LE SCALE DI BESICOVITCH E IL PUNCTUM DI LUDIVINE

by V.S.Gaudio & Simona Pisani ●
Se all’improvviso in un film, che si dà su “Cult” il 24 aprile 2009, di cui peraltro una parte mi sembrava di averla già vista, passa in un fotogramma una “fotografia” che da tempo, non so quanto, posso controllare e riportare la data, se la rinvengo, qua sotto in una nota, tengono in un file, intitolato a “Linda Kozlowski” , l’attrice di “Mr.Crocodile Dundee”(1986), per intenderci, e questa figura, che, in questo file, ho denominato, non so perché, Julia Vygotsky o Vysotsky , insomma è come se non smettesse di saltellare, o, meglio, passa al meridiano dell’osservatore che, allora, finalmente, risolve l’enigma, è la “Julie” del film “Swimming pool” di Ozon(Fr.2003) , e quindi è l’attrice francese Ludivine Sagnier la figura irredenta, l’oggetto a che, per essere così coniato per erigere la libido del poeta, non può che essere pervaso da una “scala del diavolo”, che è la funzione di Lebesgue della polvere di Cantor, se non dalle scale diaboliche di Besicovitch : c’è una sorta di energia di un rumore durante un intervallo di tempo, che è quello dell’osservazione, che si distribuisce uniformemente lungo la verticale secondo la denominazione matematica della funzione di Lebesgue della polvere di Cantor y=f(x) in cui ciascuna delle intermissioni f(x) è costante. La corrispondenza inversa x=f-1(y) che indica in che modo questa regolarità si rompe fratta lizza la distribuzione molto irregolare del rumore-punctum che l’osservatore “vede” nel fotogramma immobilizzato di Ludivine Sagnier, ovvero “Julia Vysosky”, in piedi davanti alla piscina e con una evidente ecchimosi sullo zigomo.
Sotto questa “scala del diavolo”, ci sono tre scale di Besicovitch, che, in rapporto alla scala del diavolo, hanno il tratto più sorprendente se si suddivide l’ascissa in un gran numero di piccoli segmenti, nessuno dei quali corrisponde a un gradino orizzontale; tuttavia una proporzione molto grande dello spostamento verticale totale ha luogo su uno spostamento orizzontale assai piccolo, insomma è come se queste scale diaboliche di Besicovitch aumentassero la dimensione frattale quando si allontanano dalla scala di Cantor; deve essere così, non c’è altra spiegazione, quantunque ce ne fossero non ho che questo da scrivere, questo fantasma in costume da bagno con un’ecchimosi sul volto e un corpo che è un oggetto frattale per come il suo insieme abbia una dimensione frattale superiore alla dimensione topologica, ordinaria, del corpo, perché c’è questo spostamento verticale del corpo che ha luogo su uno spostamento orizzontale assai piccolo, che fa continuamente aumentare la dimensione frattale e nello stesso tempo ne rompe la regolarità , la fa “saigner”.
Perché non potrebbero che essere le “scale di Besicovitch”, che, così sottese dal corpo di Julie nel fotogramma immobile, non fanno che attivare costantemente la funzione y=f -1(x) nella libido del poeta che, allora, più che dei trema da ritagliare e da asportare dall’oggetto a, lo ricopre non per mezzo di palle di un determinato raggio ma vede la dimensione di ricoprimento continuamente espandersi come la dimensione di entropia dalla macchia che è l’ecchimosi sullo zigomo, questo punctum-saigner che evidentemente in rapporto alle scale di Besicovitch fa espandere obliquamente la -entropia del punctum-saigner a tutto l’insieme frattale del corpo-Sagnier.
E’ questa -entropia del “punctum-ecchimosi” che fa eiaculare il visionatore, il sangue di Saigner che è poi l’insieme “S” in uno spazio metrico, e con un raggio 0, la dimensione di ricoprimento che è la dimensione di entropia, è come se fosse la liquidità della piscina e quindi di Ludivine a ricoprire S, che è la Sagnier, per mezzo di ecchimosi di raggio uguale a  usando il metodo che richiede il minor numero di ecchimosi, N().
L’eccesso che c’è nel nome proprio dell’attrice [che il poeta per anni non ha mai conosciuto, o è stato il caso che ha randomizzato l’oggetto a rendendolo così irredento, tale,avrebbe detto Barthes] è questa ottusa “turbolenza” che, oltre il corpo, è in qualche modo resa viscosa dalla dimensione topologica della piscina, ed è la liquidià dell’acqua; in quanto corpo, è il “punctum-saigner” che come sangue, essendo stata la sua turbolenza così dissipativa e densa, non è che la liquidità somatica tumefatta, e per questo diabolica, della libido; il seme,essendo “salila”, fluttua, è ondata e inondazione, pioggia e sorgente, se si fa aggettivo gioca, si diverte, è l’acqua; il sangue, essendo “asra”, è sangue e lacrima, se si fa aggettivo getta, e se si fa sostantivo archetipo come ắsrava apre all’acqua il varco, è la sensibilità che spinge l’anima verso gli oggetti esterni.
La denominazione matematica della funzione di Lebesgue della polvere di Cantor y=f -1(x) in cui ciascuna delle intermissioni f(x) è costante va da sé che, se riferita o percepita in una fotografia per un fotogramma reso immobile, dovrebbe essere, quanto meno nella parte che formalizza una identità o un luogo, commutata in una formula che, con la sua costante e nell’intervallo di tempo ∆x “avvisi”del passaggio al meridiano del visionatore di questo fantasma o analemma esponenziale in cui ∆y , che sarebbe l’energia di un rumore durante l’intervallo di tempo ∆x nella scala del diavolo, qui, quando l’oggetto a che è L.(udivine) S.(agnier) nel fotogramma immobilizzato di “Swimming pool”, passa al meridiano del visionatore che è il poeta.

