AtlantAss

L’Artificio di Atlanta. AtlantAss
by v.s.gaudio
La precessione di tutte le determinazioni venute da un altrove, illeggibili, indecifrabili, innominate, non identificate, oggi che ognuno di noi perde le proprie tracce, è assolutamente urgente che ci si metta sulle tracce del podice di Atlanta: noi viviamo di un’energia surrettizia, di un’energia rubata, di un’energia sedotta. Il visionatore è nell’etica della devoluzione, nell’inesorabilità dell’oggetto, l’irredentismo del culo di Atlanta, questo altrove esponenziale del 1984 nell’occhio, nell’obiettivo, di Harry Callahan in cui ho perduto, e perdo, qualunque traccia di un desiderio proprio. Obbedisco a questa alterità radicale, che fa irruzione nella mia mappa cognitiva, prima o nello stesso istante che nella mia libido, la cui evidenza è folgorante. Il podice di Atlanta, apparso, detiene in un solo istante tutto ciò che non ci sarà mai dato di sapere. E’ il luogo del nostro segreto, il luogo di chi ci sfugge, attraverso cui noi sfuggiamo a noi stessi. Scrive Jean Baudrillard: “Il segreto è sempre quello dell’artificio”. Lo chiameremo allora “l’Artificio di Atlanta”, “Atlanta’s Artifice”? O “Atlanta’s Cunning”? O l’artificio che è questo segreto che irrompe nella nostra libido,dando corpo al nostro oggetto a, è enumerabile col “1984” ed è nominabile con “AtlantAss”?

 

Annunci

░ Il Martinguhing

image002

(…)

 

13 Se devo tenerlo il fiancale madido

se devo accarezzare Guh, e tenerlo

segreto questo raccolto che volge in gioco

che può benissimo essere il mio battello

oppure se uno abbia voglia di andare,ing,

muovendosi tra il desiderio,iccha, e il gesto di

inga o ingita, con tante delicate attenzioni,

la sua pelle fissa con il blu e il rosso,

e in questo muoversi gridare Gu,

con la gioia di precedere il silenzio

la copertura del mistero,

e questo è Guhya,

in questa trasparenza del nome nel quale

non posso che a lungo ammirare la graziosa potenza

splendida e tesa del nome comune, e questo che

colora una jolie fille, il suo Martinguhing

che riunisce in pieno pomeriggio

tutta l’ombra lunga del suo passaggio al meridiano

tra gesti e sussulti e coperture

misteri,Guhya,da tenere dentro,Guh, in questa

atletica,ing,del culo

questo Martinguhing, patagonico muoversi del bonheur

perfettamente visibile sotto rete

pronta a ricevere Miss Martinguhing[1]

il fiancale madido del bonheur che sussulta

 

 

 

 lalosanga2

 

14 Nella forma eclittica appare doppia la linea

nella forma eclittica in cui lei appare

nella discontinuità del tratto che taglia corto

con ogni affetto, questa parure

con le pezze d’arme, la sua armure

così concatenata e reversibile, così ciclica

che non ha più un codice,

sconnessa e frantumata, dépense

che ha l’alterità radicale e assoluta

di un altrove che ha l’eccesso dell’irriducibile

artificio di una sottigliezza agonistica dell’apparire

patafisica armure questo pondus biondo

che nella banale esattezza del suo essere sotto rete

in attesa sta aspettando di pervenire all’incanto

di farsi macchina, oggetto, del segreto,

non un aggettivo che non si impone,

come la puledra con la barda di sella o di fiancale o di questa

inumana ginocchiera-staffa,

armure del fallo, esponenziale analemma

che si spoglia dei suoi nomi quando è cuoio

o entrando nella fresca elasticità che bagna la pelle

e la tende, fa ruotare ciò che di traverso

è tagliato dal rosso e dal blu, semplice gesto

che sta muovendosi e rimane, sta andando

e non si sposta, da una parte all’altra

dabrombodentro

Da : L’armure di Miss Martinguhing


[1] E questo che si vede, come è stato detto alla nota 1, questa patagonistica del nome proprio che si è fatto Dab, e quindi ha la proprietà splendida e tesa del nome comune. Pertanto, questo nome è come se fosse scelto o determinato con tutti e quattro i modi di cui dice Bruno Migliorini in merito all’onomastica tradizionale, per allusione,a un’individualità determinata, per evocazione,simbolismo fonetico e trasparenza,che condensa,quest’ultimo modo,”quella congruenza magica fra il nome e la persona che lo porta”(cfr. Migliorini, Dal  nome proprio al nome comune,Casa editrice Olschki ,Firenze 1927,p.28):”Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam”vs “Tu es Martinguhing et…”.

La Giovane Poesia

Marisa Aino & V.S.Gaudio a due anni da “La temporalità dell’ombelico”

© marisa g.aino 1971
Guardateli bene, Marisa Aino & V.S.Gaudio: siamo nel 1971 e, loro non lo sanno ma, sono solo a due anni da “La temporalità dell’ombelico” e da “Maya Solemnis”, di cui alcuni testi usciranno, poi, nel 1978, in V.S.Gaudio, Lavori dal desiderio (Guanda, Milano).Questa era la giovane poesia del xx secolo: patafisica, no?

 
© vuesse gaudio

La patagonica Marisa G.Aino
un paio d’anni dopo
con una poesia di V.S.Gaudio
tratta da una Stimmung successiva

░ Monroe-Tête

anonimadelgaud ha rebloggato missmonroes

Monroe-Tête


Tête pourriture que je la jette
offrons donc nos tételette-pattes,
tirons ensemble les reinsarêtes
jusqu’à hauteur de l’Oreille Droite
Tête lalà se prete, tête lachette danse,
lalà, putaine minimette présidence,
coupons coupe coupeons des bêtes
jusq’à….? À l’ultime miette.

[Emilio Villa, da :“Hymnhystère pour les jours tétés”© 1974]