Lo sguardo di Margarita Babina

Il mondo invisibile e lo sguardo della sentinella

Non v’è dubbio che ci sia un mondo invisibile. Di avvenimenti inspiegabili ne succedono di continuo. Un uomo vede gli spiriti. Un altro visiona il proprio fantasma. Un terzo si sveglia e dice: “Era proprio il mio oggetto a che passava al meridiano”. Per spiegare come è stato possibile che abbia di nuovo bagnato il suo fantasma e irrorato il pigiama. Quanti di noi, una volta o l’altra, non hanno visto una ragazza con questi occhi e sentito una mano, che non era per niente gelida, sulla nuca ma più in basso e davanti ed erano soli in casa? Cosa c’è dietro queste esperienze? Sarà possibile, una volta che una ragazza ti ha guardato con questo sguardo, pensare di farle fare il rovescio dellacinese(in cui lei per forza di cose e di atlante deve mettersi in ginocchio, foss’anche mongola, il culo sui talloni, la testa appoggiata sulle braccia)? Di sicuro, se lei ama fare la <em>sentinella</em>(la numero 35 nel F. du Clergé de France)si lascerà la porta semiaperta e lei appoggiata allo stipite con la testa rivolta alle scale e il corpo dentro la stanza a disposizione del poeta, che, pertanto, sarà il non-beneficiario dello sguardo della sentinella…

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Margarita Babina by Josh Wool

 

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My Black

E se fosse questa la fille de mon peuple ?

tutto ciò che le mani toccano

con un’audacia senza la brina e il baccano

del glossario tra peli e cielo

dove ora per una volta sola al mondo

tutto ciò che aveva di pesca

un po’ soffice e di panna di Normandia

accanto agli occhi con le onde dell’acqua

un po’ all’estremità non solo sulla linea

di questo galleggiamento così basso e morbido

dove il pesco considerato come

una pêche à quinze sous quantunque la giovane

il cui plus grand bonheur est d’avoir

un élastique à la culotte

o questo genere numero 10 nel corpus barthesiano

della moda che va incontro l’uno all’altro

senza che la qualità del legno ponga

il problema delle “primitive”

in cui è possibile scomporre l’unità usuale

in elementi più piccoli e questo significante

minimo che è la Gigue ricopra due unità

di senso come la primitiva temporale

in cui è giusto che possa esserci un vestito

per questo momento e che spingendo più in là

questa frontiera merovingia tra l’orlo

delle labbra e quello della gota

questa felice ispezione le permetta di indicarci

che le calze nell’edizione italiana abbiano

all’indice dei termini di moda il numero 11

della cappa che, pertanto, avrà il numero 12

del cappello che avrà a sua volta il numero 13

del cappuccio che avendo il numero 14

della cintura questa farà clip al 15

numero che essendo quello della pêche à quinze sous

ci farà afferrare la Gigolette dalla cintura-corsetto

per ispezionare con bonheur la sua frontiera

merovingia

http://blackfashion.co/post/48429365678

V.S.Gaudio play Norma – Joan

La notte di Joan-Éponine

“Non c’è nulla di umano che non serva da trappola per tutti gli uomini: non possiamo fare in modo che ciascuno dei nostri pensieri non ci adeschi , non sia là, se ne abbiamo qualche memoria, per darci ben presto modo di ridere”(Georges Bataille, L’attesa, in:  Idem, L’Abbé C., Les Editions de Minuit, Paris 1950): tra le braccia di Éponine, come se le nostre grida più grandi possano essere esse stesse promesse a questo piacere esasperato, e ugualmente chi non  le ode queste grida non ha per molto il gusto di essere ansioso, e chi grida si stupirà di aver gridato, solo i tiepidi hanno detto, o erano i casti?, che l’abitudine smussa i sensi: “è proprio il contrario, il piacere come la pittura o la musica esige l’irregolarità continua”(Georges Bataille, ibidem): Éponine-Joan , immaginandola, si fa lirica e pronuncia parole che nella sua bocca hanno una strana sonorità, e allora si dà, giunge a uno stato di lubricità tale che il poeta incomincia a perdere la testa, e fin tanto che la notte dura le dice che quella notte, lei l’aspettava, era proprio la sua notte.