© 2009

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Son Dab

image002by V.S.GAUDIO ●

Si trova nella primavera son Dab

si trova nelle vicinanze della primavera
in un bosco una potenza stupefatta
nello splendore del movimento in cui
il fiancale elastico è sotto la trasparenza
da cui non posso che a lungo ammirare
tant de gracieuse beauté
elle monte légèrment l’escalier du filet
le vent tourne quand il change soudain
et cette fille jolie qui réunit
ces instants d’élégance alors qu’en
pleine après-midi s’allonge l’ombre
du méridien
dans ce temps chaude quelle soie n’éveille
en moi d’érections que je ne sache
rapides et définitives ?

en dessous cette perfection des shorts
élastiques ce délice pataphysique
cette beauté surprise au mur du filet
renouvelle constamment dans diverses tonalités
les organes des sens arrosés
qui glissent à une vitesse
que est la vitesse,la plénitude du Martinguhing
che si lascia guardare ancora per alcune ore
nella sua elasticità bionda
cet esprit de femme déployant son dab*
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*In argot sta per “Père”,”Patron”,”Maître” ma anche per “Roi”,”Dieu”, le suprême architect, questo Dab del Martinguhing è chi, avendo generato o costruito cet esprit somatisé de femme, con questo si pone, si realizza come Heimlich o, appunto, Dab; le Dab Martinguhing che,, come si vede alla 13, è la patagonistica, a dirla con Jean Baudrillard, di un oggetto radicale, questo “manifestare il muoversi, l’andare”, e renderlo assolutamente immobile nella devoluzione del suo apparire declinando l’Heimlich, ovvero il suo essere “patafisica dagli effetti incommensurabili”. Il patagonismo di Miss Martinguhing. Fosse stato son dab d’argent,per il rinvio argotier allo “speculum”,lo specolo,che ispeziona le cavità naturali,lo sfoggiamento del suo dab sarebbe stato speculare a questa trasparenza piena e liquida,patente e patagonistica, del suo esprit de femme.

v.s.gaudio,da: L’ARMURE DI MISS MARTINGUHINGimage002image002 image002

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Quel Boobs-bang di Piazza della Pupporona

