L’altro esiste, l’ho seguito

 

Il diritto fatale di inseguimento

Non si deve dire: “L’altro esiste, l’ho incontrato”; bisogna dire: “L’altro esiste, l’ho seguito”, L’incontro, il confronto, è sempre troppo vero, troppo diretto, troppo indiscreto. Non ha segreto. (…)Mentre invece nel fatto di essere segretamente seguito l’altro esiste, proprio perché non lo conosco, perché non voglio conoscerlo né farmi riconoscere. Esiste perché, senza averlo scelto, si esercita su di lui un diritto fatale di inseguimento. Senza averlo avvicinato, lo conosco meglio di chiunque. Posso certamente abbandonarlo, come fa S.(in La Suite Vénitienne), con la certezza di ritrovarlo l’indomani nel labirinto della città, secondo una sorta di congiuntura astrale(perché la città è curva, perché il tempo è curvo, perché la regola del gioco riporta necessariamente i partner sulla stessa orbita). La sola maniera di non incontrare qualcuno è di seguirlo(è il principio inverso rispetto a quello del labirinto, dove bisogna seguirlo per non perderlo; qui bisogna seguirlo per non incontrarlo).

[Jean Baudrillard, La Suite Vénitienne, in : Idem, La Transparence du Mal, éditions Galilée, 1990]

 

 

 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...