistica del nome proprio che si è fatto Dab, e quindi ha la proprietà splendida e tesa del nome comune. Pertanto, questo nome è come se fosse scelto o determinato con tutti e quattro i modi di cui dice Bruno Migliorini in merito all’onomastica tradizionale, per allusione,a un’individualità determinata, per evocazione,simbolismo fonetico e trasparenza,che condensa,quest’ultimo modo,”quella congruenza magica fra il nome e la persona che lo porta”(cfr. Migliorini, Dal  nome proprio al nome comune,Casa editrice Olschki ,Firenze 1927,p.28):”Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam”vs “Tu es Martinguhing et…”.

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