by ANONIMO DEL GAUD ● Candy Samples 48″ Dal: Fascicolo del P.M. e del Procuratore dell’Accademia per l’Assassinio come una delle Belle Arti: Quadro indiziario; Motivi; Griglia di Parsons; Orientamento tecnico-strumentale del Lafcadio Incaricato, in: ANONIMO DEL GAUD, L’Assassinio dei Poeti come una delle Belle Arti, © 1999-2003] GIUSEPPE FAVATI (Pisa, 1927; visse a Firene, dove è stato giornalista de “Il Ponte”) Titoli: Controbuio, Firenze 1969; Foglio di guardia, Manduria 1970; Per una toponomastica della nostra città, in “Tabula” n.3/4, 1980; Ameleto, in nome dei padri, Firenze 200. Quel Boobs-bang di Piazza della Pupporona • Il poeta, famoso non solo per aver ottenuto nel 1970 il Premio Mugello-Resistenza ma anche per la toponomastica della nostra città, non fu assassinato nei pressi del Ponte, né sotto, né sopra: il corpo(in verità, i resti) del vecchio scriba fu rinvenuto tra Via all’erta mammella e Piazza della Pupporona, non si sa ancora se nel Canto de’ biblici seni stuporosi o proprio in Corso Bellosguardo ancorché strabico . Firenze, lo sapete anche voi, non è Madrid, dove, come testimonia Gomez de la Serna,i seni hanno la bellezza breve dei seni vivacissimi , anche se in Via all’Erta Mammella c’è un viavai di seni di francesina, che sono oltre che belli alteri e di una soavità indicibile, anzi c’è chi riferisce che l’”erta mammella”, essendo situata tra Piazza del Duomo, Palazzo Medici-Riccardi e Piazza S. Lorenzo, o tra Piazza della Signoria, Chiesa di Orsanmichele e Galleria degli Uffizi, fa accorrere tutti a radunarsi intorno alla scena di meravigliosi seni alla parigina davanti ai quali bisogna saper tremare . La soavità altera dei meravigliosi seni alla parigina, che è spettacolo primaverile in Via all’erta mammella, non si può dire che sia abituale ostensione in Piazza della Pupporona, dove, si narra, apparvero i seni della moglie di Lucifero,”i più rimbombanti che siano esistiti” , i più grossi Big Melons mai apparsi in una piazza seppur d’arte, qualcosa che va oltre Anita Ekberg, Jane Mansfield e Jane Russell, una Pupporona tra Candy Samples, l’attrice hardcore che al meglio della sua forma gestiva una latteria per 122 cm di circonferenza , e tra Chesty Morgan, alias Susy Tettalunga, nota interprete de “Il Casanova” di Federico Fellini , e Uschi Digart, una delle Brabusters più usata da Russ Meyer . I biblici seni stuporosi sono stanchi di piacere o hanno capezzoli che guardano con la più grande rassegnazione, guardano verso il basso con molta filosofia e son seni che hanno “un’ansia recondita di essere lapidati da tutti gli uomini che [alle feste religiose e ai pellegrinaggi] si agglomerano nel luogo della festa” , e, giacché questo Canto il Pubblico Ministero non lo rinvenne nella topografia di Firenze, si pensò che doveva per forza di cose trovarsi in un quartiere in cui tutti i seni sono chiusi in casa o in un quartiere abitato da seni tristi oppure in un quartiere in cui i seni escono in processione. Il vecchio scriba fu fatto saltare(su questo non v’eran dubbi o incertezze) in aria con esplosivo ad aria liquida, come si usa fare con i poeti contestativi anziani in ottemperanza alla norma di cui al Capitolo 2°(=Tipologia dei Poeti e Arma di Prescrizione), o piuttosto non da un bazooka ma da un Bazoom il cui potenziale di P.O. ha un effetto esplosivo compreso tra 122(=P.O. Candy Samples) e 185(=P.O.Chesty Morgan). Testimonianze di Federico Fellini, il bosomaniac Russ Meyer, Andréa Ferreol de “la Grande Abbuffata” di Ferreri, Sandra Milo , Riccardo Mannelli, l’autore della “Boobsy-Art”, con uno dei suoi capolavori assoluti Manty Mounjoy, Busty Dusty(P.O.114), Angelique(P.O.109), Lulù Devine(un P.O. che ha fatto la storia della Boobsy Art), Jessica(proposta come “Rubenesque-body”), Deborah con l’acca Caprioglio, Chloe(un decollàge di scuola francese) , Melanie(P.O. 84…pollici!), le sorelle Fulsom(Zena e Cindy), Susan Brecht e Lisa Miller,Nancy, l’extra-expressionist tedesca Crystal Storm, la ginnica Busty Brittany , Lisa Lipps(una tensostruttura oscillante), Lilli Xene(che esalta tutto lo spirito antigravitazionale della Boobsy, Art o Bang che sia), l’esplosiva armonico-ghiandolare Lorraine the Bomb . • Bang che significa esplosione è qualcosa di sorprendente in inglese pop e nello slang generico significa eccitazione. Nello slang tabù, un rapporto sessuale frettoloso, veloce e to bang equivale a farsi una pera. I plurali boobs e boobies sono sinonimi volgari di “breasts”(seni), termine molto affettato e formale. Boobytrap è lo scherzo per cui qualcosa cade in testa a chi entra da una porta. Booby , come termine militare, è un ordigno esplosivo apparentemente innocuo.