                                                    Fonte: passionparty

#norma#joan#poet-sound#v.s.gaudio#passionparty#éponine

La sfoggiata

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© timor
© timor

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La sfoggiata

La sfoggiata non è un gioco, è uno show off
La sfoggiata, ormai è chiaro, non è un gioco, non è un copione, non è un passatempo, proprio perché non può essere ripetuto, non potendo essere inscenata in nessun altro luogo e in nessun altro momento, che non possa avere quel “demone meridiano”; ma è una rappresentazione, uno show, che, per la sua assolutezza anonima in quella plasticità organica espressiva, non può essere replicato.

E’ stato uno show off unico per un unico spettatore, l’Ermes Priapico, che in quell’altezza campestre doveva essere svegliato all’ora di mezzogiorno dall’energia della Sirena, la ròscida, che, per tutto quanto è stato detto, avrebbe voluto lo gnomone nel guazzo.

Comunque, da questa manifestazione in cui tutto è così demonicamente esatto si può elaborare un copione, il cui apparato virtualizzi il paradigma della dea: un Heimlich roscido che rispecchia un Unheimlich roscido, dal segreto dell’Heimlich, e della notte, all’epifania dell’Unheimlich nell’ora della Sirena, innalzando all’alba il culo(=Unheimlich del levante) per far leggere in faccia il demone meridiano(=Heimlich del ponente).

Tesi
La Sirena, che è una donna sposata, improvvisamente per un’assenza di vento che rende ancor più insopportabile e schiacciante il forte calore, si sente così roscida che vuole portar sollievo al Tale, che, poeta urbano, sta irrorando l’orto. Tra l’ardore di Sirio e l’assenza di vento, nell’antichità considerata caratteristica dell’ora di mezzogiorno, tentata dal demone meridiano, succube assetata di sperma umano[i], appare nell’orto e, dopo aver valutato il Roscidore Ermetico, oppurtamente dice:

-Riposa il mare, riposano i venti, riposa pure tu, il mezzogiorno incombe, l’ora che dicono immota, dio quant’è oppressiva la meridiana!

Così, essendo il Roscidore ermetico, e lei la Roscida sfoggiata, si mette, nel guazzo totale, a raccogliere cetrioli, sfoggiando in faccia all’accosciato ermetico le cadran solaire, affinché veda da sé l’esattezza dell’ora, e la rosa dei venti, affinché, lei può sembrare inopportuna e oppressiva ma vuole essere d’aiuto, la brezza rinfrescante( solo rimedio contro l’insolazione del sole meridiano) renda sopportabile il forte calore e doni riposo a chi è in pena e sollievo a chi è in angoscia.

Leggenda
Idra, Aurora, Giasone, Sirena Roscida, Ermes Priapico.

Ruoli
Salvatore(fallito), Vittima.

Scambi
Da Salvatore(=Genitore Affettivo) a Vittima(delle circostanze e dell’ermetismo del Roscidore).

Insegnamento parentale

“Sii una brava ragazza servizievole, aiuta l’eroe “schiacciato e oppresso dalla Canicola”.

Modello parentale
“Guarda come si fa a dare sollievo al poeta agreste”.

Copione
“Fallo!”

Demone
Apparentemente combatte l’apparato di copione, nel senso che va ad avvisare l’eroe che il sole è al meridiano(cosa che l’eroe sa) e quindi già lo indispone, ma, in realtà, va a rinforzare il copione, si porta il cesto, si posiziona, lo riempie, e ne approfitta per guazzare nell’orto bagnato dal poeta.

Maglietta
Davanti: “Sono una Roscida”.

Dietro:”Lo gnomone è al meridiano”.

Gioco

Non ha tempo per i giochi.

Buoni premio
Sta cercando lo gnomone meridiano.

