Il Parrott e …la Parrottiera

Il Parrott e la Parrottiera
Il Parrott e la Parrottiera

Il Parrott e …la Parrottiera.

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Brikkuni • Brussell

anonimadelgaud

BrikkuniBrussell

trovare la propria anima attraverso l’anima dell’amato

dentro l’antologia di spoon river e quando l’anima si ritrae

allora la tua anima è perduta, così ho scritto al mio amico

ma il dolore, sta scritto, non ha amici

i lunghi anni di solitudine a casa di mio nonno

a Paris in Boulevard Saint-Germain per trasformare

il dolore in coscienza di sé, ma c’era mia zia

e ci furono altri fantasmi in rue de Turenne

forse la Lazare dentro le bleu du ciel di Bataille

o fors’anche Dirty che l’anno dopo venne con

me a Brussell e Xénie seduta sotto il cedro

un’immagine che è penetrata fin nel mio cuore

come mia nonna sotto il nespolo

portandovi un’infinita quiete

fin tanto che percorrendo l’orangerie Steiner

verso nord si arrivava per il mese di agosto

ai fichi d’India, che non saranno mai rossi

come quelli che passeggero vidi a Malta

con la mia anima che non stava amando più

fu così che non la trovai nemmeno a Brussell

by Blue Amorosi

·

Mia Nonna dello Zen ha detto:

Mi pare che sia una Karenza, una sorta di “serenata villanesca”, che si allunga, taual, allungata, oppure talkit, un “coglimento” totale senza lasciarvi nulla; o meglio: è questo, è una karenza talba, una “serenata villanesca preghiera” , o “domanda”?

Il vento in poppa di Diana e il Berg sibarita

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Mind Mischief Tame Impala

L’allure un po’bolsa dentro la finestra che fa gli amori e il Berg sibarita

Lì al banco della vecchia scuola

lei appollaiata sulla cattedra, dominante per miglia il mondo

e il sistema solare, il mio oggetto a immobile nel declino della vita,

giorno dopo giorno entra nella memoria,

e scrutando nel globo di cristallo

vede le figure del passato come in una processione riflessa

di un sogno splendente, che si muovevano attraverso l’incredibile

sfera del tempo; e ho visto lei lanciarsi verso un destino immortale

lungo il corridoio, con quell’allure come se fosse una cavalla bolsa

e insieme avesse il comando di grandi eserciti

riunendo insieme in un ditirambo rigeneratore

le epiche e falliche speranze del mio fantasma

essendo al tempo stesso Diana con scudi imperituri, frecce e spade

forgiate da Vulcano e dal mio spirito temprato in cielo.

Guardala come cammina! Vedi come non si affretta

verso il luogo dove il suo sentiero s’incontra

con il sentiero di un figlio di Pound e di Henry Miller.

 

O piccolo veneziano, attore per davvero, recitavi bene

la tua parte, potevi irrompere dentro la tragedia

più e più volte ti ho visto nel tuo oggetto a 

camminare con lei fino a quell’autobus rosso spazioso

mentre i corvi gracchiando

volavano in direzione del bosco

sopra il tetto della tua casa

nei tramonti solenni,

con quel suo camminare lungo il corridoio

una mula come un ditirambo

che entra in un destino immortale

immobile passa al meridiano del tuo oggetto a

culmina dentro la finestra che fa gli amori:

una macchia luminosa che si sposta, che saltella,

a volte si ferma per un istante, come sovrappensiero,

e cola e poi si intrufola di nuovo, curiosa, spia

e palpa in una ricerca ostinata della sozzura

la sozzura! La sozzura! Domanda Gombrowicz

in questa grande fotografia nel corridoio della scuola

e nel cortile, anche nella piazzetta della stazione

questo corpo che cammina o che si è appena

abbandonata sul sedile con tutto il peso del suo pondus

la tua Diana che ruzza nei Campi Selvaggi

di quella scuola onorata con la sua allure col vento in poppa

o al giardinetto quel segreto gaudio

risuona come motivo del Berg

lasciando vedere tutto il lascivo sibaritismo

in cui Diana è rimasta incollata