La comunicazione manipolatoria in “Pornografia” di Witold Gombrowicz

by V.S.GAUDIO ● La copertina di “Pornografia” della II edizione Bompiani del 1962 La comunicazione manipolatoria della coppia simmetrica adulta Le strategie comunicative governate da ricorrenze costanti attengono innanzitutto a una metaregola: le regole riguardanti le relazioni e i modi specifici di comunicazione caratterizzano i rapporti diadici, più che gli individui. Rileva la Mizzau che la discriminante più netta è relativa al potere interpersonale : “le modalità comunicative tra i membri delle diadi sono diverse a seconda che queste siano livellate o dislivellate(simmetriche o asimmetriche), a seconda cioè che i due membri della coppia agiscano a un livello di parità o di disparità” . Caratteristica delle coppie asimmetriche è una comunicazione manipolatoria, o seduttiva: nel caso di Pornografia,le coppie asimmetriche sono rappresentate dalle due diadi di base: la diade dello stato Adulto, che è, nella sua relazione implicita, di natura simmetrica e con l’utilizzazione delle diverse forme di implicito, crea complicità, rinforza patti, collusioni, veicola surrettiziamente assurdi ideologici, non detti, evocati dal detto: è costituita dall’autore e da Federico; la diade dello stato Adolescente, che è asimmetrica rispetto alla prima, visto il dislivello anagrafico, è costituita da Enrichetta e da Carlo e, modalità innovativa qui nel romanzo di Gombrowicz, è la diade che-insieme- dovrà cedere sessualmente o piuttosto dovrà desiderare di farlo o quanto meno ammettere questo desiderio. La coppia simmetrica Adulta, che sono i due registi dell’intrigo,con tutto un tipo di comunicazione per impliciti, dovrà, dalla situazione iniziale attraverso la complicazione, far sì che alla conclusione del romanzo, sia implicito che l’altra coppia simmetrica abbia ceduto alla manovra manipolatoria della prima. La seduzione, sia in un romanzo-tipo come quello analizzato dalla Mizzau , sia in un romanzo atipico come Pornografia, verte sulla connessione stretta tra ostacolo e desiderio: solo che qui non è fondata la concezione del processo amoroso né sul soggetto né sulla relazione; l’ostacolo, pertanto, non è trovato consapevolmente da nessuno della coppia simmetrica deputata alla relazione: l’ostacolo, che è il fidanzato ufficiale di Enrichetta, viene superato o abbattuto dall’altra coppia simmetrica, che è asimmetrica rispetto a quella dei giovani, e perciò seduttiva affinché la coppia sedotta sappia finalmente quel che sta avvenendo e soccombere, cioè dare atto alla relazione sessuale, coscientemente. L’indicibilità dell’amore e la parte maledetta della giovinezza Se il fine della diade seduttiva deve essere coperto almeno fino alla fase della risoluzione, e perciò le intenzioni vanno debitamente mascherate, la sollecitazione al cambiamento, affinché non produca uno stato di disagio e induca una relativa resistenza, verrà fatta sottentrare con l’inserimento di un’altra coppia ma questa volta composta da individui asimmetrici; in Pornografia, ciò avviene in modo parallelo, la madre[adulta] di Alberto, che è il fidanzato ufficiale di Enrichetta, viene uccisa da un altro ragazzo, complicazione che è parallela alla tecnica manipolatoria della coppia adulta base, in modo che la coppia simmetrica dei ragazzi deputata alla seduzione agisca di propria iniziativa, uccidendo un