La dea Eriu

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La dea Eriu

Per questo, chi ha, per la somatologia della propria immagine, questo esagramma del farsi incontro, sembra che sia la dea celtica Eriu, la più casta di tutte le donne; e per questo, le sue gambe, come se fossero Dagda, il dio faceto, e Branwen, la dea dell’amore, ordiscono un complotto contro la sua virtù apparente.
Come nella leggenda celtica, Hardy-Eriu, trasformatasi in un cigno per asciugarsi pigramente le sue piume al sole, Dagda si trasforma in cigno anche lui e finge che Branwen sia un’aquila che vuole prenderlo con il becco, e mentre l’aquila si accinge ad afferrare il cigno Dagda, questi si lascia cadere tra le ali aperte di Eriu che si addormenta con lui.
Durante il sonno, Dagda prende Eriu e la feconda. E Françoise Hardy quando si sveglia, sotto il cielo, che è il trigramma che condensa la sua iconica polisemia e la sua polisemica complessità, canta per il nostro oggetto apassando al meridiano di quel fantasma degli anni sessanta: “Tous les garçons…”; “Je t’aime”; “Le temps de l’amour”; “Tu verras”; e addirittura “Suzanne”, come Joan Baez e Leonard Cohen[1].
In realtà, sono le sue gambe che, come il vento, hanno l’intensità del respiro; in realtà, è Eriu che è il soggetto del canto del vento, la cantante, ed è furibonda e terribile, e forse è per questo che ci sembra un cavallo magro, un buon cavallo; invece è il vento alto e lungo, sotto il cielo, che avanza e si ritira, e noi ci si sente interamente nel vento, che è invisibile, ma, sapendo da dove soffia, possiamo denominarlo le “vent-Hardy[2]”?
Note
[1] Delicata come il vento Hardy di sud-ovest è l’allora inedita “Quand un bateau passe”(1965): http://www.youtube.com/watch?v=YDEH1jmoOrE&feature=related .

[2] Se Hardy ha lo stesso respiro di hardi, allora il vento è proprio baldo e ardito, nonostante soffiasse di bolina, come di bolina stretta è l’allure della cantante, che forse è hardie comme le vent du sud, le “cornemuseux” , forse il più vicino al libeccio, le vent hardi cornemuseux ou libeccio, hardy per come lega il vento e ,appunto, dà un pugno al cielo, ecco è questa l’allure di Francoise Hardy: elle lie le vent(=”dà un pugno in cielo”) et chante comme la cornemuse, “s’éleve au vent”, “si porta al vento, sopra vento”.

from: le vent-hardy su “gaudia 2.0″

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