LE SCALE DI BESICOVITCH E IL PUNCTUM DI LUDIVINE

by V.S.Gaudio & Simona Pisani ●
Se all’improvviso in un film, che si dà su “Cult” il 24 aprile 2009, di cui peraltro una parte mi sembrava di averla già vista, passa in un fotogramma una “fotografia” che da tempo, non so quanto, posso controllare e riportare la data, se la rinvengo, qua sotto in una nota, tengono in un file, intitolato a “Linda Kozlowski” , l’attrice di “Mr.Crocodile Dundee”(1986), per intenderci, e questa figura, che, in questo file, ho denominato, non so perché, Julia Vygotsky o Vysotsky , insomma è come se non smettesse di saltellare, o, meglio, passa al meridiano dell’osservatore che, allora, finalmente, risolve l’enigma, è la “Julie” del film “Swimming pool” di Ozon(Fr.2003) , e quindi è l’attrice francese Ludivine Sagnier la figura irredenta, l’oggetto a che, per essere così coniato per erigere la libido del poeta, non può che essere pervaso da una “scala del diavolo”, che è la funzione di Lebesgue della polvere di Cantor, se non dalle scale diaboliche di Besicovitch : c’è una sorta di energia di un rumore durante un intervallo di tempo, che è quello dell’osservazione, che si distribuisce uniformemente lungo la verticale secondo la denominazione matematica della funzione di Lebesgue della polvere di Cantor y=f(x) in cui ciascuna delle intermissioni f(x) è costante. La corrispondenza inversa x=f-1(y) che indica in che modo questa regolarità si rompe fratta lizza la distribuzione molto irregolare del rumore-punctum che l’osservatore “vede” nel fotogramma immobilizzato di Ludivine Sagnier, ovvero “Julia Vysosky”, in piedi davanti alla piscina e con una evidente ecchimosi sullo zigomo.
Sotto questa “scala del diavolo”, ci sono tre scale di Besicovitch, che, in rapporto alla scala del diavolo, hanno il tratto più sorprendente se si suddivide l’ascissa in un gran numero di piccoli segmenti, nessuno dei quali corrisponde a un gradino orizzontale; tuttavia una proporzione molto grande dello spostamento verticale totale ha luogo su uno spostamento orizzontale assai piccolo, insomma è come se queste scale diaboliche di Besicovitch aumentassero la dimensione frattale quando si allontanano dalla scala di Cantor; deve essere così, non c’è altra spiegazione, quantunque ce ne fossero non ho che questo da scrivere, questo fantasma in costume da bagno con un’ecchimosi sul volto e un corpo che è un oggetto frattale per come il suo insieme abbia una dimensione frattale superiore alla dimensione topologica, ordinaria, del corpo, perché c’è questo spostamento verticale del corpo che ha luogo su uno spostamento orizzontale assai piccolo, che fa continuamente aumentare la dimensione frattale e nello stesso tempo ne rompe la regolarità , la fa “saigner”.
Perché non potrebbero che essere le “scale di Besicovitch”, che, così sottese dal corpo di Julie nel fotogramma immobile, non fanno che attivare costantemente la funzione y=f -1(x) nella libido del poeta che, allora, più che dei trema da ritagliare e da asportare dall’oggetto a, lo ricopre non per mezzo di palle di un determinato raggio ma vede la dimensione di ricoprimento continuamente espandersi come la dimensione di entropia dalla macchia che è l’ecchimosi sullo zigomo, questo punctum-saigner che evidentemente in rapporto alle scale di Besicovitch fa espandere obliquamente la -entropia del punctum-saigner a tutto l’insieme frattale del corpo-Sagnier.
E’ questa -entropia del “punctum-ecchimosi” che fa eiaculare il visionatore, il sangue di Saigner che è poi l’insieme “S” in uno spazio metrico, e con un raggio 0, la dimensione di ricoprimento che è la dimensione di entropia, è come se fosse la liquidità della piscina e quindi di Ludivine a ricoprire S, che è la Sagnier, per mezzo di ecchimosi di raggio uguale a  usando il metodo che richiede il minor numero di ecchimosi, N().
L’eccesso che c’è nel nome proprio dell’attrice [che il poeta per anni non ha mai conosciuto, o è stato il caso che ha randomizzato l’oggetto a rendendolo così irredento, tale,avrebbe detto Barthes] è questa ottusa “turbolenza” che, oltre il corpo, è in qualche modo resa viscosa dalla dimensione topologica della piscina, ed è la liquidià dell’acqua; in quanto corpo, è il “punctum-saigner” che come sangue, essendo stata la sua turbolenza così dissipativa e densa, non è che la liquidità somatica tumefatta, e per questo diabolica, della libido; il seme,essendo “salila”, fluttua, è ondata e inondazione, pioggia e sorgente, se si fa aggettivo gioca, si diverte, è l’acqua; il sangue, essendo “asra”, è sangue e lacrima, se si fa aggettivo getta, e se si fa sostantivo archetipo come ắsrava apre all’acqua il varco, è la sensibilità che spinge l’anima verso gli oggetti esterni.
La denominazione matematica della funzione di Lebesgue della polvere di Cantor y=f -1(x) in cui ciascuna delle intermissioni f(x) è costante va da sé che, se riferita o percepita in una fotografia per un fotogramma reso immobile, dovrebbe essere, quanto meno nella parte che formalizza una identità o un luogo, commutata in una formula che, con la sua costante e nell’intervallo di tempo ∆x “avvisi”del passaggio al meridiano del visionatore di questo fantasma o analemma esponenziale in cui ∆y , che sarebbe l’energia di un rumore durante l’intervallo di tempo ∆x nella scala del diavolo, qui, quando l’oggetto a che è L.(udivine) S.(agnier) nel fotogramma immobilizzato di “Swimming pool”, passa al meridiano del visionatore che è il poeta.

© 2009

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