adulto e, quasi fisiologicamente, l’ostacolo a che la loro seduzione vada in atto. Risoluzione che addirittura va oltre le prospettive relazionali presupposte dalla coppia manipolatrice: tra diffidenze e astuzie, ritorsioni, preterizioni, concessioni, pseudoargomentazioni, trappole, strategie dell’obliquità, quello che passa e non appare è la parte maledetta, che, in un gioco come I Show up for You people Adults, è talmente al livello dell’apparenza che è costantemente invisibile. La parte maledetta, che è fisiologica nella giovinezza, è quel senso ottuso che c’è in un programma in cui non c’è posto per l’amore, e forse nemmeno per il piacere: qui non si tratta dell’apparenza virtuosa sul piano pubblico e della realtà dissoluta sul piano privato di Mme de Merteuil, ma di una sorta di sentimento di sé fisiologico che, in un personaggio giovane, le dà sempre quell’aria un po’ niaise e un po’ radicalmente ottusa , che è paradigma quasi somatico della sentimentale infinitista. Che ha, tra gli impliciti e i non detti, che siano sottintesi,allusioni, omissioni, presupposizioni tendenziose, sempre un qualcosa che è un indicatore intenzionale,cioè un connotatore ridotto allo stato di indicazione che può significare soltanto l’ intenzione significante, e quindi l’ esibizione dell’attributo connotato : che, essendo segno verbale e non verbale, viene a significarsi come punctum, quel qualcosa che trapela nel messaggio stesso e ne investe il significato, tanto che l’autore non possa non esclamare sedotto “Però, la briccona!” . Perché è questo che c’è tra livello dell’essere e livello dell’apparire, una infrazione dell’ordine,che, rendendo possibile la storia, mette in scena l’ indicibilità dell’amore: l’amore, in Pornografia, si dice solo per ciò che non è, che non è tanto nel suo opposto, come negazione o perdita, ostacolo, gelosia, rivalità,morte, o nei suoi limiti tra matrimonio e consuetudine, istituzioni e regole del sociale. Il non detto è tutto nel silenzio dell’istante, in tutto quel disastro, in cui “loro due e noi due ci guardammo negli occhi”: l’indicatore intenzionale – che finalmente è lo sguardo che unifica le due coppie, quella manipolatoria e quella manipolata – fa luce sul non detto, su quello che resta senza risposta ma che è già stato scritto, prima nel copione di Enrichetta, poi nel suo gioco, e che si rivela nel suo test, in cui, essendo una “sentimentale infinitista”,lancia ora una sfida al lettore dopo aver manipolato e sedotto l’autore. Perché, come in Laclos, anche in Gombrowicz i modi della comunicazione tra i personaggi sono omologhi a quelli della comunicazione tra lettore e narratore. Il quale, sembra ripropone al lettore “gli stessi giochi, le stesse sfide che i personaggi si lanciano tra loro. Per far fronte a queste sfide, per individuare il codice di soluzione, chi legge deve cercarlo appunto in questo parallelismo: deve scoprire le analogie tra i giochi ambigui di copertura della propria identità che svolgono i protagonisti del racconto, e lo stesso gioco che fa il narratore; tra il rapporto di potere che intercorre tra personaggi e il rapporto di soggezione che l’autore cerca di stabilire attraverso l’enigma del testo” . La prospettiva relazionale di una sentimentale infinitista ha sempre un attraversamento tra autoinganno e disamore, ed è per questa ragione comportamentale che la conflittualità nella