Permesso
Usare il proprio Adulto per ottenere qualcosa che valga la pena.

Epitaffi
“Era la Sirena di Mezzogiorno”.

“Ci ha provato, la Zoccola!”

“Ha levato il culo a mezzogiorno, che sfoggiata!”

“L’ha mostrato tutto il quadrante solare”.

“Il ponte dell’est alla fiera agreste del sud”.

“Nell’orto col culo all’orto ha riempito la sporta”.

“Roscida di nome e di fatto”.

“Roscida urbana, sfoggiata meridiana”.

“La sfoggiata in campagna”.

“Ella sfoggiò; Ermes non pompò”.

“La Sirena di Mezzogiorno che voleva essere caricata a pompa”.

“L’ Asura dell’Asa”(=Lo Spirito, il Demone, del Culo).

“L’epideissi meridiana”.

“Volle lo gnomone ermetico per la sua meridiana”.

“Sfoggiò il Tavoliere nella Piana Sibaritica”.

“Il centro del Tavoliere sfoggiato”.

“Svelò la Tabula Gnomonis ad Ermes Priapico”.

“L’Idra che non “svellò” Giasone(in orto)”.

Classificazione
Quello della Sirena Roscida o della Sfoggiata Sibaritica è un copione dell’ assolutezza anonima, strutturato non sulla meta ma sullo scopo temporale della sfoggiata.

La sfoggiata è agreste ed è irripetibile, è fatta e non si vede, non si basa su un piano “Tutte le volte” o “Provaci tutte le volte che vuoi”.

L’intervallo di tempo che passa tra l’apparizione e il congedo, 18 minuti, lo struttura con la Sfoggiata Assoluta. Quando chiude il sipario, è ancora e più di prima la Signora Roscìda.

Tornaconto finale
Di solito, tra il “ciao” e il congedo, si struttura l’intervallo giocando o passando il tempo; lei, tra il mezzogiorno e il paniere pieno, ha fatto di una sfoggiata irripetibile il suo “fantasma priapico ermetico” e il “fantasma del culo-Heimlich”[ii] per il Tale. Altro che buoni premio!…

[i] “La descrizione degli assi perpendicolari non prende il suo valore che dal momento in cui diventa possibile costruire su questi assi il gioco puerile di un’esistenza mitologica: rispondente non più all’osservazione o alla seduzione ma a uno sviluppo libero dei rapporti fra la coscienza immediata e varia della vita umana e i dati inconsnci che sono costitutivi di questa vita”: Georges Bataille, L’ albero-vertigine, in: Idem, Critica dell’occhio, a cura di Sergio Finzi, Guaraldi, Rimini-Firenze 1972: pag.93.

[ii] Cfr. il punto H del momento della Sfoggiata che è al meridiano in stretta congiunzione con Marte e anche con il punctum f! Una cosa davvero irripetibile e irriproducibile, che sottentra nella libido con la potenza inquietante dell’Heimlich così friponnement sfoggiato.

E’ patagonica?

luisell a costamagna_08 vignettat

E' patagonica oggi, lo sarà anche domani?
E’ patagonica oggi, lo sarà anche domani?

Patagonia. Fantasma di scomparsa. Quella degli Indiani, la tua, quella di qualunque cultura, quella di ogni paesaggio, nell’indistinzione delle brume e dei ghiacci. Ma in fondo tutto ciò che scompare anche qui in Europa; siamo tutti degli Alacaluf. Perché una tale diversione geografica? La ragione segreta è che è meglio metter fine a una forma rampante di sparizione(la nostra) attraverso un passaggio da vivi nella sparizione visibile. Qualunque passaggio all’atto è una soluzione immaginaria. E’ per questo che “Patagonia” fa rima così bene con “Patafisica”, che è la scienza delle soluzioni immaginarie. Patafisica e agonistica. La Patagonistica.
[Jean Baudrillard, L’esotismo radicale, in: Idem, La Transparence du Mal, éditions Galilée, 1990]