coppia è spesso espressa in modo obliquo, indiretto, attraverso pretesti, impliciti, non detti e semidetti, “che ha la funzione, per chi parla, di richiedere senza mettersi a rischio, o di colpire in modo che l’atto appaia casuale e le conseguenze siano evitate” . La comunicazione obliqua della sentimentale dissoluta La comunicazione obliqua è d’altra parte naturale nella dissolutezza, in cui il Bambino è programmato dal Genitore : come la trama svela, Henia, in quanto sentimentale dissoluta, partecipa all’omicidio di Siemian, ordinato da suo padre Hipolit. Ed è da questa disposizione del Genitore che il Bambino –così programmato in Henia- trova nel diagramma di relazione sulla linea simmetrica 9(B-B) la connessione come compagna di gioco con Karol e sulle due linee asimmetriche 3 (G-B) e 6 (A-B) la messa in atto del copione “Fallo!”, in cui l ‘ ISUFYPA è più che altro un gioco “pararapo” di 3° grado in cui la raccolta punti per l’album inerente lo script di Henia è fatta con figurine di “Buoni adulti” eliminati per “Buoni adulti” affascinati: così riempito l’album non dà come compenso prodotti del gioco “Ti voglio bene, ma un giorno o l’altro finirai male” o “Guarda cosa mi hai fatto fare”(ossia: “Mi hai fatto perdere la mia verginità”, “Mi hai messo incinta”, “Io non volevo, e tu mi hai violentata”) ma prodotti sublimati del gioco “Pistola giocattolo”(che qui è semanticamente il coltello), che è giocato di solito da persone che fingono di essere degli adulti ma in realtà sono dei bambini precoci: così l’erotismo polacco, come semivalore dell’alta pubertà, è questa mobilità inquieta a zig zag del Carro, che è in realtà condotto da bambini precoci che fingono di essere adulti: Henia non dice “Veramente non ero pronta” e Karol non pronuncia “In realtà non posso spingere fino in fondo”; il Genitore non avverte: “Attento a non essere tanto stupido da credere che la pistola sia autentica”. Alla fine scopriamo che questo gioco sessuale, in cui viene decantato l’erotismo polacco come semivalore, ricalca lo schema della variante “Facciamo soffrire il fidanzato”, nel senso che nella versione dell’erotismo polacco si chiama “L’impiccato”. La comunicazione obliqua di Enrichetta è fatta di silenzio, “che non è antitetico al messaggio ma è esso stesso comunicazione. Contestualmente regolato, definito dalle situazioni, dai luoghi, dai momenti, obbligato in alcune circostanze, sanzionato in altre, il silenzio, là dove dovrebbero esserci parole, si fa sentire” . E si fa sentire in ragione e in presenza dell’ostacolo quando il desiderio identificandosi con esso finisce col far sentire i sentimenti che il personaggio(Enrichetta ) sta fingendo. Il silenzio e il terzo, nella triangolazione comunicativa è qui Federico con l’autore, definiscono, illuminando l’elemento della coppia che si intende colpire, il target, tanto che entrambi agiscono dissolvendo la coppia ufficiale e formando la nuova coppia: il “target”, che è Alberto, è colpito dal “silenzio”, ovvero dalla “comunicazione obliqua” di Enrichetta, e dalla parola del “terzo”, che, quando si ricostituisce come messaggio non verbale, non potendo essere parola anonima si mostra in scena incontrollabile e ineffabile,come una chiacchiera, un pettegolezzo, una maldicenza, che è reso proiettile come segreto visibile. v.s.gaudio (da: Feminae semipondus.La semidissertazione su “Pornografia”© 2007)

Amelia Rosselli: La poesia dell’esagramma Li

by V.S.GAUDIO ●
Questo essere stato poco pronto, impromptus, o questa mancanza di facilità che ci fu nel cercare di fare “Uh”, la rivista di scrittura polimaterica che, già progettata alla fine o nel mezzo degli anni settanta, stavo tentando di costruire a metà anni ottanta, è un po’ “impromptus” come il sole di questo fine gennaio che a lato della mia testa, a sud ovest, sta riscaldando, o premendo sopra, finalmente sta imprimendo, sta facendomi lasciare l’impronta di Amelia Rosselli.
Il premere contro, la spinta, l’impeto, ma anche il balzare, il piglio elastico, Spring, che c’è nell’ Impromptu di Amelia Rosselli che, con alcune poesie di Sleep da lei mandatemi per questa impronta “Uh” , costituisce la tabula gnomonis di questa Stimmung a dieci anni dalla sua scomparsa , non fa certo dormire, anche se il dormire, lo starsene inoperoso, o il dēsidēre, di cose che giacciono abbandonate, è l’inquietante segno, l’Heimlich, di quella stagione in cui bisognava far presto e purtroppo il dio degli ombroni ci ha fatto dormire a occhi aperti fino a che la stagione del dio-nulla che era appesa nell’aria è entrata in questo campo in lutto, forse perché durevole fu l’inverno in questo campo in lutto, non l’estate, adesso che fina parola colta sotto altra nuvola che non quella indurita da pioggia e sale della terra, muove lo spirito della terra al lato della testa che non sonnecchiando ma nemmeno pensando si rivolse al suo dio come fosse lui il sole tra le nuvole.
Soffiati nuvola, soffiati Amelia
in questa indifferenza che è la Storia
quell’ebete femmina ingaggiata per una storia
di cui vi racconteremo pur ancora un’altra volta,
quando l’avrai vista storta
faremo al dunque a meno, se sale e
scende la luna è perché il languore d’estate
è stato bagnato quando il grano è secco è anche
pieno di terriccio e la polvere che sale
su pel naso non è nauseabonda ?
C’è qualcosa che si schiude troppo tardi, come le tue analisi con Ernst Bernhard, di cui un amico, non so se furtivamente, mi mise,nella cassa di libri da restituirmi mentre ne tratteneva altre quattro per sé, la Mitobiografia dello psicanalista junghiano, in cui, a quel punto degli anni novanta ormai, mi tocca scoprire che fu in un campo di concentramento in Calabria senza nome e che proprio quando l’edonismo reaganiano trionfa viene nominato alla Storia imprecisa e allusiva dell’attualità.
C’è questo balzare o l’impeto della primavera, e Bernhard lo ha visto prima che in te nel tuo cosmogramma? O tra la tua Pseudo-Ombra e la sua ti indicò solamente quell’albero di melagrane che per primo piantò in un terreno sul lago di Bracciano di fronte alla sua finestra? Questa Grande Madre mediterranea di fronte alla quale sia tu che Bernhard vi siete posti, che tipo di ombra ha proiettato sulla tua vita, visto che è l’ombra che è fatta dei contenuti degli archetipi dei genitori? L’Ombra del Balzare, o l’Ombra della tua Primavera? Ti ha mai fatto Ernst Bernhard l’I King? Ha visto nelle tue mani la vertigine o la verticalità del meridiano impromptus, il piglio elastico del tuo stile o l’uranità della vertigine, ha rinvenuto la traccia della Saturnina del Balzo? Che un po’ prima che si spezzi del tutto è questa lunga campagna militare, è questa luna che se sale e se scende dev’essere perché s’è distesa sul prato che non fiorisce mai?
Se Bernhard interpretava l’I King per un’istanza sopra-personale per ottenere un segno come “fondamento della nostra anima nel suo strato più profondo, la generale condizione umana, che costituisce la base della piccola punta del nostro io consapevole” e “oltre questo i segni mobili (che) indicano la situazione particolare entro quella situazione fondamentale” che costituiscono il nuovo segno della nuova situazione intima in cui tende a trasformarsi la situazione attuale, noi abbiamo prestato l’I King alla poetica permettendone la definizione in merito agli Indicatori Globali usati da Moles per analizzare l’immagine o lo schema: la complessità, che è la misura sintattica dell’immagine,ha la stessa valenza di quantità informativa sia in uno schema che in un testo poetico; l’iconicità dell’immagine corrisponde alla intelligibilità del testo; la polisemia dell’una corrisponde all’ambiguità di connotazione dell’altro; la pregnanza, che è data dal rapporto dei contorni e dei contrasti dell’immagine, in un testo è svelata dal rapporto ellittico dell’entimema. Il primo e il terzo sono Indicatori Connotativi, il secondo e il quarto Denotativi.
Adottando il metodo di cui abbiamo già riferito in altri studi vediamo come si forma l’Esagramma dello stile di Amelia Rosselli:
al 6° posto, l’intelligibilità alta fa ottenere una linea intera ___
al 5° posto, la complessità alta ci dà un sei, una linea spezzata _ _
al 4° posto, l’ambiguità con tasso alto ci dà un’altra linea intera ___
al 3° posto, la pregnanza con tasso più che sufficiente per un’altra linea intera___
al 2° posto, la carica connotativa più che buona ci dà un’altra linea spezzata _ _
al 1° posto, il codice elaborato produce una riga intera ___
Il Trigramma superiore è Li, il Fuoco, l’avvolgente: il Trigramma inferiore è Li,il Fuoco, l’avvolgente: l’Esagramma del Fuoco su Fuoco è il numero 30 dell’I King, ovvero Li, lo splendore ripetuto, lo spiccare due volte: “Il sole e la luna risaltano nel cielo; erbe ed alberi sorgono dalla terra”, commenta la sentenza Richard Wilhelm . L’immagine è: la Chiarità sorge due volte; le quattro regioni del mondo.
Che ha le linee forti al centro(nove al 3° posto che significa “Alla luce del sole che tramonta, gli uomini o battono sulla pentola e cantano o sospirano forte per il tempo che passa”, e il nove al 4° posto esprime la subitaneità dell’identità di percezione, una sorta di fisiologia agitata, inquieta, rapida nell’ascendere), che producono una sorta di asse sintagmatico che ha le “lance” e le “armi” di Li, il fuoco, il fulmine, il Risaltante, tra la vertigine della forma e la verticalità del contenuto, una specie di Ilinx del tempo che converte la compiutezza del senso in angoscia, spiazzando continuamente i simulacri pronominali ma non in modo che l’io si ritrovi nell’ordine dei segni metanarrativi ma piuttosto nell’id di un fatto che si fa affetto, o tenta di farsi tale, per, poi, ammiccare a una storia discendente dell’esserci: insomma,non è, se ben capite cosa si stia dicendo, l’Ilinx immobilizzato che c’è nello stile-contemplazione, che so?, di Ruffato e non è nemmeno nel segno della Mimicry quasi acrobatica di Ginestra Calzolari, è l’Ilinx acrobatico di Li, che, nel cerchio del sistema tradizionale cinese, è a est come se stesse sorgendo proprio come la Primavera e quindi il segno zodiacale di Amelia, l’Ariete,che, guarda te, è un segno della triplicità del Fuoco e che, in più, ha in sé la vertigine, il balzo, l’Impromptum di Urano.
La poesia dell’esagramma Li è la poesia uranica, dello splendore vertiginoso che assolutizza il sintagma fulminante: un po’ dal lato di quanto scrive Ernst Bernhard sul Sé: “L’Io è effimero, il Sé è un nucleo costante. Ne segue che il Sé rappresenta l’essere vero e proprio, che, base immutabile, sta al fondo delle diverse manifestazioni dell’Io. Il Sé è ciò che dura entro il mutamento” . Naturalmente le “depressioni” afferiscono all’Io. Che è come dire quel che disse Giudici, che “non per nulla nella tradizione italiana moderna, il suo precursore più probabile è Dino Campana” e naturalmente è da questo conflitto che si ha scrittura e fascino per “una umiltà istintuale che ci porti a rivivere e a riconquistare la nostra lingua comune quasi che fosse una lingua straniera; e Amelia Rosselli, in ciò “aiutata” da ben note circostanze di nascita e di vita, ha attinto a questo privilegio”, una lingua poetica, che non tanto esprime “quanto è essa stessa un derèglement di rimbaudiana memoria”, ovvero “di una prosodia fondata non più sul rapporto fra accenti tonici e numero di sillabe, ma finalmente su valori di quantità, intensità e durata, epperò tutt’altro che ‘liberi’” .
D’altra parte, se si guarda ai segni intrinseci dell’esagramma Li, che sono :
Tui _ _ 5
___ 4
___ 3
e
Sunn ___ 4
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sono le due linee yin, quella della complessità al 5° posto e quella della carica connotativa al 2°posto, che fanno dello “splendore giallo” la radice o lo specchio di “lacrime a fiumi, gemiti e lamenti”:Tui è il Lago, e Sunn è la penetrazione, il Vento, l’uno sta a Sud-Est e l’altro soffia da Sud-Ovest, un po’ come il vento che piegava l’erba nel giorno di questa Stimmung, tra rallegramento e dissoluzione,lo stile dà quel risalto alla chiarità nella quale tutti gli esseri si scorgono l’un l’altro.
Il segno del meriggio, e non sto anch’io con la faccia rivolta verso il meriggio per ascoltare il senso della poesia di Amelia Rosselli, un po’ come facevano i santi saggi quando ascoltavano il Senso dell’impero universale?
Il vento, che è Tui, arriva a grandi altezze,è indeciso, c’è odor di violenza; il sereno, che è Sunn, è il Lago ma è anche bocca e lingua,lo spezzarsi, il cascar giù, sta in occidente,è aperto sopra ed è quindi connesso con l’autunno, che, nell’asse equinoziale, è, appunto, opposto alla primavera, allo Spring (stagione o balzare che sia) di Amelia Rosselli.

v.s.gaudio